Oggi primo agosto all’Aquila

Andate a vedere come stanno le cose in Abruzzo

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Il consiglio: priorità a disabili,anziani e famiglie
Nuove case, fissati i criteri
Nuove case, fissati i criteri
Sono state stilate classifiche che tengono conto della residenza, del numero dei figli e dei familiari di vittime
Proprietà, residenza, ma anche «aquilanità». Si è giocata su questi fronti la partita in consiglio comunale tra maggioranza e opposizione per stabilire i criteri di assegnazione dei nuovi alloggi del piano Case. Un confronto che, dopo una seduta di oltre 12 ore, ha visto l’approvazione delle linee guida per i criteri ai fini dell’assegnazione dell’abitazione. Il documento elaborato dall’assessore alle Politiche sociali, Luca D’Innocenzo, indica come prioritario il rientro di anziani, disabili, professionisti, ma soprattutto di famiglie con bambini per permettere il ritorno a scuola in tempo per il 21 settembre.
 IL DOCUMENTO. Approvato con 19 voti favorevoli, 18 contrari e un astenuto, il documento contiene le linee guida «per la determinazione del fabbisogno abitativo e criteri di priorità temporale ai fini dell’assegnazione dell’abitazione». È un’indicazione non vincolante perché l’ultima parola spetta alla Protezione civile, su criteri per assegnare le case agli aquilani senza tetto dopo il terremoto del 6 aprile, a cominciare dalle 4.500 case antisismiche in costruzione nei 19 siti del territorio aquilano. L’assemblea comunale si è confrontata sulle priorità di entrata nelle nuove abitazioni, nella speranza di scongiurare lo spopolamento. «In questa situazione incerta», ha spiegato il consigliere dell’Idv, Angelo Mancini, «rischiamo di perdere anche il 30% degli abitanti e questa città rischia di morire. Dobbiamo fare scelte chiare per ridare la speranza ai cittadini perché nessuno lasci la città. Le famiglie stanno decidendo cosa fare a settembre e dobbiamo dar loro sicurezze per tornare all’Aquila». Sulla base di questo principio è stata elaborata una graduatoria di massima che assegna punteggi preferenziali ad alcune categorie, a partire da famiglie con figli in età scolare. «È una corsia preferenziale», ha precisato l’assessore D’Innocenzo «che concorre all’assegnazione delle abitazioni provvisorie, ma non si esclude nessuno».
I PUNTEGGI. Vengono assegnati 4 punti per ogni figlio a carico che ha meno di 5 anni, 3 punti per i figli in età compresa dai 6 ai 16 anni, 2 per i ragazzi fino a 19 anni e 1,5 per gli iscritti all’università.
 Previsti dei punteggi extra per gli anziani; inizialmente, veniva assegnato un punto solo per gli over 75 e 1,5 a partire da 85 anni. Un emendamento del centrodestra ha aggiunto un punto per categoria. Sono 5 i punti assegnati per i componenti con handicap grave, mentre 1 punto è riservato alle invalidità al 100%. Confermata l’assegnazione di 5 punti ai familiari delle vittime e 3 punti ai minori che hanno un solo genitore. 1,5 punti vanno a ogni componente lavoratore.
 Il dibattito a seguito degli emendamenti sulla proprietà presentati dai consiglieri Gino Di Carlo (Abruzzo democratico), Roberto Tinari (Dca) ed Emanuele Imprudente (Mpa) ha spinto i consiglieri di maggioranza a inserire delle graduatorie anche per la proprietà e la residenza, con 1 punto per residenti stabili da almeno 5 anni, 2 punti se la residenza risale a 10 anni e 2 se la casa andata distrutta è di proprietà. Naturalmente, il fabbisogno verrà rilevato anche tramite il censimento della Protezione civile, in cui ognuno potrà indicare una soluzione abitativa.
PROPRIETÀ. Lo scontro aperto c’è stato in materia di proprietà, con momenti di tensione in aula, sia tra i consiglieri, sia per la presenza di alcuni cittadini che sono arrivati alla sala Maiorana con dei cartelli «L’Aquila agli aquilani» per chiedere di inserire dei criteri vincolanti in materia di residenza e priorità. Ai cittadini hanno fatto eco gli emendamenti di Tinari, Imprudente e Di Carlo i quali hanno richiesto almeno 10 punti per i residenti e altrettanti per i proprietari. «È inaudito che si approvi un regolamento di questo tipo», ha detto Tinari, «con dei criteri che favoriscono le famiglie con tanti bambini, spianando la strada a insediamenti stranieri. Il nostro è un appello a tutela dell’aquilanità». A sostegno di questa posizione, il coordinatore cittadino del Mpa, Corrado Ruggeri ha raccolto, nei giorni scorsi, oltre 2mila firme. A loro ha replicato il consigliere di rifondazione Enrico Perilli precisando che «i nuclei familiari di stranieri proprietari di una casa inagibile E o F sono solo poche decine. Per colpire loro si rischia di colpire una parte di popolazione aquilana».
COABITAZIONE. Altro scontro c’è stato sul principio di coabitazione che assegna dei punti aggiuntivi a singoli e nuclei familiari che richiedono congiuntamente un’abitazione. «Si rischia di fare quello che non hanno fatto i Pacs», ha detto Ruggeri, «non possiamo chiedere alle persone una convivenza forzata solo per avere ulteriori titoli preferenziali».

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