Festival dei Matti “numero zero”

Incontri  e invenzioni dentro la follia

Venezia, 9-10  ottobre 2009

“.. non so cos’è la follia. Potrebbe essere tutto o niente. E’ una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia. Invece questa società accetta la follia come parte della ragione, e quindi la fa diventare ragione attraverso una scienza che si incarica di eliminarla (..) il problema  è come  disfare questo nodo, come andare al di là della “follia istituzionale” e riconoscere la follia là dove essa ha origine, cioè nella vita”.

Franco Basaglia

 

Partiamo da qui. Da questo non sapere e da questa presenza.

 

Il non sapere è una scelta di campo, una dichiarazione d’intenti. Come dire: non ci convincono le definizioni della follia, gli sguardi e le parole che s’ingegnano ad oggettivarla, a rinchiuderla nelle spiegazioni e nei discorsi finiti. A metterla al di là del muro.

 

La presenza è un’esperienza – per lo più misconosciuta, negata, dimenticata, e tuttavia comune – che in vari modi ci riguarda, e che ha a che fare con il nostro essere diversi, ognuno da se stesso, ognuno da tutti gli altri.

 

Partiamo da qui. Dalle storie e dalle biografie: quelle sghembe e quelle troppo dritte, quelle che implodono e quelle che esplodono. Storie di tutti e di ciascuno. Storie di matti, per poco o per tanto, gioco o serietà, ventura o sventura. Facciamo un Festival per provare a smontare il tabù della follia e lanciare la sfida culturale di un’inclusione che prenda le mosse dallo smontaggio dei confini. Tecnici, disciplinari, politici.

 

Filosofia, letteratura, arte a convegno per sforzarsi di sostare  in questa contraddizione che appartiene all’uomo – tra le contraddizioni umane, la più sfuggente, la più spiazzante – e raccontarci che cosa apprendono da questo stare, come se ne nutrono. Se possa esserci una  prossimità virtuosa tra dolore e creatività, tra smarrimento e dissidenza, tra diversità e comunanza. A quali condizioni Con quale linguaggio. Parlando a chi.

 

Il Festival dei matti, che ospiterà Umberto Galimberti, Franco Rotelli, Elio, Massimo Cirri, Carlo Antonelli, Dacia Maraini, Claudio Misculin, Sandro Pascucci, Alice Banfi, l’Accademia della Follia, intende                                                                                    

 

   – promuovere la costruzione di un contesto culturale in cui diversi linguaggi  che si misurano con questa esperienza trovino ospitalità e visibilità in una cornice riconoscibile

 

           –   rimescolare le carte, smontare tabù e diffidenza,  riconoscere il nostro essere a volte funamboli, matti con noi stessi, come campo familiare, possibile ponte alla follia degli altri. Accostare i destini di matti riusciti e matti per sventura, immaginarne risvolti e reversibilità. Entrare in dissonanza con quanto diamo per scontato e lasciamo  sullo sfondo

 

       – promuovere una piena appartenenza alla collettività (in termini di diritti e di protagonismo) ai matti per forza, offrendo loro un’opportunità di formazione e di lavoro.

 

 

 

Ideazione e progettazione:  Cooperativa Con-Tatto

 

Promotori: Cooperativa Con-Tatto, Assessorato alla Produzione Culturale del Comune di Venezia, Cooperativa Socioculturale

 

Sostenitori: Coop Veneto, Scuola Grande di San Teodoro, Casino di Venezia, CAAF nordest

 

Patrocini: Comune di Venezia, Provincia di Venezia, Regione Veneto

 

 

Comitato Scientifico:

 

Anna Poma, Laura Barozzi, Alessia Vergolani

 

In concomitanza al Festival dei Matti, presso la Fondazione Claudio Buziol e in collaborazione con lo IUAV, si terrà la mostra Alfabeto dei Matti con i lavori realizzati dagli studenti del Laboratorio di design della Comunicazione, tenuto da Giorgio Camuffo e saranno proiettati i video di Follie d’Archivio, realizzati dagli studenti del Laboratorio di Video documentario, condotto da Marco Bertozzi.

Info:

Cooperativa Con-Tatto,   041 5242009 / 338 8603921

www.festivaldeimatti.org

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