Alla conquista di Tifernum Tiberinum

Appunti disordinati…

 

Premetto che non sono capace di scrivere un racconto…non ho pazienza! Ho aiutato le mie colleghe della cooperativa Il Poliedro di Città di Castello ad organizzare un educational per insegnati scolastici e agenzie specializzate in viaggi d’istruzione…beh poi nei due giorni ho partecipato come se fossi un ospite…e adesso si susseguono nella mia testa immagini e pensieri: eccoli!

Oggi non sono andata a parare le pecore!

Bellissimo…abbiamo accolto i nostri ospiti a Villa Montesca, nel luogo dove i baroni Leopoldo e Alice Franchetti nel 1901 inaugurarono la prima scuola rurale destinata ai figli dei contadini della zona!!

Già solo raccontare questa storia …agli insegnati di oggi e agli studenti..BASTEREBBE per dare un senso ad una gita scolastica!

Isabella ci racconta che i Franchetti dettero vita anche al Laboratorio Tela Umbra con lo stesso scopo di migliorare la qualità della vita delle persone del luogo, dando una organizzazione collettiva al lavoro delle donne!!! Vicino al laboratorio istituirono anche un asilo per i bambini delle lavoratrici…imprenditori sociali ante litteram!!! Anche questo mi entusiasma molto!!!

Passeggiando per Città di Castello, accompagnati sempre da Isabella, che ci insegna a interpretare la toponomastica a leggere i monumenti, le piazze, gli edifici come se fossero un libro di storia… visualizzo scene medievali e poi…rinascimentali, mi immagino la gente che animava questi vicoli e penso:  E perché adesso ci passano macchine, motorini, autobus…facendo un rumore infermale e una puzza allucinante?

Siamo seduti a tavola a pranzo…mentre saluto un’insegnate prima di andarmene in stazione ad accompagnare un’altra dirigente proveniente da Genova, mi colpisce il volto luminoso e il gesto che fa con le braccia quando mi dice: “ e poi in pinacoteca siamo stati proprio avvolti in un’atmosfera fantastica…” beh..a pensarci bene…ci si è presentata davanti una dama in costume ha detto che si chiamava Angela De Rossi da Parma…moglie di Alessandro Vitelli, bellissima donna con un’aria peccaminosa…mentre ci faceva visitare il suo palazzo, assieme alla governante Caterina…ci ha raccontato la sua vita…le vicende della famiglia e ci ha fatto assaggiare del cibo …cucina rinascimentale!

La Pinacoteca comunale, con i suoi dipinti e le sue sale affrescate, è diventata così scenario di un percorso particolare e curioso, in cui alla lettura delle opere d’arte custodite al suo interno si accompagnava l’abbinamento con cibi tipici locali legati alla cucina del Rinascimento.

L’alloro di Apollo, simbolo del suo amore per la ninfa Dafne, si lega così alla tradizione locale nella ricetta di crostini e salse, che abbiamo degustato mentre si ascoltano le storie della divinità di fronte all’affresco del salone monumentale, mentre la foglia di fico di Adamo, dipinto da Raffaello nello Stendardo della SS. Trinità si lega al fico, frutto molto utilizzato in epoca rinascimentale per arricchire pietanze che ci sono state offerte nella sala dedicata al Maestro urbinate, e così via…

Graffiti, grottesche, raffigurazioni mitologiche che ornano il Palazzo richiamano le vicende coniugali della coppia, piuttosto agitate se si vuol dar credito alla famosa leggenda della “sora Laura”…a Città di Castello la conoscono tutti!!

Sono di fronte al polittico della Misericordia di Piero della Francesca: ricordo come adesso la pagina del libro di Storia dell’arte del Liceo…non ho mai capito perché quel testo era in bianco e nero!!! Inspiegabile, studiare la storia dell’arte e osservare imamgini in bianco e nero! Ecco ..adesso è un’emozione farmi venire addosso i colori di quest’opera..nonostante la cattiva illuminazione artificiale del museo!!

Una cosa non capisco..perchè i volti sono inespressivi, perché lo sguardo in basso…anche La Madonna del parto guarda giù…monumentale al centro…però dimessa! C’entra sicuramente con la sua natura divina e umana al tempo stesso!! Uhmm…Fabiana racconta che al tempo le donne incinta non avevano abiti premaman e allora scucivano le vesti all’altezza del ventre e sui lati…lasciando intravedere la sottoveste bianca.

Penso che mi sembra comodo, molto più comodo di adesso!

Poi Fabiana ci fa notare la tenda alle spalle della madonna, dice che è foderata con pelliccia, gli studiosi dicono pelliccia di scoiattolo…ripenso a due scoiattolini che la mattina stessa ci hanno attraversato la strada mentre scendevano per fare colazione dalla foresteria giù alla Villa Montesca … uno marrone, e uno nero..i miei figli li hanno avvistati subito..finchè non si sono arrampicati sugli alberi del parco.

La notte aveva piovuto tantissimo, lampi e pioggia e la mattina il sole aveva fatto alzare una nebbiolina avvolgente.

“Nascondi le cose lontante

tu nebbia impalpabile e scialba”…ha esordito una insegnante di italiano!! Pascoli!

Un pensiero su “Alla conquista di Tifernum Tiberinum

  1. Ciao Sonia!
    E’ davvero bellissimo questo racconto….non è vero che non sai raccontare!
    Viene tanta voglia di venire lì da voi in Umbria!
    Aspetto il prossimo racconto
    Renate

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