PAESAGGIO E TERRITORIO

Vi presento alcune riflessioni dopo Officina Le Mat.
Ho osservato che spesso si usa il termine TERRITORIO e poi si intende PAESAGGIO e anche viceversa oppure la definizione non è così chiara.
Già dai miei studi universitari, ho appreso che si tratta di cose molto differenti tra loro e che hanno a che fare con le persone, il progetto, l’impresa e tante altre cose ancora.
La conoscenza e la consapevolezza del significato dei due termini mi sembra appartenere internamente al Manifesto Le Mat, alle cooperative/consorzi “SOCIALI”, quando parliamo LE MAT…
Quando impariamo nuovi saperi non possiamo essere più come prima il cambiamento è già in atto.
La responsabilità nelle nostre azioni è una salvaguardia per un mondo migliore.
Convito di quanto suddetto, a Bari ho proposto…: compiti per casa.
Io inizierei con la definizione/discussione di TERRITORIO e con la definizione/discussione  PAESAGGIO, vi invito a leggere il testo della Costituzione Italiana e poi altri documenti: la convenzione europea sul paesaggio e il codice del paesaggio.
E poi potremmo avviare una discussione in questo blog, commentando questo articolo…e poi tanto altro lavoro… alla fine saremo tutti un pò differenti (forse migliori).
Saverio

2 pensieri su “PAESAGGIO E TERRITORIO

  1. Ciao Saverio,
    commento un po’ a freddo e in maniera intuitiva: penso che quando si parla di territorio ci riferiamo al concetto di calpestabilità. Conseguenza immediata del calpestare è la misura, ovvero, in definitiva, la quantificazione e razionalizzazione dello spazio, il suo aspetto giurisdizionale, il confine, il confino e la proprietà, ma anche il lato fisico, quello legato alla fatica dell’andare e alla gravità come fenomeno dominante dell’esistere. Vincere la gravità nella stazione eretta significa essere vivi. Al contrario si cede alla gravità con il ritorno alla terra o nella fase di sonno quando si accede a dimensioni svincolate dal peso. Il paesaggio, invece è una categoria puramente mentale. Esso non è svincolabile dalla sua rappresentazione. L’evoluzione del concetto di paesaggio va di pari passo con la storia della rappresentazione dello spazio. In questo senso rappresentare e descrivere in maniera differente significa creare di fatto nuovi paesaggi. Se si vuole un nuovo paesaggio occorre una nuova visione sulle cose. Al contrario per imporre cecità sul paesaggio si propina una rappresentazione standardizzata. Ad esempio prima della grande depressione statunitense e del progetto di ricerca FSA portato avanti da fotografi del calibro di Walker Evans, il paesaggio americano era quello mitico di Ansel Adams, i grandi spazi incontaminati dell’epopea West. Dopo, le periferie, il degrado, il saccheggio della terra e della dignità umana, divennero “qualità” inscrivibili nella nozione di paesaggio. E’ evidente che territorio e paesaggio in queste due accezioni non sono concetti scissi, ma presentano punti di raccordo che potrebbero essere analizzati. In una mia ricerca del 2007 ho tentato qualcosa di simile, cercando cioè di ridare fisicità alla rappresentazione in un lavoro che si chiama Traiettorie immaginate di Vicentini Giuseppe. Puoi vedere qualcosa qui:

    http://www.carloandreasi.it/pagine%20progetti/Giuseppe_Vicentini/VICENTINI%20PHOTO.html

    http://www.carloandreasi.it/pagine%20progetti/Giuseppe_Vicentini/VICENTINI%20GRAFICA.html

    http://www.carloandreasi.it/pagine%20progetti/BRICIOLE%20DI%20PAESAGGIO/BRICIOLE_PAESAGGIO_VG_g01.htm

    Il turismo responsabile rappresenta per questo un atteggiamento che non si beve una rappresentazione preconfezionata, ma aggiungendo per sua natura empatica e relazionale nuovi tasselli alla rappresentazione è esso stesso elemento attivo nella costruzione del paesaggio.

    A presto

    carlo

  2. Non capisco nulla di rapporto tra territorio e paesaggio,ma mi tornano in mente le parole, anzi i versi, di PPPasolini che davano valore letterario al “paesaggio” delle borgate romane. Borgate in cui sono nato e vissuto per molti anni: Rebibbia, Pigneto, Quadraro…
    Ebbene per me quello è un paesaggio che ho calpestato e che ben vivo è in me.
    Dalla mia esperienza di fruitore di paesaggi/territori ( perché per me il paesaggio in cui mi muovo è il territorio in cui vivo) vari mi sento solo di dire che se c’è una distinzione giuridica che è stata “maledetta” per il ns Paese è quella tra Paesaggio e Urbanistica. Da qui sono nati tanti scempi urbanistici compiuti tra gli anni 50 e 80, nelle periferie e nelle campagne del ns Paese.
    Abbiamo in Italia uno dei migliori storici dell’arte e del paesaggio a livello mondiale,Salvatore Settis. purtroppo non urla,non è bilioso, non è onnipresente nei media. Dalla lettura dei suoi libri ho capito come non ci servono leggi in più, ci basterebbe applicare la Costituzione…

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