Abitare la terra

Risponde completamente a ciò che vogliamo per il nostro tempo e per le generazioni future: naturale, ecologica, abbondante, facilmente disponibile ed accessibile al maggior numero possibile di persone! E’ la terra, quella che abbiamo sotto i piedi. La terra del suolo, estratta a pochi centrimetri di profondità, opportunamente scelta, lavorata, messa in forma e lasciata asciugare.

Realizzare mattoni in terra cruda sembra un gioco da bambini! E così è stato per noi, il 18 luglio a Serrenti nella Sardegna Meridionale del Medio Campidano.

Stiamo viaggiando sulle tracce delle “relazioni di senso” della nostra cooperativa sociale San Lorenzo: oggi ci portano ad incontrare Walter Secci, segretario dell’Associazione Nazionale Città della Terra Cruda, lo incontriamo a Samassi dove ha sede la Associazione.

Accostiamo su una stradina, di fianco subito un segno della cultura locale del costruire in terra, poi Walter ci conduce presso la sede dell’associazione  e della biblioteca comunale: una casa di terra! una costruzione tradizionale, con un grande portale filo strada al di là del quale si svolgeva tutta la vita: abitare, conservare e trasformare i prodotti dei campi, il ricovero per gli animali da lavoro, la piazza per la socialità!

Da qui parte il nostro viaggio alla scoperta della cultura della Terra Cruda. Ci incuriosiscono le sperimentazioni, le contaminazioni, l’uso degli spazi ( ora collettivi per attività artistiche e culturali) il tutto in un perfetto equilibrio  tra il recupero di una cultura ancestarle e l’innovazione.

Ad accoglierci in questa culla delle costruzioni in terra anche il Sindaco di Samassi che trascorre con noi il tempo del pranzo: i bambini che sono con noi sicuramente non facilitano la conversazione…ma riusciamo a intenderci sul fatto che è proprio giusto valorizzare la tecnica del crudo, lui ci racconta che con lo svolgimento dei tempi costruire con la terra è stato considerato obsoleto e, soprattutto, per molti, indiscussa testimonianza di povertà, di emarginazione a livello sociale e culturale. Ora invece ci si sta riavvicinando, e la gente capisce che è naturale, è un diritto, noi diciamo a Walter e al Sindaco che lo vogliamo raccontare nel nostro film – racconto di viaggio.

Tocchiamo con mano questo NUOVO interesse per l’arte del costruire in terra cruda, nel pomeriggio, quando ci spostaimo a Serrenti. Qui si sta svolgendo un workshop internazionale di progetto e costruzione con la terra cruda.

Una quindicina di studenti di architettura provenienti da tutta Italia, coordinati dall’architetto Maddalena Achenza ( che subito si fa chiamare Madda dai bambini) e da un maestro peruviano.

Li abbiamo visti mettere le mani in pasta, sporcarsi, toccare la materia, Renate ci fa notare come questo per degli studenti di architettura sia raro e prezioso. Concordo. Mi scorre, in effetti, davanti agli occhi anche la mia carriera universitaria e penso che sono dei ragazzi fortunati.

Ragazzi e docenti presto adottano i nostri piccoli muratori e li mettono al lavoro: setacciare la terra, aggiungere la sabbia, mescolare, aggiungere l’acqua, introdurre la paglia, impastare, lavare lo stampo, riempire, rasare, sollevare e si ricomincia. Insieme.

Intanto Stefan e Silke intervistan, catturano espressioni, colgono i segreti della Terra Cruda in video!

Ci sono anche due ragazzi della Libia che partecipano al grande laboratorio. Si imparano anche archi, volte e cupole. Scopriamo che stanno costruendo la cupola per il forno comunale, giovedì sera provano il forno con una pizza tutti insieme, come vorremmo essere invitati e tornare!

Ma è ora di andare; torneremo, a trovare Walter, nella sua casa di terra a Villamassargia! Alla prossima!

Un pensiero su “Abitare la terra

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


+ 5 = 12

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>