A Londra il franchising sociale si conta e progetta il “nuovo” e in molti guardano a Le Mat

Lo skyline della City nello sfondo della vetrata che illumina la sala conferenze del Coin Street Neighbourhood Center di Londra,un Centro polifunzionale sede di servizi per la comunità ma anche di una importante Agenzia per lo sviluppo dell’Impresa sociale in UK, dove un pubblico di oltre 150 imprenditori e imprenditrici sociali di numerosi paesi europei, ma anche decisori politici e rappresentanti delle istituzioni europee, si sono riuniti per discutere sul presente e sul futuro del Franchising sociale. La combinazione mi sembra vincente, non casuale. Del resto qualche giorno prima uno dei più importanti giornali inglesi “Il Guardian”, a differenza dei nostri giornali poco attenti a queste cose, aveva dedicato un lungo articolo a questo avvenimento soprattutto per sottolineare la crescita concreta di questa esperienza e l’importante orizzonte che porta con sé, proprio in una fase critica dell’economia: come possibile veicolo di sviluppo di una imprenditoriale sociale dinamica,non assistita, come piace al mondo anglosassone che si pensa subito anche come produttrice di “comunità” e sistemi di business e imprese orientati a obiettivi e risultati sociali. E tutto questo grazie alla forza del trasferimento delle migliori esperienze che diventano i punti forti per altre esperienze e realtà formando un sistema di reti stabili e in continuo sviluppo. Il merito di questo incontro va all’European Social Franchising Network (ESFN), una rete nata da un lavoro paziente di tessitura e di incontro tra realtà e persone che hanno creduto nel franchising sociale e che ha consentito la continuazione e lo sviluppo di alcuni dei risultati più innovativi scaturiti dal programma EQUAL. Nell’avviare la Conferenza, uno dei più impegnati esponenti di questa Rete e rappresentante della Comunità delle energie rinnovabili, Keith Richardson ha ricordato, (e il nutrito gruppo italiano di Le Mat presente ha esultato…), il ruolo essenziale che ha avuto l’Italia per l’avvio dell’idea di un franchising sociale, attraverso il progetto transnazionale Le Mat. E l’esperienza di Le Mat Europe, il primo marchio che già unisce due paesi europei ( Italia e Svezia) è stato uno dei casi di maggiore attenzione e confronto sia nella sessione plenaria che poi nei gruppi di lavoro che hanno approfondito vari aspetti: la qualità, la franchaisibilità delle singole esperienze di impresa sociale, la trasferibilità di buone pratiche, le possibili linee di politica europea a sostegno del franchising.

I gruppi di lavoro hanno offerto la possibilità di confrontarsi più da vicino sui diversi ambiti su cui si stanno misurando imprenditori e imprese sociali con marchi e sistemi di franchising: ambiente, commercio,turismo, servizi sociali,servizi ai cittadini,consulenza e finanza dedicata all’impresa sociale,ecc. Si è ragionato anche di possibili esigenze comuni e di idee per politiche comuni. Insomma con l’incontro di Londra il “franchising sociale” ha sancito un importante passaggio da una fase esplorativa, sperimentale,informale a una di lancio di una vera e propria rete tra Franchisors, tra franchisors e franchisees sociali per fare conoscere e riconoscere questo sistema, naturalmente a partire dalle esperienze esistenti che l’ESFN ha cominciato a censire ( vedi il sito www.socialfranchising.coop ) attraverso una prima ricerca che offre i lineamenti di queste realtà in Europa, evidenziando anche numeri significativi sia in termini di organizzazioni di franchising operanti ( oggi oltre 56 in Europa) che di lavoratori impegnati, di cui oltre il 60% svantaggiati.

L’obiettivo di questo primo incontro europeo era appunto di cominciare a contarsi, incontrarsi, creare relazioni ma anche di interloquire con chi fa le politiche: così abbiamo sentito il Ministro delegato alla società civile della Gran Bretagna sostenere la necessità di un impegno per aiutare a sviluppare queste esperienze per fare contare di più la società nei processi economici e sociali, abbiamo sentito esperti di prestigiose Scuole economiche inglesi sostenere che pensare in termini di franchising sociale essere in linea culturale con i nuovi approcci che si stanno affermando di crescita di modelli di sistema che partono non dall’alto ma dal basso, abbiamo sentito esponenti dell’unione europea parlare della necessità che il mondo delle imprese sociali e quello che si sta muovendo con sistemi innovativi come il franchising sociale si faccia vedere e sentire di più per essere considerato un soggetto di politiche europee. La soddisfazione di essere un Le Mat è stata proprio grande perché, ci siamo trovati finalmente in compagnia di altri IMPRENDITORI GLOCAL con lo sguardo in avanti a pensare e fare il “nuovo” per se e per le persone più fragili.

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