Il nostro racconto di un altro viaggio Ecometettoilmondo

La Cooperativa Sociale Il Nodo ha felicemente accolto un gruppo svedese, più precisamente di Göteborg e a maggioranza femminile, spinto fin qui dalla curiosità e dalla voglia di confronto con la realtà italiana per quanto concerne il sistema carcerario e la struttura di supporto sociale che gli ruota attorno. Il gruppo stesso appartiene al mondo della cooperazione nel medesimo ambito, si tratta infatti di membri di cooperative sociali facenti parte di un consorzio che si chiama Companion (www.companion.se) ed operano nella costruzione di percorsi educativi rivolti ad adulti e minori di entrambi i generi, nella fase preventiva e durante il periodo di detenzione. Per noi è stata un’occasione per approfondire il tema e vivere un nostro travolgente viaggio dentro al loro.

Abbiamo scoperto l’Italia e la Svezia molto diverse anche per quanto riguarda questo argomento, già solo per le tipologie di reato o per la composizione delle presenze (un piccolo esempio: da noi il 70% sono stranieri mentre nelle carceri svedesi lo sono solo il 30%).
Il clima, storicamente il più favorevole mai capitato ad ottobre, è stato ottimo per attraversare una buona fetta della Toscana sulle sue curve sinuose che offrono uno spettacolo dopo l’altro dei suoi scorci meravigliosi e fare tappa in città come Livorno per conoscerla nei suoi aspetti più popolari e Siena in quelli oserei dire più “nascosti”.


Abbiamo visitato insieme la Casa Circondariale di Massa Marittima, carcere a custodia attenuata a pochi km da Follonica, con il quale Il Nodo ha sviluppato ed ha tutt’ora in corso progetti di inserimento lavorativo al suo interno; qui le rappresentanze dell’istituto ci hanno mostrato struttura e funzionamento allargando la conversazione anche al sistema generale italiano.

Siamo poi partiti alla volta di Volterra per visitare la sua Casa di Reclusione che è invece per pene alte e definitive; situato in una struttura medioevale iscritta nella lista dei siti Patrimonio Unesco, vede i suoi detenuti impegnati attivamente nelle varie attività di studio, lavorative e ricreative che scandiscono a ritmo serrato la giornata.

Da citare tra le attività la rinomata compagnia teatrale, un’esperienza particolarmente importante soprattutto per chi si trova a dover vivere un periodo di detenzione, e quella del laboratorio sartoriale dal quale escono meravigliosi manufatti. Inutile dire che le carceri visitate effettivamente appartengono ad uno standard superiore a quello rispecchiato dalla media nazionale.

Ha sicuramente meritato la visita anche l’incontro avuto a Siena con l’Ufficio U.e.p.e. che ci ha illuminato sulle pratiche del trattamento penitenziario del detenuto all’esterno dal carcere e sull’interazione con gli assistenti sociali. Ciò che ha accomunato gli interventi nei vari luoghi è stata in modo particolare la premessa della difficile situazione economica italiana che caratterizza questo periodo e che complica notevolmente le cose anche nell’operato di chi, in qualunque ruolo, opera del settore.


Per ultimo in ordine di tempo, l’Incontro con l’Assessore Provinciale di Grosseto alle Politiche Sociali Cinzia Tacconi, il Vice Sindaco di Follonica Andrea Benini e il Presidente Caritas italiana sez. locale Sergio Pieri molto attiva nella nostra zona in questo ambito, avvenuto per di più nel luogo più istituzionale della città ovvero la sala consiliare del comune di Follonica. Il nostro intento era quello di offrire uno spaccato completo sull’argomento coinvolgendo più soggetti possibili che hanno a che fare con il settore in questione, intento che è stato colto e apprezzato dai diretti interessati.

I cooperatori svedesi hanno ovviamente avuto l’occasione di conoscere e interagire con la cooperativa stessa. Raccontare ha appassionato moltissimo alcuni dei dipendenti che hanno intrattenuto i nostri ospiti giunti da un lontanissimo nord per ascoltare con molto interesse la loro esperienza di detenzione e inserimento sociale tramite il lavoro. Ci è dispiaciuto doverli interrompere, in qualche modo forse era la prima volta che capitava anche a noi colleghi di ascoltare i dettagli di quell’esperienza specifica in forma  conferenziale se pur non troppo formale; generalmente sorge spontaneo relazionarsi nel lavoro quotidiano con persone provenienti da esperienze di detenzione terminate o meno ma senza necessariamente conoscere i motivi che l’hanno condotto su quel percorso, come a voler basare il rapporto anteponendo la conoscenza della persone in sé prima ancora di come è arrivato a vivere il carcere.

Il gruppo ha potuto inoltre incontrare direttamente i componenti del CDA di Le Mat, cosa che credo non sia così frequente e scontata anche nei viaggi organizzati dalle cooperative che ne fanno parte. Infine abbiamo soddisfatto durante il soggiorno la loro passione per la cucina italiana facendogli gustare vari piatti tradizionali nei luoghi di autentico folklore. Ho forse insistito molto più sulle nostre sensazioni scaturite con forza perchè ci siamo trovati in punti di osservazione differenti e nuovi rispetto a quelli in cui ci troviamo giornalmente.


Tutto questo è il risultato del lavoro della cooperativa tutta e non solo di Ecometettoilmondo. Doverosi ringraziamenti, vanno anche a chi con tanta disponibilità ci ha accolto dentro gli istituti penitenziari, e a chi a contribuito a un’accoglienza a tutto tondo come il Comune di Follonica, la Caritas di Follonica, l’ufficio U.e.p.e. di Siena, la Cooperativa La Proposta, Le Mat che ci ha incoraggiato questa volta anche con la sua presenza e il resto delle collaborazioni che costituiscono la nostra rete che per noi sono delle bellissime riconferme. Così com’ è una riconferma che cooperare dà ricche opportunità di conoscenza e crescita che non vediamo l’ora di rivivere, insieme ai viaggiatori, nel prossimo viaggio.

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