NOIO… VOLEVAM… VOLEVÀN SAVOIR… L’INDIRISS… DE BAGNACAVALLO….

Raccontare una storia di viaggio ci offre l’opportunità di rendere speciali quei luoghi che diversamente durante la visita non sarebbero in grado di dirci molto, di lasciarci nel cuore e nella memoria un gusto unico…

Così oggi abbiamo visitato Bagnacavallo, un piccolo centro dell’Emilia Romagna in provincia di Ravenna.

Alle 14.30, complice il tempo con un sole caldo, abbiamo intrapreso la strada che porta dal Convento di San Francesco dove siamo alloggiati verso il centro di Bagnacavallo.

Dalla prima tappa, ovvero la porta di ingresso alla città, siamo passati per il Palazzo dell’Abbondanza dove abbiamo incontrato il Presidente del Centro Sociale, Giovanni.

Per raggiungere la Piazza Nuova ci siamo trovati a passare attraverso un suggestivo vicoletto dal nome romantico “Vicolo degli Amori”, stretto, buio ma suggestivo, alla fine del quale si apriva una carinissima piazzetta adiacente ad un antico rifugio per orfanelli, oggi case popolari, tutta addobbata per le feste natalizie e popolata di donne affacciate alla finestra incuriosite dal canto e dalla straordinaria voce di Mario, un LeMat d’oil.

Arrivati alla Piazza Nuova siamo rimasti colpiti dalla sua forma ovale e dai colori accesi, rossastri tutta a mattoncini, evidenziati anche dai raggi del sole che stava tramontando. Tutto intorno si snodava un porticato ad archi sul quale si aprivano vetrine di osterie, enoteche, botteghe di artigiani. Fortuna ha voluto che incontrassimo il proprietario dell’Osteria che ci ha invitato ad entrare nella storia anche recente di questo luogo. La piazza è stata più volte utilizzata come location di film famosi e pubblicità televisive: avete presente quella del latte “Fatti mandare dalla mamma ……..”!

Al calar del sole, nel raggiungere la piazza principale, ci siamo resi conto della tranquillità di questo centro, grazie alla quale abbiamo potuto apprezzare maggiormente la bellezza e i dettagli dei palazzi come il Teatro Goldoni, la Torre Civica sede antica di una prigione a 3 piani divisi in Inferno, Purgatorio e Paradiso che ospitò un brigante detto IL PASSATORE. Alla base della Torre una cosa particolare è la presenza di tre chiodi dove i Bagnacavallesi usano appendere gli oggetti smarriti.

Sulla strada del ritorno, all’imbrunire, ci imbattiamo nel CASTELLACCIO antica torre fortificata di vedetta. La leggenda vuole che il palazzo fosse abitato da fantasmi o streghe, ragion per cui i Bagnacavallesi se ne tenessero lontani soprattutto nelle ore notturne.

Alle 17 abbiamo concluso la nostra visita rientrando nel calduccio dell’Ostello.

….e così oggi “leggere” Bagnacavallo ci parlerà del gusto di quei luoghi, personaggi e storie che in un altro modo non avremmo potuto incontrare: special places, special people, special values!

3 pensieri su “NOIO… VOLEVAM… VOLEVÀN SAVOIR… L’INDIRISS… DE BAGNACAVALLO….

  1. Quando facciamo la prossima Officina Le Mat ti porteremo un approfondimento su Il passatore! ;)

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