Cavallo a Bagnacavallo

C’era una volta un grande cavallo, un po’ vecchio e un po’ malato, che dopo gesta eroiche in giro per il mondo arrivò in un piccolo paese per cercare riposo. Dopo aver bevuto e aver fatto il bagno nel fiume Senio scoprì che le acque di quella terra erano miracolose: in un battibaleno si riprese e tornò a galoppare insieme al suo padrone alla conquista del mondo.

SAPRESTI DIRE DI CHI ERA QUESTO CAVALLO ?

Da allora quell’umido e paludoso territorio si trasformò in una viva città chiamata BAGNACAVALLO, fertile e abbondante nei suoi raccolti.

Così, fu eretto il Palazzo dell’Abbondanza, dove tutti i contadini conservavano insieme i raccolti dei campi.

Secoli dopo, qualcun altro, sempre in preda a manie di dominio dell’universo, richiamato da questa eco di abbondanza, arrivò con le sue truppe conquistando la città e cacciando frati e suore da tutte le chiese, compresi i frati dall’Antico Convento di San Francesco.

E CHI ERA COSTUI INVECE ?

Prima di lasciare il paese però, diede il via allo sviluppo del commercio facendo costruire un tipo di piazza mai costruita prima, di forma ellissoidale: la chiamarono Piazza Nuova. In tale luogo prese piede un importante mercato del bestiame che permise lo scambio delle merci e l’incontro tra le genti, reso più conviviale dalla presenza della famosa Osteria. CONOSCETE ALTRE PIAZZE ELLISSOIDALI ?

Mentre un po’ più in là Piazza della Libertà, al centro di Bagnacavallo, diventava sempre più un luogo di fondamentale importanza per l’aggregazione delle persone e per le scelte politiche.

Se oggi fai un giro per Bagnacavallo e incontri le persone, visiti i luoghi con gli occhi curiosi ti accorgi che a distanza di secoli ha mantenuto e caratterizzato ancora di più i suoi luoghi storici favorendo lo sviluppo di una fitta rete di SOCIALITA’.

Il Palazzo dell’Abbondanza è ora il luogo dove tante associazioni hanno trovato una propria casa. Giovanni, il Presidente degli Amici dell’Abbondanza ci racconta con orgoglio le diverse attività che animano il paese, nelle quali viene mantenuta viva la tradizione, come ad esempio le famose mangiate dell’osteria dell’ Azdora, la signora, un po’ grossa, un po’ con il mattarello, che nella tradizione romagnola governava la famiglia.

Piazza della Libertà ancora oggi viene richiamato al suo ruolo centrale per la comunità: da 5 anni accoglie l’esperienza, durante le feste natalizie, del Circo della Pace , in cui lavorano artisti di tutto il mondo che grazie all’arte circense hanno trovato un’occasione di riscatto. Tale esperienza è un progetto certamente ambizioso ed innovativo, ma è riuscito ad aggregare l’intera collettività bagnacavallese: associazioni, enti pubblici e privati, imprese profit e non-profit.  

L’Antico Convento di San Francesco, nella sua storia, ha sempre svolto una funzione di carattere sociale, come rifugio durante le guerre, come scuola e da circa 3 anni le cooperative sociali Il Mulino, La Traccia e Botteghe e Mestieri ci fanno ACCOGLIENZA DEL VIAGGIATORE.

Attraverso l’Ostello, grande, grandissimo, alto, altissimo, con un chiostro da fare invidia a tutti i gestori di ostelli e non solo, cercano di condividere esperienze e saperi e dare qualità ai rapporti tra le persone.

E’ un posto speciale, ci sono persone speciali, ci sono valori speciali.

Quindi è un LE MAT.

6 pensieri su “Cavallo a Bagnacavallo

  1. resisto alla tentazione di rispondere alle domande…so che il Ciaccio ha la precedenza! Vediamo se le sa tutte!!!

  2. Ma allora siete stati attenti ai racconti, bravi!!
    Allora rispondete a questa:
    che albero è quello che si trova nel chiostro del Convento?

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