Una Conferenza, uno sguardo al mondo, per fare meglio il nostro lavoro di Le Mat.

di Costanza Fanelli.

Partecipare ad una conferenza internazionale come quella che si è tenuta di recente (15-16 marzo) a
Venezia nell’isola di San Servolo promossa da Euricse, l’Alleanza Internazionale delle Cooperative
e dall’Alleanza delle cooperative italiane, sulle prospettive di ruolo e di sviluppo della cooperazione
a livello mondiale è cosa troppo importante per non essere socializzata e condivisa anche con
altri cooperatori sociali. E io lo faccio intanto con i le Mat perchè penso che siamo una esperienza
che lavora con una prospettiva non solo italiana e con un occhio al futuro, e che queste cose ci
convincano ancora di più sulla validità della nostra esperienza.

La Conferenza ” Promuovere la conoscenza delle cooperative per un mondo migliore” è la prima
iniziativa importante per l’anno delle cooperative promosso dall’ONU. Merito di Euricse l’Istituto
Europeo di Ricerca sulla cooperazione e l’impresa sociale diretto da Carlo Borzaga di avere
così aperto la serie di eventi che saranno numerosi in varie parti del mondo.

La Conferenza di Venezia aveva lo scopo particolare di fare confrontare esperti di alto profilo di tutto il mondo (
sia accademico che per provenienza da esperienze significative della cooperazione) su quali base
culturali, valoriali, economiche e giuridiche si poggia e si sta sviluppando in tutto il mondo la
cooperazione e cosa ha da dire oggi. E quindi per parlare di questo si sono alternati economisti,
giuristi, sociologi,rappresentanti di diverse discipline che hanno dedicato tempo e competenze nella
loro vita al mondo delle cooperative. E già questo è sempre una esperienza emozionante per chi sta
nella cooperazione: sapere che la realtà cooperativa è ultra centenaria, è diffusa in tutto il mondo,
continua a svilupparsi in diversi campi, continua ad interrogare sulla sua capacità di distinguersi
dal resto del mondo delle imprese, perchè comunque e in vario modo continua a promuovere un
modello partecipativo in un mondo dove cresce la crisi anche perchè sempre meno si pratica questo
principio.
Punti di vista molto diversi si sono confrontati anche perchè provenienti da paesi e contesti diversi:
molto interessante sentire in diretta le diversità di approcci tra gli studiosi delle Università Usa
e quelli europei, molto interessante lo sguardo diverso di economisti di provenienza accademica
inglese ,tedesca, italiana, di paesi francofoni Tutti però a sottolineare le specificità, le potenzialità
anche in una fase di crisi non solo economica ma di modelli.

Romano Prodi, in apertura ( vedi la foto e l’abbraccio che è anche per i Le Mat) è stato il primo a stimolare uno sguardo nuovo:
a leggere le nostre vicende europee con sguardo mondiale e non solo eurocentrico, a leggere il
positivo della crescita di altri pezzi di mondo prima considerati sottosviluppati.
Qualche parola sul luogo: l’isola di San Servolo, oggi splendido centro di congressi e incontri ma
uno dei luoghi simbolo nella storia della salute mentale e della storia tragica dei manicomi. Di
questo San Servolo conserva tracce solo in un museo, impressionante, che ho visto in compagnia
solo di qualche cooperatore sociale presente.
Essendo difficile riportare e sintetizzare bene le tante cose uscite dalla Conferenza rinvio al sito di
Euricse ( www.euricse.eu) che pubblicherà relazioni e contributi del Convegno.

Costanza Fanelli

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