La Festa della Politica a Bagnacavallo

Sono pochi i momenti durante l’anno in cui il convento si anima, in cui cioè tra chiostro, sale e salette c’è un continuo viavai di persone in una profusione di suoni, voci e colori, che quando fanno massa critica cominciano inevitabilmente a trasmettere una positiva energia all’ambiente circostante: la Festa della Politica è diventato uno di questi momenti.
Pur non avendo assistito a tutti gli avvenimenti, da voci e frammenti di racconti mi sono fatta un’idea dell’atmosfera, afosa ma stimolante che si era creata nei primi giorni, ho poi partecipato, come osservatrice un po’superficiale per il dovere della “cronaca”, a quelli degli ultimi. Non posso raccontarli, ma posso provare a descriverli come dei quadretti immortalati da fotografie.

In sala Oriani erano concentrati alcuni dei dibattiti e interviste condotte soprattutto da giornalisti ai giornalisti più conosciuti perché bravi e ideologicamente schierati, come Luca Telese, Debora Serrachiani e Claudio Sardo, il direttore dell’Unità. A loro forse era stato riservato un trattamento involontariamente un po’ punitivo: Il clima umido-tropicale della sala offriva il colpo d’occhio di giornali agitati a mo’ di ventagli, di facce lucide e, in alcuni casi un po’ rosse, ma se la passione intellettuale è forte, si supera anche questo …

 

Più fortunati quelli che sono stati accolti sul palco del Chiostro, principalmente politici e musicisti, come Veltroni e Fini coordinati da Paolo Mieli, con l’eccezione di Carlo Lucarelli la prima sera: l’arietta freschina del dopo-tramonto stimolava la conversazione e in questo caso lo zoom della macchina fotografica si poteva soffermare sulle sedie attorno al palco, disordinatamente occupate, su quelle attorno ai tavolini disposti nell’erba, e sui loro occupanti: io stessa mi sono offerta di leggere una delle fiabe contenute nel libro “Ci sarà una volta. Favole e mamme in ambulatorio” incoraggiata dall’autore stesso Claudio Satta, che poco prima si era esibito sul palco come cantante, durante la informale presentazione del libro nel Chiostro.
L’aria freschina della sera oltre a stimolare i neuroni stimolava anche … la fame: io mi sono accontentata di una piadina che si poteva prendere nel baretto sotto i portici, ma pare che anche il ristorante allestito nell’ala ancora “grezza” del convento potesse soddisfare il palato senza deprimere le tasche.

Sopra tutti si è però distinto Sergio Staino, presente come autore e come ospite in molti degli eventi della Festa: una sorta di benevolo padre putativo che oltretutto ne ha disegnato la vignetta di presentazione, oltreché padre reale di Michele e nonno di Sofia, venuti con lui a Bagnacavallo.

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