Verona, Berlino, Trieste, viaggi e incontri con e tra imprenditori sociali LE MAT a marzo 2013

Sono seduta di nuovo sul treno, questa volta vado a Trieste dove oltre a re-incontrare i primi Le Mat della storia (l’Hotel Tritone in Viale Miramare 133) incontrerò un gruppo di svedesi di Åkersberga una cittadina nella contea di Stoccolma, il capoluogo amministrativo della municipalità di Österåker, che vogliono realizzare un luogo di accoglienza Le Mat.  Elisabet Abrahamsson di Le Mat Sweden gli accompagna e così coglieremo l’occasione di fare un piano di lavoro di Le Mat Europe per il 2013. Insomma, gli svedesi del progetto “explosion”, forse prossimi Le Mat, viaggiano per incontrare i primi, per vedere come e se funziona, dove sono i problemi….per prendersi il coraggio per fare

Sono stanca, nella mia testa ci sono ancora le tanti immagini dei giorni precedenti…da lunedì 4 marzo sono stata a Verona, al Hotel GranCan della cooperativa sociale Azalea per accompagnare un altro gruppo di visitatori svedesi provenienti dalla contea di Goeteborg. I viaggiatori sono direttori di servizi sociali dei Comuni, delle assicurazioni sociali e di MEDBORGARSKOLAN.  Loro volevano capire il lavoro delle cooperative sociali e dal momento che Le Mat ne sa qualcosa si sono rivolti a noi per l’organizzazione di un viaggio di studio. Hanno scelto il sistema Azalea tra altre due proposte per diverse ragioni. 3 giorni, di cui 2 di intenso lavoro, per capire come sono nate, come si sono sviluppate e dove sono oggi i problemi delle cooperative sociali oggi in Italia, per portare con sè stimoli e idee.

I soci lavoratori della cooperativa sociale AZALEAoperatori socio-sanitari, receptionist, camerieri, cuochi, somelier, autisti, psicologi, tutto fare – tante professioni, imprenditori sociali cooperanti e gli ospiti fissi degli alberghi GRANCAN e LE SALETTE ci danno il benvenuto, hanno tantissimo da raccontare e da far vedere, il tutto condito da un ottimo cibo e dai vini della Valpolicella. I viaggiatori hanno mille domande, vogliono capire questo complesso sistema pieno di innovazioni sociali. Chiedono di responsabilità e “decision making”, di finanziamenti e delle professionalità. E i soci rispondono, raccontano le difficoltà, le lotte ma anche le soddisfazioni.

Dice Giuseppe Turrini, Presidente, nel descrivere l’Hotel GranCan dove alloggiamo, mangiamo, elaboriamo le impressioni della giornata: “ E’ un Agorà, un luogo di scambi, dove avvengono tante cose, tanti incontri…ed è questo quello che riteniamo terapeutico per i nostri ospiti fissi seguiti dai servizi psichiatrici, per noi operatori sociali e per tutti gli altri, i musicisti, operatori della ristorazione…e per i viaggiatori”.

I nostri viaggiatori svedesi ci stanno volentieri, nell’Agorà, gustano gli ottimi vini della Valpolicella professionalmente proposti e spiegati e guardano, osservano essendo parte del tutto. E una sera inizia una vivace discussione, non capisco, poi chiedo e mi spiegano. Hanno visto Margherita, la Psicologa, lavorare in cucina insieme agli ospiti fissi e mi dicono che secondo loro una cosa del genere in Svezia è difficilissimo…e poi chiedono: “Come si fa?E io spiego che l’impresa sociale è fatta da imprenditori sociali, persone piene di professionalità che però la vogliono usare e investire più che nell’interesse proprio nell’interesse generale della comunità.  Si, anch’io per 3 giorni mi sono trovata in mezzo a imprenditori sociali, Mario, operatore sociale, receptionist che la sera si veste da cantante e canta…Piergiorgio che fa l’autista ma in realtà ci spiega la storia, i luoghi, le storie della città che conosce come le sue tasche…Claudio sommelier e tanto altro, e Margherita, psicologa che fa il pane…i ragazzi di Pane e Vino che cucinano benissimo, parlano un eccellente inglese, si intendono di musica, lì nella loro ex- casa del popolo….Ilaria, Presidente di Azalea Blu, una associazione di auto-aiuto e di volontariato, persone con un sacco di esperienze e di progetti e una biblioteca….Stefania, Michele, Giuseppe…il CDA…Silvano e Marco Buzzi…un mondo, quello di AZALEA: un mondo che ha molte cose da scambiare e da raccontare, che a Verona fatica ma in Svezia appare una utopia!

Quando salutiamo i nostri ospiti possiamo dargli un buon consiglio:” Andate a trovare quelli di Le Mat Sverige, il sistema delle cooperative Vagen Ut, il B&B Le Mat a Goeteborg. Loro molti anni fa hanno studiato qui in Italia e pare che il tutto funzioni benissimo, anche in Svezia!

Giovedì mattina il 7 marzo parto, ho tradotto e facilitato e sono contenta perché grazie al mio lavoro le persone si sono piaciute, capite, sintonizzate…progettazioni europee diventano possibili… Il perché del viaggio Le Mat? Devono studiare come far crescere l’imprenditorialità sociale in Svezia perché lo stato sociale costa troppo…e dove vengono? In Italia! E poi hanno scritto, come Teresa La Viaggiatrice Le Mat: “Grazie Le Mat per avermi fatto conoscere una realtà importante….torneremo…non solo per studiare le imprese sociali ma per conoscere la Valpolicella e Verona (che nessuno di loro aveva mai visto!).”

A Venezia incontro Luca della cooperativa sociale Cadore, andiamo a Berlino, vogliamo dare una occhiata alla ITB, incontrare gente del FORUM ANDERS REISEN e ragionare con TERESA LA VIAGGIATRICE LE MAT su nuovi possibili viaggi. Il tempo a Berlino è orribile ma come sempre questa città ha talmente tante cose da raccontare che il tempo è l’ultimo problema. Ci incontriamo con Sonja Heidtmann di Monaco, titolare del tour operator Sento – Wanderreisen. Lei è convinta che l’Italia è un paese da viaggiare e cerca persone che la conoscono bene e da un altro punto di vista. Ha visto il sito Le Mat, le siamo piaciuti e così ragioniamo su cosa possiamo fare insieme. Lei ci racconta del viaggiatore tedesco, di cosa si aspetta e noi raccontiamo del Cadore, della Sicilia, dell’Umbria, della Liguria…Sonja viene dal mondo della comunicazione, poi si è stufata, ha lavorato per vari touroperator come guida turistica, poi ha messo su la sua impresa…mi piacerebbe lavorare con lei! Passiamo la serata alla presentazione della Puglia organizzata dall’Enit…no, non ci ritroviamo tanto nell’immagine che viene trasmesso….meglio l’Italia dei Le Mat.

Il giorno dopo faciamo un giro all’ITB…alcune novità interessanti, piccoli touroperator un po’ persi in questa città fiera gigantesca. Cerchiamo qualche amico, un po’ perso (ci sono anche quelli di EMBRACE – una rete di alberghi “sociali” nata poco dopo LE MAT, ci conosciamo e parliamo, delle difficoltà, delle potenzialità…)…forse non è proprio il caso di correre dietro a questi giganti della ITB, ci vuole una strategia più adatta…l’Italia prende un intero padiglione…chi sa quanto è costato…ma non c’è nessuno….

 

Il giorno dopo ci dedichiamo a Berlino – nevica ancora!

Siamo venuti come sempre per scoprire luoghi innovativi, cose diverse e il nostro amico Stefan Ruf (TERESA LA VIAGGIATRICE LE MAT) ci porta al Hotel Michelberger in Warschauer Strasse. Ci passiamo qualche ora intervistando chi ci lavora e godendoci l’affollato atrio e il bar…un Agorà?!

E poi discutiamo, del coraggio di non attenersi ad arredamenti tradizionali, di non aver paura di azzardare, dello story telling anche attraverso gli oggetti. Quello che più ci piace è la presentazione, semplice e immediata che fa venire voglia di appartenere alla tribù di quelli del Michelberger:” Ciao, ci siamo costruiti un albergo, così onesto, rilassato, passionale e affascinante come Berlino, per noi e per amici e estranei, familie, innamorati, per gruppi musicali e artisti, per donne d’affari, globetrotter e amanti di Berlino ….”QUANTE VOLTE ABBIAMO DISCUSSO DI QUESTO MODO DE NARRARSI NELLE OFFICINE LE MAT!

Ma perché per il mondo del sociale appare tanto difficile raccontare del sogno dell’AGORA’ INCLUSIVO, di quello che tutti i giorni si fa nelle tante imprese sociali italiane??

E infatti, dalla Warschauer andiamo nella Ackerstrasse, andiamo a vedere l’ HOTEL GRENZFALL, un albergo gestito da una impresa sociale che fa parte della rete EMBRACE. L’Hotel è un po’ triste. Ci raccontano la storia e ci spiegono: da impresa sociali bisogna essere molto più bravi di quelli “normali”…noi pensiamo che devono essere un po’ diversi, più caldi, più accoglienti…più LE MAT appunto! Non occorre misurarsi per forza con la “presunta” normalità”…gli raccontiamo un po’ anche di noi, del video blog di Teresa e andiamo via un po’ pensosi…proprio lì dove tante cose sarebbero da raccontare e tante persone da far vedere ci si nasconde dietro a mobili standardizzati e tristi…e questo non soltanto al Hotel GRENZFALL…quante volte ne abbiamo discusso appunto nelle OFFICINE LE MAT. Lunedì andiamo a Henningsdorf, un po’ fuori Berlino nel Brandenburgo. Siamo invitati da un Consorzio di Agenzie di sviluppo e di formazione nell’ambito di un progetto di sostegno delle imprese sociali locali. Qui nel Brandenburgo – la ex Germania Democratica – c’è molta disoccupazione e l’economia sociale o solidale si è sviluppata negli ultimi anni. Il progetto intende sostenere gli imprenditori sociali e così ci hanno invitati per raccontare di Le Mat. Conosciamo alcuni imprenditori, le loro imprese, le nuove idee e poi raccontiamo del nostro lavoro di sviluppo di un marchio e di un sistema di franchising.  All fine facciamo vedere il video racconto del Cadore. Ci interrogano pieni di curiosità e poi si discute di un possibile viaggio in Italia…Vedremo! E poi il coordinatore ci invita a tornare…bene!  Ci piacerebbe lavorare verso un Le Mat in Germania.

Di ritorno in Italia mi telefona Orietta del Hotel Tritone, a Trieste e mi invita a venire insieme al gruppo di svedesi e a Elisabet Abrahamsson. Sono 19 i visitatori, hanno poco tempo ma vogliono sentire la storia…dal Hotel Tritone a Le Mat. E così mi riprendo il treno, incontro Elisabet a Mestre, ci facciamo una bella riunione Le Mat Europe nel treno da Mestre a Trieste e poi diamo il benvenuti a questo grande gruppo di aspiranti imprenditori sociali che provengono da Åkersberga.

Trieste si presente in una vesta splendida, una giornata di sole, freddo, la bora…loro dicono che è primavera e infatti i primi alberi sono in fiore. Saliamo a San Giovanni, il parco dell’ex-ospedale psichiatrico e io racconto, questa lunga, lunga storia di lotta alla segregazione, di sviluppo di imprenditorialità sociale….

E poi Orietta racconta la sua vita, da cooperatrice sociale, racconta gli errori ma la forza…racconta di quanto l’Hotel Tritone era la PENSIONE TRITONE….degli sforzi fatti, per ristrutturare, investire e della passione per il mestiere di accoglienza, dell’inclusione…

Mangiamo a IL POSTO DELLE FRAGOLE che, lo sapete, in svedese si chiama Smultronstället, il luogo dell’infanzia che per tutti ha il grande significato dell’accoglienza….Torno casa come sempre stanca ma più ricca. Gli occhi dei viaggiatori svedesi che seguivano il racconto di Orietta dicevano: proprio una bella storia, quella di Le Mat. Anche a noi piacerebbe partecipare! Grazie Le Mat!

 

 

 

 

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