Costruite su speroni rocciosi…

Da Crognaleto alla Madonna della Tibia e a Rocca Roseto è il percorso di un’altra bellissima escursione effettuata durante il nostro soggiorno alla Locanda del Cervo, in Abruzzo, nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Questa esperienza ci ha provocato forti emozioni. Per prima cosa, a Crognaleto (1105 m s.l.m) appena iniziato il cammino nei pressi del cimitero, ci imbattiamo in un gregge di pecore i cui cani pastori si sono rivelati poco contenti di vederci procedere nella loro stessa direzione di pascolo! In questi giorni abbiamo imparato a convivere con i cani pastori abruzzesi, presenti un pò ovunque, si incontrano in paese, in riva la lago di Campotosto, accucciati fuori dai bar e dalle case, sono belli e tranquilli, ma vederseli abbaiare contro a proteggere il proprio gregge fa un’altra impressione! Dopo un pò di esitazione…il mio passo deciso li ha convinti che eravamo innocui per le pecore e per fortuna il sentiero, che in effetti è un sentiero per animali, è diventato di nuovo libero, così abbiamo proseguito la” scalata” alla chiesa della Madonna della Tibia che presto ci si è stagliata di fronte.

Questa chiesa è molto antica, risale al 1617, e la sua caratteristica è che sorge su uno sperone di roccia, abbarbicata in un luogo che come dice il nome…si può raggiungere solo a piedi! Alcuni particolari colpiscono la curiosità del viaggiatore: le cordicelle a vista, fissate alla ghiera delle finestre, cui cui si suonano le campane, il campanile a vela ( come sempre trovati in questi paesi della Valle del Vomano) con due campanelle di dimensione diversa, il sistema di raccolta delle acque piovane e della neve. Colpisce la posizione: alle spalle la roccia, di fronte le vette del Gran Sasso, uno spazio scenografico perfetto!

Si riparte a destra della chiesa per un sentiero che sfiora la parete verticale dello sperone di arenaria, ci sono frane e spaccature da attraversare che rendono il camminare anche un pò avventuroso specialmente per chi lo fa con i bambini, poi si comincia a salire in un canalone, superata questa parte rocciosa, si giunge con gran bella soddisfazione al crinale ( siamo a 1260 m s.l.m). Da qui si riparte addentrandosi in una parte della foresta rimboschita a pino nero.

Quest’ultimo tratto è facile e pianeggiante al termine del quale si apre la vista su un piano vastissimo: piano Roseto.

Quì è inevitabile mettersi a correre…lanciarsi in maniera sfrenata fino a cadere sul morbido tappeto e guardare all’insù…abbracciare tutto l’orizzonte rotondo. Come vi dicevo questa è stata la seconda grande emozione che ci ha riservato la passeggiata! Al centro di piano Roseto c’è una capanna fatta di frasche di abete, rotonda e grande come una casa vera al cui interno i bambini hanno giocato per una buona ora! Il prati sono attraversati dalla strada che collega Crognaleto a Cortine e a Montorio Vomano. Per raggiungere Rocca Roseto si attraversa questa strada e ci si ritrova davanti quello che resta di un laghetto primaverile, di quelli che si formano al disgelo delle nevi, ma essendo già estate inoltrata noi abbiamo trovato poca acqua!

Ci si addentra di nuovo in una faggeta e poi ecco ci si trova di fronte Rocca Roseto: una fortezza costruita su una sbalza scoscesa di roccia in posizione strategica e dominante. Apparteneva al sistema difensivo Svevo, ripresa e potenziata da Carlo I d’Angiò intorno al 1280.

Aveva funzioni di difesa militare, ma anche di controllo dei pascoli estivi del piano Roseto, in effetti è posta lì proprio nella propagine più estrema del pianoro a proteggerne le sterminata ricchezze!

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