Di carbonai, sugherai, cavatori e minatori a Montioni: una foresta di altri tempi!

Abbiamo trascorso le nostre vacanze estive alla Baciocca: la casa vacanze gestita dalla Cooperativa sociale Il Nodo, situata all’interno del Parco interprovinciale di Montioni a pochi km da Follonica dove Il Nodo, fra le tante attività, ha anche la famosa spiaggia Tangram!

La casa è perfetta per chi vuole conoscere il cuore selvaggio della Maremma Toscana. Dal centro della terra al cielo! Collegamento naturale fra i più noti sistemi Parchi Val di Cornia e Parco delle Colline Metallifere.

Una finestra sulla storia mineraria di queste terre: dal tempo degli etruschi alla metà del 1900. Ci sono molte cose che si possono fare qui e noi ne abbiamo sperimentate molte; di alcune vi racconteremo! Cominciamo con il camminare, a far base dalla Baciocca! Alcune precisazioni sono necessarie prima di avventurarsi a piedi nel parco: intanto si scelga bene il periodo, il parco si estende su bassi rilievi collinari che non raggiungono i 300 m slm pertanto meglio escludere i mesi più caldi, anche perchè durante questi ci sono molti più insetti molesti, fra tutti i tafani non scherzano..ma se proprio volete insistere come noi ad andarci in agosto…dotatevi di ottimi repellenti, pantaloni lunghi, cappello e crema solare!!! Nel parco non si trova acqua, quindi attrezzarsi sin dalla partenza, inoltre è bene dotarsi della mappa ( disponibile in ostello) , perchè la segnaletica non è ovunque presente.

A partire dalla Baciocca si possono effettuare due percorsi ad anello, semplici e brevi che permettono però di farsi un’idea precisa delle caratteristiche naturalistiche e storiche del parco.

Il primo itinerario parte da dietro la casa e fa il giro di Poggio Saracino passando per le cave antiche di allume. Si inizia in salita addentrandosi nel bosco che circonda la Baciocca, dal quale tutte le sere spuntano famiglie di cinghiali e la volpe, animali quasi domestici, che di giorno si fanno vedere più raramente, si incontrano però le loro tracce. In cima alla salita i resti di una casa, ci fanno capire che un tempo il villaggio si estendeva fin qui, ora la zona è invasa da una ricca vegetazione arbustiva, ottimo pascolo e nascondiglio per gli animali del parco: cinghiali, volpi, daini. Per osservarli meglio, quì in cima, si trova anche un capanno per l’avvistamento. Il sentiero ora piega dentro alla macchia, dominano querce e sughere, ci soffermiamo a lungo a fotografarle queste piante scorticate, mezze nude! Il taglio del sughero è qualcosa di difficile, si pratica solo manualmente e non bisogna intaccare strati interni che comprometterebbero la vitalità della pianta. Molti involucri sono a terra, abbandonati, li calpestiamo, ora che posso documentarmi scopro che si tratta di sughero maschio, questo non ha valore è troppo irregolare, però la decorticazione va effettuata ugualmente perchè dopo il primo taglio, la pianta produrrà sughero femmina, destinato principalmente alla produzione di tappi di bottiglia. Vicino alla Baciocca, davanti ai semi-ruderi dei vecchi edifici di lavorazione dell’allume, ci sono belle cataste di sugheri in essiccazione.

Il sentiero continua in falsopiano attorno a Poggio Saracino e quando si incontra una piccola area sosta, ci si rende conto di essere prossimi all’ingresso dell’antica cava di allume. L’allume di rocca è una sostanza dal tipico colore bianco contenente solfato di alluminio e potassio, si origina quando rocce vulcaniche vengono a contatto con sostanze idrotermali ( e scopriremo dopo che questa era anche una zona termale). Veniva usato per la concia del cuoio, per la tintura della lana e per scopi medici ( le famose matite stick che usavano i barbieri per arrestare le piccole emorragie da taglio della barba sono appunto di allume di rocca!!).

La cava si presenta come una spettacolare parete scavata a cunicoli su più livelli, risale al 1500 ed è stata attiva fino agli anni 30 del 1900. La storia di Montioni è legata esclusivamente allo sfruttamento delle miniere di allume e del bosco come riserva di legname, sughero, carbone. Il Parco conserva le tracce di questa cultura materiale del bosco e rintracciarle è avventuroso e interessante. Proseguendo, il sentiero si chiude ad anello passando per il centro del villaggio minerario, si viene così a conoscere come la storia di questo posto si intreccia con la grande storia!

Nel 1805 Napoleone nomina la sorella, Elisa Baciocchi, Principessa di Piombino. Preso possesso del principato, Elisa e il suo consorte intrapresero una azione di modernizzazione e di riforme nel tentativo di promuoverne lo sviluppo sociale e civile.

Nel 1809, dopo una perlustrazione del territorio, Elisa Baciocchi, nel frattempo diventata granduchessa di Toscana, ordinò la costruzione di un villaggio presso le antiche cave di allume che ribattezzò con il nome del vicino castello di Montioni aggiungendo il suo nome: Elisa.

Il villaggio di Montioni – Elisa comprendeva oltre alle abitazioni dei minatori impegnati nelle attività di scavo dell’allume e agli edifici industriali in cui si lavorava il minerale, un palazzo dove risiedeva la principessa ed uno stabilimento termale, a suo uso privato, che sfruttava l’acqua calda sulfurea che scaturiva da due polle, alla temperatura di 31°.

Il percorso ci porta davanti alla residenza di Elisa Bonaparte Baciocchi, alla dispensa, al pozzo, all’edicola commemorativa a lei dedicata, per poi tornare alla Baciocca che in realtà era stalla, fienile e abitazione di contadini.

Il secondo percorso che abbiamo effettuato, scende poco sotto la Baciocca e porta a completare la conoscenza del “villaggio” minerario di Montioni: il fabbricato dell’imposto, quello dei vetturini, i forni, le terme di Elisa e altre 2 cave.

Gli edifici non sono restaurati, si presentano così come il tempo li ha lasciati e non hanno le tabelle informative, ma con una guida e molta immaginazione ci si cala facilmente in quella che doveva essere la vita di cavatori, minatori, sugherai, carbonai, tagliabosco …a Montioni.

In realtà le cave non si potrebbero visitare, sono state chiuse per motivi di sicurezza non essendo le volte armate…ma ci raccontano che sin dal primo giorno della chiusura, gli accessi sono stati violati e le gallerie usate in vari modi dagli abitanti locali, prevalentemente come rifugio nel tempo della seconda guerra mondiale, pertanto oggigiorno gli escursionisti non potrebbero entrarci..ma, essendo le recinsioni a terra, non ci si può proprio perdere uno spettacolo del genere!

Noi ci siamo avvicinati, siamo entrati, è impressionante il lavoro dell’uomo! E’ impressionante il lavoro della natura!

Tutto questo si può esplorare all’interno del parco più o meno approfonditamente. Qui le foto dell’escursione completa.

Noi abbiamo soggiornato alla Baciocca per 15 giorni e così abbiamo potuto conoscere molte cose e luoghi anche nei dintorni: Massa Marittima, Suvereto, Gavorrano, Scarlino, Populonia, Campiglia Marittima, e poi le spiagge di Follonica, Torre Mozza, Sterpaia, Cala Violina, Cala Civetta, Baratti, fare trekking al Monte Calvo, al parco geominerario di Monterotondo Marittimo, al Lago dell’Accesa, andare in bicicletta ( prestateci dal Nodo) alle bandite di Scarlino fino all’allevamento di asini e poi visitare i musei: il museo archeologico del Portus Scabris, i Portiglioni di Terra Rossa, il museo della miniera a Massa Marittima, a Gavorrano alla miniera Marchi, il teatro delle Rocce, l’acropoli di Populonia, la necropoli di S. Cerbone e più di tutto, abbiamo potuto frequentare la cooperativa Il Nodo nelle sue varie attività …molto piacevoli gli aperilibri al Tangram! Molti, moltissimi spunti per comprendere la complessa interazione fra l’Uomo e la Natura da….sempre! Grazie ai nostri amici della cooperativa Il Nodo, per aver creato questa opportunità!

 

 

 

 

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