CADORE – UNA SCELTA CHE PREMIA I VIAGGIATORI….un racconto di Monica Argenta

Viaggiare è una scelta, sempre e comunque. Si può stare tranquilli, agitati, silenti o comunque fermi ,anche e soprattutto a casa propria.

Non è forse un diritto stare dove nasciamo e cresciamo!?

Un diritto naturale, concesso ad ogni essere vivente?!

In realtà, non è così: per l’homo sapiens sapiens viaggiare e migrare diventa una necessità, dalla notte dei tempi. Il vento, la pioggia, il freddo, il caldo muovevano la gente nel lontano passato. Da secoli oramai politica, economia e mercato sono diventati il principale motore degli spostamenti umani verso terre migliori, più ricche, o semplicemente più amene.

Molto bello e interessante riguardo al fenomeno migratorio in senso ampio ci arriva da Cadore.

Un territorio che per anni si è battuto nel farsi riconoscere dalla Regione Veneto come “svantaggiato”, che ha vissuto lo spopolamento tipico delle aree alpine, che ha la fama di “luogo chiuso” ora invece ritrova la dignità e la capacità di accogliere viaggiatori “speciali”.

E ce ne per tutti i gusti: pescatori di trote da tutt’Europa, veri amanti della montagna provenienti da ogni angolo del mondo, tedescofoni ciclisti . E non solo.

 

Bello e sorprendente è che tra i viaggiatori che approdano nel Cadore ci siano anche una decina di profughi africani affidati alla cooperativa Cadore, da qualche anno impegnata a livello locale nello sviluppo di forme di ospitalità ecosostenibili .

Quattro dei ragazzi, da Senegal, Camerun, Giunea Bissau e Rep. del Mali sono accolti dal Comune di Perarolo, nel palazzo un tempo dimora estiva della Regina Margherita mentre altri sei, tutti maliani, risiedono in una piccola borgata di Valle di Cadore, in casa di Fabio che nulla ha da invidiare alla residenza regale degli altri.

Guardate il servizio di Rai 3 Veneto e Rai News 24.

http://www.cadorescs.com/il-cadore-accoglie-i-rifugiati/

Considerato che la Cooperativa Cadore è parte del circuito Le Mat, e che quindi ne condivide fondamentalmente le linee, di sorprendente non vi è nulla: includere, condividere e restituire valore alla comunità, divengono principi cardini di questo genere di accoglienza, sia se si tratti del turista europeo in vacanza, sia se si tratti di profughi africani. Con lo stesso spirito la Cooperativa Cadore intende infatti rendere costruttivo e proficuo il soggiorno dei suoi “viaggiatori”.

Anche i profughi quindi vengon considerati come possibilità e risorsa, certamente non da sfruttare a breve termine per via degli aiuti governativi, ma da integrare nella comunità e partecipare attivamente al benessere collettivo. Dunque, nel caso specifico, pur consapevole dei traumi e delle difficoltà sperimentate da questi giovani, la Cooperativa ha scelto di impiegarli come volontari nelle opere di manutenzione del verde dei rispettivi Comuni. Questa piccola ma importante attività, svolta part-time e su base volontaria, ha il beneficio di render loro più visibili, permetter agli abitanti locali di ritrovare nel loro operato quei valori condivisi che aprono le porte ad un vero dialogo, favorire una reciproca conoscenza.

Certo, a volte occorre un piccolo sforzo linguistico e culturale da entrambe le parti per capirsi e concordarsi. Ma la coesione tra persone e territorio che si instaura così facendo è più veloce, concreta e vera di tanti discorsi retorici, spesso solo pensati o scritti, che caratterizzano e testimoniano il contrario.
Ricapitolando: viaggiare è una scelta, così come ospitare è una scelta.

Forse solo chi ha una lunga tradizione di migrazione può comprendere bene il concetto di ospitare o, forse semplicemente, il Cadore è meta da scegliere!

Come ci racconta anche TERESA LA VIAGGIATRICE LE MAT  e  Euronews

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