Bosco di Collestrada crocevia di storia e avventure

Per la prima volta in vita mia sono entrato nella macchia di Collestrada.

Non potete immaginare quanto piacere ho provato nel sentire il rumore delle foglie di quercia che calpestavamo, il profumo della piante e di aver arricchito la storia di Collestrada che conoscevo solo in parte.

 

 

Ho visto tante specie floristiche: dalla quercia, al cerro, al leccio, il ginepro, il biancospino … e nel sottobosco l ‘asparagina, il pungitopo ecc.

 

 

All’interno troviamo tanti sentieri”lo stradone”,”la strada del metano”,”le bighe delle bombe”ecc.

Collestrada ha una lunga  storia che va’ dagli Etruschi fino all’ultima guerra mondiale in quanto punto strategico e importante arteria di collegamento.

Nel terzo e quarto secolo D.C. fu’ ritrovata un’urna funeraria Etrusca raffigurante la morte di Tullio ai piedi del campanile e due urne di terracotta di epoca romana.

Purtroppo non rimane nessuna traccia del tempietto dove veniva conservato il corpo di Asclepiodoro, grazie al barbaro imperatore Ottone Primo che insieme ai suoi servi venne ha fare una battuta di caccia,portando sia il corpo che il tempietto.

Collestrada ha visto tante battaglie fra Perugia ed Assisi che la contendevano per la sua strategica posizione,in una di queste battaglie fu fatto prigioniero Francesco divenuto poi Santo e di conseguenza Assisi dovette sottomettersi al comando di Perugia.

Nell’ultima guerra mondiale i tedeschi vi nascosero delle armi e munizioni che poi fecero saltare all’arrivo imminente  degli Inglesi.

Qui si trovano vari cunicoli che servivano ai residenti del villaggio per nascondersi dal nemico.

Anticamente era anche famosa per il suo Lazzaretto che ospitava dei lebbrosi e molti paesani si rifugiavano per non cadere in mano al nemico.

Alla fine della grande guerra venne fondata una colonia che ospitava orfani di guerra ed io personalmente ne ho conosciuti due, perché tutte le domenica da Collestrada venivano a Ponte San Giovanni accompagnati dai loro  istruttori al cinema Fiammetta.

Concluso il tour anche se un pochino stanco ero contento di aver passato una bella mattinata piena di sensazioni e di aver appreso nuove storie.

 

Vittorio Cambiotti

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