Uccellini canterini

 

Quando sono arrivato in Italia nel 1974, dovevo regolarmente chiamare il mio fratello in Inghilterra, e ciò la sera dopo che lui era tornato dal lavoro.

Il telefono pubblico più vicino si trovava alla fattoria dei vicini. Allora si doveva chiamare l’operatore e prenotare la chiamata dandogli il proprio numero e il numero che si voleva chiamare. Poi si doveva aspettare la richiamata dell’operatore. Qualche volta per questa procedura ci voleva più di un’ora e mezza

Dopo la mia terza chiamata, la famiglia insisteva che cenassi con loro e io, molto contento, accettai.

Un amico inglese mi aveva raccontato di come era stato invitato a cena dai suoi vicini, che gli avevano offerto degli uccellino sullo spiedo come specialità. Lui aveva rifiutato l’offerta perchè l’idea di mangiare degli uccelli canterini è orribile per un inglese.

Una sera avevo accettato come altre volte l’invito a cena e mentre stavo aspettando la mia telefonata, notavo che le cose che stavano girando sugli spiedini sopra il fuoco, sembravano proprio i temuti uccellini  cantarini. Servivano la pasta e poi il pollo arrosto e con un sospiro di sollievo pensavo ch,e dopo tutto, non dovevo mangiare questi poveri  uccellini. A questo punto la nonna si alzò, prese uno spiedino dal fuoco, tirò giù due uccellini e gli pose sul mio piatto con le parole: MANGIA, GIOVANNI, MANGIA! Non si poteva rifiutare!

Fu una delle cose più gustose che ho mai mangiato…

John

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