Storie dal cassetto della memoria…

…una storia collettiva scritta ed elaborata a più mani dai partecipanti al corso Ahead Perugia Biblionet.

Le immagini storiche in bianco-nero sono concesse in uso dall’Archivio della Memoria Condivisa del Comune di Perugia, i prestatori delle foto originali sono i sg.ri Cambiotti ( che tra l’altro partecipa al progetto Ahead e che ha animato la passeggiata fotografica con le sue dirette testimonianze), Taticchi, Mingozzi, e l’ISUC Istituto Umbro di Storia Contemporanea. Archivio Giorgetti e Oziosi.

Il giorno 24 marzo noi del corso Ahead, con i nostri coaches, siamo usciti a Ponte San Giovanni per osservare e fotografare le zone più significative della cittadina. Abbiamo iniziato la visita con la Stazione ferroviaria la cui costruzione risale al periodo tra il il 1866 e il 1920.
Questo traguardo ha permesso la nascita e lo sviluppo di alcune industrie locali quali Pascoletti, che produceva le traverse per la stessa ferrovia, in seguito il Molino Ponte, De Megni legnami e distilleria, Margaritelli sempre  per la lavorazione legnami. Queste realtà hanno permesso anche l’integrazione con gli abitanti di località limitrofe e non solo.
Con la Seconda Guerra Mondiale, tra il ’43 e il ’44 Ponte San Giovanni subì vari bombardamenti che colpirono gran parte delle costruzioni di interesse storico e logistico tra cui la ottocentesca Stazione Ferroviaria distruggendo anche  binari e vagoni. In seguito fu ricostruita, piano piano ampliata aprendo altri tronchi ferroviari e ammodernata sostituendo le locomotive a vapore con quelle elettriche.

Ricordo che alla fine degli anni ’50 inizio anni’60, quando io (Aurora) prendevo il “trenino” per andare a scuola a Perugia (all’epoca a Ponte San Giovanni c’era solo la scuola elementare e per la scuola media occorreva andare a Perugia), le locomotive a vapore venivano ancora utilizzate per il trasporto merci.
Come possiamo vedere oggi ha raggiunto un grave stato di degrado e risulta essere inadeguata ai tempi per  cui sono già iniziati i lavori di ampliamento e ammodernamento compresa la costruzione di un sottopassaggio per evitare l’attraversamento a raso dei binari.
La nostra passeggiata  è continuata lungo le Vie Manzoni e Pontevecchio fino ad arrivare al Ponte sul Tevere e all’area su cui sorgeva il Molino Pastifico Ponte fatto crollare il 4 luglio 2009…..di cui vi racconteranno i nostri colleghi.

VIA Manzoni, già via Tiberina, è una strada lunga che andava dalla stazione al ponte sul Tevere.
La strada era un tempo lunga e deserta fiancheggiata da 4 case e un albergo e ci si conosceva tutti!!!
C’ era un barbiere, un fruttivendolo e il Bar Boco considerato il centro del paese.
La Domenica tutti si ritrovavano là a parlare di …calcio!…..direte voi?
No, di ciclismo!!!
C’ erano i bartaliani e i coppiani che davano vita a vere e proprie guerre!(CITAZIONE DI VITTORIO CAMBIOTTI).

Via Pontevecchio era l’unica via di comunicazione importante di P.S.Giovanni.

Piena di attività artigianali, dal fabbro, al falegname , al fornaio…il tutto in un contesto molto familiare. La guerra ha cambiato il volto della via, i bombardamenti hanno fatto morti, distrutto edifici lasciando dolore e lacrime.

Attualmente la via ha un aspetto completamente diverso, ad eccezione di due o tre palazzine, che sono la testimonianza dell’animazione esistente dell’epoca.

La nostra passeggiata nella storia di Ponte San Giovanni continua, ci troviamo davanti al ponte vecchio ricostruito solo negli anni 90, dopo che il bombardamento della seconda guerra mondiale che lo aveva distrutto, quando il fiume Tevere era un’attrattiva per Ponte S. Giovanni, conosciuto in tutta Perugia ed era navigabile, la gente del posto vi faceva il bagno.  La nuova costruzione del ponte è tutta in legno e unisce le due sponde del fiume, negli anni successivi fu costruita la diga.Da una parte di questa sponda possiamo osservare il panorama  ed il punto in cui sorgeva il pastificio “PONTE”.

Pastificio “Ponte” ieri e oggi
La storia si costruisce anche attraverso la memoria di attività che non esistono più.
Il pastificio “Ponte” ormai è solo un marchio, ma i luoghi testimoniano passato e presente.
La fabbrica, la foto di gruppo della squadra calcistica al tempo sponsorizzata, il panorama com’era.
Ed ora poche mura scrostate, davanti graffiti colorati nati dalla fantasia popolare.

Ed ecco il nostro gruppo che posa davanti al cancello della vecchia fabbrica; dietro solo un campo incolto e poche mura a testimonianza dell’abbandono.

Ma intorno è viva ancora una realtà suburbana che continua la sua storia…

 

 

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