CADORE – UNA SCELTA CHE PREMIA I VIAGGIATORI….un racconto di Monica Argenta

Viaggiare è una scelta, sempre e comunque. Si può stare tranquilli, agitati, silenti o comunque fermi ,anche e soprattutto a casa propria.

Non è forse un diritto stare dove nasciamo e cresciamo!?

Un diritto naturale, concesso ad ogni essere vivente?!

In realtà, non è così: per l’homo sapiens sapiens viaggiare e migrare diventa una necessità, dalla notte dei tempi. Il vento, la pioggia, il freddo, il caldo muovevano la gente nel lontano passato. Da secoli oramai politica, economia e mercato sono diventati il principale motore degli spostamenti umani verso terre migliori, più ricche, o semplicemente più amene.

Molto bello e interessante riguardo al fenomeno migratorio in senso ampio ci arriva da Cadore.

Un territorio che per anni si è battuto nel farsi riconoscere dalla Regione Veneto come “svantaggiato”, che ha vissuto lo spopolamento tipico delle aree alpine, che ha la fama di “luogo chiuso” ora invece ritrova la dignità e la capacità di accogliere viaggiatori “speciali”.

E ce ne per tutti i gusti: pescatori di trote da tutt’Europa, veri amanti della montagna provenienti da ogni angolo del mondo, tedescofoni ciclisti . E non solo.

 

Bello e sorprendente è che tra i viaggiatori che approdano nel Cadore ci siano anche una decina di profughi africani affidati alla cooperativa Cadore, da qualche anno impegnata a livello locale nello sviluppo di forme di ospitalità ecosostenibili .

Quattro dei ragazzi, da Senegal, Camerun, Giunea Bissau e Rep. del Mali sono accolti dal Comune di Perarolo, nel palazzo un tempo dimora estiva della Regina Margherita mentre altri sei, tutti maliani, risiedono in una piccola borgata di Valle di Cadore, in casa di Fabio che nulla ha da invidiare alla residenza regale degli altri.

Guardate il servizio di Rai 3 Veneto e Rai News 24.

http://www.cadorescs.com/il-cadore-accoglie-i-rifugiati/

Considerato che la Cooperativa Cadore è parte del circuito Le Mat, e che quindi ne condivide fondamentalmente le linee, di sorprendente non vi è nulla: includere, condividere e restituire valore alla comunità, divengono principi cardini di questo genere di accoglienza, sia se si tratti del turista europeo in vacanza, sia se si tratti di profughi africani. Con lo stesso spirito la Cooperativa Cadore intende infatti rendere costruttivo e proficuo il soggiorno dei suoi “viaggiatori”.

Anche i profughi quindi vengon considerati come possibilità e risorsa, certamente non da sfruttare a breve termine per via degli aiuti governativi, ma da integrare nella comunità e partecipare attivamente al benessere collettivo. Dunque, nel caso specifico, pur consapevole dei traumi e delle difficoltà sperimentate da questi giovani, la Cooperativa ha scelto di impiegarli come volontari nelle opere di manutenzione del verde dei rispettivi Comuni. Questa piccola ma importante attività, svolta part-time e su base volontaria, ha il beneficio di render loro più visibili, permetter agli abitanti locali di ritrovare nel loro operato quei valori condivisi che aprono le porte ad un vero dialogo, favorire una reciproca conoscenza.

Certo, a volte occorre un piccolo sforzo linguistico e culturale da entrambe le parti per capirsi e concordarsi. Ma la coesione tra persone e territorio che si instaura così facendo è più veloce, concreta e vera di tanti discorsi retorici, spesso solo pensati o scritti, che caratterizzano e testimoniano il contrario.
Ricapitolando: viaggiare è una scelta, così come ospitare è una scelta.

Forse solo chi ha una lunga tradizione di migrazione può comprendere bene il concetto di ospitare o, forse semplicemente, il Cadore è meta da scegliere!

Come ci racconta anche TERESA LA VIAGGIATRICE LE MAT  e  Euronews

CASA MARTINO – un nuovo LE MAT a BOLOGNA

Una bella inaugurazione a Casa Martino!

Dopo mesi di lavoro, preparativi e attesa finalmente il 22 maggio abbiamo festeggiato l’inaugurazione del nostro Affittacamere, Casa Martino, situato a Bologna in una zona residenziale verde e tranquilla, a due passi dalla centro storico.
La festa è iniziata verso le 17, anche se per fortuna qualcuno della cooperativa si è presentato prima, trasformando la tensione dell’attesa in gioia!


Piano piano l’appartamento si anima e noi ci prestiamo a fare da “ciceroni” con amici, parenti e conoscenti. Li abbiamo guidati in un tour dell’appartamento e abbiamo mostrando loro la stanza destinata ai viaggiatori.
Tutti ci fanno i complimenti per come abbiamo sistemato casa, per la bella zona in cui si colloca, per la festa…

insomma riceviamo la conferma fondamentale del bel lavoro che abbiamo fatto in tutti questi mesi, oltre del fatto che anche altri credono insieme a noi a questo progetto!!
Nel momento più vivo della festa c’è stato un brindisi di buon augurio, tutti gli ospiti hanno alzato i calici e brindato a Casa Martino, a noi che ospiteremo e alla nostra cooperativa.

E’ stato bello condividere questo momento con tutte le persone care…e un modo veramente speciale di iniziare questa avventura! E ora… al lavoro!!!

QUI TROVATE TUTTE LE INFORMAZIONI PER VENIRE DA NOI!

http://www.lemat.it/it/i-nostri-affiliati/Utente-Articolo/4-le-località/243-Casa+Martino/245-casa-martino-in-bologna

Una casa e una cooperativa… accoglienza e ospitalità Le Mat a Ischia – Casamicciola?

A volte i viaggi arrivano quando non te lo aspetti e forse sono i viaggi più belli! Così è capitato a noi di Le Mat nel mese di marzo. Una chiamata da Dedalus, una bella cooperativa sociale che conosciamo per il bellissimo lavoro di accoglienza che fanno per le persone e per Napoli una città aperta…

Ci hanno fatto una proposta, a Ischia, La casa della vela , abbiamo bisogno di capire se il lavoro nel turismo è fatto per noi…se il luogo va bene…” E così ci mettiamo in viaggio. 

Li incontriamo a Napoli, Giacomo e Tania, e grazie alla lentezza del viaggio sul traghetto riusciamo a raccontarci tante cose…loro conoscono Le Mat e noi veniamo a sapere cosa vorrebbero fare.

Arrivati a Ischia ci accoglie Francesca. Ci racconta subito della Vela Solidale e del fatto che abbiamo amici in comune, della sua Associazione Un ponte nel Vento…Arriviamo presto a Casamicciola e da lontano si individua la CASA DELLA VELA. 

Una bella casa costruita negli anni ’60 del secolo scorso dal nonno di Francesca e Andrea. Dopo la morte del padre loro con l’aiuto di Kate hanno curato l’albergo fino a quando potevano ma non è il loro mestiere e vorrebbero trovare chi lo gestisce ma con i valori che loro riescono a condividere. E così hanno cominciato a parlare con la cooperativa DEDALUS.

Giacomo e Tania vogliono sapere come possiamo aiutare, cosa pensiamo noi che un po’ ci intendiamo di questo mestiere. E noi li raccontiamo…delle difficoltà quasi sempre strutturali, dell’organizzazione che ci vuole e dei grandi piaceri di accogliere. Loro lo sanno, accolgono anche loro, viaggiatori provenienti da lontano che cercano di costruirsi una nuova vita. Ci lasciamo dopo una giornata di lavoro e un accordo: ognuno costruisce la sua squadra e ci reincontriamo per fare il progetto.

E così il 20 marzo ci troviamo tutti alla CASA DELLA VELA – i soci di DEDALUS, gli esperti LE MAT e Francesca, Kate e Andrea. Dopo una presentazione dei tanti convenuti – CHE BELLA GENTE!!!!! –  ci dividiamo in gruppi per progettare come rimettere in sesto la casa, come organizzare il lavoro, come rendere accogliente il tutto, quali prodotti turistici sviluppare.

La squadra di DEDALUS è stupenda: veloci, organizzati…tante esperienze…tante nazionalità….Nathalie che viene dall’Ucraina, lassaad dalla Tunisia, Maria Francisca dal Perù…tante lingue… viaggiatori anche loro, mediatori culturali.

Elena, Giacomo, Tania con saggezza cercano di organizzare questo passo difficile della cooperativa.

Andrea, Kate e Francesca ci aiutano a capire sono le magagne, a cosa bisogna prestare attenzione.

Antonio di Le Mat analizza i siti, parla dei racconti, del prodotto, Angelina Domina di Le Mat coordina il gruppo che deve fare in modo che a Pasqua si possa aprire…

Saverio Ciaccio, l’architetto di Le Mat gira fra le camere, sulle terrazze, nei sotteranei…guarda, fotografa.

Eleonora sarà la direttrice…un sorriso stupendo (come quello di Kate) e tanta attenzione.

Siamo in molti, non ci conosciamo ma il lavoro procede con facilità: c’è stima, rispetto, attenzione…la voglia di riuscire in un progetto ambizioso.

Alle 17.00 corriamo per prendere l’ultimo traghetto….una giornata stupenda! Piena di energie positive! 

Gli imprenditori sociali esistono, ora ne sono di nuovo certa!

E potrete incontrarli, nell’esercizio del loro mestiere più antico, l’accoglienza:

a CASAMICCIOLI, a ISCHIA, alla CASA DELLA VELA!

via Don Orione 10  80074 Casamicciola Terme

mail: info@ischiacasadellavela.it

Da PASQUA 2014 ….PRENOTATE!

UN BEL VIAGGIO! Grazie DEDALUS!

 

SOCIAL SEDUCEMENT

CIAO, sono TERESA la VIAGGIATRICE LE MAT! Sono tanti anni che viaggio l’Italia, l’Europa e qualche altro luogo incontrando imprenditori sociali, le loro opere, il loro lavoro, i loro paesaggi e il loro modo di vedere e trasformare il mondo. La mia testa è piena di immagini di persone, di colori, di luoghi, di incontri e racconti di SPECIAL PLACES; SPECIAL PEOPLE E SPECIAL VALUES.

http://www.lemat.it/it/partecipa/diventa-un-storyteller

E sono questi racconti, queste storie che non devono rimanere nascoste!

Possano diventare storie di tutti, riescano a contaminare e a sedurre rimanendo le storie di chi costruisce ogni giorno qualcosa di diverso, aperto, SOCIALE.

SOCIAL SEDUCEMENT è un progetto che si pone l’obbiettivo di far uscire queste storie, di illuminare i luoghi, le persone, i valori è un progetto di STORY TELLING degli imprenditori sociali. SOCIAL SEDUCEMENT sarà la serie infinita, la never ending story degli imprenditori sociali!

SOCIAL SEDUCEMENT - un film a puntate – partecipa!

COME SI FA AD ESSERNE UNA PUNTATA?

1) Pensatevi una storia, una storia che vi racconti, in cui siete i protagonisti, gli eroi, gli aiutanti…una storia seria, divertente, ironica, una storia in cui succede qualcosa, ci si appassiona, viene voglia di venirvi a trovare.

2) Scattate e raccogliete un po’ di foto

3) Scrivete la storia…una paginetta…sarà – con un po’ di aiuto –  lo storyboard del VIDEO RACCONTO

4) Mettetela sul blog “viaggiatori sociali” – vi aiutiamo…

5) Poi ci incontriamo e facciamo il piano di lavoro, immaginiamo il set, cerchiamo un po’ di soldi…

6) Arriva il regista e filmmaker della magari-production di Berlino e per 1 settimana recitiamo, riprendiamo, riprendiamo, riprendiamo…

7) Il filmmaker prepara la bozza, la guardiamo, la guardate, correggete, correggiamo ….e violà una puntata è fatta!

Sembra troppo facile? NO, è un grande lavoro, difficile!

Ma ce la faremo e tutti potranno viaggiare l’impresa sociale!

Scriveteci a info@lemat.it e guardatevi le storie già realizzate da TERESA LA VIAGGIATRICE LE MAT

Una bella tappa a LA TAPPA a Valle di Cadore

Ogni anno e da molti anni andiamo in Cadore, ci racconta Costanza Fanelli.

Quest’anno dopo un giro bellissimo tra rifugi sotto l’Antelio abbiamo scoperto quanto è bello fermarsi a LA TAPPA , in un tratto davvero straordinario della via ciclabile e pedonabile delle Dolomiti. Qui ne abbiamo parlato già altre volte http://viaggiatorisociali.net/2013/05/26/la-tappa-un-altro-luogo-speciale-le-mat-apre-a-valle-di-cadore/

LA TAPPA è un balcone sulle montagne, pieno di sole,vicino alla piccola e dismessa stazione di Valle di Cadore,che ti ricorda i vecchi tempi ( a dire la verità non proprio vecchississimi) quando si arrivava a Cortina in trenino,  un via vai di persone a piedi o in bici, un luogo di incontro aperto stile LE MAT.

LA TAPPA è gestita dalla Cooperativa sociale CADORE…una storia interessantissima di cui abbiamo più volte raccontata anche su questo blog. Il più bel racconto lo ha fatto però TERESA LA VIAGGIATRICE LE MAT attraverso il bellissimo video.

La cooperativa sociale CADORE sta davvero crescendo dal punto di vista turistico da quando sono AFFILIATI LE MAT .

Luca Valmassoi, il responsabile qui in foto, fa crescere le reti…

Partiti dagli appartamenti a Perarolo oggi si collabora con diversi B&B tra cui il bellissimo IL CIDOLO  gestito da Elena, sempre a Perarolo.

Con le piccole iniziative di qualità e l’aiuto di LE MAT …piano piano….e ora infatti c’è una bella proposta di viaggio realizzata da un piccolo touroperator tedesco  la SENTO – WANDERREISEN in collaborazione con Le Mat: dai Dolomiti a Venezia http://www.lemat.it/de/unterwegs-mit-le-mat/reisen/user-article/6-reisen/108-associazioneLeMat/221-dolomiten-venedig-–-eine-reise-zu-den-italienischen-eismachern-und-venezianern

Insomma, andateci e troverete anche tanti amici: Luca, Caterina,Gaetano,Rina,Pino ….e tanti altri.

NGOR, a project of intercultural exchange and responsible tourism in Senegal

Irene Manos ci ha scritto una bellissima lettera raccontando dell’esperienza della Atlantic International school di NGOR, un villaggio di pescatori, a pochi chilometri da DAKAR, la capitale del Senegal. Il villaggio lébou di Ngor si trova nelle vicinanze dell’isola di Capo Verde, non lontano dall’aeroporto, all’interno di una zona lontana dal caos del centro di Dakar. Il progetto è una scuola interculturale, una convivenza, Irene ci ha scritto perché vorrebbero collaborare con Le Mat…leggete:
Our project is an intercultural school where is possible to attend language courses (French and wolof), being hosted in a local family and learning interculture, visit the surrounding area with us and studying, living the local culture, going to the beach, sunbathing and sightseeing.

Our school is called Atlantic International and we are just outside Dakar, in a traditional fishermen village called Ngor. The project is based on the idea of sharing the particularity offered by the place. A village where is possible to be in front of the sea, moving on foot, be relaxed and having baths all the times possible. But also to move easily and quickly to Dakar city centre for a quick change of perspective.
The aim of the project is to:
-establish an economic base for the village, thanks to the touristic attractions and the particular local lifestyle. Our project wants to scatter the economic aspect of all this among all the local families participating in our initiative.
-use the professional skills of qualified and culturally open local teachers who usually host tourists in their houses and are attracted by the diversity as much as the opportunity of sharing and speaking about their own.
-use the linguistic features of the place first of all its bilinguism. It is possible to study in this Wolof (Senegalese local language) and French (official language) usually spoken in Senegal.
– enjoy the local lifestyle which makes a difference that could be offered to the world. Relaxed atmosphere, social community living, constant sharing in an African fisherman village just a few km from the capital.
– The cultural enrichment given by the fact that the school combines the study of local tradition, together with the fun and discovery of the beautiful Senegalese capital.

A student of our school can enjoy the local culture, the sea, the sun, the relax, having the opportunity to enjoy the fun of the capital or the fun of the close Almadies, the rich area of clubs and restaurants just outside the village.
-the project is also aimed to establish deep social links together with friendship relations from different cultures
– abolish stereotypes, creating a deep knowledge based on understanding between Africa’s world and the rest of the world. Stereotypes in fact are always based on ignorance or shallow knowledge. In the school the intercultural events designed to promote the intercultural aspect of the holiday, will lead students through dialogue to know Senegalese religion and ancient animism, feminine condition, Senegalese lifestyle and cooking.

The community will be deeply and positively influenced by the cultural interchange because the students will speak about their culture of provenience and freely speak about their points of view, creating in this way a deeper and mutual understanding.
Under a social and economical point of view is therefore evident that this project will create a new trend which is not that of sexual tourism or a simple use of local beauties from the big tourism industry run by Europeans. Usually mass tourism is scarcely connected with local culture and tradition, local people and way of life, in two words: local understanding.

At the base of this there is the idea that this place has all the features and keys to develop in a high cultural way that can create a big social advancement: culturally and interculturally. The economic base will be divided among cultural operators and families and will also create social and friendship links, no landscape change, a long lasting enrichment for both participants in the project and locals.
For the participants this project will allow to:
-study a language while enjoying safely a touristic attraction and a cultural vacation
-study a language with a high standard of teaching, spending less
-know new people, a new environment, a new continent
-have a vacation with a small budget and helping a local community
-see a new intercultural interpretation of life, events, lifestyle
-have a study experience combined with holidays at the beach, close to Senegalese capital
-have the possibility to be close to all Dakar places of fun
-explore a traditional and modern lifestyle at the same time

Ngor is strategically located in the western part of Africa, very close to Senegalese capital and completely surrounded by the sea. Is possible to choose many different places to sunbath and have fun at night. At the same time the school offers the possibility to explore together the most famous touristic attraction thanks to the trips to the closest places. Lake rose, the monument of African renaissance, Gorèe island, Ngor island… These are just some of the places close to our school.
All this will be offered thanks to a peaceful social living unique in Africa. Senegal enjoys a stable and relaxed way of life, cultural and religious differences live together peacefully. Nowadays more and more tourists and immigrants are reaching Senegal. A visit to this part of Africa is the safest way to get to know this new developing continent.

 

Non esitate a scrivere ad Irene per sapere di più di questo bel progetto. Fate il nome di Le Mat. Siamo sicuri che questo è proprio un bel modo per imparare il francese e …perchè no…il Wolof.

For information:
www.atlantic-internationalschool.com
irenemanos@hotmail.com

CADORINI, ZOLDANI, MONTI, ALBERI, CHIAVI, OCCHIALI, GELATI E….VENEZIA, la seconda bona mare

Già molte volte vi abbiamo raccontato del Cadore e della cooperativa sociale Cadore., quando ci siamo andati la prima volta e poi ancora e poi ancora e poi quando ci siamo andati con Teresa, la viaggiatrice Le Mat che ha realizzato il video racconto

Un po’ li conoscete ormai i Le Mat del Cadore!

Oggi vi voglio raccontare di un viaggio di lavoro per sviluppare un nuovo viaggio nel mondo dei Cadorini, da proporre a gruppi di viaggiatori intelligenti e curiosi.

E’ stato per me un viaggio davvero diverso ma bellissimo.

Avevamo un ospite, di Monaco di Baviera: la Sonja Heidtmann di Sento – Wanderreisen.

Monaco di Baviera è vicino al Cadore. Sonja è una camminatrice e viaggia con il treno e così abbiamo scoperto che prima di Bolzano lungo la linea Monaco – Verona c’è la stazione di Fortezza e da lì un pullman porta a Cortina e da Cortina a Pieve di Cadore si sta poco…

La cooperativa sociale Cadore ci ha ospitate negli splendidi appartamenti di Perarolo (Luigino ci ha dato il benvenute come nel video racconto!!!) e da lì in compagnia di Luca, Claudio, Elena e molti altri abbiamo cercato di capire che cosa rende davvero speciale il Cadore.
Le montagne sono splendide – l’Antelao, il Pelmo, le 3 Cime e tutte le altre. Ma quello di cui vorremmo raccontare, anche ai nostri futuri viaggiatori, sono i Cadorini e la loro capacità inventiva per combattere la povertà, l’isolamento e le difficili condizioni ambientali.
Il museo del Cidolo a Perarolo racconta nel dettaglio del duro lavoro degli uomini per tagliare gli alberi e trasportarli sul fiume e su enormi zattere fino a Venezia che per diventare quella che è aveva bisogno di pali, legna per costruire e tante altre cose. Tante cose si trasportavano con le Zattere, giù per la Piave, il fiume donna!
I Cadorini facevano chiavi, lavoravano il ferro e poi si sono inventati l’industria degli occhiali – anche qui un bellissimo museo a Pieve di Cadore .

Ma la cosa forse più particolare è la storia dei gelatieri.

Il nostro viaggio è stato una ricerca che  ci ha fatto conoscere tante persone, dai gestori di B&B molto accoglienti come Il Cidolo di Perarolo, la stupenda casa di Cristina a Pieve di Cadore o quella della sua amica a Nebbiù, ai rifugi, ai tanti amici della cooperativa sociale Cadore. Abbiamo camminato per sperimentare i dislivelli e le fatiche, abbiamo assaggiato i Canederli e le altre bontà. Si sta proprio bene nel Cadore e lo potete vedere dalle foto.

Ma questa volta c’era un’altra particolarità: volevamo seguire il filo che lega i Cadorini a Venezia e così Luca ci ha fatto conoscere Paola Brolati, Augusto Gamba detto Charly e Fabio Santin. Artisti, attori, persone davvero speciali! Loro sono di Zoldo. Vivono tra Zoldo e Venezia e in tanti altri luoghi e fanno cose stupende.

A noi ci hanno fatto conoscere una Venezia davvero diversa, la Venezia costruita e vissuta dai Cadorini e dai Zoldani. Ci hanno portato in giro, a piedi e con le barche a conoscere altre persone, e storie, stupende!

Venezia è stata (anche) per lungo tempo la meta della migrazione di poveri montanari, che venivano ad esercitare le professioni di zattieri, squeraroli, fabbri, falegnami, donne di servizio, balie e venditori di dolciumi…”.
Paola e Charly (e l’Associazione Fuori Posto), in collaborazione con l’associazione Arzanà hanno progettato e realizzano due itinerari inediti in Venezia, definiti “itinerari poveri”, sui luoghi della migrazione di montagna in laguna: uno a piedi appunto e uno in barca. Entrambi i percorsi partono dallo squero di San Trovaso. Da attori narrano le vicende della gente di montagna, accompagnando gli spettatori nel loro itinerario a piedi o in barca, vestono i panni di torototela, un cantastorie….
Non mi dimenticherò presto quello stupendo pomeriggio e non vedo l’ora di poter tradurre ai viaggiatori tedeschi le tante storie….
C’è uno splendido libro illustrato dai disegni di Fabio Santin “Venezia, la seconda bona mare” di Paola Brolati e Augusto Gamba – scene di vita e di lavoro della gente di montagna a Venezia, edito dal Centro Internazionale della Grafica di Venezia.
Si legge:” E’ tuttora piuttosto misterioso ricostruire le modalità con cui l’economia zoldana, dopo il fallimento della cooperativa di lavoratori del ferro, si sia rivolta al commercio di dolciumi e, in poco tempo, alla rinomata produzione di gelati. O forse c’è poco da capire: così come in montagna molti erano boscaioli o zattieri data l’abbondanza di legname, o erano stati chiodaioli per la facile reperibilità di ferraglia in giro per il Veneto, così l’idea del gelato dev’essere stata stimolata dalla presenza di ottime materie prime come il latte, la panna, le uova, i frutti di bosco, ma anche la neve e il ghiaccio naturali, e l’esistenza di luoghi refrigerati anche d’estate come le grotte e l’acqua di torrente.
In un documento ormai storico, che porta la firma del Console di Norimberga, datata 24 aprile 1899, tale Valentino Traiber fu Giobatta chiese ed ottenne dal sindaco di Zoldo un certificato di “buona condotta, di fama e di carattere” per poter vendere il suo gelato all’estero.
Nel 1894 l’amministrazione viennese negò la qualifica e la licenza di venditori ambulanti a zoldani e cadorini perché non facessero concorrenza ai venditori di dolciumi austriaci.
I gelatieri bellunesi non si persero d’animo: affittarono dei piccoli negozi, dopo aver verificato che si trovassero nelle zone di passaggio principali delle città. Nacquero così le prime gelaterie artigiane. Durante la prima guerra mondiale gli emigrati gelatieri dovettero abbandonare i paesi ospiti. Dal 1925, però, si procedette alla ricostruzione delle gelaterie artigiane in tutta Europa….
Venezia si sta spopolando…l’industria del turismo sta distruggendo tutto. Paola, Charly e Fabio e le altre persone che abbiamo conosciuto cercano di fare qualcosa:
A Venezia i turisti ci chiedono se indossiamo le maschere anche a casa, se i bambini vanno a scuola, se la gente lavora e dove si nascondono gli uffici. Una giapponese disperata , reduce da un lungo giro a vuoto, ci ha rivolto una domanda significativa:”Where’s the exit?” …Bisogna far capire in tutti i modi che Venezia non è un videogioco, ne una cinecittà di cartapesta..ma che c’è gente che ci nasce, ci cresce, ci lavora, ci vive, la ama e si dà da fare con tutte le proprie forze per poterci rimanere.
Così come la gente di montagna che intende vivere dignitosamente nel proprio paese, nella propria valle, deve essere messa nelle condizioni di poterlo fare…”.
Grazie Claudio, Luca, Paola, Charly e Fabio e grazie a Sonja per questo indimenticabile viaggio di lavoro!

UN VIAGGIO PER TUTTI: https://plus.google.com/u/0/photos/111067809634512679768/albums/5893312101217523057
Se cercate Paola e Charly…info@lemat.it

LA TAPPA – un altro luogo speciale LE MAT apre a VALLE DI CADORE

Lo avevamo preannunciato, già l’anno scorso quando TERESA, LA VIAGGIATRICE LE MAT è andata a trovare la cooperativa sociale CADORE e quando ho realizzato il suo bellissimo video racconto….

A Valle di Cadore si è ora inaugurato LA TAPPA – Sosta obbligata per Viaggiatori lenti - un luogo davvero speciale!

Non abbiamo potuto essere presenti ma Luca ci ha mandato un racconto anche se breve perchè non ha proprio tempo per raccontare…

Comunque LA TAPPA è appunto una bellissima tappa – a Valle di Cadore – lungo la pista ciclabile delle Dolomiti che vi consigliamo caldamente di fare.

La LA TAPPA npn è solo un luogo per ciclisti e viaggiatori del e nel Cadore…LA TAPPA – come d’altronde la cooperativa sociale CADORE è un LUOGO per i CADORINI…come si chiamano da quelle parti…..

“ Cara Renate,

al momento sono riuscito solo a riempirti di foto dell’inaugurazione, senza raccontarti nulla, ma ti assicuro che al momento non riesco a fare altro.

Il locale nonostante il tempo orrendo (oggi nevicava poco sopra i paesi)  ha stimolato i cadorini e abbiamo avuto ormai diverse manifestazioni di interesse

e qualche prenotazione per cene, feste, eventi, ecc.

“La Tappa” promette bene, basterebbe un po’ di sole ! Abbiamo avuto anche i primi cicloturisti tedeschi che incuranti del tempo sono arrivati a gustare la nostra ottima Suppe ( pasta e fagioli).”

E io qui rispondo:

“Caro Luca, grazie delle Bellissime foto! (GUARDATE cliccando sul link)

Vedrai che presto arriviamo per goderci il Cadore e voi! Un abbraccio a tutti voi Renate”

E per chi volesse saperne di più – della pista ciclabile http://www.piste-ciclabili.com/itinerari/65-ciclabile-delle-dolomiti 

e/o dei viaggi che organizza la cooperativa sociale CADORE eccoli

http://www.lemat.it/it/i-nostri-affiliati/Utente-Articolo/4-le-località/135-Cadore+scs/102-le-mat-in-cadore-viaggiare-per-conoscere-una-comunità

AFFILIANDOCI – il mio diario verso LE MAT di Francesca Raimondi – L’ALBA

Ricorderete di aver letto che l’Associazione l’ALBA di Pisa a metà dell’anno scorso ha chiesto di poter diventare un AFFILIATO LE MAT. Abbiamo lavorato insieme per un po’ di mesi – avrete letto e visto un po’ di foto – e ci siamo conosciuti. Francesca Raimondi racconto – step by step – un processo di affiliazione: “9-10/11/2012
L’esperienza con le Mat inizia con un viaggio al femminile, il viola della foderina del quaderno e l’imbrunire dopo il tramonto sono i colori che ci fanno da sfondo…
Sette donne iniziano l’avventura, valigie piene, ore 18:00, si parte da Pisa…Cannara stiamo arrivando!
Eravamo curiose di conoscere luoghi nuovi, persone nuove, esperienze nuove, perché ciò che accomuna la nostra esperienza di associazionismo e l’esperienza dell’imprenditoria sociale di Le Mat è il piacere per la conoscenza dell’Altro, l’amore per la diversità.
Dopo tre ore di autostrada iniziamo a vedere i primi scorci di Assisi, dalla cupola di Santa Maria degli Angeli arriviamo alla “Tana Liberi Tutti”, accoglierci Antonio, Federico, Sonia e una vecchia Japonica, un meraviglioso salice di 160 anni (piantata in occasione dell’inaugurazione della banda musicale di Cannara) che abbellisce il cortile interno di un ex Convento di Clarisse; si avverte la presenza di figure femminili e la spiritualità tra le mura secolari, ci sentiamo subito a casa!
E’ un posto meraviglioso e da subito entriamo in contatto con i colori, lo stile e il mondo “Le Mat”.
Avevamo una fame da lupi e il Ristorante “In bocca al lupo” ci soddisfa immediatamente, grazie anche alla gentilezza e alla cortesia del servizio di Sonia. E dopo cena, ci attendono camere spaziose e riscaldate, che ritemprano i nostri corpi stanchi.
Il sole di Perugia ci sveglia alle 8, e dopo un abbondante e ottima colazione, si comincia con la formazione!
Conosciamo Renate, una donnina italo-tedesca molto energica, che vive nella Capitale e “approfitta” della perfetta posizione geografica per girare l’Italia e l’Europa.
Due meravigliose storie si incrociano, quella dell’Associazione l’Alba e quella dell’Hotel Tritone e della Cooperativa “Il posto delle Fragole”…due storie diverse ma che hanno come filo conduttore il mestiere dell’accoglienza, il superamento delle barriere fisiche, psichiche e culturali! Una mission comune…la lotta allo stigma e il superamento del pregiudizio!
Conosciamo così il mondo di Le Mat e il sistema di affiliazione tra imprenditori sociali, e da subito ci riconosciamo con le parole della locandina: ospitalità, accompagnamento, inclusione sociale di maggiore qualità.
Si incrociano così due mondi che hanno in comune una coraggiosa vocazione: dare un valore a chi nella vita ha vissuto esperienze di disagio sociale, trasformare la propria sofferenza in una risorsa e mandare un messaggio positivo e di speranza a chi si sente escluso e solo.
Le Mat ci invita a partecipare e noi partecipiamo!
Ci raccontiamo…i nostri curriculum e le nostre storie ed esperienze personali si incrociano con quelli di Renate, Antonio e Sonia!
Un albero con le radici che affondano decise sulla terra, un computer con i suoi numeri e il percorso temerario di Ferdinando incrocia quello di Diana, signora delle arti, della musica, del teatro, della danza che abbraccia e tiene unita la differenza senza omologarla; la strada dell’Associazione L’alba incrocia sulla via l’albero pieno di fiori e frutti colorati di Chiara con tutta la voglia di donarsi all’Altro; una storia che parte da Mantova, per arrivare a Palermo e poi a Pisa per amore e s’incrocia con la freccia dentro il disegno del fiore colorato e tatuato di Francesca, sempre in movimento…e poi il sole, il mare e l’allegria di Sylvie, Nicoletta e Alessia e infine Sonia, con la sua dolcezza e la sua calma che rilascia spore firmate Le Mat.
E dopo aver letto assieme il Manifesto Le Mat e individuato le parole più significative, andiamo in giro per Perugia perchè il Progetto Silvano Arieti è stato premiato all’interno del Concorso letterario Comunità di Salute Mentale “Storie di ordinario vicinato” promosso dalla Società Cooperativa Sociale ASAD e Dall’Associazione Editori Umbri.
La premiazione si è tenuta presso la sala Cerp all’interno della Rocca Paolina nel Centro Storico, e verrà pubblicato un volume, nella sezione divulgazione scientifica, tra fine aprile e inizio maggio 2013 all’interno di un evento sulla salute mentale. Le ragazze protagoniste attive del progetto, con grande soddisfazione, hanno ritirato la pergamena, attualmente incorniciata all’interno del ristorante dell’Associazione L’Alba.
Andiamo via da Perugia stanchi ma soddisfatti, sappiamo che rivedremo presto i nostri nuovi amici…”

Roma in una giornata speciale

Il mio viaggio ieri era a Roma, da romana, ma non solo. Una giornata speciale. Un popolo vario sciamante e libero, non organizzato da nessuno. Una città a passo di persone,liberata in tanti posti da macchine, pulman e mezzi, una città grigia di nuvole, anche dell’acqua di un Tevere limaccioso di piogge ma colorata di tanti simboli, bandiere, sopratutto facce. Ogni tanto Roma diventa sul serio città aperta e di tutti. Ognuno è lì per motivazioni diverse, da luoghi diversi e con mezzi diversi. Ognuno ha scelto di esserci e di incontrare e vedere “altri”. Non c’era solo il primo Angelus del primo papa Francesco, un Angelus diverso dal solito, con meno riti e meno parole. E’ il nuovo stile del papa e il popolo di Roma lo sta ancora elaborando.Ma c’era anche la grande maratona romana, un flusso di gente che ha attraversato per ore Roma in lungo e largo . Tutto il giorno, bello. E c’erano tifosi irlandesi venute per la partita di rugby del giorno prima. Ho scelto solo di fare alcune foto, dal basso, da pedone, cittadina, osservatrice,comunque in mezzo alla gente. Un regalo a chi non c’era. Certo la mancanza di un luogo Le Mat a Roma comincia a sentirsi…
Costanza Fanelli

Verona, Berlino, Trieste, viaggi e incontri con e tra imprenditori sociali LE MAT a marzo 2013

Sono seduta di nuovo sul treno, questa volta vado a Trieste dove oltre a re-incontrare i primi Le Mat della storia (l’Hotel Tritone in Viale Miramare 133) incontrerò un gruppo di svedesi di Åkersberga una cittadina nella contea di Stoccolma, il capoluogo amministrativo della municipalità di Österåker, che vogliono realizzare un luogo di accoglienza Le Mat.  Elisabet Abrahamsson di Le Mat Sweden gli accompagna e così coglieremo l’occasione di fare un piano di lavoro di Le Mat Europe per il 2013. Insomma, gli svedesi del progetto “explosion”, forse prossimi Le Mat, viaggiano per incontrare i primi, per vedere come e se funziona, dove sono i problemi….per prendersi il coraggio per fare

Sono stanca, nella mia testa ci sono ancora le tanti immagini dei giorni precedenti…da lunedì 4 marzo sono stata a Verona, al Hotel GranCan della cooperativa sociale Azalea per accompagnare un altro gruppo di visitatori svedesi provenienti dalla contea di Goeteborg. I viaggiatori sono direttori di servizi sociali dei Comuni, delle assicurazioni sociali e di MEDBORGARSKOLAN.  Loro volevano capire il lavoro delle cooperative sociali e dal momento che Le Mat ne sa qualcosa si sono rivolti a noi per l’organizzazione di un viaggio di studio. Hanno scelto il sistema Azalea tra altre due proposte per diverse ragioni. 3 giorni, di cui 2 di intenso lavoro, per capire come sono nate, come si sono sviluppate e dove sono oggi i problemi delle cooperative sociali oggi in Italia, per portare con sè stimoli e idee.

I soci lavoratori della cooperativa sociale AZALEAoperatori socio-sanitari, receptionist, camerieri, cuochi, somelier, autisti, psicologi, tutto fare – tante professioni, imprenditori sociali cooperanti e gli ospiti fissi degli alberghi GRANCAN e LE SALETTE ci danno il benvenuto, hanno tantissimo da raccontare e da far vedere, il tutto condito da un ottimo cibo e dai vini della Valpolicella. I viaggiatori hanno mille domande, vogliono capire questo complesso sistema pieno di innovazioni sociali. Chiedono di responsabilità e “decision making”, di finanziamenti e delle professionalità. E i soci rispondono, raccontano le difficoltà, le lotte ma anche le soddisfazioni.

Dice Giuseppe Turrini, Presidente, nel descrivere l’Hotel GranCan dove alloggiamo, mangiamo, elaboriamo le impressioni della giornata: “ E’ un Agorà, un luogo di scambi, dove avvengono tante cose, tanti incontri…ed è questo quello che riteniamo terapeutico per i nostri ospiti fissi seguiti dai servizi psichiatrici, per noi operatori sociali e per tutti gli altri, i musicisti, operatori della ristorazione…e per i viaggiatori”.

I nostri viaggiatori svedesi ci stanno volentieri, nell’Agorà, gustano gli ottimi vini della Valpolicella professionalmente proposti e spiegati e guardano, osservano essendo parte del tutto. E una sera inizia una vivace discussione, non capisco, poi chiedo e mi spiegano. Hanno visto Margherita, la Psicologa, lavorare in cucina insieme agli ospiti fissi e mi dicono che secondo loro una cosa del genere in Svezia è difficilissimo…e poi chiedono: “Come si fa?E io spiego che l’impresa sociale è fatta da imprenditori sociali, persone piene di professionalità che però la vogliono usare e investire più che nell’interesse proprio nell’interesse generale della comunità.  Si, anch’io per 3 giorni mi sono trovata in mezzo a imprenditori sociali, Mario, operatore sociale, receptionist che la sera si veste da cantante e canta…Piergiorgio che fa l’autista ma in realtà ci spiega la storia, i luoghi, le storie della città che conosce come le sue tasche…Claudio sommelier e tanto altro, e Margherita, psicologa che fa il pane…i ragazzi di Pane e Vino che cucinano benissimo, parlano un eccellente inglese, si intendono di musica, lì nella loro ex- casa del popolo….Ilaria, Presidente di Azalea Blu, una associazione di auto-aiuto e di volontariato, persone con un sacco di esperienze e di progetti e una biblioteca….Stefania, Michele, Giuseppe…il CDA…Silvano e Marco Buzzi…un mondo, quello di AZALEA: un mondo che ha molte cose da scambiare e da raccontare, che a Verona fatica ma in Svezia appare una utopia!

Quando salutiamo i nostri ospiti possiamo dargli un buon consiglio:” Andate a trovare quelli di Le Mat Sverige, il sistema delle cooperative Vagen Ut, il B&B Le Mat a Goeteborg. Loro molti anni fa hanno studiato qui in Italia e pare che il tutto funzioni benissimo, anche in Svezia!

Giovedì mattina il 7 marzo parto, ho tradotto e facilitato e sono contenta perché grazie al mio lavoro le persone si sono piaciute, capite, sintonizzate…progettazioni europee diventano possibili… Il perché del viaggio Le Mat? Devono studiare come far crescere l’imprenditorialità sociale in Svezia perché lo stato sociale costa troppo…e dove vengono? In Italia! E poi hanno scritto, come Teresa La Viaggiatrice Le Mat: “Grazie Le Mat per avermi fatto conoscere una realtà importante….torneremo…non solo per studiare le imprese sociali ma per conoscere la Valpolicella e Verona (che nessuno di loro aveva mai visto!).”

A Venezia incontro Luca della cooperativa sociale Cadore, andiamo a Berlino, vogliamo dare una occhiata alla ITB, incontrare gente del FORUM ANDERS REISEN e ragionare con TERESA LA VIAGGIATRICE LE MAT su nuovi possibili viaggi. Il tempo a Berlino è orribile ma come sempre questa città ha talmente tante cose da raccontare che il tempo è l’ultimo problema. Ci incontriamo con Sonja Heidtmann di Monaco, titolare del tour operator Sento – Wanderreisen. Lei è convinta che l’Italia è un paese da viaggiare e cerca persone che la conoscono bene e da un altro punto di vista. Ha visto il sito Le Mat, le siamo piaciuti e così ragioniamo su cosa possiamo fare insieme. Lei ci racconta del viaggiatore tedesco, di cosa si aspetta e noi raccontiamo del Cadore, della Sicilia, dell’Umbria, della Liguria…Sonja viene dal mondo della comunicazione, poi si è stufata, ha lavorato per vari touroperator come guida turistica, poi ha messo su la sua impresa…mi piacerebbe lavorare con lei! Passiamo la serata alla presentazione della Puglia organizzata dall’Enit…no, non ci ritroviamo tanto nell’immagine che viene trasmesso….meglio l’Italia dei Le Mat.

Il giorno dopo faciamo un giro all’ITB…alcune novità interessanti, piccoli touroperator un po’ persi in questa città fiera gigantesca. Cerchiamo qualche amico, un po’ perso (ci sono anche quelli di EMBRACE – una rete di alberghi “sociali” nata poco dopo LE MAT, ci conosciamo e parliamo, delle difficoltà, delle potenzialità…)…forse non è proprio il caso di correre dietro a questi giganti della ITB, ci vuole una strategia più adatta…l’Italia prende un intero padiglione…chi sa quanto è costato…ma non c’è nessuno….

 

Il giorno dopo ci dedichiamo a Berlino – nevica ancora!

Siamo venuti come sempre per scoprire luoghi innovativi, cose diverse e il nostro amico Stefan Ruf (TERESA LA VIAGGIATRICE LE MAT) ci porta al Hotel Michelberger in Warschauer Strasse. Ci passiamo qualche ora intervistando chi ci lavora e godendoci l’affollato atrio e il bar…un Agorà?!

E poi discutiamo, del coraggio di non attenersi ad arredamenti tradizionali, di non aver paura di azzardare, dello story telling anche attraverso gli oggetti. Quello che più ci piace è la presentazione, semplice e immediata che fa venire voglia di appartenere alla tribù di quelli del Michelberger:” Ciao, ci siamo costruiti un albergo, così onesto, rilassato, passionale e affascinante come Berlino, per noi e per amici e estranei, familie, innamorati, per gruppi musicali e artisti, per donne d’affari, globetrotter e amanti di Berlino ….”QUANTE VOLTE ABBIAMO DISCUSSO DI QUESTO MODO DE NARRARSI NELLE OFFICINE LE MAT!

Ma perché per il mondo del sociale appare tanto difficile raccontare del sogno dell’AGORA’ INCLUSIVO, di quello che tutti i giorni si fa nelle tante imprese sociali italiane??

E infatti, dalla Warschauer andiamo nella Ackerstrasse, andiamo a vedere l’ HOTEL GRENZFALL, un albergo gestito da una impresa sociale che fa parte della rete EMBRACE. L’Hotel è un po’ triste. Ci raccontano la storia e ci spiegono: da impresa sociali bisogna essere molto più bravi di quelli “normali”…noi pensiamo che devono essere un po’ diversi, più caldi, più accoglienti…più LE MAT appunto! Non occorre misurarsi per forza con la “presunta” normalità”…gli raccontiamo un po’ anche di noi, del video blog di Teresa e andiamo via un po’ pensosi…proprio lì dove tante cose sarebbero da raccontare e tante persone da far vedere ci si nasconde dietro a mobili standardizzati e tristi…e questo non soltanto al Hotel GRENZFALL…quante volte ne abbiamo discusso appunto nelle OFFICINE LE MAT. Lunedì andiamo a Henningsdorf, un po’ fuori Berlino nel Brandenburgo. Siamo invitati da un Consorzio di Agenzie di sviluppo e di formazione nell’ambito di un progetto di sostegno delle imprese sociali locali. Qui nel Brandenburgo – la ex Germania Democratica – c’è molta disoccupazione e l’economia sociale o solidale si è sviluppata negli ultimi anni. Il progetto intende sostenere gli imprenditori sociali e così ci hanno invitati per raccontare di Le Mat. Conosciamo alcuni imprenditori, le loro imprese, le nuove idee e poi raccontiamo del nostro lavoro di sviluppo di un marchio e di un sistema di franchising.  All fine facciamo vedere il video racconto del Cadore. Ci interrogano pieni di curiosità e poi si discute di un possibile viaggio in Italia…Vedremo! E poi il coordinatore ci invita a tornare…bene!  Ci piacerebbe lavorare verso un Le Mat in Germania.

Di ritorno in Italia mi telefona Orietta del Hotel Tritone, a Trieste e mi invita a venire insieme al gruppo di svedesi e a Elisabet Abrahamsson. Sono 19 i visitatori, hanno poco tempo ma vogliono sentire la storia…dal Hotel Tritone a Le Mat. E così mi riprendo il treno, incontro Elisabet a Mestre, ci facciamo una bella riunione Le Mat Europe nel treno da Mestre a Trieste e poi diamo il benvenuti a questo grande gruppo di aspiranti imprenditori sociali che provengono da Åkersberga.

Trieste si presente in una vesta splendida, una giornata di sole, freddo, la bora…loro dicono che è primavera e infatti i primi alberi sono in fiore. Saliamo a San Giovanni, il parco dell’ex-ospedale psichiatrico e io racconto, questa lunga, lunga storia di lotta alla segregazione, di sviluppo di imprenditorialità sociale….

E poi Orietta racconta la sua vita, da cooperatrice sociale, racconta gli errori ma la forza…racconta di quanto l’Hotel Tritone era la PENSIONE TRITONE….degli sforzi fatti, per ristrutturare, investire e della passione per il mestiere di accoglienza, dell’inclusione…

Mangiamo a IL POSTO DELLE FRAGOLE che, lo sapete, in svedese si chiama Smultronstället, il luogo dell’infanzia che per tutti ha il grande significato dell’accoglienza….Torno casa come sempre stanca ma più ricca. Gli occhi dei viaggiatori svedesi che seguivano il racconto di Orietta dicevano: proprio una bella storia, quella di Le Mat. Anche a noi piacerebbe partecipare! Grazie Le Mat!

 

 

 

 

Plastici e progettazioni…sempre l’ALBA…a PISA!

Pisa, il 2 febbraio 2013

…tutti attorno al plastico, per toccare, sbirciare…e poi attorno ai disegni per capire, suggerire, criticare…e così l’architetto non è più l’unico mago a comprendere i suoi disegni e calcoli, colui nelle cui mani ti devi mettere perché da soli non si può fare, che poi non capisci…l’archistar, il creatore…no, così diventa complice, traduttore dei tuoi pensieri, supporter, facilitatore…ti permette di CAPIRE, di SUGGERIRE, di PROGETTARE….

 Siamo al Circolo l’ALBA dell’Associazione l’ALBA a Pisa. Ci hanno chiamati a noi di Le Mat perché vogliono diventare uno, tanti luoghi Le Mat…vogliono migliore le strutture in cui operano…la cucina troppo piccola, la sola troppo rumorosa, le pareti troppo alte….migliorare l’accessibilità…più luce o meno luce…
Insomma tante idee, il rischio di non capirsi, di non capire i disegni dell’architetto…

Come possiamo aiutare?

Savero Ciaccio è un architetto – Le Mat – a cui piace discutere con i propri clienti, a cui piace accogliere le idee dei propri clienti! E così quando non ci si capisce, quando i disegni sembrano troppo complicati, quando rischia di rimanere solo nel suo lavoro di progettista…allora costruisce i plastici, la rappresentazione davvero accessibile di quello che è e di quello che potrebbe diventare la realtà con l’aiuto delle idee di tutti….

E così ieri a Pisa hanno partecipato davvero TUTTI e infine è venuto fuori un progetto NUOVO, CONDIVISO…


Anche questa è accessibilità!!!!
E ora si continua…tante altre cose da progettare…tra cui…udite, udite, uno stabilimento balneare a Marina di Pisa!
E’ stata una giornata bellissima!

QUI POTETE VEDERE LE ALTRE FOTO!

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Le Mat in Grecia – un viaggio tra gli imprenditori sociali nelle isole del Dodecaneso di Luca Valmassoi

Lo scorso agosto è venuta a trovarci in Cadore Sofia Papachristou, regista greca tra altri della bellissima commedia  BILOBA , che stava girando un film/documentario sulle buone pratiche economiche e l’impresa sociale europea nel tempo della crisi. Sofia voleva conoscere Le Mat e il modo di operare della cooperativa sociale Cadore  (guardate il bellissimo video racconto di Teresa la viaggiatrice Le Mat ), un impresa sociale in montagna di cui mi vanto di essere socio. Dopo un weekend di interviste, riprese e lunghe chiaccherate ci siamo lasciati, come si usa, con la promessa di rivederci, magari in Grecia.

 Dopo poco tempo hanno chiesto a noi di Le Mat di presentare la nostra esperienza di imprenditori sociali nel turismo durante il workshop “social economy and social cooperative enterprises” che si è tenuto nelle isole di Rodi e Kos il 2 e 3 novembre.

Il viaggio è lungo, la stagione turistica è ormai finita e non ci sono voli diretti. Partenza nella notte dal Cadore sotto una pioggia scrociante che è mista a neve, arrivo a Rodi dopo più di 12 ore e sono accolto calorosamente dai nostri amici greci, anche le temperature ( 27° ) sono decisamente confortanti.
Il workshop inizia il giorno seguente, l’evento è organizzato dall’Agenzia di Sviluppo della Regione del Sud Egeo, dalla municipalità dell’isola di Kos e dall’europarlamentare Nikos Chrysogelos membro del Green/EFA. Nella prima sessione di lavori, con interventi più tecnici o istituzionali, si discute di economia sociale dal livello locale a quello europeo o globale. E’ chiaro un grande interesse da parte di tutti gli attori politico- istituzionali per l’impresa sociale come alternativa e strumento per resistere alla crisi, tutti sono concordi però sulla necessità di riformare il quadro legislativo in cui devono muoversi le cooperative perché eccessivamente complesso e burocratizzato.
La seconda sessione è dedicata ad esperienze della cooperazione sociale in Grecia e in Europa tra cui Le Mat. Alla fine dei lavori diverse persone mi avvicinano per chiedere informazioni sul nostro lavoro, sul sistema di franchising, sulla dimensione europea del nostro operare.

In questa terra a forte vocazione turistica il tema dell’accoglienza stimola diverse riflessioni. Conosco Iakovos, Aristea e Katerina che si stanno occupando della gestione logistica del workshop e lavorano con Exelixis, una società di servizi di consulenza volta a sostenere e promuovere progetti integrati nel settore pubblico e privato. In Exelixis nata nel 2001 lavorano 8 persone che provengono da discipline differenti , economisti, esperti di informatica, del settore turistico, del marketing e ingegneri . Mi raccontano del calo verticale delle presenze turistiche negli ultimi due anni e del fatto che mentre le grandi strutture delle catene alberghiere resistono intercettando i flussi del all inclusive i piccoli sistemi ricettivi pagano in maniera drammatica la crisi non riuscendo a fare rete e a promuoversi. Mi avvicina poi Nikos, un signore che parla un perfetto italiano e che mi dice quasi commosso che la relazione sul lavoro di Le Mat gli ha fatto ricordare la sua giovinezza. Durante i suoi studi di architettura in Italia negli anni settanta ha conosciuto Franco Basaglia e conserva di lui in vivissimo ricordo. Ora collabora con una cooperativa che lavora con disabili e gli piacerebbe approfondire il rapporto con le con noi.

Dopo qualche ora siamo già di partenza, alle 19.00 salpa il traghetto che ci porterà a Kos ( quasi 6 ore di navigazione ! ). Per ingannare il tempo si gioca a carte. Antigona di Ecorec ci insegna a giocare a Biriba , tipico gioco greco. Ecological Recycling Society si occupa della promozione di azioni di riutilizzo e riciclaggio e della gestione dei rifiuti in genere, realizzando progetti che con la costituzione di cooperative sociali promuovano l’inclusione sociale. Quando sbarchiamo c’è ad aspettarci un autobus urbano inviato dalla municipalità, sul display lampeggia un gigantesco WELCOME.
Il giorno seguente gli interventi si ripetono in una sala affollata, come a Rodi ,di un pubblico molto attento. Gli amministratori locali lamentano lo scadere della qualità dei servizi che riescono erogare con trasferimenti sempre più miseri da parte del governo centrale, gli interventi dello stesso spesso inefficaci perché non tengono conto della specificità di queste isole. Centralismo e burocrazia da un lato, aspirazione ad una maggior autoderminazione negata e anche, personalismi e piccoli campanili dall’altra. Le isole del Mar Egeo e le nostre valli dolomitiche non sono poi così diverse…

Incontro Calliope di Alter holidays che vive a Kalymnos, leggendaria isola dei pescatori di spugne e paradiso dei free climbers. Questa agenzia turistica organizza viaggi nel Dodecaneso cercando di far conoscere ai viaggiatori la natura, la gente e la cultura anche delle più piccole isole che in questo periodo maggiormente soffrono la crisi, parliamo a lungo della loro idea di accoglienza e credo che Alter e Le Mat si incontreranno ancora.
Si va a cena con il sindaco Kostantinos Kaiserlis e alcuni amministratori di Kos.

L’amministrazione comunale dell’isola ha fatto alcune chiare scelte che rivelano una sensibilità verso un modello di sviluppo sostenibile, per togliere il traffico dall’isola sono stati potenziati i mezzi pubblici e la pista ciclabile ora di 12 Km dovrebbe presto contarne 40 !

Anche il Sindaco si dice interessato al progetto di Le Mat e mi assicura che ci risentiremo.

Ceniamo in Platia Eleftherias ( Piazza della Libertà) all’Aigli uno dei più storici caffè della città, ospitato all’interno dell’edificio dell’ex Casa del Fascio, una delle tante testimonianze architettoniche della colonizzazione italiana, è gestito da una cooperativa sociale di sole donne.

Le donne di Aigli cucinano in maniera divina i cibi della tradizione e sono simpaticissime !

Torniamo all’albergo che si affaccia sul porticciolo di Kos, davanti a noi al di la di uno stretto braccio di mare si scorgono le luci della cittadina turca di Bodrum.
E’ quasi tempo di rientrare in Italia, bisogna iniziare subito a lavorare per consolidare i rapporti e i contatti raccolti.

Un Le Mat Grecia sarebbe veramente una cosa fantastica.

Incontri culturali Le Mat nella Sicilia rurale durante la raccolta delle olive…

E’ da un po’ di anni che noi di Le Mat frequentiamo e scopriamo la bellissima Sicilia sud occidentale partecipando a progetti di costruzione di comunità, viaggiando, gustando l’olio, le arance, il vino, conoscendo persone che ci ospitano, ci raccontano, ci coinvolgono nei loro progetti, nelle loro fatiche…
Il luogo Le Mat per eccellenza è un piccolo borgo rurale tra Gibellina Nuova, Salemi, Vita e Calatafimi – le case Zaccanelli, le Tenute Gucciardi, insomma, nel bel mezzo della Valle del Belìce 

 

Franca Cicala e Antonino Gucciardi hanno investito i loro risparmi per rendere questo piccolo borgo fruibile per i viaggiatori e ora investono il loro tempo per accoglierli.

Il loro sogno è far rivivere il luogo, come 30/40 anni fa quando qui il padre di Antonino con i fratelli produceva il vino e le famiglie vivevano tutti insieme dai prodotti della terra. Poi i figli se ne sono andati in città e il borgo rischiava l’abbandono.

 

Ora i viaggiatori hanno la possibilità di farlo rivivere perché quando ci sono arriva tutta la famiglia e il borgo di ripopola, le olive vengono raccolte, le marmellate fatte in casa dalle arance del giardino vengono consumate, si cucina, si discute, si canta….

E’ un po’ di anni che raccontiamo della Valle del Belìce, delle lotte di Danilo Dolci, del post terremoto e dei tanti contadini che curano con grande amore il paesaggio, le vigne, gli oliveti, i giardini degli aranci, dei limoni… nonostante il prezzo ridicolo che gli viene pagato per il prodotto finale.

E così da un po’ di anni stiamo aiutando a costruire gruppi di acquisto nei luoghi Le Mat non solo in Italia ma in Germania e in Inghilterra. Piano, piano le persone imparano a gustare l’olio – la Nocellara del Belìce ad esempio – e a distinguere tra l’una e l’altra varietà, piano, piano viene la curiosità per chi lo produce e per i luoghi dove lo produce.
E così abbiamo proposto un viaggio, durante il periodo della raccolta, alla fine di ottobre…un viaggio per partecipare alla raccolta e per scoprire tutto il ciclo di produzione e i produttori.
Vito Ciaccio e la sua famiglia hanno invitato i loro clienti di oltre Alpi a conoscere la raccolta delle olive a Menfi e Franca Cicala e Antonino Gucciardi li hanno accolti nelle loro case.

3 amici di Berlino e di Bochum in Germania ci hanno seguito in questo viaggio sperimentale e c’era anche Teresa, la viaggiatrice Le Mat o meglio il regista dei video racconti Le Mat Stefan Ruf.

E’ stato un viaggio impegnativo: abbiamo lavorato nei campi, incontrato tante persone impegnate in tante attività, abbiamo visitato luoghi non facili, i paesi della Valle in cui le tracce del terremoto di oltre 40 anni fa ci sono tutt’ora e molto evidenti, abbiamo visto il museo della Mafia a Salemi ma anche Selinunte e Segesta, le Saline di Marsala e di Trapani.

Il tempo a tratti era bellissimo, si poteva fare il bagno. Altre volte c’erano il vento e le nuvole. E la sera fa buio presto e così occorre avere una casa accogliente per poter stare insieme, conoscersi…e conoscersi, comunicare non è facile perché la lingua è diversa e non soltanto la lingua, il tempo, i tempi, i metodi, i gusti, le abitudini, i rumori….bisogna essere molto curiosi gli uni degli altri e parlare lentamente, una frase alla volta anche se c’è chi traduce: un grande lavoro di acquisizione di fiducia, un grande lavoro di accoglienza, di inclusione che va fatto tutti insieme e la musica di Soeren ha aiutato tanto!!!

La famiglia Ciaccio ci ha fatto vivere una giornata indimenticabile: il lavoro insieme ai raccoglitori, il signor Enzo e i suoi colleghi, è stato faticoso ma bellissimo. Ci hanno spiegato tutto e raccontato le storie… e poi il pranzo in campagna tutti insieme, il frantoio, la famiglia Botta, l’assaggio dell’olio, il pane condito, la visita al piccolo GRANDE spazio di Franco e la cena a casa della famiglia Ciaccio. Ora conosciamo tante cose e l’olio avrà un gusto diverso, forse ancora più prezioso.

E poi i Gucciardi: quanti sono, un popolo, tante generazioni!!!!! Abbiamo imparato a fare il COUSCOUS con il pesce (che in questa zona della Sicilia si mangia abitualmente), il pesto alla trapanese…abbiamo imparato a mangiare i fichi d’India senza farci male…e abbiamo gustato le torte e le frittate di Franca, il vino del cugino, le pizze della sorella. Ogni sera c’era una piccola festa, ogni sera persone diverse…tante discussioni, speranze per le elezioni vinte, rabbie per le tante risorse sprecate e il lavoro dell’associazione di Lorenzo: lo scrigno della memoria. 

Insieme abbiamo realizzato il video racconto che presto vedrete…

La settimana è volata, peccato, tante cose non abbiamo visto perché troppe sono le cose che si possono scoprire. Comunque, a Novembre in Sicilia si sta proprio bene e così sarà a dicembre, gennaio e febbraio…….

Grazie a Franca, Antonino, Sabrina, Lorenzo e tutti gli altri “Gucciardi” e grazie a Saverio Ciaccio e i suoi genitori…e grazie a viaggiatori e a Teresa che presto ci racconterà a modo suo…è stato un viaggio bello e impegnativo e torneremo!

 

Un pomeriggio a Roma alla rappresentanza in Italia della Commissione Europea…

Ci hanno telefonato a noi di Le Mat, venerdì 12 e ci hanno invitati per lunedì 15 nella sede della Rappresentanza Italiana della Commissione Europea.  nell’ambito della settimana europea del mercato unico con le seguenti parole ” In particolare, attiro la vostra attenzione sulla sessione di lunedì 15 ottobre pomeriggio, dove a partire dalle 15h30 affronteremo (sessione n. 4) l’imprenditoria sociale. In quell’occasione, la funzionaria della Commissione europea che verrà da Bruxelles per illustrare le proposte della Commissione europea in materia, vorrebbe illustrare brevemente il vostro caso e avervi tra il pubblico per un’eventuale interlocuzione.”

Costanza Fanelli, Presidente del Consorzio Le Mat ci è andata e ci racconta:

“Nell’ambito della settimana del mercato unico organizzata a Roma dalla rappresentanza in Italia della Commissione Europea, nella sessione “Andare oltre nel mercato Unico. iniziative di frontiera” a Le Mat è stato chiesto di presentare la sua esperienza come modello innovativo di impresa sociale. Kerstin Jorna della Commissione europea e oggi Capo Unità della proprietà industriale che fa parte del Direttorato generale del mercato interno, nell’illustrare contenuti e finalità della iniziativa europea per la imprenditorialità sociale ( Comunicazione e piano di azione europea per l’impresa sociale, la famosa “Social Business Intiative”) ha parlato a lungo di Le Mat come esperienza emblematica di una impresa sociale che persegue obiettivi di inclusione sociale e di innovazione e che si muove nello spazio europeo.

Poi sono stata invitata a raccontare la nostra esperienza, la nostra storia, di cosa siamo e come lavoriamo, i nostri obiettivi e mi sono soffermata molto sull’investimento che Le Mat ha fatto fin dall’inizio della sua storia sulla dimensione europea come spazio non solo di trasferimento ma anche di speimentazione di progetti innovativi, quale è il modello di franchising sociale. Più di 10 minuti di spazio e visibilità per noi e grande interesse dei relatori, degli uditori, operatori e giornalisti presentii .
Kerstin Jorna mi ha accolto con grande affetto e stima e mi ha detto che aveva avuto tante segnalazioni a livello europea su Le Mat, che ci conosceva molto di nome ma che voleva conoscerci meglio e per questo ha chiesto alla rappresentanza italiana della Commissione di intervenire perchè ci vede come un bellissimo esempio di cosa significa lavorare per una Europa che cerca strade alternative sul piano economico e sociale. E’ stata davvero una bella soddisfazione!
Costanza Fanelli

Lo chiamano “Smultronstället” – Il Posto delle Fragole a Trieste – a study visit to Le Mat in Trieste

Three days in Trieste to sea the town and to learn from the experience of the workers/members of the social cooperative Il Posto delle Fragole: last weekend they arrived 8 social entrepreneurs from Sweden, the Miljövårdscentrum in ÖrebroBosse and his collegues want to become in SWEDEN a SPECIAL PLACE LE MAT and that’s why  they work together with LE MAT SWEDEN and they decided to take a study tour to Italy.

Quite and beautiful last summer days to know the story of one of the most famous social cooperative, founded in 1979 and strong involved in touristic services. They arrived on Sunday at the Hotel Tritone they met Orietta Polizzy the manger of the hotel who explained the history of the hotel and give them a lot of information concerning the hotel management, human resources and organization. Sitting on the hotel terrace just in front of the see we discuss about all aspect concerning the hotel management and also about its daily difficulties related to the organization, to the marketing strategies to the concurrence. Bosse and his colleagues were very interested in know everything about the hotel, we have a very friendly conversation and shared our experiences and it  was really great!

Sunday was for holiday so the group guided by Gilda Kramarsic spent the morning visiting the centre of the city, from the old castle to the narrow streets full of hand made shops, but the story of Trieste is also the one of the historical coffees, in which famous poets wrote their poems, and the presence of a lot of signs coming from different cultures. In the afternnon the Grotta Gigante and the Carso for a tour in the nature.

The last day has been dedicated to the visit of San Giovanni’s park, the aerea of the old mental health hospital and the place where many of the  Italian experience of social cooperative started
Here Alessandro Mets - one of the social entrepreneurs here in Trieste tells the story of San Giovanni, its transformation from psychiatric hospital to a different place in which social cooperatives, associations public institutions and university live, work, organize events plan activities to attract people.
In this context there is the restaurant Il Posto delle Fragole, managed as il Tritone by the cooperative Il Posto delle Fragole, our guest have a lunch and then Alessandro Mayer the President of the cooperative speaks with them about the restaurant, the organization of work the training, the process for the integration at work for disadvantaged people, the relation with public health and social services. He also describe activities and organization of La Collina, a social cooperative running a lot of services in tourist and cultural areas.
Three long days for our friends from Sweden, they do a long travel to understand better solutions and suggestion for their enterprise and we learn how important could it be to invest part of our time to meet other entrepreneurs and stay in a network.

by Carmen Candido

Diario di un viaggio di studio e di scambio tra imprenditori sociali…. in Sardegna

Siamo tornati tutti a casa oramai da qualche giorno dalla visita di scambio in Sardegna realizzata all’interno del progetto Ad Altiora –  Terra Cruda. Un po’ di tempo fa qui vi avevamo raccontato del nostro viaggio in Francia. Per i nostri amici francesi dell’Association Le Village era la prima volta che venivano in Italia. Sono partiti commossi e raggianti della esperienza e delle cose che hanno visto e imparato. Sono partiti come amici nostri. Quattro giorni in giro attraverso le tante facce e paesaggi dell’Iglesiente e del Campidano, lungo le tracce delle tante cose, manufatti, relazioni umane e dei tanti progetti di sviluppo diverso e inclusivo perseguiti e realizzati dalla Cooperativa San Lorenzo e dall’Associazione Terra Cruda. Come Le Mat , responsabile della parte trasnazionale del progetto, mi sento proprio soddisfatta perchè siamo riusciti a fare di questa occasione un vero viaggio di scambio, tra realtà , tra persone, tra storie. Un viaggio che può ripetersi, anche migliorandone aspetti e sviluppandone altri.

 

Tre i fili conduttori: cosa è cosa fa la coop san Lorenzo per il suo territorio e per le fasce più deboli,usando intraprendenza, coraggio, progettualità. Cosa significa recuperare un patrimonio di tradizioni e competenze di materiali e tecniche costruttive e abitative anche per creare occasioni di lavoro. Come creare luoghi e circuiti di un turismo speciale fatto di luoghi, conoscenza vera del territorio, scambi umani,apprendimento di buone pratiche. Il grande stabilimento nella zona industriale di Iglesias, un tempo sede di una importante industria fuggita all’estero come tante in Sardegna, è il simbolo del coraggio della San Lorenzo : acquisito e ristrutturato sta a poco a poco configurandosi come sede di tante attività produttive della san Lorenzo e dell’area. Intorno altri spazi dove si svilupperà un progetto di produzione energetica con fonti alternative e rinnovabili. In uno spazio anche i mattoni di terra cruda prodotti durante il progetto dagli allievi in formazione: si aspetta il “permesso” per essere utilizzati per restaurare un altro edificio che era in disuso e che completerà un complesso di residenzialità, tutto costruito con tecniche ecosostenibili, per persone in difficoltà economica e sociale , collegato ad una azienda agricola e florovivaistica, già impiantata,l’azienda di Terramanna.

Al Marganai è quasi pronto un rifugio straordinario in mezzo ad un immenso parco/riserva , una foresta sterminata di lecci tipica della Sardegna, un giardino botanico, persino una riserva per farfalle. Sentieri percorribili a piedi e in bicicletta che portano ad antichi borghi minerai. A primavera si potrà essere ospitati a dormire e mangiare .Una struttura già quasi pronta, già assegnata alla San Lorenzo, ma che è rimasta ferma per ostacoli burocratici.
Non è ancora pronto ma è a buon punto Casa Fenu, una villa nel borgo abbandonato e restaurato di Trattalias. Donata alla coop San Lorenzo per farne un luogo di turismo e accoglienza per persone in difficoltà e famiglie nell’antico borgo abbandonato e oggi restaurato di Trattalias .

Il 27 settembre è stata la giornata all’insegna della Terra Cruda: visita al centro di documentazione dell’Associazione a Samassi, al laboratorio che diventerà un grande centro di formazione per operatori in terra cruda, e poi un tour tra case antiche costruite e restaurate nel rispetto della tradizione della Terra Cruda. Nel giro nel Sulcis anche l’incontro straordinario a San Sperate con il grande scultore sardo Pinuccio Sciola: il suo laboratorio è un immenso parco di olivi e piante disseminato da gigantesche sculture in pietra e manufatti . Pinuccio Schiola fa uscire da queste sculture la musica della pietra.

E poi il mare, ma non quello delle speculazioni,dei villaggi, ma quello libero lungo tutta la costa che corre vicino alla grande zona mineraria, oggi in grande parte abbandonata. Mare, spiaggie bianche, rocce ripidissimee, ma anche tanti buchi, caverne degli ex pozzi, giganteschi scheletri di attrezzature in ferro dove venivano tirati su per essere portati via da navi, carrelli e contenitori pieni di minerali . Ma anche il mare visto dalla bella barca della San Lorenzo, confiscata ad una famiglia mafiosa e donata alla cooperativa per fare attività a favore di giovani e persone in difficoltà e oggi ormeggiata nel bel porto di San Antioco.

Nel racconto sommario non posso che terminare con i nomi del gruppo che è stato insieme per tutti i 4 giorni: Pierre, Jean Marie, Djalmila, Alain, Marco,Maddalena, Giuseppe, Walter, Francesca, Paolo e io naturalmente. E poi tanti altri amici e amiche che ci hanno aperto le porte di Municipi o di case private.
Vi è venuta voglia di venire nel Sulcis con LE MAT? Qui trovate tutte le foto  e potete riguardarvi anche anche il video racconto di Teresa, la Viaggiatrice Le Mat 

A presto Costanza Fanelli

In Cadore: con Teresa la Viaggiatrice Le Mat e con la cooperativa sociale CADORE

E’ stato un viaggio alla scoperta della montagna, di come la vive chi ci vive e chi ci lavora, la cooperativa sociale CADORE appunto. 

Ho accompagnato Stefan Ruf il regista dei video racconti di Teresa la Viaggiatrice Le Mat dal 10 al 19 luglio in un bellissimo viaggio – lavoro.

Abbiamo dormito bene – sotto caldi piumini che lì fanno piacere anche quando nel resto d’Italia si muore di caldo – negli appartamenti che la cooperativa gestisce a Perarolo di Cadore nell’antico Palazzo Lazzaris dove la Regina Margherita trascorreva le vacanze….e ci abbiamo lavorato, discusso, cucinato e mangiato….un luogo davvero da consigliare.

Perarolo è un piccolo paese alle porte del CADORE che una volta, ai tempi dei ricchi commercianti Lazzaris era ricca e molto laboriosa, il porto sul fiume Piave…ne testimonia il piccolo e ottimo museo proprio dietro al Palazzo Lazzaris – Il Museo del Cìdolo e del Legname.
A Perarolo si arriva in circa 2 ore dalla Pianura padana (da Padova e da Mestre) con un piccolo treno che costa poco e che si ferma alla Stazione di Perarolo. Da qui a piedi in 15 minuti si arriva al centro del paese, al Palazzo Lazzaris appunto. Ma anche con la macchina la strada è semplice.

Teresa, la viaggiatrice Le Mat veniva dalla Germania…sulla Via Alemagna….…un viaggio bellissimo.
Ci siamo incontrati a casa di Luca, il responsabile dei servizi turistici della cooperativa che abita a Tai di Cadore, una frazione di Pieve di Cadore 
Ovviamente sapevate che Tiziano Vecellio è nato a Pieve di Cadore ma sapevate che anche Don Luigi Ciotti  è nato qui?
Luca ci ha seguiti passo per passo in questo bellissimo viaggio studio e così abbiamo potuto scoprire un CADORE interessantissimo, storie, persone, modi di vivere, di pensare, di fare….

Dopo opportuno e lungo apprendistato, bisognerebbe saper operare alla maniera dei protagonisti dell’arte del novecento, che si sono allontanati dalla tradizione sino a ripudiarla proprio perché l’avevano assimilata a fondo e conoscevano le regole da violare o integrare” (R. Bodei).
Comprendere l’interazione tra economia e montagna in tutte le sue forme, passate, presenti e future ci obbliga a questo tipo di approccio. L’economia di sussistenza di tipo rurale dell’ 800 interagiva con la montagna Veneta e i suoi abitanti in modo molto diverso dalla relazione con il territorio e le persone, prodotta dalla presenza delle grandi aziende (Safilo, Lozza, Fedon, Gatto, Marcolin) di occhiali ed astucci della seconda metà del secolo scorso. L’ originale esperienza della nascita in questa parte della montagna dell’ economia di distretto che ci ha accompagnato fino a tutto il primo lustro di questo nuovo millennio ha generato culture, identità, modi di creazione del valore e redistribuzione della ricchezza che oggi sono stati scardinati. È faticoso, per chi ha vissuto queste geografie, il lavoro di lettura e comprensione del nuovo panorama socio-economico.

Ancora più difficile è immaginare e cominciare a costruire un nuovo futuro possibile, per le persone ed il territorio di questa parte della montagna nella nuova dimensione glocale. È con questo presupposto, che rifiuta paradigmi precostituiti, rassegnate nostalgie e colpevoli rinunce, che mi avvio ad alcune riflessioni sul futuro della montagna Veneta con l’occhio di chi, in questo territorio unico e meraviglioso, continua nonostante le incognite della modernità a vedere un futuro per se ed un possibile esempio per tutti gli altri. La montagna può essere (e non è scontato) un laboratorio per sperimentare la costruzione di esperienze originali nella creazione di valore sia economico sia sociale, implementando forme originali di bene-essere che sappiano andare oltre le tradizionali esperienze, già analizzate dalla critica al concetto dello sviluppo locale (poli industriali, sviluppo locale endogeno, aree distrettuali) e nel contempo avviare pratiche di cittadinanza che riescano ad innovare un welfare statale che, in tutti i suoi modelli (conservatore, liberale, socialdemocratico), presenta limiti di efficacia e sostenibilità che appaiono insormontabili.

Lo Stato nazione e i processi di accumulazione innescati dal capitale e dal mercato, hanno originato quei modelli di welfare, oggi quella capacità creativa deve essere interpretata da altri attori, con altre dinamiche, i welfare state che abbiamo conosciuto sono giunti a maturità e oggi proprio a causa delle trasformazioni economiche e sociali, abbiamo bisogno di un nuovo welfare che allarghi in quantità, qualità, efficacia e sostenibilità il suo raggio di azione. L’uguaglianza non può reggersi solo su azioni di tipo quantitativo e redistributivo, anche l’uguaglianza ha bisogno di “senso”, di pratiche che sappiano autoprodurre spazi nuovi di giustizia sociale.

Nuovi diritti fondamentali devono essere resi praticabili, siano essi l’accesso a internet e alla conoscenza, o l’acceso all’ acqua e alla bio-diversita…” Così Claudio Agnoli, il Presidente della cooperativa sociale CADORE introduce un suo bellissimo articolo che davvero vale la pena di leggere
Il senso del limite è sempre stato l’elemento distintivo del montanaro, il limite dello spazio, delle stagioni, della altitudine, il limite delle risorse disponibili….”

Nei 10 giorni che ho trascorso nel Cadore ho potuto scoprire con l’aiuto della cooperativa sociale IL CADORE un po’ di queste cose, seguendo loro nei numerosi lavori di manutenzione del paesaggio, salendo e scendendo da 500 e oltre 2.000 metri di altitudine…come cambiano le cose, le percezioni.

I loro racconti sono vivi e molto attuali…fino a pochi anni in molti avevano pensato che la fortunata industria degli occhiali (il museo di Pieve di Cadore  è davvero ricchissimo e bellissimo) avrebbe portato ricchezza e lavoro per sempre, una alternativa definitiva all’emigrazione….
Quell’emigrazione che ha reso tanto celebre il CADORE, almeno nell’Europa del Nord…la VALLE DEI GELATIERI!!!! Anche la famiglia di Luca aveva una Gelateria…eine Eisdiele…a Berlino, Neukoelln …


Come il gelato sia arrivato in Cadore, con precisione, non si sa.
I primi gelatieri furono proprio i Cadorini, forse per l’abbondanza di ottime materie prime come il latte, la panna, le uova, i frutti di bosco, ma anche di neve e ghiaccio naturali, e di luoghi naturalmente refrigerati anche d’estate come grotte ed acqua di torrente. Il gelato veniva preparato in apposite tinozze, congelato con ghiaccio e sale, infine travasato in tini di legno che venivano isolati con dei sacchi che lo mantenevano solido fino a sera.

I Cadorini si lanciarono sul mercato sin dalla metà del secolo scorso, raggiungendo coi caratteristici carretti nelle principali città della Germania e della zona d’influenza Austro-ungarica. Da un documento storico datato 24 aprile 1899, tale Valentino Traiber fu Giobatta, chiese ed ottenne dal sindaco di Zoldo un certificato di buona condotta, di fama e di carattere per poter vendere il suo gelato all’estero. I gelatai bellunesi pensarono allora di affittare dei piccoli negozi; li arredarono con panche, li illuminarono con una lanterna e presero vita le prime gelaterie artigiane….”
Un filo corre lungo 130 anni di storia del Veneto e della sua montagna, “ dice Claudio Agnoli “quali Valori, quali modelli organizzativi occorrerà trovare e riconoscere, per individuare le nuove strade che ci permetteranno di essere all’ altezza delle sfide glocali?

Angelo Talamini (e Giovanni Talamini e i figli e le mogli) che fa il formaggio a Vodo di Cadore  che per molti anni ha fatto il tecnico nell’industria degli occhiali racconta che, la prima difficoltà da lui incontrata per la costruzione della stalla era la mancanza di un area agricola nel piano regolatore, “gli amministratori programmano il territorio pensando al passato, alle aree industriali o alla costruzione di condomini. Occorre invece pensare al valore immateriale di un prato pascolato dai bovini, di un formaggio locale, di un bosco curato, di un agricoltura che non è più attività “primaria” o peggio ancora “agroindustria” ma è segmento di una rete di creazione di valore attraverso “lavoro antico e produzione di senso immateriale” che unisce il produttore al consumatore,….”
La cooperativa sociale CADORE è dappertutto, insieme si cerca davvero di costruire qualcosa di diverso, non solo lavoro e reddito ….”La diffusione di pratiche di democrazia diretta, anche minimali praticate dall’ individuo, sono propedeutiche alla assunzione di responsabilità e di decisioni consapevoli da parte delle istituzioni….”

E così i lavoratori della CADORE non sono solo lavoratori ma soci di un progetto che ogni giorno va condiviso nuovamente…faticoso, molto…
Così come è faticoso vivere in Cadore, vivere in montagna, fare il formaggio come i Talamini di Vodo in Cadore e venderlo…è faticoso salire al Rifugio Romiti ex l’Eremo dei Romiti  , ed è faticoso vivere di questo lavoro di ospitalità, è fatica scendere a Valle per frequentare le scuole superiori o l’Università…è fatica aprire e tenere aperto un ristorante vegetariano a Pieve di Cadore come il buonissimo MANGIA LA FOGLIA 
Ho visto tanti musei davvero bellissimi, realizzati da Iolanda Da Deppo, una donna straordinaria. Sono musei dove si imparano tantissime cose e non ci si annoia mai ma è difficile tenere aperti i musei tutto l’anno…eppure il Cadore non è un luogo per 1 settimana di vacanze in agosto o per praticare d’inverno “gli sport della montagna”…è molto, molto di più e l’ospitalità dei Cadorini rende bella e interessante anche una giornata grigia e di pioggia in cui le cime delle montagne ci sono ma non si vedono…


I cadorini raccontano volentieri le loro tante storie, sbirciando nelle case troviamo affreschi e quadri del CHE. E poi ci sono le “Regole”, una storia tutta da capire, molto diversa dal Maso Chiuso del Tirolo. Furono istituite nel Medioevo quali comunioni familiari , sono organizzazioni sociali dotate di personalità giuridica privata e sono state una importante esperienza di “cooperazione” nel territorio. I beni in proprietà collettiva hanno rivestito una notevole importanza per la sopravvivenza delle popolazioni soprattutto nelle zone di montagna. Ancora oggi molte parti di territorio, soprattutto boschivo, sono di proprietà regoliera, cioè appartenenti agli eredi degli antichi abitatori costituiti in “regole”, enti giuridici di diritto privato con propri Statuti derivanti dagli antichi Laudi. Tali proprietà collettive, acquisite per allodio, sono indivisibili, inalienabili ed inusucapibili e sono destinate soprattutto ad attività agro-silvo-pastorali. E l’”allodialità” (piena proprietà del bene) è il fondamento che distingue e differenzia i beni regolieri dai beni pubblici di uso civico (diritti d’uso dei beni che secondo il vecchio principio erano attribuiti alle comunità unicamente per concessione del Sovrano). Se volete approfondire….
Si, e poi c’è la Magnifica Comunità di Cadoreleggete qui …abbiamo conosciuto alcuni regolieri…..Iolanda, con il suo grande senso critico ci fa notare che le donne non ci sono quasi mai!


E racconta ancora Claudio…“Leggevo sulla rivista delle regole d’Ampezzo (n. 1del 2010) la notizia del Nobel per l’Economia alla Olson per la sua ricerca sul governo dei beni collettivi con uno studio sui bacini dell’acqua in California. Mi è automaticamente venuto alla mente una nota di Norberto Bobbio scritta nel 1994 in cui l’autore (ma non solo lui) rifletteva sulla poca attenzione che è stata posta al valore della fraternità mentre per oltre due secoli si sono spese riflessioni e scontri immani tra il valore della liberta e il valore dell’ uguaglianza, tra il primato del mercato e del liberalismo e il ruolo dello stato in economia come garanzia di eguaglianza. Quella considerazione che nel 1994 mi sembrava molto nebulosa assume oggi una concretezza molto più nitida. Il valore della fraternità nei processi di accumulazione non mi era proprio chiaro; oggi al contrario, assume una nuova centralità nei processi di costruzione del “Valore Territoriale!” La razionalità intrisa del valore della libertà che ha mosso le logiche dell’ impresa privata, o la razionalità intrisa dal valore dell’ uguaglianza che ha mosso la costruzione della presenza dello Stato in economia o nel Welfare non sono sufficienti per sostenere la creazione di valore in un territorio e in una economia globale in cui l’immateriale sopravanza il materiale….”


Si, è proprio stato un viaggio di studio, immersa e partecipe in un lavoro di costruzione di comunità, di paesaggio….sono tanti quelli della CADORE e sono davvero simpatici, hanno un sacco di progetti per il futuro:
“I territori montani devono trovare la loro strada nella “economia mondo”. Avere la forza di passare da una competizione sui costi dei prodotti che ci vede perdenti a una competizione sul valore dei prodotti: valore inteso come originalità, sapere, tecnologia, conoscenza, esclusività, sostenibilità, socialità, intelligenza personale, intelligenza collettiva. Il territorio delle Dolomiti è certamente un grande valore in se, cercare di inventare occasioni di lavoro guardando ad esso è uno dei compiti della Cooperazione. Questo è l’impegno della Società Cooperativa Sociale Cadore.


Nel secolo scorso prevaleva una economia di tipo rurale, con una scarsa se non insignificante presenza di attivita occupazionali, oltre il 25% della popolazione era composta da emigranti. La necessità di una cooperativa di consumo stava in questo spaccato economico sociale da economia di sussistenza. Dal bisogno di avere credito per gli alimenti da rimborsare poi con le rimesse degli emigranti o con la nascita del vitello o quando andava male vendendo (chi poteva) un terreno….
Solo la gestione in comune in passato poteva garantire la conservazione delle risorse. Nel 2008 il quadro socioeconomico a causa delle grandi trasformazioni economiche intervenute in questi anni e alla conseguente perdita di competitività di molte imprese del nostro territorio richiede una interpretazione nuova delle ragioni che stanno alla base della logica cooperativa.
La cooperativa Cadore nata il 17 gennaio 2008 si è fusa con l’originaria cooperativa di consumo ed è una cooperativa sociale con al centro la missione dell’INSERIMENTO LAVORATIVO.”


Quando sono ripartita dalla stazione di Perarolo Luca mi ha regalato un libro: I BRUSAZ di Giovanna Zangrandi. Nel mio lento rientro in un altro mondo l’ho letto, è davvero bellissimo ed è bellissima la protagonista Sabina…
Grazie Luca, grazie Claudio, grazie a voi della Cadore che siete soci di Le Mat e grazie ai Cadorini che mi hanno accolta per un po’ in un altro pezzo d’Italia che ha un sacco di cose da raccontare….
E come direbbe Teresa, la Viaggiatrice Le Mat, grazie a Le Mat….aspettiamo il suo video racconto che svelerà altre storie e punti di vista…
A presto Cadore …
Dalla piazza di Perarolo di Cadore ad una altitudine di m. 530 è possibile osservare la cima del monte Antelao a m. 3263. La montagna è un contesto ecologico unico, la biodiversità si espande in verticale per 3000 metri e crea un ambiente fisico e culturale non da tutti compreso. La montagna può essere un laboratorio anche per la sua capacità di produrre valore, ricchezza, reddito e benessere in modi e forme che ancora non si sono appieno dispiegate senza intaccarne, come nel recente passato è avvenuto, il capitale. Questi territori possono rappresentare l’esempio di buone pratiche di tipo economico e finanziario. Fondamentale sarà la capacita di collegare il sapere cognitivo con l’ originalità ambientale e la creazione di un nuovo capitale sociale che ricostituisca una identità incerta.

a sì dimenticavo….se volete andarci:

tel: 0435 501410
cell: 366 5609102 ( Luca Valmassoi)
e-mail: luca.valmassoi@libero.it

 

Per altre foto del viaggio vedi

LE MAT EUROPE su fb

Scoprendo la Montagna -

In Cadore con la cooperativa CADORE   -

Un volta qui in Cadore c’erano tante fabbriche di occhiali  -

Da Perarolo a Damos a Valle di Cadore 

 

Un viaggio di studio in Provenza – tra imprenditori sociali

Dal 30 giugno al 3 luglio 2012 abbiamo realizzato una vista di studio in Francia prevista nell’ambito dell’attività trasnazionale del progetto Ad Altiora  Terra Cruda in cui lavoriamo da due anni con la cooperativa sociale San Lorenzo di Iglesias e di cui qui abbiamo raccontato molto. Responsabile della trasnazionalità è Le Mat e il partner francese è l’Association Le Village di Cavaillon.

Eravamo in 11 di quasi tutte le organizzazioni che partecipano al progetto: io, Costanza, la Presidente di Le Mat e Maddalena Achenza che con me ha progettato e coordinato la visita , Giuseppe Madeddu della coop San Lorenzo,Walter Secci dell’Associazione Terra Cruda,Francesca Martinelli della coop CAM, Paolo Planta del Centro  Giustizia Minorile di Cagliari,Maria Luisa Lasio del servizio sociale minorile, e poi Luca Matta,Giuliano Pintus,Francesco Suella, Michel Pau giovani allievi del corso di formazione e inserimento al lavoro organizzato dal progetto. Il partner francese che ci ha accolto è una importante associazione che  ha promosso e gestisce da anni una grande comunità di accoglienza e inserimento lavorativo di persone in difficoltà, sviluppando attività diverse tra cui la produzione di materiale ecosostenibile per l’edilizia, come i mattoni non cotti, con una tecnica simile alla Terra Cruda.

 

 

 

 

 

 

La sera stessa del nostro arrivo a Cavaillon siamo stati ospitati da loro in una grande festa all’aperto organizzata da  questa associazione con cibi, musica,chiacchiere.

La Terra Cruda, la produzione di sistemi edilizi ecosostenibili, lo sviluppo di attività locali per creare nuovo lavoro per fasce deboli,  sono stati i fili conduttori della visita,la ricerca di migliorare le comunità locali:abbiamo visto una bellissima mostra internazionale a Pont Le gards proprio sulla Terra Cruda, siamo stati una giornata intera con gli amici e le amiche dell’Associazione Le Village per vedere i loro laboratori di produzione, il loro villaggio  ecosostenibile che ospita come una grande famiglia persone che non avrebbero mai avuto possibilità di un alloggio dignitoso e di un lavoro.

Abbiamo visitato  luoghi naturalistici  particolari, città storiche come Avignone, altri luoghi  turistici frequentatissimi di un pezzo  davvero bello della Provenza. Abbiamo visto luoghi un tempo industriali riqualificati.

Per Luca,Giuliano, Francesco,Michel era la prima volta che andavano fuori Italia. Come avrebbero fatto molti altri  giovani non sempre erano contenti dell’intenso programma di visite e incontri che avevamo predisposto, avrebbero spesso preferito vedere  tranquillamente i posti,  girellare, cercare agganci diretti con giovani del posto. Un punto diverso di osservazione rispetto a quello di noi operatori. Ma quando siamo partiti eravamo tutti ugualmente contenti di questi quattro giorni passati insieme.

Al Village abbiamo poi  incontrato tre nuovi  “amici” : Jacqueline,Vincent, Martial. Tre persone straordinarie tutte i giorni. Abbiamo deciso così con loro di ricambiare la visitare l’ospitalità in Sardegna a settembre.


 

 

 

 

 

30 giugno
Partenza da Cagliari alle ore 14:40 – arrivo a Marsiglia alle 16:10.
Ritiro auto a noleggio e arrivo all’Hotel Mercure de Cavaillon alle ore 19:30
Incontro partner francesi a Le Village. Festa di benvenuto

1 luglio
Visita alla mostra “Ma terre premiere pour construire demain” a Pont du Gard. La mostra accoglie un percorso didattico alla scoperta del materiale da costruzione terra cruda, con strumenti e giochi interattivi che dimostrano alcune proprietà peculiari della materia in grani. Realizzata in co-produzione con la Cité des Sciences di Parigi, l’esposizione “Ma Terre première, pour construire demain” permette a visitatori grandi e piccini di realizzare manipolazioni semplici finalizzate alla conoscenza della materia, studiare i coportamenti fisici della materia, studiare il comportamento dei grani che la compongono e scoprire le tecniche costruttive che ne fanno uso.

Il Ponte del Gard (fr. Pont du Gard) è un ponte romano a tre livelli situato nel sud della Francia a Vers-Pont-du-Gard, vicino Remoulins, nel dipartimento del Gard. Attraversa il fiume Gardon, e fa parte dell’acquedotto romano che porta lo stesso nome. Le importanti caratteristiche artistiche di questo acquedotto romano riguardano innanzitutto la maestosità dell’opera architettonica e la minuziosità necessaria per l’inclinazione affinché sia lineare il percorso dell’acqua. Si nota una grandiosità del rapporto, in altezza e in larghezza, fra le imponenti arcate delle due serie inferiori e gli archetti che corrono in alto. Nel 1985 l’acquedotto è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Nel pomeriggio pranzo e visita alla città di Avignone, ed ingresso al Palazzo dei Papi, uno dei più grandi e importanti edifici gotici in Europa. Al suo interno è ospitato un’importante museo medievale, che offre un singolare spaccato della vita del periodo. Rientro e cena in Hotel

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2 luglio

Visita guidata a Le Village. Presentazione delle attività produttive che vi si svolgono con approfondimento alle attività collegate alla produzione del mattone in terra cruda. Dimostrazione del processo produttivo con il coinvolgimento dei ragazzi ospiti, visita al capannone di essiccazione e di stoccaggio, visita alle residenze auto costruite realizzate con mattoni di terra compressi.

Pranzo nella mensa comune. Nel pomeriggio riunione con gli amministratori del villaggio, Vincent Delahaye e Martial Vitteau. Illustrazione del funzionamento dell’associazione, organizzazione delle presenze, sostegno assistenziale esterno, finanziamenti e management amministrativo. Illustrazione delle problematiche e delle positività della gestione.

Nel tardo pomeriggio visita a Roussillion, paese noto per le cave di ocra. Visita al paese e cena nel centro storico.

3 luglio
Partenza da Cavaillon verso Marsiglia. Visita del polo La Friche – La belle de Mai, antica Manifattura Tabacchi riconvertita in centro polivalente, come esempio di riconversione industriale a fini socio-culturali.
(vedi allegato La Friche) Partenza Marsiglia – Cagliari con volo alle 17:00 ed arrivo a Cagliari alle 18:30

Vi ricordate? L’anno scorso abbiamo raccontato delle Sardegna:

http://viaggiatorisociali.net/2011/07/10/viaggiando-per-le-mat-nel-sulcis-iglesiente-con-la-cooperativa-sociale-san-lorenzo/

http://viaggiatorisociali.net/2011/07/26/abitare-la-terra/

http://viaggiatorisociali.net/2011/07/29/il-vulcano-spento-si-riaccende-adesso-alla-ex-rockwool-di-iglesias-si-fa-bioedilizia/

E inoltre c’è un video racconto di Teresa, la viggiatrice Le Mat che trovate qui sul nostro canale Youtube:

http://www.youtube.com/watch?v=yzFZTVkNGl4&feature=plcp

 



Un viaggio Le Mat nell’Italia Centrale…Pasqua e Pasquetta con gli imprenditori sociali in Umbria e negli Abruzzi

Il nostro viaggio è partito da Cannara in Umbria, Venerdì 6 Aprile, Antonio ci ha accolti sulla soglia dell’Ostello La Tana libera tutti. E venerdì sera dopo una ottima cena al ristorante In Bocca al Lupo la processione in una Cannara illuminata soltanto dai lumini fuori dalle antiche case…tanta gente in strada…grande suggestione. Forse il video racconto di Teresa riesce a rendere l’idea….

Il giorno dopo siamo partiti alla scoperta dei tanti paese della bellissima Umbria, lentamente, fermandoci ad ogni angolo per capire, assaggiare l’olio, il formaggio, per godere delle vedute sulle fertili valli e le colline: Collemancio di Cannara, Spello, Montefalco, Bevagna. Nel fratempo altri ospiti erano arrivati a Cannara e ci si preparava alla Pasqua…abbiamo cenato insieme a tutti gli altri, chiacchierato con Antonio, Federico e gli altri soci del loro imprendere, del paese, delle fatiche e delle soddisfazioni, una buona dormita e il giorno dopo, Pasqua, dopo una ricca colazione in partenza per l’Aquila.

Il viaggio ci porta attraverso le Colline dell’Umbria a Terni, le Cascate delle Marmore, poi Rieti, Antrodoco…paesaggi stupendi, neanche una macchina, da lontano si vedono le montagne.

A Preturo (L’Aquila) giusto alla fine della SS17 l’ Osteria 99 gestita dalla cooperativa sociale La Garganta che coltiva anche lo zafferano. L’Osteria originariamente fuori porta oggi – dopo il terremoto – si trova nel bel mezzo delle “nuove case”. Una visita ci chiarisce meglio quello che tante volte abbiamo visto in televisione. I nostri ospiti  - viaggiatori tedeschi in camper – sono curiosissimi, vogliono sapere tutto e i soci de La Garganta sanno raccontare e promettono una visita all’Aquila per il dopopranzo. Il pranzo è un vero pranzo pasquale, c’è tutto, non manca niente, rigorosamente tutto fatto in casa, preparato con grande amore, ogni dettaglio trasmette gusto e piacere. Alle 16.30 riusciamo ad alzarci, compriamo alcuni vasetti di zafferano puro e andiamo a fare un giro per l’Aquila…tanti pensieri, tanti racconti…il lavoro de La Garganta, degli imprenditori sociali, della gente assume un valore ancora più grande… vedendo i danni, le lentezze, le difficoltà. I due viaggiatori fanno domande e noi cerchiamo di rispondere parlando delle piccole grandi opere delle persone, ogni giorni, dell’assunzione di rischio e di responsabilità…tutte cose di cui le televisioni non parlano, mai!

 

Poi scendiamo verso Teramo dove ci aspettano Rita e Tania e la nonna. Tania fa l’avvocato e lo sappiamo, aiuta a tante piccole grandi persone in difficoltà. Tania è cresciuta a Modena ma poi è venuta a vivere a Teramo. Dice che qui le piace di più il modo in cui le persone prendono la vita e poi il paesaggio…. Ci accoglie nella sua piccola casa nel borgo di Giulianova e poi ci porta in giro in questa stupenda Provincia.

Dovunque lo sguardo abbraccia il mare e la montagna, quella montagna vera che è il Gran Sasso! Il borgo di Giulianova ci appare un luogo da vivere, piccole case, semplici, una comunità di Rom che ci vive da tanto tempo, botteghe, silenzi, area biuona….alle spalle la montagna e davanti il mare. Anche Tania racconta, dei tanti progetti in questa Italia in crisi, della voglia di vivere e di imprendere, in modo collettivo, con professionalità e nella lotta contro l’esclusione, le discriminazioni…a noi sempre una grande amica, una donna stupenda,  una vera imprenditrice Le Mat.

Tania ci porta in giro…scendiamo a piedi dal Borgo di Giulianova e facciamo una lunga camminata sul bellissimo molo del porto di Giulianova…il prazo ce lo cucina lei con il pesto fatto in casa e poi scopriamo Colonella e facciamo una puntata a San Benedetto nelle marche. Il molo è una Galleria d’Arte naturale….bellissima! Il paesaggi ci avvolge…viene proprio voglia di vivere qui!

Martedì mattina si parte, abbiamo un appuntamento con Luca che ci porterà a Sant’Eufemia a Maiella dove da tanti anni cerca insieme alla cooperativa sociale Jonathan di recuperare una vecchia Casa Cantoniera, abbandonata e non più utilizzata, di proprietà della Provincia di Pescara. Da Giulianova ci dirigiamo verso Pescara e poi Chieti e poi si sale verso quest’alta montagna – la Maiella – maestosa e piena di neve. Luca e Alessandro ci accolgono nel loro transporter e con grande facilità poco dopo il paese troviamo l’edificio che attende l’ultimazione della ristrutturazione. Si, perchè qui la cooperativa Jonathan vuole accogliere i viaggiatori Le Mat…ci lavorano da tanti anni, Luca, Antonella, Alessandro….

Il luogo è stupendo e loro lo conoscono in ogni dettaglio. Si aggiunge Antonello e per discutere del futuro, del lavoro da fare per finire, di come trovare i clienti, pagare gli arredi e l’avviamento si prepara un pranzo. Antonello improvvisa un piatto di pasta gustosissimo, il formaggio è meraviglioso, il solo ci accarezza, i cinghiali salutano scappando….una giornata di primavera tra gli alberi in fiore e la neve. Qui si possono fare passeggiate davvero grandiose, stare bene, godere di una ospitalità grandiosa…

Il nostro viaggio si è concluso ritornando all’Aquila, passando per Popoli, Navelli….una Valle stupenda tra il Gran Sasso e il Velino. I nostri ospiti viaggiatori erano davvero contenti e impressionati di aver scoperto un pezzo d’Italia che secondo loro pochissimi tedeschi conoscono davvero, forse hanno visto qualcosa ma certamente non hanno conosciuto gli imprenditori sociali Le Mat. Un altra Italia….grazie a Antonio, Federica, Marianna, Maddalena, Tania, Rita, Ida, Chiara, Luca, Antonella, Antonello, Alessandro….e grazie a Edith e Alberto della loro grande curiosità! E…se volete godervi tutte le foto del viaggio cliccate qui 

…e ancora CADORE…il turismo di Comunità della cooperativa sociale Cadore

E’ stato un grande piacere, venerdì 10 febbraio a Belluno, poter consegnare la Targa di affiliazione LE MAT alla cooperativa sociale CADORE. La sala del Centro Culturale “Piero Rossi” in Piazza Piloni a Belluno è piena e Bepi Casagrande, giornalista della Rai con indubbia professionalità costringe un po’ tutti ad esprimersi sul progetto LE MAT/CADORE!

L’avvio del progetto integra il supporto allo sviluppo della rete turistica che la cooperativa Cadore già svolge attraverso le attività di manutenzione ambientale, di valorizzazione della pista ciclabile, di battitura dei percorsi verso i rifugi per l’accesso con le ciaspe e tante altre cose…..

Avete già visto anche qui foto e avete letto della splendida realtà che ora si può andare a visitare soggiornado nei bellissimi appartamenti a PERAROLO, nel Palazzo in cui un tempo anche la Regina Margherita passava le sue vacanze.

Ma la Cadore è davvero molto, molto di più; è un progetto ambizioso per la montagna, per l’inclusione, per l’autodeterminazione….e siamo davvero orgogliosi che hanno voluto affiliarsi a LE MAT.

Le prime proposte sono già sul sito Le MAT. Vi aspettano ….guardate le foto….

Colgo l’occasione per raccontarvi dell’articolo che ieri, 13  febbraio è uscito sul quotidiano Il Solo 24 ore a cura di VITA su “L’Ospitalità sociale a firma “Le Mat”.

Grazie a tutti i soci e affiliati Le Mat, e LET’S GO ON!

OFFICINA LE MAT….riuniti per 3 giorni all’Ostello di Bagnacavallo

Branding e comunicazione questi sono i motivi per cui questa volta gli operatori e viaggiatori Le Mat si sono messi in viaggio dai tanti diversi luoghi Le Mat per arrivare a Bagnacavallo, in Provincia di Ravenna. Siamo ospiti dell’Ostello di Bagnacavallo e lavoreremo per 3 giorni e…vi racconteremo…I comunicatori Le Mat

Special places, special people, special values…with Le Mat in the Northeast of UK

First of all thanks to Melanie, Linda, Lynn and Matthew and all the others helping us to understand a lot of interesting social enterprise practices and to discover a beautiful landscape and really special people.

It was a wonderful trip, a real Le Mat accoglienza!

They call it Northumbria…… The collieries that once dominated many parts of North East England have now gone and the pit heaps have been reclaimed and naturalised into the landscape, but there is no doubting the important influence that coal mining has had upon shaping the modern character of North East England….

But why traveling to the Northeast of UK?

We met Keith Richardson during an Equal mainstreaming project on social franchising that now turned into a European Association.

Keith, together with many other people pointed out the innovative proposal to replicate good practices in social entrepreneurship and studying the European good practices they discovered Le Mat.  And so we started to co-operate with the Northeast of UK.

In 2010 Le Mat organized a tour through APULIA and we started a dialogue with Linda Rutter (In Good Shape CIC ), Melanie Todd (The Studio @ CIC), Lynn Summerside (BActivenBFit CIC ) and Matthew Burge (Burge Surtees Associates Ltd ). Wonderful people and we started to work together on communication and story telling….

In the meantime the Sardinian members of Le Mat the consortium Andalas de Amistade searched for a European partner and so we organized a trip to discover the many social enterprise practices in the Northeast of UK.

The first day we met a marvellous person…Frederik a traditional Boat Builder!

A wonderful example of how normal people throughout their passion and ability are real social entrepreneurs! And so our discussion starts: who are the social entrepreneurs, where are the differences in between the social enterprise sector in UK and the Third Sector in Italy. We learned a lot of things and our brains started working…

The second day we all moved from South Shields -  where we slept in a beautiful Hotel on the river Tyne, exactly where the river meets the North Sea – to Newcastle, precisely to the Ouseburn Valley , a long industrial story but today the creative heart of Newcastle. A long regeneration process: the challenge of maintaining the area’s unique ‘quirky’ character and its rich heritage assets, at the same time as attracting modern and innovative development, has not been easy. To help steer this process, the Ouseburn Trust , in partnership with the City Council’s Ouseburn Regeneration Team, published the Lower Ouseburn Regeneration Strategy in 2003. This strategy laid out the following vision for the area:

‘By 2010 the Lower Ouseburn Valley will be a thriving, sustainable, urban village in a unique riverside location within the City of Newcastle. The best heritage features of the area will have been preserved and enhanced within a vibrant townscape and an attractive landscape that will reconnect people with the diverse natural environment. A wide range of businesses especially those related to creative, innovative, multi-media and cultural activities will be prospering in the area. The Valley will also be home to a stable mixed residential community. A wide variety of services and leisure opportunities will be available for residents, employees and visitors to the area…’

A process which needed social entrepreneurs and we met some of them, really extraordinary…

Ouseburn Farm was our first meeting. The farm is steadily growing…vegetables, animals, really in the middle of the town. A lot of volunteers working on it. We discovered recycled glasshouses…never seen before!

Susan Tron received us in Stepney Bank Stables, Newcastle’s Inner City Community Horse Project

The aim of the Project is to use the horse as a tool, to motivate, educate and pass on key social skills. Despite being a strange concept this has proven an effective, long term method of reaching disadvantaged and hard to reach groups. Through doing this we have enabled many individuals from deprived backgrounds to develop new interests and gain self-esteem to a level where they can seek further training or employment. In the middle of the town! Phantastic!!!!

Also the Star & Shadow Cinema is part of the Ousborn Open Studios and it was amazing to see and to listen to their story. A group of passionate film volunteers set it up and keep it going on….and it’s not only a CINEMA…

Part of the Ouseborn Open Studios is also NORTHERN PRINT , a real service place for artists and those that want to become artists. It’s certainly not only printing….

In the afternoon after gift sharing (the Sardinians brought fantastic things with them!) and the healthy packed lunch prepared with love by Melanie…we met the wonderful people of

Recyke y’bike, Newcastle’s multi award winning second-hand bicycle & recycling hub. Look to there video on youtube.   They really are passionate bikers and recyclers and may bikes are going to Africa

Last but not least our guests showed us the Amber Films & Side Gallery in the old town of Newcastle. They have a long and exiting story. The work is rooted in social documentary, built around long term engagements with working class and marginalized communities in the North of England. Through the gallery and cinema programs and at festivals and screenings, the group makes connections with inspirational production in the wider world. Murray Martin was a founder member of Amber and the prime architect of the vision…look here

The evening dinner, all together – also Keith joined us – in North Shields, the other side of the Tyne was good and offered by our guests!

The day after – Sunday – we discovered othe social enterprises and we really couldn’t understand – with our Italian experience – why they are called social enterprises. Ok, they are not for profit, working to qualify the cultural services…but where do they take the money from? Many questions and discussions are going on. Nevertheless let’s tell some more details.

First of all the BALTIC MILL Housed in a landmark industrial building (a MILL) on the south bank of the River Tyne, BALTIC is a major international centre for contemporary art. BALTIC has no permanent collection, providing instead an ever-changing calendar of exhibitions and events that give a unique and compelling insight into contemporary artistic practice. BALTIC was founded with funding from The National Lottery through Arts Council England, Gateshead Council, Northern Rock Foundation, the European Regional Development Fund and One NorthEast, and receives continued support from Arts Council England and Gateshead Council. But one upon the time it was a big MILL and it stopped to work it would have been to expensive to destroy it…so they decided to change the destination…Our guide was unique…he showed us all the secrets of this incredible building….and he answered our questions about funding…we really were very curious!

The next “social enterprise” we visited was the Gateshead Sage Concert Venue .The centre occupies a “curvy glass and stainless steel” building designed by Foster and Partners. Here you can take some virtual tours and read something more about the story and the money they spent on it. People in Newcastle are happy to have a music city like this because it isn’t used only to listen to concerts but can be used also to do music…maybe that’s the reason why it is a social enterprise? “Music’s for you.  Music’s for everyone. Whether you’re 2 or 92; whether you’re a beginner or have years of experience; whether you’d like to join a choir, play in a folk ensemble, brush up on your theory, try out improvisation or learn the steel pans; whether you want pursue music professionally or as a creative social pastime – we’re sure you’ll find an opportunity to join in, enjoy and learn with us.” Maybe it’s really not only a big music palace

But than – after our healthy packed lunch organisid with love by Melanie -  we went to visit West End Millin Centre, a place where we as Italian social entrepreneurs felt at home…The Millin Centre is a rapidly expanding community centre and the hub of the Black Minority Ethnic community in Benwell. All communities are welcome regardless of faith, gender, age or race. Millin is a Punjabi/Hindi/Urdu/Bengali term, which means to come together as people. The North Benwell Black Residents Support Group (NBBRSG) was set up in 1995 by a group of local residents to improve, strengthen and promote the needs of the Black and Minority Ethnic (BME) communities living in the Benwell area, by providing educational programmes for men, women and children, while valuing their cultural diversity and recognizing local circumstances. When we arrived there was a small Christmas market going on and two beautiful women explained us the work, the difficulties the prides. We had thousands of questions….

After a visit to Durham in the evening we had a wonderful Curry Dinner in South Shields offered by the Sardinian people and a lot of planning work for our future Le Mat development….

On Monday morning an important appointment with PLACES FOR PEOPLE in South Shields. Unbelievable, PLACES FOR PEOPLE are one of the largest property management, development and regeneration companies in the UK. They own or manage 62,034 homes and have assets of more than £3billion. Building homes is just the start. New schools, shops, leisure facilities, childcare, job opportunities and training for support services make a place thrive. And they don’t stop there: they manage places so they’re sustainable in the future….They explained their work and we visited some of their houses and inclusion projects and we explained our Le Mat work and they really were interested…Maybe we will meet again…

And than we went to Sunderland to visit the National Glass Centre http://www.nationalglasscentre.com . We could participate in a glass blowing class and it was really interesting. Nice place, a pity not to find nothing in another language but we found a lot of gifts to take to Italy…

Last but certainly not least Lynn took us to her B’ Active ‘N’ B’ Fit. “We deliver therapeutic Exercise, Movement & Dance, holistic therapies & health improvement to all ages and social backgrounds. Sit ‘N’ B’ Fit (as seen on TVs The Secret Millionaire) which tailors exercise to the over 50s, and more frail older adults including people with specialist health needs. Our developmental arm B’ Young ‘N’ B’ Fit that provides specialist programmes of Exercise, Movement & Dance to help combat the effects of inactivity in children such as obesity.We strive to ensure that our classes are non-intimidating and welcoming to ensure full inclusion…”

Lynn is a wonderful person and we call can imagine that together with her it really becomes easy to be active…

There would have been many more stories to tell…it was  – as I already said – a superb travel.

Thank you to all the people we met, to all those that sponsored our well being in the North East but a special thank you to Melanie and Matthew who developed a high professional tour, a real Le Mat tour!

Special places, special people, special values you can find travelling with LE MAT NORTH UMBRIA!


Domani si parte

per NEWCASTLE UPON TYNE , nella contea di Tyne and Wear, in Inghilterra. Saremo 7 viaggiatori LE MAT – 4 provenienti dalla Sardegna, dal Consorzio ANDALAS DE AMISTADE , Antonio de LA TANA LIBERA TUTTI e noi due  - andiamo a trovare dei colleghi Linda Rutter (In Good Shape CIC), Matthew Burge (Burge Surtees Associates Ltd), Melanie Todd (The Studio @ CIC), Lynne Summerside (BActiveN’BFit), Karen Wood, NESEP. E’ un viaggio di studio, di scambio di esperienze tra imprenditori sociali…via racconteremo….

Malte e Eva ci scrivono del loro VIAGGIO LE MAT

Dal 20 giugo al 30 giugno EVA e MALTE hanno fatto un viaggio LE MAT – PLANET VIAGGI di cui qui vi abbiamo raccontato un po’, tappa per tappa.

EVA e MALTE sono venuti in Italia per conoscere meglio la cultura e la lingua italiana e per imparare a cucinare e a parlare l’italiano…I nostri viaggiatori LE MAT sono stati a Verona con Rotte Locali – Le Mat, a Follonica con E come tetto il mondo – Le Mat, a Cannara a La Tana libera tutti e a Genova all’ostello Sugenova e Framura all’ostello Suframura con Solidarietà e Lavoro…un lungo viaggio di studio…Di ritorno in Svezia ci hanno mandato le loro splendide foto e queste parole….

Il nostro viaggio in Italia ancora in memoria. The way all LeMat staff took care of us is unbelievable!

Your setup with PlanetViaggio to take care of the complete Italian stay was more than well done!

We will do it again! One very important information that really touch me is:

How warmly your hospitality is among your staff and how much money spent on your employees can give, compared with people in the village of “Portofino”.

Your personnel gave us more than a guy sitting in his multi billion yacht can receive!

Nothing negative about Portofino but there is a difference in the world…..”

Viaggiando per LE MAT nel Sulcis Iglesiente con la cooperativa sociale San Lorenzo

Significativa la frase “La nostra è una storia fatta di molte piccole battaglia quotidiane per dare ai soggetti svantaggiati una speranza ed una mano d’aiuto per poter sognare e concretizzare un futuro migliore….” che trovate sul loro sito

Sono tornata da loro dopo 6 mesi (e ci tornerò tra un po’ con la magari-production di Berlino) e come l’altra volta sono rimasta con la bocca spalancata!

Davvero una SARDEGNA insolita, una impresa cooperativa insolita, tanti progetti che anche si realizzano…non basta mai il tempo per capire, per vedere, per conoscere….

Questa volta mi hanno fatto vedere la loro FABBRICA…una vera FABBRICA strappata al fallimento della ROCKWOOL…per farci cose MOLTO diverse.

I mattoni di TERRA CRUDA ad esempio….la lavorazione della lana di pecora ….e tante altre cose.

Leggete, non scherzo!

Hanno traslocato, hanno iniziato a piantare i fiori, ora tutti i tanti lavori vengono coordinati da qui e dalle finestre si vede il Marganai…vi ricordate che anche lì….

Ma, a proposito di mattoni di TERRA CRUDA siamo stati a Villamassàrgia, nel nuovo B&B di Walter Seci dell’Associazione Comuni della TERRA CRUDA . Un bellissimo luogo…in mattoni di Terra Cruda e con gli intonaci naturali….a breve aprirà al pubblico…

E poi abbiamo fatto una visita a MASAINAS dove abbiamo incontrato il sindaco e il gruppo di giovani che lavora nel progetto SU PARIS per creare qui in queste terre ricchissime insieme alla SAN LORENZO un piccolo sistema di turismo…diverso, davvero.

Noi staremo con loro da venerdì per 15 giorni…lavoreremo affianco a loro e poi vi racconteremo…ma lo sappiamo già con loro… UN’ALTRA SARDEGNA E’ POSSIBILE….

Travelling through Italy with LE MAT and PLANET VIAGGI

Eva and Malte Roggentin decided to come to Italy with LE MAT to learn Italian, to know Italian culture and Italian Social Entrepreneurs. They trusted us. THANK YOU!

Here you find some pictures!

For all of us LE MAT – ROTTE LOCALI in VERONA, E COME TETTO IL MONDO in FOLLONICA, LA TANA LIBERA TUTTI in CANNARA and SUGENOVA/SUFRAMURA in GENOVA and LIGURIA – it was a wonderful experience: we all worked together, we followed their trip every day and we learned a lot about our own richness.


EVA and MALTE left our social entrepreneurs Italy yesterday. We really hope they enjoyed their VIAGGIO LE MAT.
All their suggestions are on their DIARIO LE MAT and we hope to read something about it when they turn home to SWEDEN.

Here you can read and see something about it:
IN VERONA CON ROTTE LOCALI – LE MAT
Story telling and some marvellous pictures

In FOLLONICA con E COME TETTO IL MONDO ….some fotos
IN CANNARA con LA TANA LIBERA TUTTI

Other travelers are following and writing their experiences. You find some video here

In the LE MAT CHANNEL ON YOU TUBE

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Un viaggio con LE MAT – PLANET VIAGGI

La prima tappa del viaggio con PLANET VIAGGI – l’ingresso in Italia per i nostri viaggiatori che vengono dalla Svezia –  è VERONA!  I nostri amici di Rotte Locali e l’Hotel Gran Can gli hanno accolti e ci raccontano….

“Eva e Malte arrivano un po’ prima del previsto ma tutti al Gran Can sono pronti a dargli il benvenuto. Conoscono Antonella e William, e Paola di Rotte Locali, e dopo aver depositato le valigie in camera, si sgranchiano le gambe, si sciacquano il viso e scrivono le prime cose, in Italiano, sul diario di viaggio Le Mat. Chi sono, dove sono, le prime impressioni … sono buone!

A cena conoscono Sabrina, Capo Sala del Ristorante Gran Can, e apprezzano la cucina eccellente di Chef Luca. Sembra che vada tutto bene!
Dopo colazione la mattina dopo, con le torte della Mariadele…..”

continuate a leggere qui:

http://rottelocali.ning.com/profiles/blogs/in-viaggio-con-le-mat-2?xg_source=facebookshare

I viaggio procede per Follonica dove incontrato “E come tetto il mondo” e la Spiaggia Tangram

Guardateli…sembrano  contenti
Potete seguire il tutto qui: https://www.facebook.com/home.php?sk=group_162358143795182

Sabato proseguono per CANNARA….LA TANA LIBERA TUTTI e sul CANALE LE MAT

E poi GENOVA….ma racconteremo ancora!

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