SOCIAL SEDUCEMENT

CIAO, sono TERESA la VIAGGIATRICE LE MAT! Sono tanti anni che viaggio l’Italia, l’Europa e qualche altro luogo incontrando imprenditori sociali, le loro opere, il loro lavoro, i loro paesaggi e il loro modo di vedere e trasformare il mondo. La mia testa è piena di immagini di persone, di colori, di luoghi, di incontri e racconti di SPECIAL PLACES; SPECIAL PEOPLE E SPECIAL VALUES.

http://www.lemat.it/it/partecipa/diventa-un-storyteller

E sono questi racconti, queste storie che non devono rimanere nascoste!

Possano diventare storie di tutti, riescano a contaminare e a sedurre rimanendo le storie di chi costruisce ogni giorno qualcosa di diverso, aperto, SOCIALE.

SOCIAL SEDUCEMENT è un progetto che si pone l’obbiettivo di far uscire queste storie, di illuminare i luoghi, le persone, i valori è un progetto di STORY TELLING degli imprenditori sociali. SOCIAL SEDUCEMENT sarà la serie infinita, la never ending story degli imprenditori sociali!

SOCIAL SEDUCEMENT - un film a puntate – partecipa!

COME SI FA AD ESSERNE UNA PUNTATA?

1) Pensatevi una storia, una storia che vi racconti, in cui siete i protagonisti, gli eroi, gli aiutanti…una storia seria, divertente, ironica, una storia in cui succede qualcosa, ci si appassiona, viene voglia di venirvi a trovare.

2) Scattate e raccogliete un po’ di foto

3) Scrivete la storia…una paginetta…sarà – con un po’ di aiuto –  lo storyboard del VIDEO RACCONTO

4) Mettetela sul blog “viaggiatori sociali” – vi aiutiamo…

5) Poi ci incontriamo e facciamo il piano di lavoro, immaginiamo il set, cerchiamo un po’ di soldi…

6) Arriva il regista e filmmaker della magari-production di Berlino e per 1 settimana recitiamo, riprendiamo, riprendiamo, riprendiamo…

7) Il filmmaker prepara la bozza, la guardiamo, la guardate, correggete, correggiamo ….e violà una puntata è fatta!

Sembra troppo facile? NO, è un grande lavoro, difficile!

Ma ce la faremo e tutti potranno viaggiare l’impresa sociale!

Scriveteci a info@lemat.it e guardatevi le storie già realizzate da TERESA LA VIAGGIATRICE LE MAT

Di carbonai, sugherai, cavatori e minatori a Montioni: una foresta di altri tempi!

Abbiamo trascorso le nostre vacanze estive alla Baciocca: la casa vacanze gestita dalla Cooperativa sociale Il Nodo, situata all’interno del Parco interprovinciale di Montioni a pochi km da Follonica dove Il Nodo, fra le tante attività, ha anche la famosa spiaggia Tangram!

La casa è perfetta per chi vuole conoscere il cuore selvaggio della Maremma Toscana. Dal centro della terra al cielo! Collegamento naturale fra i più noti sistemi Parchi Val di Cornia e Parco delle Colline Metallifere.

Una finestra sulla storia mineraria di queste terre: dal tempo degli etruschi alla metà del 1900. Ci sono molte cose che si possono fare qui e noi ne abbiamo sperimentate molte; di alcune vi racconteremo! Cominciamo con il camminare, a far base dalla Baciocca! Alcune precisazioni sono necessarie prima di avventurarsi a piedi nel parco: intanto si scelga bene il periodo, il parco si estende su bassi rilievi collinari che non raggiungono i 300 m slm pertanto meglio escludere i mesi più caldi, anche perchè durante questi ci sono molti più insetti molesti, fra tutti i tafani non scherzano..ma se proprio volete insistere come noi ad andarci in agosto…dotatevi di ottimi repellenti, pantaloni lunghi, cappello e crema solare!!! Nel parco non si trova acqua, quindi attrezzarsi sin dalla partenza, inoltre è bene dotarsi della mappa ( disponibile in ostello) , perchè la segnaletica non è ovunque presente.

A partire dalla Baciocca si possono effettuare due percorsi ad anello, semplici e brevi che permettono però di farsi un’idea precisa delle caratteristiche naturalistiche e storiche del parco.

Il primo itinerario parte da dietro la casa e fa il giro di Poggio Saracino passando per le cave antiche di allume. Si inizia in salita addentrandosi nel bosco che circonda la Baciocca, dal quale tutte le sere spuntano famiglie di cinghiali e la volpe, animali quasi domestici, che di giorno si fanno vedere più raramente, si incontrano però le loro tracce. In cima alla salita i resti di una casa, ci fanno capire che un tempo il villaggio si estendeva fin qui, ora la zona è invasa da una ricca vegetazione arbustiva, ottimo pascolo e nascondiglio per gli animali del parco: cinghiali, volpi, daini. Per osservarli meglio, quì in cima, si trova anche un capanno per l’avvistamento. Il sentiero ora piega dentro alla macchia, dominano querce e sughere, ci soffermiamo a lungo a fotografarle queste piante scorticate, mezze nude! Il taglio del sughero è qualcosa di difficile, si pratica solo manualmente e non bisogna intaccare strati interni che comprometterebbero la vitalità della pianta. Molti involucri sono a terra, abbandonati, li calpestiamo, ora che posso documentarmi scopro che si tratta di sughero maschio, questo non ha valore è troppo irregolare, però la decorticazione va effettuata ugualmente perchè dopo il primo taglio, la pianta produrrà sughero femmina, destinato principalmente alla produzione di tappi di bottiglia. Vicino alla Baciocca, davanti ai semi-ruderi dei vecchi edifici di lavorazione dell’allume, ci sono belle cataste di sugheri in essiccazione.

Il sentiero continua in falsopiano attorno a Poggio Saracino e quando si incontra una piccola area sosta, ci si rende conto di essere prossimi all’ingresso dell’antica cava di allume. L’allume di rocca è una sostanza dal tipico colore bianco contenente solfato di alluminio e potassio, si origina quando rocce vulcaniche vengono a contatto con sostanze idrotermali ( e scopriremo dopo che questa era anche una zona termale). Veniva usato per la concia del cuoio, per la tintura della lana e per scopi medici ( le famose matite stick che usavano i barbieri per arrestare le piccole emorragie da taglio della barba sono appunto di allume di rocca!!).

La cava si presenta come una spettacolare parete scavata a cunicoli su più livelli, risale al 1500 ed è stata attiva fino agli anni 30 del 1900. La storia di Montioni è legata esclusivamente allo sfruttamento delle miniere di allume e del bosco come riserva di legname, sughero, carbone. Il Parco conserva le tracce di questa cultura materiale del bosco e rintracciarle è avventuroso e interessante. Proseguendo, il sentiero si chiude ad anello passando per il centro del villaggio minerario, si viene così a conoscere come la storia di questo posto si intreccia con la grande storia!

Nel 1805 Napoleone nomina la sorella, Elisa Baciocchi, Principessa di Piombino. Preso possesso del principato, Elisa e il suo consorte intrapresero una azione di modernizzazione e di riforme nel tentativo di promuoverne lo sviluppo sociale e civile.

Nel 1809, dopo una perlustrazione del territorio, Elisa Baciocchi, nel frattempo diventata granduchessa di Toscana, ordinò la costruzione di un villaggio presso le antiche cave di allume che ribattezzò con il nome del vicino castello di Montioni aggiungendo il suo nome: Elisa.

Il villaggio di Montioni – Elisa comprendeva oltre alle abitazioni dei minatori impegnati nelle attività di scavo dell’allume e agli edifici industriali in cui si lavorava il minerale, un palazzo dove risiedeva la principessa ed uno stabilimento termale, a suo uso privato, che sfruttava l’acqua calda sulfurea che scaturiva da due polle, alla temperatura di 31°.

Il percorso ci porta davanti alla residenza di Elisa Bonaparte Baciocchi, alla dispensa, al pozzo, all’edicola commemorativa a lei dedicata, per poi tornare alla Baciocca che in realtà era stalla, fienile e abitazione di contadini.

Il secondo percorso che abbiamo effettuato, scende poco sotto la Baciocca e porta a completare la conoscenza del “villaggio” minerario di Montioni: il fabbricato dell’imposto, quello dei vetturini, i forni, le terme di Elisa e altre 2 cave.

Gli edifici non sono restaurati, si presentano così come il tempo li ha lasciati e non hanno le tabelle informative, ma con una guida e molta immaginazione ci si cala facilmente in quella che doveva essere la vita di cavatori, minatori, sugherai, carbonai, tagliabosco …a Montioni.

In realtà le cave non si potrebbero visitare, sono state chiuse per motivi di sicurezza non essendo le volte armate…ma ci raccontano che sin dal primo giorno della chiusura, gli accessi sono stati violati e le gallerie usate in vari modi dagli abitanti locali, prevalentemente come rifugio nel tempo della seconda guerra mondiale, pertanto oggigiorno gli escursionisti non potrebbero entrarci..ma, essendo le recinsioni a terra, non ci si può proprio perdere uno spettacolo del genere!

Noi ci siamo avvicinati, siamo entrati, è impressionante il lavoro dell’uomo! E’ impressionante il lavoro della natura!

Tutto questo si può esplorare all’interno del parco più o meno approfonditamente. Qui le foto dell’escursione completa.

Noi abbiamo soggiornato alla Baciocca per 15 giorni e così abbiamo potuto conoscere molte cose e luoghi anche nei dintorni: Massa Marittima, Suvereto, Gavorrano, Scarlino, Populonia, Campiglia Marittima, e poi le spiagge di Follonica, Torre Mozza, Sterpaia, Cala Violina, Cala Civetta, Baratti, fare trekking al Monte Calvo, al parco geominerario di Monterotondo Marittimo, al Lago dell’Accesa, andare in bicicletta ( prestateci dal Nodo) alle bandite di Scarlino fino all’allevamento di asini e poi visitare i musei: il museo archeologico del Portus Scabris, i Portiglioni di Terra Rossa, il museo della miniera a Massa Marittima, a Gavorrano alla miniera Marchi, il teatro delle Rocce, l’acropoli di Populonia, la necropoli di S. Cerbone e più di tutto, abbiamo potuto frequentare la cooperativa Il Nodo nelle sue varie attività …molto piacevoli gli aperilibri al Tangram! Molti, moltissimi spunti per comprendere la complessa interazione fra l’Uomo e la Natura da….sempre! Grazie ai nostri amici della cooperativa Il Nodo, per aver creato questa opportunità!

 

 

 

 

La sagra settembrina delle erbe palustri a Bagnacavallo

Ricordate il videoracconto di Teresa, la viaggiatrice Le Mat a Bagnacavallo? Teresa era ospite dell’Ostello di Bagnacavallo  e tra le altre cose ci raccontava dell’ECOMUSEO della Civiltà Palustre a Villanova di Bagnacavallo!

Una bellissima esperienza!

La tradizionale rievocazione storica delle tecniche ottocentesche di lavorazione delle erbe palustri e del legno nostrano, curata dall’Ecomuseo della Civiltà Palustre (situato in Largo Tre Giunchi 1 a Villanova di Bagnacavallo) avrà luogo quest’anno dal 6 all’11 settembre 2013, giorni in cui la piccola cittadina della campagna bagnacavallese si trasforma in un mercato e in un vivace laboratorio che accoglie i mestieri dell’arte legati alla natura e le antiche botteghe ove le canne e le altre erbe palustri venivano trasformate.

Vediamo il programma.
Il 6 Settembre l’Ecomuseo alle ore 15.30 durante l’Incontro Terre del Lamone presenterà il sito internet e alcuni progetti didattici; alle ore 19.00 poi ci sarà l’inaugurazione della manifestazione con cena a buffet (previa prenotazione) presso la Vecchia Osteria della Bassa Romagna con prodotti locali.

All’ Etnoparco dalle ore 21.00 si potrà assistere a rappresentazioni dialettali di antica consuetudine: Un viàz a l’arvérsa (un viaggio al contrario), sorrisi, pensieri, note e parole dai nostri inviati nell’“umanità romagnola …” di Gianni Parmiani, Paolo Parmiani e Riccardo Ruffini, messa in scena de il gruppo teatrale La Compagine.

Il 7 Settembre La Soffitta In Piazza, mostra mercato dell’usato, dell’arte e del naturale, riempirà il pomeriggio dalle 14,00 alle 20,00, nel mentre si attiveranno anche La Bottega dell’Arte con esibizioni di artisti in libertà e all’Etnoparco la Piccola Fiera del prodotto tipico della valle del Lamone, originale vetrina delle opere dei contadini; alle ore 15.00 ci sarà la dimostrazione pratica delle tecniche ottocentesche di utilizzo dell’erba di valle e del legno nostrano, cuore della Sagra, a cura del Cantiere Aperto dell’Ecomuseo, nonché, in Via Ungaretti, la presentazione delle vecchie botteghe artigiane e dei mestieri etnici italiani e spagnoli; sempre alle ore 15.00 nel parco pubblico ci sarà il 12° Torneo delle Erbe Palustri di “Zachegn” un gioco tradizionale delle campagne romagnole che ha origini ultracentenarie il cui principio fondamentale è la sfida nel lancio del mattone: il bersaglio che i giocatori devono colpire è a sua volta un mattone o una pietra (zachegn). Pare che anche il padre del Passatore, (nostro personaggio storico locale), Girolamo Pelloni, eccellesse in questo gioco tanto da sfidare i cittadini dell’opposta sponda del Lamone fra una traversata e l’altra del traghetto che comandava. Sempre dalle 15,00 l’animazione “in zir par la fësta” (in giro per la festa) con Frate Tac e i suoi animali, l’organetto di Barberia ‘d Michil (di Michele) e Il venditore di aria fritta; al Parco Pubblico invece sarà allestito l’accampamento per Il passaggio del Giovanni Acuto (un esponente importante della Cavalleria medievale) a cura dell’ Ass. Culturale di rievocazione storica Compagnia d’Arme delle Spade di Castenaso (BO). Alle ore 16.00 all’Ecomuseo è prevista la conferenza Due giorni di Romagna dei giornalisti del settore agroalimentare e ambientale con visita ai laboratori degli antichi mestieri. Alle ore 18.00 all’Etnoparco si svolgerà la 27° Gara Podistica delle Erbe Palustri, una camminata non competitiva aperta a tutti a cura di G.S. Lamone Russi. Alle ore 21.00 all’Etnoparco si metterà in scena E’ viaz, viaggio nella Romagna dei dialetti scritto da Olindo Guerrini (raffinato intellettuale del primo Novecento nonché arguto autore di un canzoniere in dialetto romagnolo) e Raffaello Baldini, seguito da un “trebbo” (voce romagnola italianizzata per “trébb” che significa riunione di amici, incontro, veglia) con Giuseppe Bellosi e Adolfo Margotti.
L’8 settembre sarà ancora frequentabile la mostra mercato La Soffitta In Piazza dalle 8;00 alle 20:00, così come La Bottega dell’Arte con gli artisti in libertà nonché la Piccola Fiera del prodotto tipico della valle del Lamone. All’Ecomuseo alle ore 9.30 è previsto un workshop sugli “Ecomusei – Soggetti e protagonisti: cosa fanno e cosa vogliono”; sempre alle 9,30 al Parco Pubblico ci sarà un Mercatino delle Pulci per bambini e ragazzi fino a 14 anni; alle ore 10.00 la ormai imprescindibile dimostrazione pratica delle tecniche ottocentesche di utilizzo dell’erba di valle e del legno nostrano, momento della giornata in cui convergeranno antiche sapienze e tecniche naturali da varie parti d’Italia a cominciare dagli “antichi mestieri del mais, del legno e del filo” (Gruppo Ecologico Tiveron – S. Cristina di Quinto TV); “dall’albero alla sedia” (La bottega di Brontolone – Massa Marittima GR); “cestoni, gavagnole e pagliarole acquavivane” (Montecchio PU); cesteria laziale, ciociara e salernitana; Intrecciatori e impagliatori romagnoli, terracotta, mosaico e ferro battuto. L’animazione in zir par la fësta comincerà alle10.00 con l’aggiunta di Biagio il cantastorie dei fatti e l’interprete dei canti popolari romagnoli; I Maggiaioli di Povlò con serenate e cante della Romagna toscana; Al Parco comunale dalle ore 10.00 rimarrà a disposizione del pubblico l’ Accampamento per Il passaggio del Giovanni Acuto; ancora al Parco Pubblico dalle 16.00 verrà animato lo spettacolo di burattini di Sganapino Apprendista Contadino a cura del Teatro dell’Aglio. All’Etnoparco due eventi: alle ore 17.00 il concerto dei Quinzàn Venì, Venì E Mi Amore e alle 21,00 L’identità Di Un Paese, incontro in libertà con Ivano Marescotti, Roberto Zalambani (segretario nazionale Arga) e Fafì il contadino più noto della Romagna.
Gli ultimi tre giorni saranno dedicati a degli eventi ludici e collettivi: il 9 Settembre all’Ecomuseo alle 19.30 una cena conviviale a tema La cultura nel piatto e la storia nel bicchiere: serata del Bursôn con piadina e porcello in collaborazione con Consorzio del Prodotto Tipico Il Bagnacavallo, presso la Vecchia Osteria della Bassa Romagna (è gradita la prenotazione), seguita poi alle 21.00 all’Etnoparco dalle Grintose Chitarre Di Moreno: un viaggio nella musica italiana ed internazionale … e un po’ di cagnara con le impareggiabili barzellette di Tiziano Gatta. Il 10 Settembre alle ore 19.30 la seconda cena conviviale a tema Il menù del fotografo presso la Vecchia Osteria della Bassa Romagna (è gradita la prenotazione). All’Ecomuseo dalle ore 21.00 ci sarà la Serata Del Fotografo con proiezione dei lavori di ricerca sullo stato dei roccoli (strutture di mimetizzazione per la cattura della selvaggina, in particolare degli uccelli migratori) e delle strutture poderali nelle Terre del Lamone. L’11 alle ore 19.30 l’ultima cena conviviale a tema Pesce azzurro del mare aperto presso la Vecchia Osteria della Bassa Romagna (è gradita la prenotazione). Per chiudere in bellezza, alle 21 presso l’Etnoparco ci sarà la presentazione del libro In Poche Parole Che Donna Sono: pensieri, parole, passioni e letture teatrali a cura di Donne verso il mare aperto. Durante tutta la manifestazione sarà possibile visitare il nuovo Ecomuseo e le mostre. Gli spettacoli sono ad offerta libera ed è gradita la prenotazione per le cene a tema. In caso di pioggia gli spettacoli serali si svolgeranno presso la Casa del Popolo (Via della Chiesa, 10).

Una bella tappa a LA TAPPA a Valle di Cadore

Ogni anno e da molti anni andiamo in Cadore, ci racconta Costanza Fanelli.

Quest’anno dopo un giro bellissimo tra rifugi sotto l’Antelio abbiamo scoperto quanto è bello fermarsi a LA TAPPA , in un tratto davvero straordinario della via ciclabile e pedonabile delle Dolomiti. Qui ne abbiamo parlato già altre volte http://viaggiatorisociali.net/2013/05/26/la-tappa-un-altro-luogo-speciale-le-mat-apre-a-valle-di-cadore/

LA TAPPA è un balcone sulle montagne, pieno di sole,vicino alla piccola e dismessa stazione di Valle di Cadore,che ti ricorda i vecchi tempi ( a dire la verità non proprio vecchississimi) quando si arrivava a Cortina in trenino,  un via vai di persone a piedi o in bici, un luogo di incontro aperto stile LE MAT.

LA TAPPA è gestita dalla Cooperativa sociale CADORE…una storia interessantissima di cui abbiamo più volte raccontata anche su questo blog. Il più bel racconto lo ha fatto però TERESA LA VIAGGIATRICE LE MAT attraverso il bellissimo video.

La cooperativa sociale CADORE sta davvero crescendo dal punto di vista turistico da quando sono AFFILIATI LE MAT .

Luca Valmassoi, il responsabile qui in foto, fa crescere le reti…

Partiti dagli appartamenti a Perarolo oggi si collabora con diversi B&B tra cui il bellissimo IL CIDOLO  gestito da Elena, sempre a Perarolo.

Con le piccole iniziative di qualità e l’aiuto di LE MAT …piano piano….e ora infatti c’è una bella proposta di viaggio realizzata da un piccolo touroperator tedesco  la SENTO – WANDERREISEN in collaborazione con Le Mat: dai Dolomiti a Venezia http://www.lemat.it/de/unterwegs-mit-le-mat/reisen/user-article/6-reisen/108-associazioneLeMat/221-dolomiten-venedig-–-eine-reise-zu-den-italienischen-eismachern-und-venezianern

Insomma, andateci e troverete anche tanti amici: Luca, Caterina,Gaetano,Rina,Pino ….e tanti altri.

Autostop … sulla Strada Maestra!

L’avventura più carina che ci è capitata durante la vacanza alla Locanda del Cervo, nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, è senz’altro questa che vi racconto per ultima…ma che in realtà si riferisce proprio al primo giorno della nostra permanenza!

Dietro alla Locanda, a Paladini, ci passa un sentiero che porta al paese di Nerito, così noi decidiamo di organizzarci per uscire presto di mattina e fare tutto un anello fra Paladini, Nerito, Aprati, Tottea e di nuovo Paladini, nel cuore del distretto della Strada Maestra, dove la Valle del fiume Vomano è chiusa da alte pareti di arenaria…come ci dice Stefano Ardito nella guida che abbiamo usato per le nostre passeggiate ( acquistabile presso il punto informazioni della foresteria) !

Appena usciamo ci tocca subito chiedere aiuto agli abitanti del piccolissimo abitato di Paladini: suoniamo un campanello e chiediamo perchè l’ingresso al sentiero è chiuso da un filo colorato…ci spiegano che lo hanno messo loro per non far passare i muli…ma che il sentiero è aperto e praticabile, poi ci dicono di stare attenti ai muli che sono carichi con la legna e stanno scendendo. Entriamo nel bosco, fresco di pioggia, in effetti a terra è tutto un calpistio degli zoccoli dei muli, e il loro passaggio recente è accertato dall’odore. E’ fantastico camminare con la curiosità di vederseli sbucare da un momento all’altro…ma arriviamo a Nerito senza vederli…ignari che l’incontro l’avremmo fatto più tardi quando oramai non ce lo attendevamo più!

Nerito ( 835 m s.l.m.) è un paese carino e vissuto, ci fermiamo a comprare i panini per il pranzo, facciamo conoscenza con la gente che ci vedrà più spesso nei prossimi giorni. A Nerito ci sono le scuole, i bambini, il parco giochi…alcune signore ci dicono che se tolgono la scuola è finita! Speriamo di no! Ci imbattiamo anche nella corriera che fa L’Aquila – Teramo, l’autista quasi ci voleva imbarcare…felice di vedere nuovi viaggiatori, ma noi gli spieghiamo le nostre intenzioni di camminare a piedi! Così ci dirigiamo verso Aprati, scendiamo giù (716 m s.l.m.). Ora da qui per raggiungere Tottea ci toccano 5 km di asfalto in salita, attraversiamo il fiume Vomano e cominciamo, ma ben presto dopo circa 2 km ci prende la fatica e Tottea ci sembra irraggiungibile…così optiamo per l’autostop fiduciosi che anche in 4…qualcuno ci avrebbe fatto salire. Così è stato…stringendoci un pò abbiamo ottenuto un passeggio da due signori che abitavano a Tottea, così ci siamo permessi il lusso di gironzolatre in tutta calma per il paese e starci un bel pò per pranzare.

Ci sono molte case in pietra ben conservate nel loro stato originario, la piccola chiesa è costruita su una specie di terrazza che guarda i monti, è l’ora di pranzo sentiamo le voci in paese di chi si appresta a rientrare per mangiare e noi ci sistemiamo all’ombra per mangiarci i nostri panini; in silenzio osserviamo tanti piccoli particolari, seguiamo con lo sguardo delle vespe che ci ronzano attorno…hanno fatto i nidi sul bassorilievo della lunetta del portale della chiesa, il paese è decorato con tanti vasi di fiori, sembra una gara al balcone fiorito più bello! Il tempo passa semplicemente e presto ci rendiamo conto di essere gli unici ancora svegli in paese…ce ne andiamo per non disturbare la siesta pomeridiana, ci attende l’ultimo tratta del nostro anello da Tottea a Paladini, proprio dinnanzi alla Locanda del Cervo, giù per la vecchia strada, lungo la parete scoscesa di arenaria, giù fino al livello del fiume Vomano.

Il tratto è panoramico ma assolato e con molte rocce e pietroni lungo il cammino, ci tocca battere a terra e fare rumore per scacciare eventuali serpi, così ci hanno consigliato i nostri autisti…e così noi facciamo. Ci impieghiamo una quarantina di minuti prima di sentire il rumore del torrente e intravedere la nostra foresteria, ma all’improvviso troviamo la strada sbarrata da una grande catasta di legna: ai lati ben disposta, al centro lasciata cadere così, superata la quale ci attendeva il mulo che l’aveva appena portata…non so bene chi avrà avuto più paura se noi o il mulo, risultato: una grande agitazione generale.

In qualche modo ce la facciamo a passare…e siamo già arrivati, non ci resta che attraversare la Statale 80 e siamo già a casa: sani e salvi. Gli occhioni del mulo sorpreso dopo il suo bravo lavoro … non ce li dimenticheremo facilmente!

Visualizza le foto dell’escursione

 

NGOR, a project of intercultural exchange and responsible tourism in Senegal

Irene Manos ci ha scritto una bellissima lettera raccontando dell’esperienza della Atlantic International school di NGOR, un villaggio di pescatori, a pochi chilometri da DAKAR, la capitale del Senegal. Il villaggio lébou di Ngor si trova nelle vicinanze dell’isola di Capo Verde, non lontano dall’aeroporto, all’interno di una zona lontana dal caos del centro di Dakar. Il progetto è una scuola interculturale, una convivenza, Irene ci ha scritto perché vorrebbero collaborare con Le Mat…leggete:
Our project is an intercultural school where is possible to attend language courses (French and wolof), being hosted in a local family and learning interculture, visit the surrounding area with us and studying, living the local culture, going to the beach, sunbathing and sightseeing.

Our school is called Atlantic International and we are just outside Dakar, in a traditional fishermen village called Ngor. The project is based on the idea of sharing the particularity offered by the place. A village where is possible to be in front of the sea, moving on foot, be relaxed and having baths all the times possible. But also to move easily and quickly to Dakar city centre for a quick change of perspective.
The aim of the project is to:
-establish an economic base for the village, thanks to the touristic attractions and the particular local lifestyle. Our project wants to scatter the economic aspect of all this among all the local families participating in our initiative.
-use the professional skills of qualified and culturally open local teachers who usually host tourists in their houses and are attracted by the diversity as much as the opportunity of sharing and speaking about their own.
-use the linguistic features of the place first of all its bilinguism. It is possible to study in this Wolof (Senegalese local language) and French (official language) usually spoken in Senegal.
– enjoy the local lifestyle which makes a difference that could be offered to the world. Relaxed atmosphere, social community living, constant sharing in an African fisherman village just a few km from the capital.
– The cultural enrichment given by the fact that the school combines the study of local tradition, together with the fun and discovery of the beautiful Senegalese capital.

A student of our school can enjoy the local culture, the sea, the sun, the relax, having the opportunity to enjoy the fun of the capital or the fun of the close Almadies, the rich area of clubs and restaurants just outside the village.
-the project is also aimed to establish deep social links together with friendship relations from different cultures
– abolish stereotypes, creating a deep knowledge based on understanding between Africa’s world and the rest of the world. Stereotypes in fact are always based on ignorance or shallow knowledge. In the school the intercultural events designed to promote the intercultural aspect of the holiday, will lead students through dialogue to know Senegalese religion and ancient animism, feminine condition, Senegalese lifestyle and cooking.

The community will be deeply and positively influenced by the cultural interchange because the students will speak about their culture of provenience and freely speak about their points of view, creating in this way a deeper and mutual understanding.
Under a social and economical point of view is therefore evident that this project will create a new trend which is not that of sexual tourism or a simple use of local beauties from the big tourism industry run by Europeans. Usually mass tourism is scarcely connected with local culture and tradition, local people and way of life, in two words: local understanding.

At the base of this there is the idea that this place has all the features and keys to develop in a high cultural way that can create a big social advancement: culturally and interculturally. The economic base will be divided among cultural operators and families and will also create social and friendship links, no landscape change, a long lasting enrichment for both participants in the project and locals.
For the participants this project will allow to:
-study a language while enjoying safely a touristic attraction and a cultural vacation
-study a language with a high standard of teaching, spending less
-know new people, a new environment, a new continent
-have a vacation with a small budget and helping a local community
-see a new intercultural interpretation of life, events, lifestyle
-have a study experience combined with holidays at the beach, close to Senegalese capital
-have the possibility to be close to all Dakar places of fun
-explore a traditional and modern lifestyle at the same time

Ngor is strategically located in the western part of Africa, very close to Senegalese capital and completely surrounded by the sea. Is possible to choose many different places to sunbath and have fun at night. At the same time the school offers the possibility to explore together the most famous touristic attraction thanks to the trips to the closest places. Lake rose, the monument of African renaissance, Gorèe island, Ngor island… These are just some of the places close to our school.
All this will be offered thanks to a peaceful social living unique in Africa. Senegal enjoys a stable and relaxed way of life, cultural and religious differences live together peacefully. Nowadays more and more tourists and immigrants are reaching Senegal. A visit to this part of Africa is the safest way to get to know this new developing continent.

 

Non esitate a scrivere ad Irene per sapere di più di questo bel progetto. Fate il nome di Le Mat. Siamo sicuri che questo è proprio un bel modo per imparare il francese e …perchè no…il Wolof.

For information:
www.atlantic-internationalschool.com
irenemanos@hotmail.com

Costruite su speroni rocciosi…

Da Crognaleto alla Madonna della Tibia e a Rocca Roseto è il percorso di un’altra bellissima escursione effettuata durante il nostro soggiorno alla Locanda del Cervo, in Abruzzo, nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Questa esperienza ci ha provocato forti emozioni. Per prima cosa, a Crognaleto (1105 m s.l.m) appena iniziato il cammino nei pressi del cimitero, ci imbattiamo in un gregge di pecore i cui cani pastori si sono rivelati poco contenti di vederci procedere nella loro stessa direzione di pascolo! In questi giorni abbiamo imparato a convivere con i cani pastori abruzzesi, presenti un pò ovunque, si incontrano in paese, in riva la lago di Campotosto, accucciati fuori dai bar e dalle case, sono belli e tranquilli, ma vederseli abbaiare contro a proteggere il proprio gregge fa un’altra impressione! Dopo un pò di esitazione…il mio passo deciso li ha convinti che eravamo innocui per le pecore e per fortuna il sentiero, che in effetti è un sentiero per animali, è diventato di nuovo libero, così abbiamo proseguito la” scalata” alla chiesa della Madonna della Tibia che presto ci si è stagliata di fronte.

Questa chiesa è molto antica, risale al 1617, e la sua caratteristica è che sorge su uno sperone di roccia, abbarbicata in un luogo che come dice il nome…si può raggiungere solo a piedi! Alcuni particolari colpiscono la curiosità del viaggiatore: le cordicelle a vista, fissate alla ghiera delle finestre, cui cui si suonano le campane, il campanile a vela ( come sempre trovati in questi paesi della Valle del Vomano) con due campanelle di dimensione diversa, il sistema di raccolta delle acque piovane e della neve. Colpisce la posizione: alle spalle la roccia, di fronte le vette del Gran Sasso, uno spazio scenografico perfetto!

Si riparte a destra della chiesa per un sentiero che sfiora la parete verticale dello sperone di arenaria, ci sono frane e spaccature da attraversare che rendono il camminare anche un pò avventuroso specialmente per chi lo fa con i bambini, poi si comincia a salire in un canalone, superata questa parte rocciosa, si giunge con gran bella soddisfazione al crinale ( siamo a 1260 m s.l.m). Da qui si riparte addentrandosi in una parte della foresta rimboschita a pino nero.

Quest’ultimo tratto è facile e pianeggiante al termine del quale si apre la vista su un piano vastissimo: piano Roseto.

Quì è inevitabile mettersi a correre…lanciarsi in maniera sfrenata fino a cadere sul morbido tappeto e guardare all’insù…abbracciare tutto l’orizzonte rotondo. Come vi dicevo questa è stata la seconda grande emozione che ci ha riservato la passeggiata! Al centro di piano Roseto c’è una capanna fatta di frasche di abete, rotonda e grande come una casa vera al cui interno i bambini hanno giocato per una buona ora! Il prati sono attraversati dalla strada che collega Crognaleto a Cortine e a Montorio Vomano. Per raggiungere Rocca Roseto si attraversa questa strada e ci si ritrova davanti quello che resta di un laghetto primaverile, di quelli che si formano al disgelo delle nevi, ma essendo già estate inoltrata noi abbiamo trovato poca acqua!

Ci si addentra di nuovo in una faggeta e poi ecco ci si trova di fronte Rocca Roseto: una fortezza costruita su una sbalza scoscesa di roccia in posizione strategica e dominante. Apparteneva al sistema difensivo Svevo, ripresa e potenziata da Carlo I d’Angiò intorno al 1280.

Aveva funzioni di difesa militare, ma anche di controllo dei pascoli estivi del piano Roseto, in effetti è posta lì proprio nella propagine più estrema del pianoro a proteggerne le sterminata ricchezze!

Visualizza le foto dell’intera escursione

A Colle del Vento sulle tracce dell’antica storia italica d’Abruzzo.

In questi giorni trascorsi alla Locanda del Cervo in Abruzzo, abbiamo avuto la possibilità di fare un’escursione anche su antichi tracciati di origine italica, abbiamo percorso a piedi una strada scavata nella roccia a balcone sulla profonda valle del fiume Vomano, affacciata sulle vette più elevate del Gran Sasso.

Questa esperienza è iniziata a Piano Vomano, un piccolo paese a pochi km da Paladini, località in cui si trova la Locanda. Giunti al centro del paese di Piano Vomano (866  m s.l.m.) abbiamo fatto amicizia con un bel cane che ci ha fatto da guida, conducendoci innanzi per tutta la giornata fino al ritorno.

Il sentiero inizia poco a valle dal centro del paese e passa davanti a delle case, per questa strada si arriva alla cappella di Sant’Antonio che noi abbiamo trovato in ristrutturazione con dei muratori che ci hanno indicato la diramazione da prendere. Il percorso prosegue a mezza costa, scende per una mulattiera che si abbassa verso un vallone di arenaria. Questo è il tracciato della famosa strada italica, e poi romana, che collegava Amiternum con Teramo e la costa adriatica. Vi si incontrano tratti scavati nella roccia e resti di muretti. Si traversa un ruscello e poi si risale per il pascolo. Quì si ha la sensazione di perdersi…i segnavia non ci sono e noi ci siamo sbagliati svariate volte…tanto da dover tornare indietro fino alla cappella Sant’Antonio e chiedere di nuovo ai muratori…così siamo arrivati al Colle del Vento da un’altra strada sterrata che sovrasta il tracciato antico…il cane ci ha fatto sempre compagnia anche nei vari tentativi.

Siamo giunti ai ruderi della chiesetta di San Martino (901 m s.l.m.), un posto molto evocativo. Ci siamo riposati  e abbiamo imparato la storia di questo insediamento italico di cui abbiamo trovato e perso le tracce più volte!

Questo vicus  risale al III sec a.C. e sono presenti resti databili fino al IV sec d.C.. Una parte dell’abitato è resistito fino all’epoca altomedioevale come ci testimonia la presenza della chiesetta di San Martino. La vita di questo aggregato si spiega a causa della sua posizione geografica, proprio sull’itinerario che collegava i Safini dell’Abruzzo ai Sabini del Lazio attraverso il Passo delle Capannelle, un valico bellissimo, dove il paesaggio si apre molto, prossimo allo svincolo per il lago di Campotosto in cui in questi giorni tante volte ci siamo bagnati!

Da quassù non ci restava che raggiungere le mura megalitiche dell’insediamento. Una ventina di metri di possenti mura poligonali squadrate e molto grandi. Questi antichi popoli dovevano proprio aver avuto bisogno di difendersi per fortificare così bene le loro città! Informandomi su internet a posteriori leggo che la curiosità più grande dei ritrovamenti archeologici del Colle del Vento non sono le mura della fortezza, quanto le ossa e armature rinvenute nelle tombe!

Lunghi scheletri e lunghe spade…stature stimate superiori a 2 metri di uomini sepolti 2300 anni fa… a quelle genti di Colle del Vento hanno attribuito un nome:  i Paladini..….e come vi dicevo … Paladini è proprio il toponimo della località in cui si trova la nostra Locanda! Nulla è per caso!

Visualizza altre foto dell’escursione

 

La natura non si ferma: visita alla Quercia Mazzocca, un patriarca vegetale del Parco Naz. Gran Sasso Monti della Laga.

Lunedì 15 luglio, sveglia ore 7.30 dopo la riposante notte trascorsa alla foresteria della Locanda del Cervo, ore 8.00 facciamo una energetica colazione preparata dal nostro amico oste Angelo, ore 8.45 borracce riempite alla fontanella posta proprio di fronte alla foresteria e via verso Piano Vomano, andiamo a vedere una quercia millenaria: un vero e proprio monumento naturale.

Piano Vomano è una frazione del comune di Crognaleto (TE), si raggiunge in 3 km dalla statale 80 per la strada che traversa su un ponte il fiume Vomano e passa per l’abitato di Senarica. Lasciamo la macchina nella piazza della chiesa, abbiamo due itinerari da compiere: uno che porta al Colle del Vento ( di cui racconterò in un altro articolo) e un’altro che porta appunto alla Quercia millenaria. Una signora del posto subito ci accompagna al sentiero per andare alla quercia, attraversiamo il piccolo abitato, lei ci spiega che solo in 2 famiglie originarie sono rimaste ad abitare a Piano Vomano, una delle quali è la sua. Chiediamo allora cosa fa di mestiere e lei ci spiega che c’ha le mucche e che anzi le faremmo un grosso piacere se andando per il sentiero richiudessimo dietro di noi il cancellino che hanno posto per non far entrare le sue mucche in paese. Poi ci racconta:

” Non se so lo avete saputo, ma la quercia è caduta!” Ecco noi questo non lo sapevamo veramente, ci siamo mossi in questi giorni di vacanza seguendo la guida di Stefano Ardito, (acquistabile direttamente al punto informativo della Locanda del Cervo) che in effetti è stata pubblicata nel 2006. Il 13 luglio del 2007, invece, la grande quercia millenaria ha smesso di vivere! La nostra curiosità si fa ancora più grande, il gigante è caduto, è il destino di tutti gli esseri viventi, ma ci ha lasciato una ricca discendenza di ogni età, che popola i suoi dintorni e ne perpetua la vita. La natura non si ferma! Cerco di spiegarlo ai bambini e andiamo a vedere più affascinati di prima.

Dopo un brevissimo tragitto eccola: distesa al suolo, piegata sulla terrazza naturale su cui è cresciuta e rimasta al suo posto per quasi mille anni, affacciata a strapiombo sulla valle, alla vista della catena del Gran Sasso. Una forte emozione! Così caduta possiamo apprezzare anche l’interno del suo fusto, dal midollo alla corteccia, ben 8 metri di circonferenza. Era alta 20 metri, il tronco si è spezzato alla base, e pensare che aveva resistito a ben 3 folgorazioni di fulmini, i suo rami ne portano ancora le cicatrici.

Il suo nome deriva dalla conformazione nodosa del tronco, si tratta di una quercia roverella, scampata al taglio, all’inizio dei suoi tempi,  per le eccezionali dimensioni.

Osservando attentamente il tronco e i rami si nota come sia stata la casa di tanti altri esseri viventi, vegetali, come rovi, viole, vischio, funghi…e animali, come insetti, roditori, uccelli…tutti hanno lasciato dei segni sul grande albero!

Sono passati 6 anni da quando è caduta e la nostra nuova amica di Piano Vomano ci dice che il Parco sta cercando di proteggerla e valorizzarla e farla conoscere ai visitatori della montagna, ne vale la pena, avvicinarsi e meditare seduti accanto a questo nostro “genitore”!

 

 

 

 

 

Il Bosco conquistato di Chiarino: una storia di sopravvivenza, un sogno più che secolare!

Ho appena trascorso 6 bellissime giornate alla Locanda del Cervo a Paladini nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga in compagnia di Angelo, Barbara, Silvia, Ida: neo-protagonisti dell’accoglienza Le Mat in Abruzzo.

Ho trascorso questa vacanza con i miei bambini camminando a lungo nella valle del Vomano, un torrente che scorre proprio davanti alla Locanda e separa il gruppo della Laga da quello del Gran Sasso. Lungo lo stesso tragitto del Vomano corre la Statale 80, la cosidetta Strada Maestra che collega L’Aquila a Teramo. Quello della Strada Maestra è oggi uno degli 11 distretti del Parco e noi abbiamo cercato in questi pochi giorni di scoprirne le principali bellezze e storie. La statale 80 è una delle strade più antiche dell’Appennino, costruita sul solco scavato nei millenni dalle acque del Vomano che dopo l’apertura del Traforo del Gran Sasso, è rimasta tagliata fuori dalle principali direttrici turistiche … ma forse meglio così!

Abbiamo gironzolato fra un versante e l’altro della Valle senza riuscire a decidere quale fosse il più bello.

Quì vi racconto di una giornata trascorsa sul lato del Gran Sasso, una escursione nel bosco di Chiarino.

A partire dalla Locanda del Cervo, si va sulla SS 80 in direzione Aquila e dopo pochi Km si arriva alla diga di Provvidenza. Questo è il punto da dove inizia l’escursione, è il punto in cui il Fosso Chiarino si butta nel Vomano, formando per azione della diga, il lago artificiale di Provvidenza ( 1000 m s.l.m), sfruttato ai fini della produzione di energia idroelettrica.

L’escursione da qui ci porta fino oltre la sorgente del Chiarino, alle pendici del Monte Corvo, al rifugio Domenico Fioretti ( 1503 m s.l.m.) nel bel mezzo di un fantastico pianoro erboso, oltre il quale gli escursionisti esperti avviano la salita alla cima del Monte Corvo.

Superata la diga, si inizia un percorso di circa 4 km che risale dolcemente la valle attraverso una spettacolare estensione boschiva, per lo più faggeta. Vi si trovano anche altre specie come il tasso, il frassino, aceri e olmi. Dopo un pò di cammino si scorge la vetta, con le sue pareti strapiombanti su cui attecchiscono le conifere. Ci si fa facilmente l’idea del valore di questo bosco: un valore legato allo sfruttamento delle sue due principali risorse: legno e acqua.

E infatti ecco che si notano le opere idrauliche ( oltre la diga ovviamente), i tombini dell’acquedotto ci raccontano chi e quando lo ha fatto realizzare…come c’era da immaginarselo!

Dopo circa 4 km si giunge ai ruderi di un molino ad acqua: Molino Cappelli, dotato di una torre con feritoie. Carlo Cappelli era un signore locale che verso la fine del 1700 comprò la montagna e il bosco privando i cittadini della vicina comunità di Arischia della loro principale fonte di sostentamento. E’ da qui che inizia il secolare contenzioso fra i Cappelli e gli Arischiesi. Ho scoperto questa storia, apena giunta in cima al rifugio. Dopo una sosta al Molino, si continua sulla sterrata e si entra di nuovo nella faggeta. Ad un certo punto il bosco si dirada, siamo a Piano del Castrato, dominato dai pendii ghiaiosi e dagli speroni rocciosi del versante sud-occidentale del Mone Corvo. A poca distanza da un grande fontanile si intravede il tetto del rifugio. Ci avviciniamo entriamo e scopriamo, scritta su una pietra posta all’esterno del rifugio, la storia completa del Bosco di Chiarino:

-nel 1799, approfittando del cambio di regime, dai Borboni alla Repubblica Partenopea, gli Arischiesi si ribellano al dominio della famiglia Cappelli, innalzando l’ Alberata di Chiarino occupandone i culti, i territori e i pascoli

· 1865: il giudice regio condanna gli arischiesi a lasciar libera la montagna di Chiarino ed intima di cessare ogni attività fino ad allora svolta.

· 1901: gli arischiesi occupano il bosco e vengono arrestate 75 persone. · 1910: la Cassazione emette la sentenza definitiva.

· 1920: gli arischiesi occupano nuovamente la montagna e vengono arrestate 9 persone. Quattro legali difendono gli imputati ed il Comune. Gli arischiesi chiedono ai Cappelli una lunga locazione e loro, per timore di azioni rivoluzionarie, decidono di vendere.

· 1922: Arischia acquista la montagna.

Nel tempo di discesa, medito e fantastico su questa storia, mi viene la voglia di approfondire e vorrei conoscere di più magari anche del periodo medioevale e perchè nò, dell’età romana e preromana. So che la montagna conserva anche questi segni e un altro giorno andrò a cercarli !

Visualizza altre foto dell’escursione

LUGLIO E AGOSTO – A BAGNACAVALLO

Il 18 luglio si svolge l’ormai tradizionale festa a tappe lungo la pista ciclabile che si snoda da Bagnacavallo a Villa Prati
A SPASSO SOTTO LE STELLE a partire dalle ore 20.00.

Un percorso affastellato di punti in cui soddisfare lo spirito e ovviamente anche la pancia: degustazioni e vendita di vino, frutta e prodotti a chilometri zero, mostre fotografiche ed estemporanee di pittura, artigianato artistico e antichi mestieri, musica e animazione.
Vediamo le tappe.

Scivolando con gusto: scivolo gonfiabile per bambini e ristoro a cura del Gruppo Alpini di Bagnacavallo (via Cogollo 10);

Per le papille: degustazione di vini a cura della cantina “Le Romagnole”;

Guizzi e sprazzi: i quadri di Daniele Zaccaria; le cornici di “Adry e Mary – Passi d’Arte”;

il pesce fritto dell’associazione “Sci Scarpantibus” (casa Rondinelli civico 16/a); Guardando….gustando….ascoltando: le tele di Francesco Pilotti, le degustazioni a cura dell’associazione “L’incontro”, azienda agricola Daniele Longanesi e del Forno Rambelli, i gelati, un video sulla farina e l’apertura straordinaria del Mulino Quercioli con musica dal vivo, una mostra di pittura a cura dell’associazione Arte e Dintorni, l’Arte del Vetro di Cristal Art, una tenda delle culture a cura delle associazioni “Crac”, “Jam Salam” e “Amici del Mozambico” (Mulino Quercioli, civico 16); Lieti calici: i vini dell’Azienda Zini (casa Tazzari, civico 18); Tra frutteti e vigneti: degustazioni di vini, frutta, salumi a cura di “Intesa” e “Terremerse”, musica dal vivo del gruppo “Maya Basta”(casa Dosi, civico 22); Note d’arte: esposizione di ceramiche artistiche di Anna Tazzari; gli oggetti in ferro battuto di Bruno Contoli; musiche evergreen con concertino per due chitarre (casa Saccomandi, civico 24); Musica maestro: concerto del gruppo musicale amatoriale diretto dal prof. Roberto Bartoli con la partecipazione della violinista Nicoletta Bassetti (casa Ceccoli, civico 28); Golosità d’estate: degustazione di piadina, salumi, porchetta, arrosti e vini, a cura di fattoria didattica Testa Lara, azienda agricola Gabriele Ballardini e associazione “L’incontro”(casa Zannoni, civico 36); Pollice verde: esposizione di attrezzature da giardinaggio a cura di Matteo Mattioli (casa Mattioli, civico 40); Due ruote sicure: informazioni su come circolare sicuri in bicicletta a cura della Polizia Municipale del Presidio di Bagnacavallo (cortile chiesa Villa Prati); Coro di sapori e musica: menù di piatti tipici (cena a partire dalle ore 19.00) a cura dell’associazione “Amici del presepe” e della parrocchia di Villa Prati; musica con il gruppo musicale “Musical box”; apertura straordinaria del Mercatino “d’sà Jusëf”(di San Giuseppe); visita guidata con orientamento delle nostre stelle a cura del prof. Roberto Ercolani (area parrocchiale, civico 71).

La cooperativa sociale Il Mulino organizza un servizio navetta gratuito ore 20.00 – 23.00 con partenza dal parcheggio di Largo De Gasperi a Bagnacavallo (di fronte all’Agrozoo) e arrivo in piazza a Villa Prati con soste nei principali punti lungo il Canale Naviglio. Lungo il percorso a tappe saranno allestiti punti offerta libera per raccogliere fondi per le popolazioni colpite dal terremoto in Emilia.
Veniamo al BAGNACAVALLO FESTIVAL che si svolge in agosto cominciando da mercoledì 7 agosto, ore 21 in piazzetta del Carmine con lo spettacolo di burattini tradizionali della Compagnia I burattini di Christian Waldo intitolato Fagiolino fa la barba ai morti, adatto ai grandi e ai piccini a partire a partire da 4 anni (in caso di maltempo: porticati del teatro comunale, piazza della Libertà).
Si passa poi alla musica “adulta”, giovedì 1° agosto alle ore 21.30 in piazza della Libertà con il complesso jazz di Germano Bonaveri in MusicaLibera, per voce, basso, chitarra e batteria, e un repertorio di autori italiani e internazionali di tutto rispetto: Guccini, Fossati, De André, Springsteen, Vian, Gaber e tanti altri. Un concerto in cui l’unico compenso agli artisti è il contributo economico libero che il pubblico vorrà dare in base al gradimento. (in caso di maltempo: porticati del chiostro dell’ex convento di San Francesco, via Cadorna 10).
Giovedì 22 agosto, ore 21.30 nel cortile di casa Minguzzi in via Matteotti 28 si passa alla musica colta con un concerto di musica classica per pianoforte, violino e clavicembalo su musiche di Corelli, Bach, Boccherini, Sarti, Paganini. (in caso di maltempo: atrio di casa Minguzzi, via Matteotti 28).
Martedì 27 agosto in Piazza della Libertà è la volta di “Lavorare Stanca - Dalla terra alla fabbrica. Canti di lavoro e di emigrazione” per voce, chitarra, mandolino, fisarmonica e violino. Un percorso tra canzoni popolari o meglio “cante” e brani d’autore che hanno per argomento la fatica del lavoro maschile nei campi e femminile nelle risaie, la fame, le malattie e il trauma dell’emigrazione. I testi, spesso in dialetto, sono schietti o di maniera. Esprimono gioia e una sorta di dolente senso della vita contadina e operaia. Le cante dei braccianti sono lente e faticose, come l’incedere fra i filari e i solchi dei campi e il ritmo delle carriole; sono sempre canti che esprimono una condizione sociale, dunque corali, intrisi del valore epico attribuito al lavoro. Chi non conosce Maremma amara, Bella ciao, Gli scariolanti? … senza dimenticare Jannacci. (in caso di maltempo: porticati del chiostro dell’ex convento di San Francesco, via Cadorna 10).
Da ultimo ma non ultimo, giovedì 29 agosto alle ore 21.30 nel chiostro dell’ex convento di San Francesco, (via Cadorna 10) ci saranno le FemmeFolk in concerto. FemmeFolk è un gruppo in cui la creatività femminile si esprime attraverso la libertà del folk. Nasce dall’incontro di quattro donne con storie, gusti e formazioni diverse che hanno in comune il desiderio di divertirsi e reinventarsi attraverso la musica. Si tratta Donatella Antonellini all’organetto diatonico, chitarra, voce, castagnette, Caterina Sangiorgi al flauto traverso e voce, Nicoletta Bassetti alla viola e al violino e Valeria Cino al contrabbasso, con un repertorio ispirato prevalentemente alla musica popolare francese, ma in cui la musica classica da camera, il jazz o il rock entrano con incursioni piacevoli e inaspettate scoprendo come la musica in realtà possa essere un magico tappeto su cui adagiare la propria emotività.
Per l’occasione dalle ore 19.30 la Brasseria del Convento propone cucina estiva romagnola accompagnata da birra trappista. (in caso di maltempo: porticati del chiostro).
Per ripagare questa offerta generosa, che soddisfa grandi e piccini, ugole orecchie e palati, la cosa migliore è … partecipare.

La cena dei Popoli di Bagnacavallo edizione 2013

Sabato 6 luglio a partire dalle 19.30 la piazzetta Folicaldi di Bagnacavallo si è trasformata in un ristorante a cielo aperto grazie alla decima edizione della Cena dei Popoli, organizzata dall’associazione interculturale Jam Salam, con il patrocinio del Comune, la collaborazione del Consiglio di Zona di Bagnacavallo e il contributo di numerose associazioni. L’iniziativa conclude il percorso del “Cibo della Pace”, tema principale delle iniziative di maggio e giugno: come già accennato in precedenza, la condivisione del cibo rappresenta la prima forma di interscambio e comprensione tra culture diverse.
Per festeggiare il decennale, la Cena era preceduta venerdì 5 luglio dal primo Torneo di calcio dei Popoli, a partire dalle 20 presso il campo sportivo Le Spiagge di Bagnacavallo. Si affrontano le rappresentative di Marocco, Senegal e Italia, con giocatori tutti residenti a Bagnacavallo.
Un mondo a colori sia a tavola che sul campo di gioco.
Entriamo dunque nel dettaglio del cibo: ci sono i piatti del Senegal, Marocco, Camerun, Romania, Polonia, Nigeria, Mozambico, Algeria, Etiopia, Bielorussia e Ucraina, ai quali si affiancano i piatti tipici della Romagna.
La serata era allietata da musica e dai balli folklorisitici di Romania e Nigeria. Jam Salam è una mer

CADORINI, ZOLDANI, MONTI, ALBERI, CHIAVI, OCCHIALI, GELATI E….VENEZIA, la seconda bona mare

Già molte volte vi abbiamo raccontato del Cadore e della cooperativa sociale Cadore., quando ci siamo andati la prima volta e poi ancora e poi ancora e poi quando ci siamo andati con Teresa, la viaggiatrice Le Mat che ha realizzato il video racconto

Un po’ li conoscete ormai i Le Mat del Cadore!

Oggi vi voglio raccontare di un viaggio di lavoro per sviluppare un nuovo viaggio nel mondo dei Cadorini, da proporre a gruppi di viaggiatori intelligenti e curiosi.

E’ stato per me un viaggio davvero diverso ma bellissimo.

Avevamo un ospite, di Monaco di Baviera: la Sonja Heidtmann di Sento – Wanderreisen.

Monaco di Baviera è vicino al Cadore. Sonja è una camminatrice e viaggia con il treno e così abbiamo scoperto che prima di Bolzano lungo la linea Monaco – Verona c’è la stazione di Fortezza e da lì un pullman porta a Cortina e da Cortina a Pieve di Cadore si sta poco…

La cooperativa sociale Cadore ci ha ospitate negli splendidi appartamenti di Perarolo (Luigino ci ha dato il benvenute come nel video racconto!!!) e da lì in compagnia di Luca, Claudio, Elena e molti altri abbiamo cercato di capire che cosa rende davvero speciale il Cadore.
Le montagne sono splendide – l’Antelao, il Pelmo, le 3 Cime e tutte le altre. Ma quello di cui vorremmo raccontare, anche ai nostri futuri viaggiatori, sono i Cadorini e la loro capacità inventiva per combattere la povertà, l’isolamento e le difficili condizioni ambientali.
Il museo del Cidolo a Perarolo racconta nel dettaglio del duro lavoro degli uomini per tagliare gli alberi e trasportarli sul fiume e su enormi zattere fino a Venezia che per diventare quella che è aveva bisogno di pali, legna per costruire e tante altre cose. Tante cose si trasportavano con le Zattere, giù per la Piave, il fiume donna!
I Cadorini facevano chiavi, lavoravano il ferro e poi si sono inventati l’industria degli occhiali – anche qui un bellissimo museo a Pieve di Cadore .

Ma la cosa forse più particolare è la storia dei gelatieri.

Il nostro viaggio è stato una ricerca che  ci ha fatto conoscere tante persone, dai gestori di B&B molto accoglienti come Il Cidolo di Perarolo, la stupenda casa di Cristina a Pieve di Cadore o quella della sua amica a Nebbiù, ai rifugi, ai tanti amici della cooperativa sociale Cadore. Abbiamo camminato per sperimentare i dislivelli e le fatiche, abbiamo assaggiato i Canederli e le altre bontà. Si sta proprio bene nel Cadore e lo potete vedere dalle foto.

Ma questa volta c’era un’altra particolarità: volevamo seguire il filo che lega i Cadorini a Venezia e così Luca ci ha fatto conoscere Paola Brolati, Augusto Gamba detto Charly e Fabio Santin. Artisti, attori, persone davvero speciali! Loro sono di Zoldo. Vivono tra Zoldo e Venezia e in tanti altri luoghi e fanno cose stupende.

A noi ci hanno fatto conoscere una Venezia davvero diversa, la Venezia costruita e vissuta dai Cadorini e dai Zoldani. Ci hanno portato in giro, a piedi e con le barche a conoscere altre persone, e storie, stupende!

Venezia è stata (anche) per lungo tempo la meta della migrazione di poveri montanari, che venivano ad esercitare le professioni di zattieri, squeraroli, fabbri, falegnami, donne di servizio, balie e venditori di dolciumi…”.
Paola e Charly (e l’Associazione Fuori Posto), in collaborazione con l’associazione Arzanà hanno progettato e realizzano due itinerari inediti in Venezia, definiti “itinerari poveri”, sui luoghi della migrazione di montagna in laguna: uno a piedi appunto e uno in barca. Entrambi i percorsi partono dallo squero di San Trovaso. Da attori narrano le vicende della gente di montagna, accompagnando gli spettatori nel loro itinerario a piedi o in barca, vestono i panni di torototela, un cantastorie….
Non mi dimenticherò presto quello stupendo pomeriggio e non vedo l’ora di poter tradurre ai viaggiatori tedeschi le tante storie….
C’è uno splendido libro illustrato dai disegni di Fabio Santin “Venezia, la seconda bona mare” di Paola Brolati e Augusto Gamba – scene di vita e di lavoro della gente di montagna a Venezia, edito dal Centro Internazionale della Grafica di Venezia.
Si legge:” E’ tuttora piuttosto misterioso ricostruire le modalità con cui l’economia zoldana, dopo il fallimento della cooperativa di lavoratori del ferro, si sia rivolta al commercio di dolciumi e, in poco tempo, alla rinomata produzione di gelati. O forse c’è poco da capire: così come in montagna molti erano boscaioli o zattieri data l’abbondanza di legname, o erano stati chiodaioli per la facile reperibilità di ferraglia in giro per il Veneto, così l’idea del gelato dev’essere stata stimolata dalla presenza di ottime materie prime come il latte, la panna, le uova, i frutti di bosco, ma anche la neve e il ghiaccio naturali, e l’esistenza di luoghi refrigerati anche d’estate come le grotte e l’acqua di torrente.
In un documento ormai storico, che porta la firma del Console di Norimberga, datata 24 aprile 1899, tale Valentino Traiber fu Giobatta chiese ed ottenne dal sindaco di Zoldo un certificato di “buona condotta, di fama e di carattere” per poter vendere il suo gelato all’estero.
Nel 1894 l’amministrazione viennese negò la qualifica e la licenza di venditori ambulanti a zoldani e cadorini perché non facessero concorrenza ai venditori di dolciumi austriaci.
I gelatieri bellunesi non si persero d’animo: affittarono dei piccoli negozi, dopo aver verificato che si trovassero nelle zone di passaggio principali delle città. Nacquero così le prime gelaterie artigiane. Durante la prima guerra mondiale gli emigrati gelatieri dovettero abbandonare i paesi ospiti. Dal 1925, però, si procedette alla ricostruzione delle gelaterie artigiane in tutta Europa….
Venezia si sta spopolando…l’industria del turismo sta distruggendo tutto. Paola, Charly e Fabio e le altre persone che abbiamo conosciuto cercano di fare qualcosa:
A Venezia i turisti ci chiedono se indossiamo le maschere anche a casa, se i bambini vanno a scuola, se la gente lavora e dove si nascondono gli uffici. Una giapponese disperata , reduce da un lungo giro a vuoto, ci ha rivolto una domanda significativa:”Where’s the exit?” …Bisogna far capire in tutti i modi che Venezia non è un videogioco, ne una cinecittà di cartapesta..ma che c’è gente che ci nasce, ci cresce, ci lavora, ci vive, la ama e si dà da fare con tutte le proprie forze per poterci rimanere.
Così come la gente di montagna che intende vivere dignitosamente nel proprio paese, nella propria valle, deve essere messa nelle condizioni di poterlo fare…”.
Grazie Claudio, Luca, Paola, Charly e Fabio e grazie a Sonja per questo indimenticabile viaggio di lavoro!

UN VIAGGIO PER TUTTI: https://plus.google.com/u/0/photos/111067809634512679768/albums/5893312101217523057
Se cercate Paola e Charly…info@lemat.it

Il giugno festaiolo di Bagnacavallo

Cari viaggiatori LE MAT, vi scriviamo dall’Ostello di Bagnacavallo che conoscete ormai bene dai racconti nostri e di TERESA, la viaggiatrice Le Mat 

Da metà giugno comincia l’estate festaiola bagnacavallese, con gli appuntamenti “Di martedì sera”, la tradizionale manifestazione che animerà il centro storico fino al 16 luglio a cominciare dalle 19:00, ovviamente … di martedì. la Pro Loco assieme ai commercianti del centro, con il sostegno del comune, si darà da fare per rischiarare le piazze e le vie della città attraverso le luci dei negozi aperti disponibili per uno shopping fuori orario, con la speranza di intravvedere, al di là delle luci, un bel chiaro di luna. Ci saranno poi spettacoli musica e danza in piazza della Libertà, animazioni, mostre d’arte, mercatini delle pulci e mercatino dei ragazzi nelle vie principali. Dal 25 giugno tornerà anche il Bibliocaffè, la rassegna di incontri con gli autori nel chiostro delle Cappuccine curata dalla biblioteca comunale. Girovagare per la piazza e le viuzze del centro porterà delle sorprese piacevoli, perché la città cercherà di riempire tutti gli spazi più suggestivi con esposizioni e mostre d’arte, in particolare l’associazione Arte e Dintorni proporrà in piazzetta Garibaldi e sotto i portici del Municipio esposizioni estemporanee di pittura, mentre presso la sede dell’associazione in vicolo Grafagnini ci sarà una mostra delle opere dell’artista Amissao Lima. E ancora, nella sede della Pro Loco sarà allestita una mostra della ceramista Anna Tazzari con le sue Ceramiche della signora Maria: la ceramica, dalle nostre parti, è un “prodotto d’eccellenza”.
Martedì 18 giugno il primo appuntamento con “Di martedì sera” sarà inaugurato sul palco centrale dal concerto dei Maya Basta. Via Matteotti sarà animata dalla musica italiana anni Cinquanta e Sessanta. In piazzetta del Carmine ci saranno I Diavoli della frusta, gruppo folk tradizionale poiché, essendo in Romagna, qualche angolo in cui si suona il liscio, lo si balla e si esibiscono gli “sciucarén”(gli atleti con le fruste) è … piacevolmente inevitabile … Piazzetta Folicaldi ospiterà varie esibizioni della palestra Golden Gym di Bagnacavallo per coniugare tradizione e modernità.
Il secondo martedì, il 25 giugno, proporrà un concerto curato dall’associazione musicale Doremi in piazza della Libertà. Sul palco centrale, in serata si terrà anche la premiazione del concorso fotografico “Metti un pomeriggio a Bagnacavallo”. Per mantenere la sua vocazione “materna”, il paese darà spazio anche ai bambini nella piazzetta del Carmine con La Pina… e Gulliver, animazione con il clown. Per la rassegna Bibliocaffè alle 21 Yuri Briccolani presenterà il suo libro Ora e all’ora.
Martedì 2 luglio per il consueto appuntamento con “Canzoni sotto le stelle”, sul palco centrale in piazza si esibiranno i Flint’s in concert, che proporranno evergreen dagli anni Sessanta. In via Matteotti si esibiranno gli Stradello Boys 33 con un concerto revival retrò, mentre in piazzetta del Carmine ci sarà il concerto dei Fuori di cortile e in piazzetta Folicaldi Un martedì a 6 zampe, dimostrazione di agility dog e varie discipline cinofile a cura di Stardog Village. Massimo Pulini presenterà al Bibliocaffè il suo libro Gli inestimabili.
Il penultimo appuntamento del 9 luglio sarà all’insegna della musica e della danza con Maramao in concerto in piazza della Libertà e Hangovers in via Matteotti, il gruppo Salsa Arriba proporrà i suoi balli in piazzetta del Carmine e il gruppo Danze&Spettacolo Milleluci si esibirà in piazzetta Folicaldi con uno spettacolo dedicato alla tradizione romagnola, in collaborazione con il centro sociale all’Abbondanza. Per la rassegna Bibliocaffè Sergio Pretto parlerà del suo Novecento.
“Di martedì sera” si concluderà il 16 luglio con i Music discount in concerto in piazza della Libertà e in via Matteotti Musica alla rotonda, musica italiana anni Cinquanta e Sessanta. In piazzetta Folicaldi si esibirà l’associazione Tango di Imola e Faenza con uno spettacolo di tango argentino, mentre per il Bibliocaffè è prevista la presentazione di E’ purgatori, traduzione in romagnolo della seconda cantica della Divina Commedia a cura di Gianfranco Bendi.
Una saggia prescrizione medica delle nostre parti recita “balla che ti passa”, ma anche “ridi che ti passa”: abbiamo intenzione di seguirla in pieno, e voi?

LA TAPPA – un altro luogo speciale LE MAT apre a VALLE DI CADORE

Lo avevamo preannunciato, già l’anno scorso quando TERESA, LA VIAGGIATRICE LE MAT è andata a trovare la cooperativa sociale CADORE e quando ho realizzato il suo bellissimo video racconto….

A Valle di Cadore si è ora inaugurato LA TAPPA – Sosta obbligata per Viaggiatori lenti - un luogo davvero speciale!

Non abbiamo potuto essere presenti ma Luca ci ha mandato un racconto anche se breve perchè non ha proprio tempo per raccontare…

Comunque LA TAPPA è appunto una bellissima tappa – a Valle di Cadore – lungo la pista ciclabile delle Dolomiti che vi consigliamo caldamente di fare.

La LA TAPPA npn è solo un luogo per ciclisti e viaggiatori del e nel Cadore…LA TAPPA – come d’altronde la cooperativa sociale CADORE è un LUOGO per i CADORINI…come si chiamano da quelle parti…..

“ Cara Renate,

al momento sono riuscito solo a riempirti di foto dell’inaugurazione, senza raccontarti nulla, ma ti assicuro che al momento non riesco a fare altro.

Il locale nonostante il tempo orrendo (oggi nevicava poco sopra i paesi)  ha stimolato i cadorini e abbiamo avuto ormai diverse manifestazioni di interesse

e qualche prenotazione per cene, feste, eventi, ecc.

“La Tappa” promette bene, basterebbe un po’ di sole ! Abbiamo avuto anche i primi cicloturisti tedeschi che incuranti del tempo sono arrivati a gustare la nostra ottima Suppe ( pasta e fagioli).”

E io qui rispondo:

“Caro Luca, grazie delle Bellissime foto! (GUARDATE cliccando sul link)

Vedrai che presto arriviamo per goderci il Cadore e voi! Un abbraccio a tutti voi Renate”

E per chi volesse saperne di più – della pista ciclabile http://www.piste-ciclabili.com/itinerari/65-ciclabile-delle-dolomiti 

e/o dei viaggi che organizza la cooperativa sociale CADORE eccoli

http://www.lemat.it/it/i-nostri-affiliati/Utente-Articolo/4-le-località/135-Cadore+scs/102-le-mat-in-cadore-viaggiare-per-conoscere-una-comunità

A maggio tutti all’Ostello di Bagnacavallo, tanti eventi interessanti vi aspettano….

Permetteteci di illustrare meglio il programma delle iniziative di maggio a Bagnacavallo.
Il 7 maggio il giornalista Daniele Poto incontrerà al Teatro Goldoni gli studenti bagnacavallesi nell’ambito del progetto di Educazione alla Legalità “Liberi dalle mafie” essendo egli l’autore del dossier Azzardopoli (qui trovate il dossier) il paese del gioco d’azzardo, dove quando il gioco si fa duro, le mafie iniziano a giocare, pubblicato dall’associazione “Libera”, che fotografa con storie e numeri una vera calamità economica, sociale e criminale perché purtroppo il gioco è la terza industria in Italia. Non conosce crisi e aumenta ogni anno il suo giro di affari: dal dossier, sponsorizzato da don Luigi Ciotti, emerge che ogni italiano nel 2011 ha speso 1.260 euro per tentare la fortuna. Nel nostro paese ci sono oltre due milioni di giocatori a rischio di dipendenza e circa 800mila giocatori ‘patologici’. Un ricco giro d’affari che converge progressivamente nel gioco d’azzardo con profitti sempre crescenti per la criminalità organizzata.
E ora veniamo alle iniziative legate al “cibo della pace”. Il 23 maggio per la “Città Dei Bambini”: Una Tovaglia Di Pace” dalle nove in piazza della Libertà ci saranno animazioni, laboratori, giochi e una caccia al tesoro allo scopo di raccogliere immagini, colori, fragranze e storie per realizzare una tovaglia di pace e apparecchiare la tavola del mondo. Sempre in piazza, la sera, sarà organizzato un pic-nic urbano: “Porto il cibo, le posate, la mia sedia e mangio in compagnia di tanti amici”. Il 24 maggio sera in Sala Oriani all’interno del convento di San Francesco avremo la serata “Coltivare Le Libertà”: coltivare il cibo, cuocerlo e offrirlo sono azioni che fanno parte del ciclo della vita e del suo rinnovamento, e non può esserci pace senza il l’accesso al cibo, all’acqua e all’indipendenza alimentare. Durante l’incontro con Francesco Galante, presidente della Placido Rizzotto Libera Terra, la prima cooperativa a lavorare i terreni confiscati alle mafie e Gianni Rufini, giornalista veterano del peacekeeping, verrà presentato Antonio Pascale, autore del libro Pane e Pace. Citando un articolo de Il Fatto Quotidiano del 7 agosto 2012: «Pascale, per parlarci di cibo, progresso e sapore nostalgico, sceglie tre foto, anzi quattro: quella del nonno contadino, quella del padre, ispettore agrario di Caserta, la sua e quella dei due figli. La prima foto è quella più indicativa: rappresenta un uomo di 46 anni, che ne dimostra una sessantina. Nonno Antonio “produceva in regime biologico“. Necessariamente, s’intende, che si era a fine Ottocento. Ed era anche a chilometro zero, come si usa ora: “non si muoveva mai di casa”. Risultato? “Faceva la fame”. Prendendo a pretesto il nonno, Pascale racconta, dati alla mano, del progresso dell’agricoltura italiana e mondiale e di come la scienza abbia migliorato la qualità della vita dei contadini e dei consumatori, incrementando la produttività ma anche la sicurezza». Il 25 maggio si andrà a tavola in Piazza della Libertà a partire dalle ore 19, grazie all’allestimento di osterie tradizionali con menu ispirati ai vini e ai prodotti tipici locali. Ai fornelli, i cuochi e le cuoche delle associazioni: Amici di Neresheim, L’Azdòra, Amici del Calcio, Traversara in fiore e Tutti per la scuola. I dolci saranno proposti dall’associazione Amici del Forno, mentre i vini dal Consorzio “Il Bagnacavallo”. Sul palco centrale si esibiranno delle band musicali, perché se mangiare è già di per sé un privilegio e quindi una festa,ci vuole la musica per celebrarla degnamente tra note folk, rock cantautoriale e suggestioni degli anni ’70. Durante la serata poi ci sarà la proclamazione del vincitore del concorso popolare per il miglior Bursôn che sarà premiato con il “Cavallo Nero” un esclusivo gioiello realizzato all’uopo. Il Bursôn è un vino rosso asciutto e di grande corpo ottenuto da un’uva autoctona recuperata, quella dell’antico vitigno Longanesi riscoperto negli anni ’50 nella zona di Bagnacavallo. La domenica 26 si potrà fare il bis.

Tornando al 25, con l’ assistenza dell’Associazione Civiltà delle Erbe Palustri i bambini si cimenteranno nella costruzione dei giochi di una volta con materiali di recupero, divertendosi con la Compagnia di Frate Tac e i suoi animali. Le più belle canzoni degli ultimi 60 anni saranno la colonna sonora della serata. Se è valido il sillogismo per cui ciò che è BUONO è anche PULITO E GIUSTO allora è imprescindibile, sabato 25 maggio, la terza edizione dello Slow Food Day dedicato quest’anno allo spreco alimentare. In Piazza Nuova, dalle ore 16, laboratorio per giovani e bambini sulla cucina “con gli avanzi”, mercatino del contadino e degustazione di alcuni presidi Slow Food. Che dire: aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più …

AFFILIANDOCI – il mio diario verso LE MAT di Francesca Raimondi – L’ALBA

Ricorderete di aver letto che l’Associazione l’ALBA di Pisa a metà dell’anno scorso ha chiesto di poter diventare un AFFILIATO LE MAT. Abbiamo lavorato insieme per un po’ di mesi – avrete letto e visto un po’ di foto – e ci siamo conosciuti. Francesca Raimondi racconto – step by step – un processo di affiliazione: “9-10/11/2012
L’esperienza con le Mat inizia con un viaggio al femminile, il viola della foderina del quaderno e l’imbrunire dopo il tramonto sono i colori che ci fanno da sfondo…
Sette donne iniziano l’avventura, valigie piene, ore 18:00, si parte da Pisa…Cannara stiamo arrivando!
Eravamo curiose di conoscere luoghi nuovi, persone nuove, esperienze nuove, perché ciò che accomuna la nostra esperienza di associazionismo e l’esperienza dell’imprenditoria sociale di Le Mat è il piacere per la conoscenza dell’Altro, l’amore per la diversità.
Dopo tre ore di autostrada iniziamo a vedere i primi scorci di Assisi, dalla cupola di Santa Maria degli Angeli arriviamo alla “Tana Liberi Tutti”, accoglierci Antonio, Federico, Sonia e una vecchia Japonica, un meraviglioso salice di 160 anni (piantata in occasione dell’inaugurazione della banda musicale di Cannara) che abbellisce il cortile interno di un ex Convento di Clarisse; si avverte la presenza di figure femminili e la spiritualità tra le mura secolari, ci sentiamo subito a casa!
E’ un posto meraviglioso e da subito entriamo in contatto con i colori, lo stile e il mondo “Le Mat”.
Avevamo una fame da lupi e il Ristorante “In bocca al lupo” ci soddisfa immediatamente, grazie anche alla gentilezza e alla cortesia del servizio di Sonia. E dopo cena, ci attendono camere spaziose e riscaldate, che ritemprano i nostri corpi stanchi.
Il sole di Perugia ci sveglia alle 8, e dopo un abbondante e ottima colazione, si comincia con la formazione!
Conosciamo Renate, una donnina italo-tedesca molto energica, che vive nella Capitale e “approfitta” della perfetta posizione geografica per girare l’Italia e l’Europa.
Due meravigliose storie si incrociano, quella dell’Associazione l’Alba e quella dell’Hotel Tritone e della Cooperativa “Il posto delle Fragole”…due storie diverse ma che hanno come filo conduttore il mestiere dell’accoglienza, il superamento delle barriere fisiche, psichiche e culturali! Una mission comune…la lotta allo stigma e il superamento del pregiudizio!
Conosciamo così il mondo di Le Mat e il sistema di affiliazione tra imprenditori sociali, e da subito ci riconosciamo con le parole della locandina: ospitalità, accompagnamento, inclusione sociale di maggiore qualità.
Si incrociano così due mondi che hanno in comune una coraggiosa vocazione: dare un valore a chi nella vita ha vissuto esperienze di disagio sociale, trasformare la propria sofferenza in una risorsa e mandare un messaggio positivo e di speranza a chi si sente escluso e solo.
Le Mat ci invita a partecipare e noi partecipiamo!
Ci raccontiamo…i nostri curriculum e le nostre storie ed esperienze personali si incrociano con quelli di Renate, Antonio e Sonia!
Un albero con le radici che affondano decise sulla terra, un computer con i suoi numeri e il percorso temerario di Ferdinando incrocia quello di Diana, signora delle arti, della musica, del teatro, della danza che abbraccia e tiene unita la differenza senza omologarla; la strada dell’Associazione L’alba incrocia sulla via l’albero pieno di fiori e frutti colorati di Chiara con tutta la voglia di donarsi all’Altro; una storia che parte da Mantova, per arrivare a Palermo e poi a Pisa per amore e s’incrocia con la freccia dentro il disegno del fiore colorato e tatuato di Francesca, sempre in movimento…e poi il sole, il mare e l’allegria di Sylvie, Nicoletta e Alessia e infine Sonia, con la sua dolcezza e la sua calma che rilascia spore firmate Le Mat.
E dopo aver letto assieme il Manifesto Le Mat e individuato le parole più significative, andiamo in giro per Perugia perchè il Progetto Silvano Arieti è stato premiato all’interno del Concorso letterario Comunità di Salute Mentale “Storie di ordinario vicinato” promosso dalla Società Cooperativa Sociale ASAD e Dall’Associazione Editori Umbri.
La premiazione si è tenuta presso la sala Cerp all’interno della Rocca Paolina nel Centro Storico, e verrà pubblicato un volume, nella sezione divulgazione scientifica, tra fine aprile e inizio maggio 2013 all’interno di un evento sulla salute mentale. Le ragazze protagoniste attive del progetto, con grande soddisfazione, hanno ritirato la pergamena, attualmente incorniciata all’interno del ristorante dell’Associazione L’Alba.
Andiamo via da Perugia stanchi ma soddisfatti, sappiamo che rivedremo presto i nostri nuovi amici…”

la nuova stagione dell’Ostello di Bagnacavallo

Ciao carissimi!
Eccoci all’inizio della bella stagione, anche quest’anno, per cominciare a raccontarvi le nostre storie di viaggi e trasformazioni. Direi che per ora abbiamo alcune novità di cui andiamo fieri da mostrarvi: abbiamo iniziato quel lavoro di trasformazione della reception in senso “accogliente” che ci avevate già suggerito, e cominciato a personalizzare le camere, qualcuna con i fiori, qualcuna con i giocattoli e gli arredi per bimbi, qualcuna con uno stile “metropolitano”. Abbiamo anche pensato di arricchire le nostre colazioni, per cui ai succhi e le marmellate abbiamo aggiunto i cereali, la frutta di stagione e un bel tostapane per rendere più croccante il connubio pane-burro-marmellata. Il tutto allestito sopra una bella tovaglia in stile floreale; primo comandamento del bravo “albergatore”: anche l’occhio vuole la sua parte …


E ora, passiamo alle iniziative che possiamo anticipare e in seguito magari raccontare nell’ambito della nostra comunità. Bagnacavallo, a quanto sembra, ha una vocazione alla pace, e lo dimostra invitando tutti gli anni il Circo della Pace e aderendo alle proposte che si orientano in quella direzione. Se c’è una creatura che più di ogni altra fa pensare alla pace quella è il bambino, che essendo indifeso ispira un’amorevole protezione ed è il “contenitore” ideale per un’educazione ai valori della concordia e della non-violenza. Perciò eccoci alle iniziative di “Bagnacavallo città dei bambini 2013”. Come si educa alla pace? Per esempio sviluppando la creatività e la tendenza alla socializzazione. Ci saranno perciò tra aprile e giugno laboratori per insegnare ai piccoli molteplici forme d’arte come “Manincreta”, per la lavorazione della creta; proiezioni di film di valore “educativo” come “La collina dei papaveri” di Goro Miyazaki; il “Piedibus”che impegnerà anche i piedini dei piccoli della scuola primaria, attraverso tre itinerari di un chilometro per andare assieme a scuola con un autobus umano, formato da un gruppo di bambini “passeggeri” e da due o più adulti “autisti” e “controllori”; una mostra d’arte con i lavori realizzati dai bambini della scuola dell’infanzia e primaria di Bagnacavallo; “Un Albero e Un Bambino”, cioè una festa al Podere Pantaleone (area verde rinaturalizzata) con distribuzione dei libretti ai bimbi nati nel 2012, giochi, animazioni, laboratori di orientamento con il Cai , visita guidata ai sentieri e merenda. Tutto questo nell’ambito di un percorso che parte dalla naturalezza dei bambini e delle loro creazioni “artigianali”e dalla natura del paesaggio passando per l’orto e giungendo infine alla tavola. Quest’anno infatti il tema privilegiato è quello del cibo, per l’appunto il «Cibo della Pace».

Di tutto questo, o meglio di quello che riusciremo a esperire, vi faremo narrazione.

e VOI….venite al HOSTEL di BAGNACAVALLO, a Bagnacavallo (Ravenna), naturalmente!!!!

Qui il racconto di TERESA la VIAGGIATRICE LE MAT http://www.youtube.com/watch?v=sZLwH6RuUpY&feature=player_embedded

Tel./Fax: 0545 60754 | Cellulare: 335 1793572 | E-mail:info@ostellodibagnacavallo.com
www.ostellodibagnacavallo.com

 

Roma in una giornata speciale

Il mio viaggio ieri era a Roma, da romana, ma non solo. Una giornata speciale. Un popolo vario sciamante e libero, non organizzato da nessuno. Una città a passo di persone,liberata in tanti posti da macchine, pulman e mezzi, una città grigia di nuvole, anche dell’acqua di un Tevere limaccioso di piogge ma colorata di tanti simboli, bandiere, sopratutto facce. Ogni tanto Roma diventa sul serio città aperta e di tutti. Ognuno è lì per motivazioni diverse, da luoghi diversi e con mezzi diversi. Ognuno ha scelto di esserci e di incontrare e vedere “altri”. Non c’era solo il primo Angelus del primo papa Francesco, un Angelus diverso dal solito, con meno riti e meno parole. E’ il nuovo stile del papa e il popolo di Roma lo sta ancora elaborando.Ma c’era anche la grande maratona romana, un flusso di gente che ha attraversato per ore Roma in lungo e largo . Tutto il giorno, bello. E c’erano tifosi irlandesi venute per la partita di rugby del giorno prima. Ho scelto solo di fare alcune foto, dal basso, da pedone, cittadina, osservatrice,comunque in mezzo alla gente. Un regalo a chi non c’era. Certo la mancanza di un luogo Le Mat a Roma comincia a sentirsi…
Costanza Fanelli

Verona, Berlino, Trieste, viaggi e incontri con e tra imprenditori sociali LE MAT a marzo 2013

Sono seduta di nuovo sul treno, questa volta vado a Trieste dove oltre a re-incontrare i primi Le Mat della storia (l’Hotel Tritone in Viale Miramare 133) incontrerò un gruppo di svedesi di Åkersberga una cittadina nella contea di Stoccolma, il capoluogo amministrativo della municipalità di Österåker, che vogliono realizzare un luogo di accoglienza Le Mat.  Elisabet Abrahamsson di Le Mat Sweden gli accompagna e così coglieremo l’occasione di fare un piano di lavoro di Le Mat Europe per il 2013. Insomma, gli svedesi del progetto “explosion”, forse prossimi Le Mat, viaggiano per incontrare i primi, per vedere come e se funziona, dove sono i problemi….per prendersi il coraggio per fare

Sono stanca, nella mia testa ci sono ancora le tanti immagini dei giorni precedenti…da lunedì 4 marzo sono stata a Verona, al Hotel GranCan della cooperativa sociale Azalea per accompagnare un altro gruppo di visitatori svedesi provenienti dalla contea di Goeteborg. I viaggiatori sono direttori di servizi sociali dei Comuni, delle assicurazioni sociali e di MEDBORGARSKOLAN.  Loro volevano capire il lavoro delle cooperative sociali e dal momento che Le Mat ne sa qualcosa si sono rivolti a noi per l’organizzazione di un viaggio di studio. Hanno scelto il sistema Azalea tra altre due proposte per diverse ragioni. 3 giorni, di cui 2 di intenso lavoro, per capire come sono nate, come si sono sviluppate e dove sono oggi i problemi delle cooperative sociali oggi in Italia, per portare con sè stimoli e idee.

I soci lavoratori della cooperativa sociale AZALEAoperatori socio-sanitari, receptionist, camerieri, cuochi, somelier, autisti, psicologi, tutto fare – tante professioni, imprenditori sociali cooperanti e gli ospiti fissi degli alberghi GRANCAN e LE SALETTE ci danno il benvenuto, hanno tantissimo da raccontare e da far vedere, il tutto condito da un ottimo cibo e dai vini della Valpolicella. I viaggiatori hanno mille domande, vogliono capire questo complesso sistema pieno di innovazioni sociali. Chiedono di responsabilità e “decision making”, di finanziamenti e delle professionalità. E i soci rispondono, raccontano le difficoltà, le lotte ma anche le soddisfazioni.

Dice Giuseppe Turrini, Presidente, nel descrivere l’Hotel GranCan dove alloggiamo, mangiamo, elaboriamo le impressioni della giornata: “ E’ un Agorà, un luogo di scambi, dove avvengono tante cose, tanti incontri…ed è questo quello che riteniamo terapeutico per i nostri ospiti fissi seguiti dai servizi psichiatrici, per noi operatori sociali e per tutti gli altri, i musicisti, operatori della ristorazione…e per i viaggiatori”.

I nostri viaggiatori svedesi ci stanno volentieri, nell’Agorà, gustano gli ottimi vini della Valpolicella professionalmente proposti e spiegati e guardano, osservano essendo parte del tutto. E una sera inizia una vivace discussione, non capisco, poi chiedo e mi spiegano. Hanno visto Margherita, la Psicologa, lavorare in cucina insieme agli ospiti fissi e mi dicono che secondo loro una cosa del genere in Svezia è difficilissimo…e poi chiedono: “Come si fa?E io spiego che l’impresa sociale è fatta da imprenditori sociali, persone piene di professionalità che però la vogliono usare e investire più che nell’interesse proprio nell’interesse generale della comunità.  Si, anch’io per 3 giorni mi sono trovata in mezzo a imprenditori sociali, Mario, operatore sociale, receptionist che la sera si veste da cantante e canta…Piergiorgio che fa l’autista ma in realtà ci spiega la storia, i luoghi, le storie della città che conosce come le sue tasche…Claudio sommelier e tanto altro, e Margherita, psicologa che fa il pane…i ragazzi di Pane e Vino che cucinano benissimo, parlano un eccellente inglese, si intendono di musica, lì nella loro ex- casa del popolo….Ilaria, Presidente di Azalea Blu, una associazione di auto-aiuto e di volontariato, persone con un sacco di esperienze e di progetti e una biblioteca….Stefania, Michele, Giuseppe…il CDA…Silvano e Marco Buzzi…un mondo, quello di AZALEA: un mondo che ha molte cose da scambiare e da raccontare, che a Verona fatica ma in Svezia appare una utopia!

Quando salutiamo i nostri ospiti possiamo dargli un buon consiglio:” Andate a trovare quelli di Le Mat Sverige, il sistema delle cooperative Vagen Ut, il B&B Le Mat a Goeteborg. Loro molti anni fa hanno studiato qui in Italia e pare che il tutto funzioni benissimo, anche in Svezia!

Giovedì mattina il 7 marzo parto, ho tradotto e facilitato e sono contenta perché grazie al mio lavoro le persone si sono piaciute, capite, sintonizzate…progettazioni europee diventano possibili… Il perché del viaggio Le Mat? Devono studiare come far crescere l’imprenditorialità sociale in Svezia perché lo stato sociale costa troppo…e dove vengono? In Italia! E poi hanno scritto, come Teresa La Viaggiatrice Le Mat: “Grazie Le Mat per avermi fatto conoscere una realtà importante….torneremo…non solo per studiare le imprese sociali ma per conoscere la Valpolicella e Verona (che nessuno di loro aveva mai visto!).”

A Venezia incontro Luca della cooperativa sociale Cadore, andiamo a Berlino, vogliamo dare una occhiata alla ITB, incontrare gente del FORUM ANDERS REISEN e ragionare con TERESA LA VIAGGIATRICE LE MAT su nuovi possibili viaggi. Il tempo a Berlino è orribile ma come sempre questa città ha talmente tante cose da raccontare che il tempo è l’ultimo problema. Ci incontriamo con Sonja Heidtmann di Monaco, titolare del tour operator Sento – Wanderreisen. Lei è convinta che l’Italia è un paese da viaggiare e cerca persone che la conoscono bene e da un altro punto di vista. Ha visto il sito Le Mat, le siamo piaciuti e così ragioniamo su cosa possiamo fare insieme. Lei ci racconta del viaggiatore tedesco, di cosa si aspetta e noi raccontiamo del Cadore, della Sicilia, dell’Umbria, della Liguria…Sonja viene dal mondo della comunicazione, poi si è stufata, ha lavorato per vari touroperator come guida turistica, poi ha messo su la sua impresa…mi piacerebbe lavorare con lei! Passiamo la serata alla presentazione della Puglia organizzata dall’Enit…no, non ci ritroviamo tanto nell’immagine che viene trasmesso….meglio l’Italia dei Le Mat.

Il giorno dopo faciamo un giro all’ITB…alcune novità interessanti, piccoli touroperator un po’ persi in questa città fiera gigantesca. Cerchiamo qualche amico, un po’ perso (ci sono anche quelli di EMBRACE – una rete di alberghi “sociali” nata poco dopo LE MAT, ci conosciamo e parliamo, delle difficoltà, delle potenzialità…)…forse non è proprio il caso di correre dietro a questi giganti della ITB, ci vuole una strategia più adatta…l’Italia prende un intero padiglione…chi sa quanto è costato…ma non c’è nessuno….

 

Il giorno dopo ci dedichiamo a Berlino – nevica ancora!

Siamo venuti come sempre per scoprire luoghi innovativi, cose diverse e il nostro amico Stefan Ruf (TERESA LA VIAGGIATRICE LE MAT) ci porta al Hotel Michelberger in Warschauer Strasse. Ci passiamo qualche ora intervistando chi ci lavora e godendoci l’affollato atrio e il bar…un Agorà?!

E poi discutiamo, del coraggio di non attenersi ad arredamenti tradizionali, di non aver paura di azzardare, dello story telling anche attraverso gli oggetti. Quello che più ci piace è la presentazione, semplice e immediata che fa venire voglia di appartenere alla tribù di quelli del Michelberger:” Ciao, ci siamo costruiti un albergo, così onesto, rilassato, passionale e affascinante come Berlino, per noi e per amici e estranei, familie, innamorati, per gruppi musicali e artisti, per donne d’affari, globetrotter e amanti di Berlino ….”QUANTE VOLTE ABBIAMO DISCUSSO DI QUESTO MODO DE NARRARSI NELLE OFFICINE LE MAT!

Ma perché per il mondo del sociale appare tanto difficile raccontare del sogno dell’AGORA’ INCLUSIVO, di quello che tutti i giorni si fa nelle tante imprese sociali italiane??

E infatti, dalla Warschauer andiamo nella Ackerstrasse, andiamo a vedere l’ HOTEL GRENZFALL, un albergo gestito da una impresa sociale che fa parte della rete EMBRACE. L’Hotel è un po’ triste. Ci raccontano la storia e ci spiegono: da impresa sociali bisogna essere molto più bravi di quelli “normali”…noi pensiamo che devono essere un po’ diversi, più caldi, più accoglienti…più LE MAT appunto! Non occorre misurarsi per forza con la “presunta” normalità”…gli raccontiamo un po’ anche di noi, del video blog di Teresa e andiamo via un po’ pensosi…proprio lì dove tante cose sarebbero da raccontare e tante persone da far vedere ci si nasconde dietro a mobili standardizzati e tristi…e questo non soltanto al Hotel GRENZFALL…quante volte ne abbiamo discusso appunto nelle OFFICINE LE MAT. Lunedì andiamo a Henningsdorf, un po’ fuori Berlino nel Brandenburgo. Siamo invitati da un Consorzio di Agenzie di sviluppo e di formazione nell’ambito di un progetto di sostegno delle imprese sociali locali. Qui nel Brandenburgo – la ex Germania Democratica – c’è molta disoccupazione e l’economia sociale o solidale si è sviluppata negli ultimi anni. Il progetto intende sostenere gli imprenditori sociali e così ci hanno invitati per raccontare di Le Mat. Conosciamo alcuni imprenditori, le loro imprese, le nuove idee e poi raccontiamo del nostro lavoro di sviluppo di un marchio e di un sistema di franchising.  All fine facciamo vedere il video racconto del Cadore. Ci interrogano pieni di curiosità e poi si discute di un possibile viaggio in Italia…Vedremo! E poi il coordinatore ci invita a tornare…bene!  Ci piacerebbe lavorare verso un Le Mat in Germania.

Di ritorno in Italia mi telefona Orietta del Hotel Tritone, a Trieste e mi invita a venire insieme al gruppo di svedesi e a Elisabet Abrahamsson. Sono 19 i visitatori, hanno poco tempo ma vogliono sentire la storia…dal Hotel Tritone a Le Mat. E così mi riprendo il treno, incontro Elisabet a Mestre, ci facciamo una bella riunione Le Mat Europe nel treno da Mestre a Trieste e poi diamo il benvenuti a questo grande gruppo di aspiranti imprenditori sociali che provengono da Åkersberga.

Trieste si presente in una vesta splendida, una giornata di sole, freddo, la bora…loro dicono che è primavera e infatti i primi alberi sono in fiore. Saliamo a San Giovanni, il parco dell’ex-ospedale psichiatrico e io racconto, questa lunga, lunga storia di lotta alla segregazione, di sviluppo di imprenditorialità sociale….

E poi Orietta racconta la sua vita, da cooperatrice sociale, racconta gli errori ma la forza…racconta di quanto l’Hotel Tritone era la PENSIONE TRITONE….degli sforzi fatti, per ristrutturare, investire e della passione per il mestiere di accoglienza, dell’inclusione…

Mangiamo a IL POSTO DELLE FRAGOLE che, lo sapete, in svedese si chiama Smultronstället, il luogo dell’infanzia che per tutti ha il grande significato dell’accoglienza….Torno casa come sempre stanca ma più ricca. Gli occhi dei viaggiatori svedesi che seguivano il racconto di Orietta dicevano: proprio una bella storia, quella di Le Mat. Anche a noi piacerebbe partecipare! Grazie Le Mat!

 

 

 

 

Idee e proposte per una stagione diversa di fare turismo dalla Conferenza del PD

Una buona notizia nel mezzo della grande ma non sempre adeguata e utile campagna elettorale: il partito democratico, attraverso una Conferenza molto partecipata da operatori, si è impegnato fortemente per una nuova stagione di sviluppo di questo settore con idee e proposte precise su cui confrontarci e che sopratutto potrebbero avere rilievo dopo il voto in programmi concreti di governo. Qualche giorno prima era uscito il Piano Strategico del Governo. Molto ambizioso ma forse con il rischio di rimanere sulla carta

Molte cose dunque si muovono in un settore spesso evocato o esaltato a parole ma che in realtà da tanto tempo non ha avuto una vera attenzione strategica, in un mondo che invece ha cambiato profondamente movimenti di persone oltre che di merci. Alcune cose contenute nel documento che ha preparato la Conferenza sul Turismo del PD e sopratutto negli interventi che ci sono stati meritano di essere ripresi. Sopratutto la sottolineatura del ruolo centrale in questo campo delle micro e piccole imprese ( grande non è più bello, finalmente…) e il bisogno di costruire per esse politiche e strumenti di sostegno di sistema, per promuovere lo sviluppo di un turismo sostenibile, responsabile e di qualità anche sul piano internazionale. Non sono state citate mai le imprese sociali , ma forse qualche pezzo di responsabilità di questa assenza è anche del mondo delle imprese sociali che non si autorappresentano nè si fanno sentire adeguatamento in questo settore.

Tra le idee lanciate nella relazione di Armando Cirillo, coordinatore del settore turismo: agevolazioni e mutui per favorire gli investimenti per le strutture e le attrezzature, anche con supporti a chi intende acquistare le strutture ad uso turistico e a chi si mette in rete, Fondi finalizzati anche utilizzando la tassa di soggiorno. Tra i numerosissimi interventi uno dei più interessanti quello di Vasco Errani, Presidente della Conferenza delle Regioni che è partito da concetti per Le mat familiari: non c’è il turista ma il viaggiatore, il turismo è il settore che integra di più, è sempre più la domanda, soprattutto quella nuova che fa l’offerta in questo settore, occorre elevare il livello professionale a tutti i livelli e superare la logica del fai da te. Errani ha sopratutto inviato gli stessi operatori a volere fare un salto per uscire dal posto di fatto marginale che occupano, a fare rete e innovazione, sottolineando che devono essere gli stessi operatori a autodeterminare marchi e qualità, garantendo standard ai viaggiatori. Chi più d’accordo su questo di Le mat?

L’impegno finale è di mantenere aperto il tavolo di partecipazione alle idee e proposte con le diverse realtà che operano nel settore e sopratutto aprire una stagione di iniziativa nuova nel turismo nella legislatura che si aprirà dopo le elezione e nei confronti del nuovo governo. La esperienza Le mat può e deve giocare le sue carte.

Costanza Fanelli

Plastici e progettazioni…sempre l’ALBA…a PISA!

Pisa, il 2 febbraio 2013

…tutti attorno al plastico, per toccare, sbirciare…e poi attorno ai disegni per capire, suggerire, criticare…e così l’architetto non è più l’unico mago a comprendere i suoi disegni e calcoli, colui nelle cui mani ti devi mettere perché da soli non si può fare, che poi non capisci…l’archistar, il creatore…no, così diventa complice, traduttore dei tuoi pensieri, supporter, facilitatore…ti permette di CAPIRE, di SUGGERIRE, di PROGETTARE….

 Siamo al Circolo l’ALBA dell’Associazione l’ALBA a Pisa. Ci hanno chiamati a noi di Le Mat perché vogliono diventare uno, tanti luoghi Le Mat…vogliono migliore le strutture in cui operano…la cucina troppo piccola, la sola troppo rumorosa, le pareti troppo alte….migliorare l’accessibilità…più luce o meno luce…
Insomma tante idee, il rischio di non capirsi, di non capire i disegni dell’architetto…

Come possiamo aiutare?

Savero Ciaccio è un architetto – Le Mat – a cui piace discutere con i propri clienti, a cui piace accogliere le idee dei propri clienti! E così quando non ci si capisce, quando i disegni sembrano troppo complicati, quando rischia di rimanere solo nel suo lavoro di progettista…allora costruisce i plastici, la rappresentazione davvero accessibile di quello che è e di quello che potrebbe diventare la realtà con l’aiuto delle idee di tutti….

E così ieri a Pisa hanno partecipato davvero TUTTI e infine è venuto fuori un progetto NUOVO, CONDIVISO…


Anche questa è accessibilità!!!!
E ora si continua…tante altre cose da progettare…tra cui…udite, udite, uno stabilimento balneare a Marina di Pisa!
E’ stata una giornata bellissima!

QUI POTETE VEDERE LE ALTRE FOTO!

https://plus.google.com/photos/111067809634512679768/albums/5840657531378253937?authkey=CNSQ99jhrPS_6QE

L’ Alba a Pisa

Era uscito un bel sole ieri sulla città di Pisa, quando arrivavo in treno per trascorrere una giornata di progettazione con i nostri nuovi amici dell’Associazione L’Aba.

Li incontro al Circolo, in via delle Belle Torri, una parallela di Lungarno Mediceo: Nicoletta e Sylvie, bariste al circolo, Alessia e Catia, cameriere di sala, Gabriella ex – massofisioterapista, Chiaria psicologa coordinatrice del progetto Nuovi Spazi di Vita.

Progettiamo un nuovo B&B Le Mat all’interno dell’appartamento Silvano Arieti, in Via Benedetto Croce, dove vivono in autonomia Silvy, Gabriella e Nicoletta. Si uniscono ai nostri lavori Josè, più tardi Francesca psicologa coordinatrice del gruppo appartamento; i nostri discorsi fanno venir voglia ad altri di ascoltare e interessarsi alle novità. Abbiamo fatto un bel tavolo quadrato nella sala ristorante che piano piano si sveglia, si anima, si riempie di persone e come ogni giorno prende vita questo spettacolo spontaneo delle relazioni umani: lavorare, preparae, pulire, entrare, uscire, ascoltare, consultare, chiacchierare, asciugare, spostare, fumare ( fuori), cucinare, ordinare, scrivere, rispondere, pensare..e poi arrivano i clienti a mangiare e le azioni cambiano ancora, la scena cambia, lo spettacolo continua.

Nel bel mezzo di tutto questo, noi andiamo avanti a visualizzare il nostro progetto, descriviamo, scegliamo, decidiamo e poi … sperimentiamo. Protagonisti dell’accoglienza! Creatori di sogni! L’associazione L’Alba è una gran bella comunità emozionale…molti viaggiatori sceglierebbero di farne esperienza durante una visita a questa città! Il territorio non conta più per le sue risorse classiche ( es. La Torre pendente..che pur merita!) ma per le narrazioni che riesce a proporre collegandole ad una esperienza reale!

E allora noi vogliamo cominciare a raccontarle queste esperienze. Antonio, anche lui cameriere di sala al circolo, ci raggiunge e andiamo…

…a spasso con L’ALBA per Pisa.

La nostra passeggiata inizia da Via delle Belle Torri in direzione del Ponte di Mezzo, attraversando l’assolata piazza Garibaldi. Sulle scale attorno alla statua di Garibaldi già sono appollaiate un pò di persone a prendere i primi soli. Siamo al limite del quartiere San Francesco, al Borgo.

 

La vista che si apre è quella dei Lungarni: molto suggestiva, maestosi palazzi di epoca granducale, chiese in stile romanico e gotico, fortificazioni medievali e rinascimentali che si affacciano su di essi e che si possono ammirare a perdita d’occhio attraversando il Ponte di Mezzo sull’Arno. Di là dal ponte inizia Corso Italia, i ragazzi me ne parlano come del luogo vetrina della città, dove tutti passeggiano per negozi, ma quello che ci piace di più adesso è il mercatino delle pulci alle Logge di Bianchi.

Attraversiamo il quartiere in direzione Piazza Facchini, questo è un altro luogo della “passione” per i ragazzi dell’Alba che mi accompagnano in questo breve persorso, quì c’è il laboratorio di ceramica, un punto essenziale nella loro esperienza, mi dicono che ci vanno sempre quando devono racconatre di se stessi! Ci arriviamo affacciandoci giusto un attimo al Palazzo Blu, sul lungarno Gambacorti: adesso al Palazzo Blu, palazzo d’arte e cultura, c’è la mostra di Kandinsky, sarà un caso questa congiunzione di blu? Io dico di no…Pochi passi e siamo al laboratorio di ceramica.

La produzione è intensa, gli scaffali della bottega sono pieni zeppi di opere, bellissime, Antonio mi mostra i suoi lavori. Mi raccontano come funziona il laboratorio, vedo le macchine, i colori, gli attrezzi, il forno. Chiedo, se quando tornerò, potrò far partecipare anche i miei bambini, prendo accordi e li lascio all’opera, ai loro gesti sapienti e sicuri.

 

Ora si va al Giardino Scotto: d’estate quelli dell’Alba ci vanno sempre a incontrarsi insieme, a fare yoga o altre attività all’aria aperta, c’è il cinema sotto le stelle e si sta bene! Il giardino sembra un teatro in effetti! Adesso è vuoto, ma me lo immagino, dai racconti dei ragazzi, brulicante e vivo: uno spazio della città, uno spazio di vita quotidiana in cui si può godere della bellezza, della natura, senza avere chiuso l’orizzonte da una fila di palazzi, per esempio! Anche questo dovrebbe cambiare il nostro modo di vedere la vita e le persone che ci stanno intorno! Credo.

Per questa volta la visita a Pisa con L’Alba, finisce qui, ma ve ne racconterò delle altre!

 

Storie di terra

Nel periodo di tempo compreso fra febbraio 2011 e ottobre 2012 ad Iglesias, nella regione sud-occidentale della Sardegna, si è svolto il progetto Ad Altiora Terra Cruda, con l’obiettivo principale di insegnare ad alcuni giovani come si costruisce con la terra cruda ed inserirli nel contesto lavorativo della cooperativa sociale San Lorenzo che produce mattoni in terra cruda all’interno dell’ex fabbrica Rockwool di Iglesias. Le Mat ha partecipato, in qualità di partner, a molte attività di progetto. A conclusione di questa esperienza abbiamo raccontato in un fotolibro una di queste attività: quella transnazionale. Come se fosse un diario dei viaggi vi narriamo di persone, opere, tracce e trame che hanno a che fare con il paesaggio della terra cruda in due luoghi d’interesse del progetto: Provenza e Sardegna. Attraverso gli scatti dei viaggiatori che hanno partecipato alle visite di scambio, delineiamo le componenti imprenscindibili di queste storie che speriamo possano appassionare anche altri viaggiatori Le Mat. Buon viaggio!


Click to launch the full edition in a new window
Digital Publishing with YUDU

Luoghi delle Donne: hanno scelto di fare rete

Sono tanti i Luoghi e le Case delle donne in Italia, centri  di incontro, di attività politiche, sociali, culturali, sedi di archivi e Biblioteche al femminile, di servizi rivolti alle donne ma anche spazi dove stare insieme, spesso dotati di confort, servizi di ristorazione e intrattenimento. Storie e territori diversi, ma non era mai successo che si incontravano, che  parlavano della loro esperienza,dei problemi, delle prospettive . E’ avvenuto a Roma il 1 dicembre scorso, presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma: Centri e donne  di Torino, Milano,Trieste,Bologna, Modena, Ravenna, Pisa,Viareggio, Cagliari, Napoli, Lecce.Altre esperienze non hanno potuto esserci ma avrebbero voluto. A lavorare per arrivare a questo sono  alcune donne  della Casa Internazionale delle donne di Roma, tra cui io  e la risposta è stata splendida. Una giornata intensa di  racconti, riflessioni, sulle tante cose fatte ma anche  sulle difficoltà incontrate e le criticità. Al centro per tutte  il problema della fatica di  fare vivere questi luoghi in autonomia politica e economica , di mettere insieme progettualità e risorse adeguate. Ognuna aveva da raccontare delle diverse forme di gestione scelte e dei rapporti, negoziali e politici  con gli enti locali. Alcune più capaci di trovare risorse da progetti locali e internazionali ,altre  più concentrate sulle attività rivolte alle donne del territorio .Tutte oggi alle prese con i tagli della finanza locale, con la difficoltà di vedersi riconosciute appieno come luoghi che producono  partecipazione, benessere,servizi alle donne e al territorio. Tutte con grande voglia di proseguire nel lavoro di collegamento. Si è formato così alla fine della giornata un coordinamento che consentirà di lavorare insieme, per dare più spessore e continuità alla conoscenza reciproca, per costruire più visibilità di questo tipo di esperienze importanti delle donne in Italia.Ma di Case e  luoghi delle donne  ce ne sono tanti anche in altri paesi europei e non solo. Forse è importante come Le  Mat a livello italiano e europeo aprirsi e conoscere meglio queste  realtà  e magari pensare di costruire qualche percorso che si intrecci con i luoghi Le Mat. Io sarò felice di fare da ponte.

Costanza Fanelli

Le Mat in Grecia – un viaggio tra gli imprenditori sociali nelle isole del Dodecaneso di Luca Valmassoi

Lo scorso agosto è venuta a trovarci in Cadore Sofia Papachristou, regista greca tra altri della bellissima commedia  BILOBA , che stava girando un film/documentario sulle buone pratiche economiche e l’impresa sociale europea nel tempo della crisi. Sofia voleva conoscere Le Mat e il modo di operare della cooperativa sociale Cadore  (guardate il bellissimo video racconto di Teresa la viaggiatrice Le Mat ), un impresa sociale in montagna di cui mi vanto di essere socio. Dopo un weekend di interviste, riprese e lunghe chiaccherate ci siamo lasciati, come si usa, con la promessa di rivederci, magari in Grecia.

 Dopo poco tempo hanno chiesto a noi di Le Mat di presentare la nostra esperienza di imprenditori sociali nel turismo durante il workshop “social economy and social cooperative enterprises” che si è tenuto nelle isole di Rodi e Kos il 2 e 3 novembre.

Il viaggio è lungo, la stagione turistica è ormai finita e non ci sono voli diretti. Partenza nella notte dal Cadore sotto una pioggia scrociante che è mista a neve, arrivo a Rodi dopo più di 12 ore e sono accolto calorosamente dai nostri amici greci, anche le temperature ( 27° ) sono decisamente confortanti.
Il workshop inizia il giorno seguente, l’evento è organizzato dall’Agenzia di Sviluppo della Regione del Sud Egeo, dalla municipalità dell’isola di Kos e dall’europarlamentare Nikos Chrysogelos membro del Green/EFA. Nella prima sessione di lavori, con interventi più tecnici o istituzionali, si discute di economia sociale dal livello locale a quello europeo o globale. E’ chiaro un grande interesse da parte di tutti gli attori politico- istituzionali per l’impresa sociale come alternativa e strumento per resistere alla crisi, tutti sono concordi però sulla necessità di riformare il quadro legislativo in cui devono muoversi le cooperative perché eccessivamente complesso e burocratizzato.
La seconda sessione è dedicata ad esperienze della cooperazione sociale in Grecia e in Europa tra cui Le Mat. Alla fine dei lavori diverse persone mi avvicinano per chiedere informazioni sul nostro lavoro, sul sistema di franchising, sulla dimensione europea del nostro operare.

In questa terra a forte vocazione turistica il tema dell’accoglienza stimola diverse riflessioni. Conosco Iakovos, Aristea e Katerina che si stanno occupando della gestione logistica del workshop e lavorano con Exelixis, una società di servizi di consulenza volta a sostenere e promuovere progetti integrati nel settore pubblico e privato. In Exelixis nata nel 2001 lavorano 8 persone che provengono da discipline differenti , economisti, esperti di informatica, del settore turistico, del marketing e ingegneri . Mi raccontano del calo verticale delle presenze turistiche negli ultimi due anni e del fatto che mentre le grandi strutture delle catene alberghiere resistono intercettando i flussi del all inclusive i piccoli sistemi ricettivi pagano in maniera drammatica la crisi non riuscendo a fare rete e a promuoversi. Mi avvicina poi Nikos, un signore che parla un perfetto italiano e che mi dice quasi commosso che la relazione sul lavoro di Le Mat gli ha fatto ricordare la sua giovinezza. Durante i suoi studi di architettura in Italia negli anni settanta ha conosciuto Franco Basaglia e conserva di lui in vivissimo ricordo. Ora collabora con una cooperativa che lavora con disabili e gli piacerebbe approfondire il rapporto con le con noi.

Dopo qualche ora siamo già di partenza, alle 19.00 salpa il traghetto che ci porterà a Kos ( quasi 6 ore di navigazione ! ). Per ingannare il tempo si gioca a carte. Antigona di Ecorec ci insegna a giocare a Biriba , tipico gioco greco. Ecological Recycling Society si occupa della promozione di azioni di riutilizzo e riciclaggio e della gestione dei rifiuti in genere, realizzando progetti che con la costituzione di cooperative sociali promuovano l’inclusione sociale. Quando sbarchiamo c’è ad aspettarci un autobus urbano inviato dalla municipalità, sul display lampeggia un gigantesco WELCOME.
Il giorno seguente gli interventi si ripetono in una sala affollata, come a Rodi ,di un pubblico molto attento. Gli amministratori locali lamentano lo scadere della qualità dei servizi che riescono erogare con trasferimenti sempre più miseri da parte del governo centrale, gli interventi dello stesso spesso inefficaci perché non tengono conto della specificità di queste isole. Centralismo e burocrazia da un lato, aspirazione ad una maggior autoderminazione negata e anche, personalismi e piccoli campanili dall’altra. Le isole del Mar Egeo e le nostre valli dolomitiche non sono poi così diverse…

Incontro Calliope di Alter holidays che vive a Kalymnos, leggendaria isola dei pescatori di spugne e paradiso dei free climbers. Questa agenzia turistica organizza viaggi nel Dodecaneso cercando di far conoscere ai viaggiatori la natura, la gente e la cultura anche delle più piccole isole che in questo periodo maggiormente soffrono la crisi, parliamo a lungo della loro idea di accoglienza e credo che Alter e Le Mat si incontreranno ancora.
Si va a cena con il sindaco Kostantinos Kaiserlis e alcuni amministratori di Kos.

L’amministrazione comunale dell’isola ha fatto alcune chiare scelte che rivelano una sensibilità verso un modello di sviluppo sostenibile, per togliere il traffico dall’isola sono stati potenziati i mezzi pubblici e la pista ciclabile ora di 12 Km dovrebbe presto contarne 40 !

Anche il Sindaco si dice interessato al progetto di Le Mat e mi assicura che ci risentiremo.

Ceniamo in Platia Eleftherias ( Piazza della Libertà) all’Aigli uno dei più storici caffè della città, ospitato all’interno dell’edificio dell’ex Casa del Fascio, una delle tante testimonianze architettoniche della colonizzazione italiana, è gestito da una cooperativa sociale di sole donne.

Le donne di Aigli cucinano in maniera divina i cibi della tradizione e sono simpaticissime !

Torniamo all’albergo che si affaccia sul porticciolo di Kos, davanti a noi al di la di uno stretto braccio di mare si scorgono le luci della cittadina turca di Bodrum.
E’ quasi tempo di rientrare in Italia, bisogna iniziare subito a lavorare per consolidare i rapporti e i contatti raccolti.

Un Le Mat Grecia sarebbe veramente una cosa fantastica.

Incontri culturali Le Mat nella Sicilia rurale durante la raccolta delle olive…

E’ da un po’ di anni che noi di Le Mat frequentiamo e scopriamo la bellissima Sicilia sud occidentale partecipando a progetti di costruzione di comunità, viaggiando, gustando l’olio, le arance, il vino, conoscendo persone che ci ospitano, ci raccontano, ci coinvolgono nei loro progetti, nelle loro fatiche…
Il luogo Le Mat per eccellenza è un piccolo borgo rurale tra Gibellina Nuova, Salemi, Vita e Calatafimi – le case Zaccanelli, le Tenute Gucciardi, insomma, nel bel mezzo della Valle del Belìce 

 

Franca Cicala e Antonino Gucciardi hanno investito i loro risparmi per rendere questo piccolo borgo fruibile per i viaggiatori e ora investono il loro tempo per accoglierli.

Il loro sogno è far rivivere il luogo, come 30/40 anni fa quando qui il padre di Antonino con i fratelli produceva il vino e le famiglie vivevano tutti insieme dai prodotti della terra. Poi i figli se ne sono andati in città e il borgo rischiava l’abbandono.

 

Ora i viaggiatori hanno la possibilità di farlo rivivere perché quando ci sono arriva tutta la famiglia e il borgo di ripopola, le olive vengono raccolte, le marmellate fatte in casa dalle arance del giardino vengono consumate, si cucina, si discute, si canta….

E’ un po’ di anni che raccontiamo della Valle del Belìce, delle lotte di Danilo Dolci, del post terremoto e dei tanti contadini che curano con grande amore il paesaggio, le vigne, gli oliveti, i giardini degli aranci, dei limoni… nonostante il prezzo ridicolo che gli viene pagato per il prodotto finale.

E così da un po’ di anni stiamo aiutando a costruire gruppi di acquisto nei luoghi Le Mat non solo in Italia ma in Germania e in Inghilterra. Piano, piano le persone imparano a gustare l’olio – la Nocellara del Belìce ad esempio – e a distinguere tra l’una e l’altra varietà, piano, piano viene la curiosità per chi lo produce e per i luoghi dove lo produce.
E così abbiamo proposto un viaggio, durante il periodo della raccolta, alla fine di ottobre…un viaggio per partecipare alla raccolta e per scoprire tutto il ciclo di produzione e i produttori.
Vito Ciaccio e la sua famiglia hanno invitato i loro clienti di oltre Alpi a conoscere la raccolta delle olive a Menfi e Franca Cicala e Antonino Gucciardi li hanno accolti nelle loro case.

3 amici di Berlino e di Bochum in Germania ci hanno seguito in questo viaggio sperimentale e c’era anche Teresa, la viaggiatrice Le Mat o meglio il regista dei video racconti Le Mat Stefan Ruf.

E’ stato un viaggio impegnativo: abbiamo lavorato nei campi, incontrato tante persone impegnate in tante attività, abbiamo visitato luoghi non facili, i paesi della Valle in cui le tracce del terremoto di oltre 40 anni fa ci sono tutt’ora e molto evidenti, abbiamo visto il museo della Mafia a Salemi ma anche Selinunte e Segesta, le Saline di Marsala e di Trapani.

Il tempo a tratti era bellissimo, si poteva fare il bagno. Altre volte c’erano il vento e le nuvole. E la sera fa buio presto e così occorre avere una casa accogliente per poter stare insieme, conoscersi…e conoscersi, comunicare non è facile perché la lingua è diversa e non soltanto la lingua, il tempo, i tempi, i metodi, i gusti, le abitudini, i rumori….bisogna essere molto curiosi gli uni degli altri e parlare lentamente, una frase alla volta anche se c’è chi traduce: un grande lavoro di acquisizione di fiducia, un grande lavoro di accoglienza, di inclusione che va fatto tutti insieme e la musica di Soeren ha aiutato tanto!!!

La famiglia Ciaccio ci ha fatto vivere una giornata indimenticabile: il lavoro insieme ai raccoglitori, il signor Enzo e i suoi colleghi, è stato faticoso ma bellissimo. Ci hanno spiegato tutto e raccontato le storie… e poi il pranzo in campagna tutti insieme, il frantoio, la famiglia Botta, l’assaggio dell’olio, il pane condito, la visita al piccolo GRANDE spazio di Franco e la cena a casa della famiglia Ciaccio. Ora conosciamo tante cose e l’olio avrà un gusto diverso, forse ancora più prezioso.

E poi i Gucciardi: quanti sono, un popolo, tante generazioni!!!!! Abbiamo imparato a fare il COUSCOUS con il pesce (che in questa zona della Sicilia si mangia abitualmente), il pesto alla trapanese…abbiamo imparato a mangiare i fichi d’India senza farci male…e abbiamo gustato le torte e le frittate di Franca, il vino del cugino, le pizze della sorella. Ogni sera c’era una piccola festa, ogni sera persone diverse…tante discussioni, speranze per le elezioni vinte, rabbie per le tante risorse sprecate e il lavoro dell’associazione di Lorenzo: lo scrigno della memoria. 

Insieme abbiamo realizzato il video racconto che presto vedrete…

La settimana è volata, peccato, tante cose non abbiamo visto perché troppe sono le cose che si possono scoprire. Comunque, a Novembre in Sicilia si sta proprio bene e così sarà a dicembre, gennaio e febbraio…….

Grazie a Franca, Antonino, Sabrina, Lorenzo e tutti gli altri “Gucciardi” e grazie a Saverio Ciaccio e i suoi genitori…e grazie a viaggiatori e a Teresa che presto ci racconterà a modo suo…è stato un viaggio bello e impegnativo e torneremo!

 

Un pomeriggio a Roma alla rappresentanza in Italia della Commissione Europea…

Ci hanno telefonato a noi di Le Mat, venerdì 12 e ci hanno invitati per lunedì 15 nella sede della Rappresentanza Italiana della Commissione Europea.  nell’ambito della settimana europea del mercato unico con le seguenti parole ” In particolare, attiro la vostra attenzione sulla sessione di lunedì 15 ottobre pomeriggio, dove a partire dalle 15h30 affronteremo (sessione n. 4) l’imprenditoria sociale. In quell’occasione, la funzionaria della Commissione europea che verrà da Bruxelles per illustrare le proposte della Commissione europea in materia, vorrebbe illustrare brevemente il vostro caso e avervi tra il pubblico per un’eventuale interlocuzione.”

Costanza Fanelli, Presidente del Consorzio Le Mat ci è andata e ci racconta:

“Nell’ambito della settimana del mercato unico organizzata a Roma dalla rappresentanza in Italia della Commissione Europea, nella sessione “Andare oltre nel mercato Unico. iniziative di frontiera” a Le Mat è stato chiesto di presentare la sua esperienza come modello innovativo di impresa sociale. Kerstin Jorna della Commissione europea e oggi Capo Unità della proprietà industriale che fa parte del Direttorato generale del mercato interno, nell’illustrare contenuti e finalità della iniziativa europea per la imprenditorialità sociale ( Comunicazione e piano di azione europea per l’impresa sociale, la famosa “Social Business Intiative”) ha parlato a lungo di Le Mat come esperienza emblematica di una impresa sociale che persegue obiettivi di inclusione sociale e di innovazione e che si muove nello spazio europeo.

Poi sono stata invitata a raccontare la nostra esperienza, la nostra storia, di cosa siamo e come lavoriamo, i nostri obiettivi e mi sono soffermata molto sull’investimento che Le Mat ha fatto fin dall’inizio della sua storia sulla dimensione europea come spazio non solo di trasferimento ma anche di speimentazione di progetti innovativi, quale è il modello di franchising sociale. Più di 10 minuti di spazio e visibilità per noi e grande interesse dei relatori, degli uditori, operatori e giornalisti presentii .
Kerstin Jorna mi ha accolto con grande affetto e stima e mi ha detto che aveva avuto tante segnalazioni a livello europea su Le Mat, che ci conosceva molto di nome ma che voleva conoscerci meglio e per questo ha chiesto alla rappresentanza italiana della Commissione di intervenire perchè ci vede come un bellissimo esempio di cosa significa lavorare per una Europa che cerca strade alternative sul piano economico e sociale. E’ stata davvero una bella soddisfazione!
Costanza Fanelli

Lo chiamano “Smultronstället” – Il Posto delle Fragole a Trieste – a study visit to Le Mat in Trieste

Three days in Trieste to sea the town and to learn from the experience of the workers/members of the social cooperative Il Posto delle Fragole: last weekend they arrived 8 social entrepreneurs from Sweden, the Miljövårdscentrum in ÖrebroBosse and his collegues want to become in SWEDEN a SPECIAL PLACE LE MAT and that’s why  they work together with LE MAT SWEDEN and they decided to take a study tour to Italy.

Quite and beautiful last summer days to know the story of one of the most famous social cooperative, founded in 1979 and strong involved in touristic services. They arrived on Sunday at the Hotel Tritone they met Orietta Polizzy the manger of the hotel who explained the history of the hotel and give them a lot of information concerning the hotel management, human resources and organization. Sitting on the hotel terrace just in front of the see we discuss about all aspect concerning the hotel management and also about its daily difficulties related to the organization, to the marketing strategies to the concurrence. Bosse and his colleagues were very interested in know everything about the hotel, we have a very friendly conversation and shared our experiences and it  was really great!

Sunday was for holiday so the group guided by Gilda Kramarsic spent the morning visiting the centre of the city, from the old castle to the narrow streets full of hand made shops, but the story of Trieste is also the one of the historical coffees, in which famous poets wrote their poems, and the presence of a lot of signs coming from different cultures. In the afternnon the Grotta Gigante and the Carso for a tour in the nature.

The last day has been dedicated to the visit of San Giovanni’s park, the aerea of the old mental health hospital and the place where many of the  Italian experience of social cooperative started
Here Alessandro Mets - one of the social entrepreneurs here in Trieste tells the story of San Giovanni, its transformation from psychiatric hospital to a different place in which social cooperatives, associations public institutions and university live, work, organize events plan activities to attract people.
In this context there is the restaurant Il Posto delle Fragole, managed as il Tritone by the cooperative Il Posto delle Fragole, our guest have a lunch and then Alessandro Mayer the President of the cooperative speaks with them about the restaurant, the organization of work the training, the process for the integration at work for disadvantaged people, the relation with public health and social services. He also describe activities and organization of La Collina, a social cooperative running a lot of services in tourist and cultural areas.
Three long days for our friends from Sweden, they do a long travel to understand better solutions and suggestion for their enterprise and we learn how important could it be to invest part of our time to meet other entrepreneurs and stay in a network.

by Carmen Candido

Diario di un viaggio di studio e di scambio tra imprenditori sociali…. in Sardegna

Siamo tornati tutti a casa oramai da qualche giorno dalla visita di scambio in Sardegna realizzata all’interno del progetto Ad Altiora –  Terra Cruda. Un po’ di tempo fa qui vi avevamo raccontato del nostro viaggio in Francia. Per i nostri amici francesi dell’Association Le Village era la prima volta che venivano in Italia. Sono partiti commossi e raggianti della esperienza e delle cose che hanno visto e imparato. Sono partiti come amici nostri. Quattro giorni in giro attraverso le tante facce e paesaggi dell’Iglesiente e del Campidano, lungo le tracce delle tante cose, manufatti, relazioni umane e dei tanti progetti di sviluppo diverso e inclusivo perseguiti e realizzati dalla Cooperativa San Lorenzo e dall’Associazione Terra Cruda. Come Le Mat , responsabile della parte trasnazionale del progetto, mi sento proprio soddisfatta perchè siamo riusciti a fare di questa occasione un vero viaggio di scambio, tra realtà , tra persone, tra storie. Un viaggio che può ripetersi, anche migliorandone aspetti e sviluppandone altri.

 

Tre i fili conduttori: cosa è cosa fa la coop san Lorenzo per il suo territorio e per le fasce più deboli,usando intraprendenza, coraggio, progettualità. Cosa significa recuperare un patrimonio di tradizioni e competenze di materiali e tecniche costruttive e abitative anche per creare occasioni di lavoro. Come creare luoghi e circuiti di un turismo speciale fatto di luoghi, conoscenza vera del territorio, scambi umani,apprendimento di buone pratiche. Il grande stabilimento nella zona industriale di Iglesias, un tempo sede di una importante industria fuggita all’estero come tante in Sardegna, è il simbolo del coraggio della San Lorenzo : acquisito e ristrutturato sta a poco a poco configurandosi come sede di tante attività produttive della san Lorenzo e dell’area. Intorno altri spazi dove si svilupperà un progetto di produzione energetica con fonti alternative e rinnovabili. In uno spazio anche i mattoni di terra cruda prodotti durante il progetto dagli allievi in formazione: si aspetta il “permesso” per essere utilizzati per restaurare un altro edificio che era in disuso e che completerà un complesso di residenzialità, tutto costruito con tecniche ecosostenibili, per persone in difficoltà economica e sociale , collegato ad una azienda agricola e florovivaistica, già impiantata,l’azienda di Terramanna.

Al Marganai è quasi pronto un rifugio straordinario in mezzo ad un immenso parco/riserva , una foresta sterminata di lecci tipica della Sardegna, un giardino botanico, persino una riserva per farfalle. Sentieri percorribili a piedi e in bicicletta che portano ad antichi borghi minerai. A primavera si potrà essere ospitati a dormire e mangiare .Una struttura già quasi pronta, già assegnata alla San Lorenzo, ma che è rimasta ferma per ostacoli burocratici.
Non è ancora pronto ma è a buon punto Casa Fenu, una villa nel borgo abbandonato e restaurato di Trattalias. Donata alla coop San Lorenzo per farne un luogo di turismo e accoglienza per persone in difficoltà e famiglie nell’antico borgo abbandonato e oggi restaurato di Trattalias .

Il 27 settembre è stata la giornata all’insegna della Terra Cruda: visita al centro di documentazione dell’Associazione a Samassi, al laboratorio che diventerà un grande centro di formazione per operatori in terra cruda, e poi un tour tra case antiche costruite e restaurate nel rispetto della tradizione della Terra Cruda. Nel giro nel Sulcis anche l’incontro straordinario a San Sperate con il grande scultore sardo Pinuccio Sciola: il suo laboratorio è un immenso parco di olivi e piante disseminato da gigantesche sculture in pietra e manufatti . Pinuccio Schiola fa uscire da queste sculture la musica della pietra.

E poi il mare, ma non quello delle speculazioni,dei villaggi, ma quello libero lungo tutta la costa che corre vicino alla grande zona mineraria, oggi in grande parte abbandonata. Mare, spiaggie bianche, rocce ripidissimee, ma anche tanti buchi, caverne degli ex pozzi, giganteschi scheletri di attrezzature in ferro dove venivano tirati su per essere portati via da navi, carrelli e contenitori pieni di minerali . Ma anche il mare visto dalla bella barca della San Lorenzo, confiscata ad una famiglia mafiosa e donata alla cooperativa per fare attività a favore di giovani e persone in difficoltà e oggi ormeggiata nel bel porto di San Antioco.

Nel racconto sommario non posso che terminare con i nomi del gruppo che è stato insieme per tutti i 4 giorni: Pierre, Jean Marie, Djalmila, Alain, Marco,Maddalena, Giuseppe, Walter, Francesca, Paolo e io naturalmente. E poi tanti altri amici e amiche che ci hanno aperto le porte di Municipi o di case private.
Vi è venuta voglia di venire nel Sulcis con LE MAT? Qui trovate tutte le foto  e potete riguardarvi anche anche il video racconto di Teresa, la Viaggiatrice Le Mat 

A presto Costanza Fanelli