Venite da noi a Bagnacavallo alla Festa di San Michele!

Per cinque giorni, da giovedì 27 a domenica 30 settembre, Bagnacavallo si vestirà a festa, per celebrare il suo patrono San Michele, il cui anniversario ricorre il 29 settembre.
A Bagnacavallo si festeggia San Michele fin dal lontano 1202: allora i cittadini amavano assistere alla corsa dei cavalli berberi, oggi invece, in mancanza dei cavalli, si “accontentano” di spettacoli di strada, momenti di animazione, concerti, musica sacra nelle chiese, giochi, visite guidate; il tutto all’interno del già suggestivo teatro medievale bagnacavallese tra ex conventi con i loro chiostri, antichi palazzi nobiliari, cortili nascosti e le chiese ricche di opere d’arte.
Attraverso le vie, le piazze e gli scorci più belli del centro storico ai visitatori verrà data la possibilità di “riempire” l’anima, lo spirito e anche la pancia: i primi attraverso una serie di iniziative ludico-culturali, cioè spettacoli e mostre, la seconda con l’offerta del meglio dell’enogastronomia locale.
Cominciamo a saziare lo spirito. Il Museo Civico delle Cappuccine anche quest’anno persegue l’opera di approfondimento dell’opera di alcune figure bagnacavallesi, nello specifico l’attenzione si focalizzerà sull’attività di Sonia Micela, in occasione della cospicua donazione fatta dagli eredi della pittrice al Museo.
Al Convento di San Francesco, per non farvi mancare nulla, avremo invece due esposizioni. Dal 16 settembre al 14 ottobre, le Sale Garzoniane ospiteranno tre installazioni di Antonio Noia dal titolo racconti i/conici, Misurare il mare e Isola arte-fatta. Dal 23 settembre al 21 ottobre avremo invece una selezione delle opere di Sandro Martini dal titolo: Bianco Di San Giovanni In 6 Movimenti. Si tratta di grandi dipinti realizzati con tecniche miste, da vetri incisi e inchiostrati, da libri d’artista e due grandi opere dedicate al musicista John Cage. Nell’Ostello, all’interno delle nostre salette, ci sarà la mostra degli artisti locali della scuola di disegno B. Ramenghi.
Per chi vuole saziare anche lo spirito, ci saranno musica, giochi ed esibizioni. Fulcro della festa saranno infatti gli spettacoli sul palco centrale di piazza della Libertà, dalla performance itinerante Cib_arti a Radio Jukebox 2 , la radio in diretta del dj Luigi Bertaccini, la musica dal vivo dei The Doormen (venerdì 28), e lo swing dei Good Fellas (sabato 29). Per il teatro per grandi e piccoli ci sarà il Chiostro delle Cappuccine, per la danza il porticato ovale di Piazza Nuova.
Adesso passiamo a saziare la “pancia”. Nove punti gastronomici consentiranno di assaggiare specialità di ogni genere, dal tipico menu romagnolo ai piatti etnici, mentre il consorzio “Il Bagnacavallo” darà la possibilità di gustare i vini del territorio. Forni e pasticcerie prepareranno l’ormai famosa “torta di San Michele”, con miele e frutta secca. Innumerevoli saranno le osterie aperte per l’occasione. La nostra Brasseria contribuirà alle libagioni con il suo menù di cibi caratteristici e un piatto etnico diverso ogni sera. Chiaramente puntiamo molto, come quasi da tradizione, sulla nostra offerta di birre trappiste, le birre artigianali di alta qualità prodotte dai monaci di un numero selezionato di monasteri europei.
Infine, per ultimo ma non ultimo il tema della solidarietà declinato in due occasioni: la prima è lo spettacolo Alta attenzione, una serata dedicata alle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia (domenica 30). La seconda concerne l’impegno dell’Amministrazione comunale in prospettiva europea: ci sarà quest’anno la firma del patto di gemellaggio con la Communauté de Communes du Pays d’Othe Aixois (sabato 29), con percorsi alla scoperta dei paesi amici e gemelli di Bagnacavallo attraverso la musica, la cucina e la danza.
Come vedete, Bagnacavallo è una piccola ma attiva comunità, e noi dell’Ostello cerchiamo di contribuire a quest’attività nel modo migliore. Venite da noi a Bagnacavallo alla Festa di San Michele!

In Cadore: con Teresa la Viaggiatrice Le Mat e con la cooperativa sociale CADORE

E’ stato un viaggio alla scoperta della montagna, di come la vive chi ci vive e chi ci lavora, la cooperativa sociale CADORE appunto. 

Ho accompagnato Stefan Ruf il regista dei video racconti di Teresa la Viaggiatrice Le Mat dal 10 al 19 luglio in un bellissimo viaggio – lavoro.

Abbiamo dormito bene – sotto caldi piumini che lì fanno piacere anche quando nel resto d’Italia si muore di caldo – negli appartamenti che la cooperativa gestisce a Perarolo di Cadore nell’antico Palazzo Lazzaris dove la Regina Margherita trascorreva le vacanze….e ci abbiamo lavorato, discusso, cucinato e mangiato….un luogo davvero da consigliare.

Perarolo è un piccolo paese alle porte del CADORE che una volta, ai tempi dei ricchi commercianti Lazzaris era ricca e molto laboriosa, il porto sul fiume Piave…ne testimonia il piccolo e ottimo museo proprio dietro al Palazzo Lazzaris – Il Museo del Cìdolo e del Legname.
A Perarolo si arriva in circa 2 ore dalla Pianura padana (da Padova e da Mestre) con un piccolo treno che costa poco e che si ferma alla Stazione di Perarolo. Da qui a piedi in 15 minuti si arriva al centro del paese, al Palazzo Lazzaris appunto. Ma anche con la macchina la strada è semplice.

Teresa, la viaggiatrice Le Mat veniva dalla Germania…sulla Via Alemagna….…un viaggio bellissimo.
Ci siamo incontrati a casa di Luca, il responsabile dei servizi turistici della cooperativa che abita a Tai di Cadore, una frazione di Pieve di Cadore 
Ovviamente sapevate che Tiziano Vecellio è nato a Pieve di Cadore ma sapevate che anche Don Luigi Ciotti  è nato qui?
Luca ci ha seguiti passo per passo in questo bellissimo viaggio studio e così abbiamo potuto scoprire un CADORE interessantissimo, storie, persone, modi di vivere, di pensare, di fare….

Dopo opportuno e lungo apprendistato, bisognerebbe saper operare alla maniera dei protagonisti dell’arte del novecento, che si sono allontanati dalla tradizione sino a ripudiarla proprio perché l’avevano assimilata a fondo e conoscevano le regole da violare o integrare” (R. Bodei).
Comprendere l’interazione tra economia e montagna in tutte le sue forme, passate, presenti e future ci obbliga a questo tipo di approccio. L’economia di sussistenza di tipo rurale dell’ 800 interagiva con la montagna Veneta e i suoi abitanti in modo molto diverso dalla relazione con il territorio e le persone, prodotta dalla presenza delle grandi aziende (Safilo, Lozza, Fedon, Gatto, Marcolin) di occhiali ed astucci della seconda metà del secolo scorso. L’ originale esperienza della nascita in questa parte della montagna dell’ economia di distretto che ci ha accompagnato fino a tutto il primo lustro di questo nuovo millennio ha generato culture, identità, modi di creazione del valore e redistribuzione della ricchezza che oggi sono stati scardinati. È faticoso, per chi ha vissuto queste geografie, il lavoro di lettura e comprensione del nuovo panorama socio-economico.

Ancora più difficile è immaginare e cominciare a costruire un nuovo futuro possibile, per le persone ed il territorio di questa parte della montagna nella nuova dimensione glocale. È con questo presupposto, che rifiuta paradigmi precostituiti, rassegnate nostalgie e colpevoli rinunce, che mi avvio ad alcune riflessioni sul futuro della montagna Veneta con l’occhio di chi, in questo territorio unico e meraviglioso, continua nonostante le incognite della modernità a vedere un futuro per se ed un possibile esempio per tutti gli altri. La montagna può essere (e non è scontato) un laboratorio per sperimentare la costruzione di esperienze originali nella creazione di valore sia economico sia sociale, implementando forme originali di bene-essere che sappiano andare oltre le tradizionali esperienze, già analizzate dalla critica al concetto dello sviluppo locale (poli industriali, sviluppo locale endogeno, aree distrettuali) e nel contempo avviare pratiche di cittadinanza che riescano ad innovare un welfare statale che, in tutti i suoi modelli (conservatore, liberale, socialdemocratico), presenta limiti di efficacia e sostenibilità che appaiono insormontabili.

Lo Stato nazione e i processi di accumulazione innescati dal capitale e dal mercato, hanno originato quei modelli di welfare, oggi quella capacità creativa deve essere interpretata da altri attori, con altre dinamiche, i welfare state che abbiamo conosciuto sono giunti a maturità e oggi proprio a causa delle trasformazioni economiche e sociali, abbiamo bisogno di un nuovo welfare che allarghi in quantità, qualità, efficacia e sostenibilità il suo raggio di azione. L’uguaglianza non può reggersi solo su azioni di tipo quantitativo e redistributivo, anche l’uguaglianza ha bisogno di “senso”, di pratiche che sappiano autoprodurre spazi nuovi di giustizia sociale.

Nuovi diritti fondamentali devono essere resi praticabili, siano essi l’accesso a internet e alla conoscenza, o l’acceso all’ acqua e alla bio-diversita…” Così Claudio Agnoli, il Presidente della cooperativa sociale CADORE introduce un suo bellissimo articolo che davvero vale la pena di leggere
Il senso del limite è sempre stato l’elemento distintivo del montanaro, il limite dello spazio, delle stagioni, della altitudine, il limite delle risorse disponibili….”

Nei 10 giorni che ho trascorso nel Cadore ho potuto scoprire con l’aiuto della cooperativa sociale IL CADORE un po’ di queste cose, seguendo loro nei numerosi lavori di manutenzione del paesaggio, salendo e scendendo da 500 e oltre 2.000 metri di altitudine…come cambiano le cose, le percezioni.

I loro racconti sono vivi e molto attuali…fino a pochi anni in molti avevano pensato che la fortunata industria degli occhiali (il museo di Pieve di Cadore  è davvero ricchissimo e bellissimo) avrebbe portato ricchezza e lavoro per sempre, una alternativa definitiva all’emigrazione….
Quell’emigrazione che ha reso tanto celebre il CADORE, almeno nell’Europa del Nord…la VALLE DEI GELATIERI!!!! Anche la famiglia di Luca aveva una Gelateria…eine Eisdiele…a Berlino, Neukoelln …


Come il gelato sia arrivato in Cadore, con precisione, non si sa.
I primi gelatieri furono proprio i Cadorini, forse per l’abbondanza di ottime materie prime come il latte, la panna, le uova, i frutti di bosco, ma anche di neve e ghiaccio naturali, e di luoghi naturalmente refrigerati anche d’estate come grotte ed acqua di torrente. Il gelato veniva preparato in apposite tinozze, congelato con ghiaccio e sale, infine travasato in tini di legno che venivano isolati con dei sacchi che lo mantenevano solido fino a sera.

I Cadorini si lanciarono sul mercato sin dalla metà del secolo scorso, raggiungendo coi caratteristici carretti nelle principali città della Germania e della zona d’influenza Austro-ungarica. Da un documento storico datato 24 aprile 1899, tale Valentino Traiber fu Giobatta, chiese ed ottenne dal sindaco di Zoldo un certificato di buona condotta, di fama e di carattere per poter vendere il suo gelato all’estero. I gelatai bellunesi pensarono allora di affittare dei piccoli negozi; li arredarono con panche, li illuminarono con una lanterna e presero vita le prime gelaterie artigiane….”
Un filo corre lungo 130 anni di storia del Veneto e della sua montagna, “ dice Claudio Agnoli “quali Valori, quali modelli organizzativi occorrerà trovare e riconoscere, per individuare le nuove strade che ci permetteranno di essere all’ altezza delle sfide glocali?

Angelo Talamini (e Giovanni Talamini e i figli e le mogli) che fa il formaggio a Vodo di Cadore  che per molti anni ha fatto il tecnico nell’industria degli occhiali racconta che, la prima difficoltà da lui incontrata per la costruzione della stalla era la mancanza di un area agricola nel piano regolatore, “gli amministratori programmano il territorio pensando al passato, alle aree industriali o alla costruzione di condomini. Occorre invece pensare al valore immateriale di un prato pascolato dai bovini, di un formaggio locale, di un bosco curato, di un agricoltura che non è più attività “primaria” o peggio ancora “agroindustria” ma è segmento di una rete di creazione di valore attraverso “lavoro antico e produzione di senso immateriale” che unisce il produttore al consumatore,….”
La cooperativa sociale CADORE è dappertutto, insieme si cerca davvero di costruire qualcosa di diverso, non solo lavoro e reddito ….”La diffusione di pratiche di democrazia diretta, anche minimali praticate dall’ individuo, sono propedeutiche alla assunzione di responsabilità e di decisioni consapevoli da parte delle istituzioni….”

E così i lavoratori della CADORE non sono solo lavoratori ma soci di un progetto che ogni giorno va condiviso nuovamente…faticoso, molto…
Così come è faticoso vivere in Cadore, vivere in montagna, fare il formaggio come i Talamini di Vodo in Cadore e venderlo…è faticoso salire al Rifugio Romiti ex l’Eremo dei Romiti  , ed è faticoso vivere di questo lavoro di ospitalità, è fatica scendere a Valle per frequentare le scuole superiori o l’Università…è fatica aprire e tenere aperto un ristorante vegetariano a Pieve di Cadore come il buonissimo MANGIA LA FOGLIA 
Ho visto tanti musei davvero bellissimi, realizzati da Iolanda Da Deppo, una donna straordinaria. Sono musei dove si imparano tantissime cose e non ci si annoia mai ma è difficile tenere aperti i musei tutto l’anno…eppure il Cadore non è un luogo per 1 settimana di vacanze in agosto o per praticare d’inverno “gli sport della montagna”…è molto, molto di più e l’ospitalità dei Cadorini rende bella e interessante anche una giornata grigia e di pioggia in cui le cime delle montagne ci sono ma non si vedono…


I cadorini raccontano volentieri le loro tante storie, sbirciando nelle case troviamo affreschi e quadri del CHE. E poi ci sono le “Regole”, una storia tutta da capire, molto diversa dal Maso Chiuso del Tirolo. Furono istituite nel Medioevo quali comunioni familiari , sono organizzazioni sociali dotate di personalità giuridica privata e sono state una importante esperienza di “cooperazione” nel territorio. I beni in proprietà collettiva hanno rivestito una notevole importanza per la sopravvivenza delle popolazioni soprattutto nelle zone di montagna. Ancora oggi molte parti di territorio, soprattutto boschivo, sono di proprietà regoliera, cioè appartenenti agli eredi degli antichi abitatori costituiti in “regole”, enti giuridici di diritto privato con propri Statuti derivanti dagli antichi Laudi. Tali proprietà collettive, acquisite per allodio, sono indivisibili, inalienabili ed inusucapibili e sono destinate soprattutto ad attività agro-silvo-pastorali. E l’”allodialità” (piena proprietà del bene) è il fondamento che distingue e differenzia i beni regolieri dai beni pubblici di uso civico (diritti d’uso dei beni che secondo il vecchio principio erano attribuiti alle comunità unicamente per concessione del Sovrano). Se volete approfondire….
Si, e poi c’è la Magnifica Comunità di Cadoreleggete qui …abbiamo conosciuto alcuni regolieri…..Iolanda, con il suo grande senso critico ci fa notare che le donne non ci sono quasi mai!


E racconta ancora Claudio…“Leggevo sulla rivista delle regole d’Ampezzo (n. 1del 2010) la notizia del Nobel per l’Economia alla Olson per la sua ricerca sul governo dei beni collettivi con uno studio sui bacini dell’acqua in California. Mi è automaticamente venuto alla mente una nota di Norberto Bobbio scritta nel 1994 in cui l’autore (ma non solo lui) rifletteva sulla poca attenzione che è stata posta al valore della fraternità mentre per oltre due secoli si sono spese riflessioni e scontri immani tra il valore della liberta e il valore dell’ uguaglianza, tra il primato del mercato e del liberalismo e il ruolo dello stato in economia come garanzia di eguaglianza. Quella considerazione che nel 1994 mi sembrava molto nebulosa assume oggi una concretezza molto più nitida. Il valore della fraternità nei processi di accumulazione non mi era proprio chiaro; oggi al contrario, assume una nuova centralità nei processi di costruzione del “Valore Territoriale!” La razionalità intrisa del valore della libertà che ha mosso le logiche dell’ impresa privata, o la razionalità intrisa dal valore dell’ uguaglianza che ha mosso la costruzione della presenza dello Stato in economia o nel Welfare non sono sufficienti per sostenere la creazione di valore in un territorio e in una economia globale in cui l’immateriale sopravanza il materiale….”


Si, è proprio stato un viaggio di studio, immersa e partecipe in un lavoro di costruzione di comunità, di paesaggio….sono tanti quelli della CADORE e sono davvero simpatici, hanno un sacco di progetti per il futuro:
“I territori montani devono trovare la loro strada nella “economia mondo”. Avere la forza di passare da una competizione sui costi dei prodotti che ci vede perdenti a una competizione sul valore dei prodotti: valore inteso come originalità, sapere, tecnologia, conoscenza, esclusività, sostenibilità, socialità, intelligenza personale, intelligenza collettiva. Il territorio delle Dolomiti è certamente un grande valore in se, cercare di inventare occasioni di lavoro guardando ad esso è uno dei compiti della Cooperazione. Questo è l’impegno della Società Cooperativa Sociale Cadore.


Nel secolo scorso prevaleva una economia di tipo rurale, con una scarsa se non insignificante presenza di attivita occupazionali, oltre il 25% della popolazione era composta da emigranti. La necessità di una cooperativa di consumo stava in questo spaccato economico sociale da economia di sussistenza. Dal bisogno di avere credito per gli alimenti da rimborsare poi con le rimesse degli emigranti o con la nascita del vitello o quando andava male vendendo (chi poteva) un terreno….
Solo la gestione in comune in passato poteva garantire la conservazione delle risorse. Nel 2008 il quadro socioeconomico a causa delle grandi trasformazioni economiche intervenute in questi anni e alla conseguente perdita di competitività di molte imprese del nostro territorio richiede una interpretazione nuova delle ragioni che stanno alla base della logica cooperativa.
La cooperativa Cadore nata il 17 gennaio 2008 si è fusa con l’originaria cooperativa di consumo ed è una cooperativa sociale con al centro la missione dell’INSERIMENTO LAVORATIVO.”


Quando sono ripartita dalla stazione di Perarolo Luca mi ha regalato un libro: I BRUSAZ di Giovanna Zangrandi. Nel mio lento rientro in un altro mondo l’ho letto, è davvero bellissimo ed è bellissima la protagonista Sabina…
Grazie Luca, grazie Claudio, grazie a voi della Cadore che siete soci di Le Mat e grazie ai Cadorini che mi hanno accolta per un po’ in un altro pezzo d’Italia che ha un sacco di cose da raccontare….
E come direbbe Teresa, la Viaggiatrice Le Mat, grazie a Le Mat….aspettiamo il suo video racconto che svelerà altre storie e punti di vista…
A presto Cadore …
Dalla piazza di Perarolo di Cadore ad una altitudine di m. 530 è possibile osservare la cima del monte Antelao a m. 3263. La montagna è un contesto ecologico unico, la biodiversità si espande in verticale per 3000 metri e crea un ambiente fisico e culturale non da tutti compreso. La montagna può essere un laboratorio anche per la sua capacità di produrre valore, ricchezza, reddito e benessere in modi e forme che ancora non si sono appieno dispiegate senza intaccarne, come nel recente passato è avvenuto, il capitale. Questi territori possono rappresentare l’esempio di buone pratiche di tipo economico e finanziario. Fondamentale sarà la capacita di collegare il sapere cognitivo con l’ originalità ambientale e la creazione di un nuovo capitale sociale che ricostituisca una identità incerta.

a sì dimenticavo….se volete andarci:

tel: 0435 501410
cell: 366 5609102 ( Luca Valmassoi)
e-mail: luca.valmassoi@libero.it

 

Per altre foto del viaggio vedi

LE MAT EUROPE su fb

Scoprendo la Montagna -

In Cadore con la cooperativa CADORE   -

Un volta qui in Cadore c’erano tante fabbriche di occhiali  -

Da Perarolo a Damos a Valle di Cadore 

 

Venite a ballare il boogie woogie all’Ostello di Bagnacavallo!

Nel Chiostro dell’ex convento di San Francesco (via Cadorna 10), a Bagnacavallo, il 7 agosto alle ore 21.30 avremo l’Hot Boogie Trio.

Con Davide Falconi al pianoforte, Andrea Taravelli al basso e contrabbasso, Gianluca Nanni alla batteria, per un viaggio nella storia del boogie-woogie, dai classici (Clarence “Pinetop” Smith, Meade “Lux” Lewis, Lloyd Glenn) ai maestri jazz (Errol Garner, Oscar Peterson, Count Basie), fino a Renato Carosone. Questa serata fa parte della prima edizione del Bagnacavallo festival, una rassegna di musica di diversi generi che animeranno la città in diversi spazi del centro storico, dal 7 al 29 agosto.

L’invito è rivolto a tutti, amanti del ballo e non, amanti dello swing e non, e, soprattutto, convinti che “fare comunità” è anche riunirsi per ascoltare, ed eventualmente ballare, buona musica. Dunque, rompete gli indugi e venite a noi a scatenarvi e fare, perché no, anche nuove amicizie

La Cena dei popoli a Bagnacavallo

Sabato 7 luglio Bagnacavallo ha ospitato la Cena dei Popoli, organizzata dall’associazione interculturale Jam Salam, con il patrocinio del Comune e in collaborazione con numerose associazioni. Quest’anno parte del ricavato sarà devoluto alle popolazioni colpite dal sisma.
A partire dalle 19.30, la piazzetta di via Mazzini, antistante Palazzo Folicaldi, si è trasformata ancora una volta in una piccola agorà del mondo, dove uomini e donne delle diverse comunità etniche bagnacavallesi sono diventati ambasciatori della propria cultura attraverso i loro piatti tradizionali. Diversi i paesi presenti: Senegal, Marocco, Camerun, Romania, Polonia, Nigeria, Mozambico, Portogallo, Messico e Ucraina, ai quali si sono affiancati i piatti tipici della Romagna. A complemento del cibo anche la musica con il trascinante gruppo Esan Dance Igbabonelimin della Nigeria e un gruppo brasiliano. Su un quotidiano locale on-line sono riportate le parole di Justin Kamga, il presidente dell’associazione Jam Salam: «Questa cena – sottolinea, – non è solo un modo alternativo di trascorrere una piacevole serata, ma rappresenta, prima di tutto, un’occasione per conoscere i nostri vicini di casa e di quartiere, i quali a volte non parlano la nostra stessa lingua e non hanno le nostre stesse abitudini, ma hanno un bagaglio culturale affascinante proprio perché diverso da quello “autoctono”. La cucina è parte di questo bagaglio e si può partire proprio dai piatti tradizionali per scoprire l’altro». Se ci fosse stato mal tempo – ma c’era Caronte – la Cena di sarebbe svolta nei locali del centro sociale “Amici dell’Abbondanza”, che i Lemattiani che sono venuti a trovarci a Bagnacavallo ricordano sicuramente.

Un viaggio di studio in Provenza – tra imprenditori sociali

Dal 30 giugno al 3 luglio 2012 abbiamo realizzato una vista di studio in Francia prevista nell’ambito dell’attività trasnazionale del progetto Ad Altiora  Terra Cruda in cui lavoriamo da due anni con la cooperativa sociale San Lorenzo di Iglesias e di cui qui abbiamo raccontato molto. Responsabile della trasnazionalità è Le Mat e il partner francese è l’Association Le Village di Cavaillon.

Eravamo in 11 di quasi tutte le organizzazioni che partecipano al progetto: io, Costanza, la Presidente di Le Mat e Maddalena Achenza che con me ha progettato e coordinato la visita , Giuseppe Madeddu della coop San Lorenzo,Walter Secci dell’Associazione Terra Cruda,Francesca Martinelli della coop CAM, Paolo Planta del Centro  Giustizia Minorile di Cagliari,Maria Luisa Lasio del servizio sociale minorile, e poi Luca Matta,Giuliano Pintus,Francesco Suella, Michel Pau giovani allievi del corso di formazione e inserimento al lavoro organizzato dal progetto. Il partner francese che ci ha accolto è una importante associazione che  ha promosso e gestisce da anni una grande comunità di accoglienza e inserimento lavorativo di persone in difficoltà, sviluppando attività diverse tra cui la produzione di materiale ecosostenibile per l’edilizia, come i mattoni non cotti, con una tecnica simile alla Terra Cruda.

 

 

 

 

 

 

La sera stessa del nostro arrivo a Cavaillon siamo stati ospitati da loro in una grande festa all’aperto organizzata da  questa associazione con cibi, musica,chiacchiere.

La Terra Cruda, la produzione di sistemi edilizi ecosostenibili, lo sviluppo di attività locali per creare nuovo lavoro per fasce deboli,  sono stati i fili conduttori della visita,la ricerca di migliorare le comunità locali:abbiamo visto una bellissima mostra internazionale a Pont Le gards proprio sulla Terra Cruda, siamo stati una giornata intera con gli amici e le amiche dell’Associazione Le Village per vedere i loro laboratori di produzione, il loro villaggio  ecosostenibile che ospita come una grande famiglia persone che non avrebbero mai avuto possibilità di un alloggio dignitoso e di un lavoro.

Abbiamo visitato  luoghi naturalistici  particolari, città storiche come Avignone, altri luoghi  turistici frequentatissimi di un pezzo  davvero bello della Provenza. Abbiamo visto luoghi un tempo industriali riqualificati.

Per Luca,Giuliano, Francesco,Michel era la prima volta che andavano fuori Italia. Come avrebbero fatto molti altri  giovani non sempre erano contenti dell’intenso programma di visite e incontri che avevamo predisposto, avrebbero spesso preferito vedere  tranquillamente i posti,  girellare, cercare agganci diretti con giovani del posto. Un punto diverso di osservazione rispetto a quello di noi operatori. Ma quando siamo partiti eravamo tutti ugualmente contenti di questi quattro giorni passati insieme.

Al Village abbiamo poi  incontrato tre nuovi  “amici” : Jacqueline,Vincent, Martial. Tre persone straordinarie tutte i giorni. Abbiamo deciso così con loro di ricambiare la visitare l’ospitalità in Sardegna a settembre.


 

 

 

 

 

30 giugno
Partenza da Cagliari alle ore 14:40 – arrivo a Marsiglia alle 16:10.
Ritiro auto a noleggio e arrivo all’Hotel Mercure de Cavaillon alle ore 19:30
Incontro partner francesi a Le Village. Festa di benvenuto

1 luglio
Visita alla mostra “Ma terre premiere pour construire demain” a Pont du Gard. La mostra accoglie un percorso didattico alla scoperta del materiale da costruzione terra cruda, con strumenti e giochi interattivi che dimostrano alcune proprietà peculiari della materia in grani. Realizzata in co-produzione con la Cité des Sciences di Parigi, l’esposizione “Ma Terre première, pour construire demain” permette a visitatori grandi e piccini di realizzare manipolazioni semplici finalizzate alla conoscenza della materia, studiare i coportamenti fisici della materia, studiare il comportamento dei grani che la compongono e scoprire le tecniche costruttive che ne fanno uso.

Il Ponte del Gard (fr. Pont du Gard) è un ponte romano a tre livelli situato nel sud della Francia a Vers-Pont-du-Gard, vicino Remoulins, nel dipartimento del Gard. Attraversa il fiume Gardon, e fa parte dell’acquedotto romano che porta lo stesso nome. Le importanti caratteristiche artistiche di questo acquedotto romano riguardano innanzitutto la maestosità dell’opera architettonica e la minuziosità necessaria per l’inclinazione affinché sia lineare il percorso dell’acqua. Si nota una grandiosità del rapporto, in altezza e in larghezza, fra le imponenti arcate delle due serie inferiori e gli archetti che corrono in alto. Nel 1985 l’acquedotto è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Nel pomeriggio pranzo e visita alla città di Avignone, ed ingresso al Palazzo dei Papi, uno dei più grandi e importanti edifici gotici in Europa. Al suo interno è ospitato un’importante museo medievale, che offre un singolare spaccato della vita del periodo. Rientro e cena in Hotel

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2 luglio

Visita guidata a Le Village. Presentazione delle attività produttive che vi si svolgono con approfondimento alle attività collegate alla produzione del mattone in terra cruda. Dimostrazione del processo produttivo con il coinvolgimento dei ragazzi ospiti, visita al capannone di essiccazione e di stoccaggio, visita alle residenze auto costruite realizzate con mattoni di terra compressi.

Pranzo nella mensa comune. Nel pomeriggio riunione con gli amministratori del villaggio, Vincent Delahaye e Martial Vitteau. Illustrazione del funzionamento dell’associazione, organizzazione delle presenze, sostegno assistenziale esterno, finanziamenti e management amministrativo. Illustrazione delle problematiche e delle positività della gestione.

Nel tardo pomeriggio visita a Roussillion, paese noto per le cave di ocra. Visita al paese e cena nel centro storico.

3 luglio
Partenza da Cavaillon verso Marsiglia. Visita del polo La Friche – La belle de Mai, antica Manifattura Tabacchi riconvertita in centro polivalente, come esempio di riconversione industriale a fini socio-culturali.
(vedi allegato La Friche) Partenza Marsiglia – Cagliari con volo alle 17:00 ed arrivo a Cagliari alle 18:30

Vi ricordate? L’anno scorso abbiamo raccontato delle Sardegna:

http://viaggiatorisociali.net/2011/07/10/viaggiando-per-le-mat-nel-sulcis-iglesiente-con-la-cooperativa-sociale-san-lorenzo/

http://viaggiatorisociali.net/2011/07/26/abitare-la-terra/

http://viaggiatorisociali.net/2011/07/29/il-vulcano-spento-si-riaccende-adesso-alla-ex-rockwool-di-iglesias-si-fa-bioedilizia/

E inoltre c’è un video racconto di Teresa, la viggiatrice Le Mat che trovate qui sul nostro canale Youtube:

http://www.youtube.com/watch?v=yzFZTVkNGl4&feature=plcp

 



Bagnacavallo, una città che balla

Oltre mille persone sabato 30 giugno hanno partecipato alla manifestazione” Bagnacavallo, una città che balla”: Piazza della Libertà si è trasformata in un’enorme pista da ballo con un susseguirsi di formazioni e dj. L’intero incasso, di circa 7.000 euro è stato devoluto alla Protezione Civile dell’Emilia-Romagna per gli interventi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Sempre in piazza della Libertà è stato allestito uno stand gastronomico gestito dalle Associazioni Amici di Neresheim (città tedesca gemellata con Bagnacavallo) e Traversara in Fiore, mentre al centro sociale Amici dell’Abbondanza è stata organizzata una cena di solidarietà. Alcuni dei prodotti sono stati offerti gratuitamente da imprese locali, in specifico Terremerse ha messo a disposizione frutta di stagione, mentre Orva ha offerto piadina di propria produzione. Quest’evento ha testimoniato ancora una volta come il valore della solidarietà sia profondamente sentito e diffuso nelle nostre comunità; sul piano organizzativo si sono date da fare moltissime delle associazioni sportive, culturali e di volontariato del territorio, sulla pista si sono scatenati generosi ballerini. Visto il successo, si replicherà con “La cena dei Popoli” sabato 7 luglio e con “A spasso sotto le stelle lungo il Canale Naviglio” in programma giovedì 19 luglio, lungo la ciclabile da Bagnacavallo a Villa Prati. Vi terremo aggiornati

L’Isola che c’è….

Qualcuno degli amici della Spiaggia Tangram l’anno scorso disse della spiaggia “è l’isola che c’è!” .. bene quest’anno l’Isola che C’è è stata da noi veramente ed è venuta a trovarci da Monteporzio Catone nei Castelli Romani…

Erano Damiano, Karina, Annalisa, Marta, Valerio, Valerio e Davide, accompagnati da Dora e Tiziana e Romilda! Ed è stata per noi un’esperienza bellissima averli qui alla spiaggia.

Hanno portato affetto, allegria, colore, risate! Ci siamo divertiti …

L’Isola che c’è è un associazione che accoglie i ragazzi. E’ un piccolo centro diurno dove vengono fatte tantissime attività in collaborazione anche con altre associazioni, come l’Associazione Arcobaleno Rotante (http://www.arcobalenorotante.it/joomla/) con cui fanno Musicarteterapia, corsi di Teatro, Tamburi Africani e tantissime altre cose, inoltre collaborano con AFCREA (www.afcrea.com) con cui creano oggetti meravigliosi con tutti i materiali riciclati, insomma questi ragazzi sono dei grandi artisti e noi abbiamo avuto l’onore di averli qui alla spiaggia Tangram!

Insieme a noi hanno scherzato, giocato, nuotato e hanno anche fatto un’avvincente gara di boccette!

Alla prossima gara di boccette allora…. Noi li salutiamo regalandovi le loro foto, i loro visi, i loro sorrisi e l’amore che ci hanno dimostrato. A un’altra avventura Le Mat!!!

 


La Festa della Politica a Bagnacavallo

Sono pochi i momenti durante l’anno in cui il convento si anima, in cui cioè tra chiostro, sale e salette c’è un continuo viavai di persone in una profusione di suoni, voci e colori, che quando fanno massa critica cominciano inevitabilmente a trasmettere una positiva energia all’ambiente circostante: la Festa della Politica è diventato uno di questi momenti.
Pur non avendo assistito a tutti gli avvenimenti, da voci e frammenti di racconti mi sono fatta un’idea dell’atmosfera, afosa ma stimolante che si era creata nei primi giorni, ho poi partecipato, come osservatrice un po’superficiale per il dovere della “cronaca”, a quelli degli ultimi. Non posso raccontarli, ma posso provare a descriverli come dei quadretti immortalati da fotografie.

In sala Oriani erano concentrati alcuni dei dibattiti e interviste condotte soprattutto da giornalisti ai giornalisti più conosciuti perché bravi e ideologicamente schierati, come Luca Telese, Debora Serrachiani e Claudio Sardo, il direttore dell’Unità. A loro forse era stato riservato un trattamento involontariamente un po’ punitivo: Il clima umido-tropicale della sala offriva il colpo d’occhio di giornali agitati a mo’ di ventagli, di facce lucide e, in alcuni casi un po’ rosse, ma se la passione intellettuale è forte, si supera anche questo …

 

Più fortunati quelli che sono stati accolti sul palco del Chiostro, principalmente politici e musicisti, come Veltroni e Fini coordinati da Paolo Mieli, con l’eccezione di Carlo Lucarelli la prima sera: l’arietta freschina del dopo-tramonto stimolava la conversazione e in questo caso lo zoom della macchina fotografica si poteva soffermare sulle sedie attorno al palco, disordinatamente occupate, su quelle attorno ai tavolini disposti nell’erba, e sui loro occupanti: io stessa mi sono offerta di leggere una delle fiabe contenute nel libro “Ci sarà una volta. Favole e mamme in ambulatorio” incoraggiata dall’autore stesso Claudio Satta, che poco prima si era esibito sul palco come cantante, durante la informale presentazione del libro nel Chiostro.
L’aria freschina della sera oltre a stimolare i neuroni stimolava anche … la fame: io mi sono accontentata di una piadina che si poteva prendere nel baretto sotto i portici, ma pare che anche il ristorante allestito nell’ala ancora “grezza” del convento potesse soddisfare il palato senza deprimere le tasche.

Sopra tutti si è però distinto Sergio Staino, presente come autore e come ospite in molti degli eventi della Festa: una sorta di benevolo padre putativo che oltretutto ne ha disegnato la vignetta di presentazione, oltreché padre reale di Michele e nonno di Sofia, venuti con lui a Bagnacavallo.

15 anni: La cooperativa Il Nodo festeggia alla Spiaggia Tangram

La Cooperativa Il Nodo  compie 15 anni ! Festeggeremo insieme Sabato 30 Giugno 2012 presso la Spiaggia Tangram di Follonica in Viale Italia 81.

Sarà l’occasione per incontrare vecchi e nuovi amici, lavoratori e soci della Cooperativa , aziende partner e collaboratori.

Tutti i soci della Cooperativa si sono impegnati nella realizzazione di un video sulle attività della Cooperativa, è stato difficile ma ce l’hanno messa tutta per festeggiare al meglio il luogo in cui lavorano, il luogo in cui vivono gran parte della loro giornata e della loro vita.

Ci sarà un ricco buffet e tanta allegria!

Musica dal vivo col gruppo Folk  Ciapa La Cioca (la biografia a questo link http://www.ciapalacioca.com/bio.php) un mix tra Bandabardò e Modena City Ramblers (http://www.youtube.com/watch?v=iTShhDK5yHc a questo link un promo video)

Non mancare dalle ore 20 in poi, feste su feste, dal tramonto all’alba, danze e carezze!!!!!

Locandina in allegato

Lemattiani!! siete tutti invitati!

Summer in Action: Mari, Sonia, Claudio

Eccoli, sono arrivati Mari, Sonia e Claudio:
sono i ragazzi delle scuole superiori della Toscana che stanno partecipando al “Summer in Action” nel progetto “Scuola e Volontariato” della Toscana (http://www.scuolavolontariatotoscana.it/blog/), in collaborazione con il Cesvot. Una settimana residenziale presso l’Ostello La Baciocca, nel LaBaciocca ParcodiMontioni e che per qualche giorno vivranno l’esperienza della scoperta delle realtà delle associazioni e delle cooperative sociali del Territorio. Tra di loro, Mari, Sonia e Claudio staranno qui con noi alla Spiaggia Tangram e ci aiuteranno nello svolgimento del nostro lavoro quotidiano. Altri saranno al Canile di Follonica (loc. Il Martellino) altri ancora all’Auser, alla CARITAS e all’ Arcobaleno Cooperativa Sociale. Sperimenteranno concretamente le nostre attività, si metteranno in gioco nella solidarietà diversa dal quotidiano, collaboreranno tra di loro e si ritroveranno insieme in un clima comunitario di divertimento. Quindi benvenuti a tutti voi ragazzi, sperando che questa esperienza sia un momento di crescita importante, che non siamo tutti uguali e che ognuno è utile all’altro, come un TANGRAM. Forza!!!!
A breve arriveranno le foto!!

STAINO E LA FESTA DELLA POLITICA ALL’OSTELLO DI BAGNACAVALLO

Io accolgo gli ospiti al Hostel di Bagnacavallo, un luogo di cui qui abbiamo raccontato più volte….

Colgo l’occasione della presenza di Sergio Staino presso di noi  il 25 e 26 di maggio per l’inaugurazione di una sua personale per raccontarvi il clima frizzante di questo periodo.  Sergio Staino, signore alto, con un’aureola  di capelli bianchi e il bastone da passeggio, ha dormito e fatto colazione da noi per poter essere vicino alla sede della mostra, sempre all’interno del convento.

Ciò che lo accomuna al suo alter-ego Bobo non è sicuramente l’aspetto fisico, ma l’intelligenza, l’ironia e la visione salace del mondo. Quando mi sono avvicinata a lui, seduto al tavolo della colazione ho verificato due cose: porta il bastone perché è quasi completamente strabico ed è una persona gentilissima. Nonostante il problema agli occhi mi ha autografato con tanto di facciona di Bobo nell’ordine: un libro per un ragazzo suo ammiratore, 4 poster  grandi come ricordo per l’Ostello e il mio libro Stainoterapia dell’amore  che mi sono procurata appositamente.

Ciò che lo accomuna invece a Bobo è sicuramente la moglie, quasi identica alla Bibi cartacea, un’affabile signora sudamericana, premurosa e attenta alle esigenze del suo compagno.

Il clima frizzante cui accennavo si collega a Staino e alla Festa della Politica, che anche quest’anno si terrà presso di noi: lo stesso Staino ne ha parlato il giorno dell’inaugurazione della sua mostra, e vi parteciperà come ospite l’ultima sera. Quest’anno si terrà dal 14 al 17 giugno presso il Convento, con alcuni appuntamenti sicuramente interessanti come un dibattito con Carlo Lucarelli sulla “Mafia invisibile” e un ricordo di Leo Longanesi a tre voci, Paolo Mieli, Walter Veltroni e Gianfranco Fini. Non poteva mancare e infatti non mancherà il dibattito sulla “politica nell’era di twitter”. Ovviamente il tutto condito da musica e cibo. Chicca finale: un anticipo della Festa la sera del 9 giugno che ricorderà la famosa lettura dantesca che Carmelo Bene fece il 31 luglio del 1981 dalla Torre degli Asinelli di Bologna. Dopo 31 anni Dante torna su una torre: Ivano Marescotti dalla Torre Civica leggerà alcuni brani tratti dalla Divina Commedia in dialetto romagnolo. Io che ho già assistito alle sue letture dialettali della Commedia, posso garantire che in quella salsa Dante diventa davvero “dolente” e insieme sanguigno, come gli uomini della nostra terra. Il piatto è ricco … e mi ci ficco …Venite a trovarci…vi aspettiamo

A Berlino a trovare un amico

Ho preso l’aereo a Roma per raggiungere la città di Berlino: lì mi aspettavano Mercan e Stefan per portarmi alla loro casa.

Io e Mercan ci siamo conosciuti a Borgo Coloti in Italia, 2 anni fà quando Stefan faceva un video-film per raccontare i viaggi di Teresa Le Mat. Ci siamo incontrati in molti posti, ma il più bello è stato in Sardegna e ovviamente a Berlino! E’ il mio primo vero viaggio da solo!

Il giorno dopo il mio arrivo, con le bici abbiamo fatto  una passeggiata in città, siamo andati in un parco che prima una ferrovia; abbiamo incontrato un professionista dello skateboard, io non avevo potuto portare con me il mio skate, ma lui mi ha fatto provare il suo. Dopo siamo andati in piscina perchè pioveva. Io dormivo su un letto a castello, Mercan su un lettone da solo.

Il mio sogno prima di partire era di andare  a vedere la grande porta di Babilonia, studiando storia ho scoperto che si trova conservata in un museo di Berlino; così il giorno successivo andiamo a visitare il museo Pergamon. Noi abbiamo visitato una parte: quella dedicata alla vecchia Asia. Abbiamo noleggiato le audioguide. Sono rimasto impressionato dal tempio, i bassorilievi assiri, le tavolette di scrittura cuneiforme e naturalmente dalla grande porta di Ishtar: smalto blu, con grandi torri e animali immaginari!

La giornata è proseguita con un altro giro in bici fino alla Porta di Brandeburgo.

Nei giorni successivi ho conosciuto anche un amico di Silke che ci ha portato a vedere un acquario speciale, fuori città.

Abbiamo fatto molte cose: giocavamo a pallone nel parco sotto casa, a scacchi, a carte, era bello mangiare insieme, cucinare con Stefan per fare una pizza buonissima  alle melanzane e zucchine, mi piaceva ascoltare Stefan che leggeva le storie a Mercan! Non capivo niente ma mi piaceva il suono della “s” che i tedeschi usano molto!

L’ultimo giorno siamo andati al minigolf degli artisti, io e Stefan sempre in bici. La mia buca preferita era la n.ro 18 perchè era realizzata con dei dischi in vinile ( quelli neri giganti). Sono riuscito a trovare dei regalini per la mia famiglia!

Mercan era molto dispiaciuto che andassi via, anche io, ma era contento che rivedevo la mia famiglia.

Ora vorrei tanto rivederlo, ospitarlo io a casa mia!

Mi diverte viaggiare con Le Mat…ci sono altri bambini che fanno parte dell’Associazione Le Mat e che vorrebbero fare questi scambi con me?

Un viaggio Le Mat nell’Italia Centrale…Pasqua e Pasquetta con gli imprenditori sociali in Umbria e negli Abruzzi

Il nostro viaggio è partito da Cannara in Umbria, Venerdì 6 Aprile, Antonio ci ha accolti sulla soglia dell’Ostello La Tana libera tutti. E venerdì sera dopo una ottima cena al ristorante In Bocca al Lupo la processione in una Cannara illuminata soltanto dai lumini fuori dalle antiche case…tanta gente in strada…grande suggestione. Forse il video racconto di Teresa riesce a rendere l’idea….

Il giorno dopo siamo partiti alla scoperta dei tanti paese della bellissima Umbria, lentamente, fermandoci ad ogni angolo per capire, assaggiare l’olio, il formaggio, per godere delle vedute sulle fertili valli e le colline: Collemancio di Cannara, Spello, Montefalco, Bevagna. Nel fratempo altri ospiti erano arrivati a Cannara e ci si preparava alla Pasqua…abbiamo cenato insieme a tutti gli altri, chiacchierato con Antonio, Federico e gli altri soci del loro imprendere, del paese, delle fatiche e delle soddisfazioni, una buona dormita e il giorno dopo, Pasqua, dopo una ricca colazione in partenza per l’Aquila.

Il viaggio ci porta attraverso le Colline dell’Umbria a Terni, le Cascate delle Marmore, poi Rieti, Antrodoco…paesaggi stupendi, neanche una macchina, da lontano si vedono le montagne.

A Preturo (L’Aquila) giusto alla fine della SS17 l’ Osteria 99 gestita dalla cooperativa sociale La Garganta che coltiva anche lo zafferano. L’Osteria originariamente fuori porta oggi – dopo il terremoto – si trova nel bel mezzo delle “nuove case”. Una visita ci chiarisce meglio quello che tante volte abbiamo visto in televisione. I nostri ospiti  - viaggiatori tedeschi in camper – sono curiosissimi, vogliono sapere tutto e i soci de La Garganta sanno raccontare e promettono una visita all’Aquila per il dopopranzo. Il pranzo è un vero pranzo pasquale, c’è tutto, non manca niente, rigorosamente tutto fatto in casa, preparato con grande amore, ogni dettaglio trasmette gusto e piacere. Alle 16.30 riusciamo ad alzarci, compriamo alcuni vasetti di zafferano puro e andiamo a fare un giro per l’Aquila…tanti pensieri, tanti racconti…il lavoro de La Garganta, degli imprenditori sociali, della gente assume un valore ancora più grande… vedendo i danni, le lentezze, le difficoltà. I due viaggiatori fanno domande e noi cerchiamo di rispondere parlando delle piccole grandi opere delle persone, ogni giorni, dell’assunzione di rischio e di responsabilità…tutte cose di cui le televisioni non parlano, mai!

 

Poi scendiamo verso Teramo dove ci aspettano Rita e Tania e la nonna. Tania fa l’avvocato e lo sappiamo, aiuta a tante piccole grandi persone in difficoltà. Tania è cresciuta a Modena ma poi è venuta a vivere a Teramo. Dice che qui le piace di più il modo in cui le persone prendono la vita e poi il paesaggio…. Ci accoglie nella sua piccola casa nel borgo di Giulianova e poi ci porta in giro in questa stupenda Provincia.

Dovunque lo sguardo abbraccia il mare e la montagna, quella montagna vera che è il Gran Sasso! Il borgo di Giulianova ci appare un luogo da vivere, piccole case, semplici, una comunità di Rom che ci vive da tanto tempo, botteghe, silenzi, area biuona….alle spalle la montagna e davanti il mare. Anche Tania racconta, dei tanti progetti in questa Italia in crisi, della voglia di vivere e di imprendere, in modo collettivo, con professionalità e nella lotta contro l’esclusione, le discriminazioni…a noi sempre una grande amica, una donna stupenda,  una vera imprenditrice Le Mat.

Tania ci porta in giro…scendiamo a piedi dal Borgo di Giulianova e facciamo una lunga camminata sul bellissimo molo del porto di Giulianova…il prazo ce lo cucina lei con il pesto fatto in casa e poi scopriamo Colonella e facciamo una puntata a San Benedetto nelle marche. Il molo è una Galleria d’Arte naturale….bellissima! Il paesaggi ci avvolge…viene proprio voglia di vivere qui!

Martedì mattina si parte, abbiamo un appuntamento con Luca che ci porterà a Sant’Eufemia a Maiella dove da tanti anni cerca insieme alla cooperativa sociale Jonathan di recuperare una vecchia Casa Cantoniera, abbandonata e non più utilizzata, di proprietà della Provincia di Pescara. Da Giulianova ci dirigiamo verso Pescara e poi Chieti e poi si sale verso quest’alta montagna – la Maiella – maestosa e piena di neve. Luca e Alessandro ci accolgono nel loro transporter e con grande facilità poco dopo il paese troviamo l’edificio che attende l’ultimazione della ristrutturazione. Si, perchè qui la cooperativa Jonathan vuole accogliere i viaggiatori Le Mat…ci lavorano da tanti anni, Luca, Antonella, Alessandro….

Il luogo è stupendo e loro lo conoscono in ogni dettaglio. Si aggiunge Antonello e per discutere del futuro, del lavoro da fare per finire, di come trovare i clienti, pagare gli arredi e l’avviamento si prepara un pranzo. Antonello improvvisa un piatto di pasta gustosissimo, il formaggio è meraviglioso, il solo ci accarezza, i cinghiali salutano scappando….una giornata di primavera tra gli alberi in fiore e la neve. Qui si possono fare passeggiate davvero grandiose, stare bene, godere di una ospitalità grandiosa…

Il nostro viaggio si è concluso ritornando all’Aquila, passando per Popoli, Navelli….una Valle stupenda tra il Gran Sasso e il Velino. I nostri ospiti viaggiatori erano davvero contenti e impressionati di aver scoperto un pezzo d’Italia che secondo loro pochissimi tedeschi conoscono davvero, forse hanno visto qualcosa ma certamente non hanno conosciuto gli imprenditori sociali Le Mat. Un altra Italia….grazie a Antonio, Federica, Marianna, Maddalena, Tania, Rita, Ida, Chiara, Luca, Antonella, Antonello, Alessandro….e grazie a Edith e Alberto della loro grande curiosità! E…se volete godervi tutte le foto del viaggio cliccate qui 

Anno Internazionale delle cooperative

 

 

La Divisione per Le Politiche Sociali e lo Sviluppo delle Nazioni Unite ha concesso a Le Mat, con numero di approvazione 20120402064, l’uso del logo dell’Anno Internazionale delle cooperative per i viaggi, per le manifestazioni che organizziamo, in tutta la nostra comunicazione.

Questo è la richiesta di applicazione per cui abbiamo ottenuto il riconoscimento:

We are a Consortium of social co-operatives in Italy and Sweden working – mainly but not only – in the field of local, sustainable and inclusive tourism. We are workers owned co-operatives and at least 40% of our working members are people with disabilities or coming from prison experiences. They all work in our co-operatives. We manage hotels, hostels, B&Bs or other small places and we organize interesting travel proposals for those that want to discover social co-operatives at work and in their democratic decision making. For doing all that we developed a brand and an innovative social franchising system to replicate quality: LE MAT – special places, special people, special values.
http://stories.coop/stories/slideshow/le-mat-social-entrepreneurs-hosting-quality-tourism  we arere active members of the co-operative movement and we would like to show this to all our clients and travellers. In 2012 we organize a special trip through the Le Mat co-operatives and we would like to call it a co-operative trip. It could be nice to show that we are a part of the International Movement.In Italy and if possible on our webside and on our brochures.

 

 

 

La magia di Le Mat

Sabato scorso, 31 marzo, ho partecipato ad una tavola rotonda dal titolo “L’ambiente e il territorio”, in occasione della 412° edizione della Fiera dell’artigianato di Grottaferrata, una delle più antiche al mondo. Mi sono presentato come affiliatore Le Mat e ho raccontato un po’ la storia dell’associazione, del consorzio, del social franchising, del marchio… Sguardi attenti e incuriositi si chiedevano cosa c’entrasse con l’argomento “ambiente”, specialmente dopo l’introduzione del moderatore – il giornalista Antonio Cianciullo de La Repubblica – tutta incentrata sulla questione energetica, sui disastri ambientali e sulla crisi globale. Certo, l’esperienza Le Mat nasce da prospettive apparentemente distanti da quelle ambientali, perché incentrate sulla grande complessità del genere umano, nelle sue infinite varianti tutte un po’ diverse, ma tutte ugualmente preziose.
E allora come arriva Le Mat all’ambiente? Semplicemente perché il tema della sostenibilità non è estraneo a quello della solidarietà, della cura per un soggetto che soffre e che vive un disagio, magari per mancanza d’amore…
In fondo Le Mat nasce affrontando sfide difficili, spesso ritenute impossibili, un po’ come quella che si danno in molti per salvare il pianeta dalle sciagurate azioni di un secolo di “sviluppo” al contempo formidabile e dissennato.
E allora? Allora più che essere Le Mat ad avvicinarsi alla tematica dell’ambiente, sono le associazioni a vocazione ambientalista ad incuriosirsi per Le Mat, soprattutto quelle più propense, all’empowerment che alla lobby, all’operosità piuttosto che alla mera testimonianza, proprio perché in Le Mat riconoscono una sintesi tra sostenibilità, solidarietà e riscatto.
Ogni angolo d’Italia ha un bene prima acquisito, poi ristrutturato e infine abbandonato dall’amministrazione pubblica per manifesta incapacità, dolo o semplice carenza di vedute, perché troppo spesso indaffarata nel salvare il salvabile, correndo dietro al contingente, o peggio, nel sistemare amici e parenti. A rimetterci alla fine della fiera è il territorio tutto, naturale e antropico che sia.
Anche a Grottaferrata ci sono beni sequestrati su cui progettare e anche a Grottaferrata pensano ora di rivolgersi alle imprese sociali. E allora la questione è su quali imprese sociali puntare, con quali caratteristiche, con quale forza progettuale e con quale spinta collettiva alle spalle.
Oggi più che mai l’etichetta non può bastare.
Al termine del dibattito, lascio le brochure ai partecipanti, due giornalisti, una signora gentile dell’ARCI e l’assessore del comune. Ognuno si allontana dalla sala, io mi guardo intorno e incrocio lo sguardo di un ragazzo, che mi fa cenno e mi saluta. È un ragazzo con un tesserino al collo che probabilmente lavora per una cooperativa al servizio della manifestazione. È un ragazzo disabile, che con un sorriso sincero mi dice di aver molto apprezzato quello che ho raccontato. Ed io capisco ancora una volta che questa, in fondo, è la magia di Le Mat.

Una Conferenza, uno sguardo al mondo, per fare meglio il nostro lavoro di Le Mat.

di Costanza Fanelli.

Partecipare ad una conferenza internazionale come quella che si è tenuta di recente (15-16 marzo) a
Venezia nell’isola di San Servolo promossa da Euricse, l’Alleanza Internazionale delle Cooperative
e dall’Alleanza delle cooperative italiane, sulle prospettive di ruolo e di sviluppo della cooperazione
a livello mondiale è cosa troppo importante per non essere socializzata e condivisa anche con
altri cooperatori sociali. E io lo faccio intanto con i le Mat perchè penso che siamo una esperienza
che lavora con una prospettiva non solo italiana e con un occhio al futuro, e che queste cose ci
convincano ancora di più sulla validità della nostra esperienza.

La Conferenza ” Promuovere la conoscenza delle cooperative per un mondo migliore” è la prima
iniziativa importante per l’anno delle cooperative promosso dall’ONU. Merito di Euricse l’Istituto
Europeo di Ricerca sulla cooperazione e l’impresa sociale diretto da Carlo Borzaga di avere
così aperto la serie di eventi che saranno numerosi in varie parti del mondo.

La Conferenza di Venezia aveva lo scopo particolare di fare confrontare esperti di alto profilo di tutto il mondo (
sia accademico che per provenienza da esperienze significative della cooperazione) su quali base
culturali, valoriali, economiche e giuridiche si poggia e si sta sviluppando in tutto il mondo la
cooperazione e cosa ha da dire oggi. E quindi per parlare di questo si sono alternati economisti,
giuristi, sociologi,rappresentanti di diverse discipline che hanno dedicato tempo e competenze nella
loro vita al mondo delle cooperative. E già questo è sempre una esperienza emozionante per chi sta
nella cooperazione: sapere che la realtà cooperativa è ultra centenaria, è diffusa in tutto il mondo,
continua a svilupparsi in diversi campi, continua ad interrogare sulla sua capacità di distinguersi
dal resto del mondo delle imprese, perchè comunque e in vario modo continua a promuovere un
modello partecipativo in un mondo dove cresce la crisi anche perchè sempre meno si pratica questo
principio.
Punti di vista molto diversi si sono confrontati anche perchè provenienti da paesi e contesti diversi:
molto interessante sentire in diretta le diversità di approcci tra gli studiosi delle Università Usa
e quelli europei, molto interessante lo sguardo diverso di economisti di provenienza accademica
inglese ,tedesca, italiana, di paesi francofoni Tutti però a sottolineare le specificità, le potenzialità
anche in una fase di crisi non solo economica ma di modelli.

Romano Prodi, in apertura ( vedi la foto e l’abbraccio che è anche per i Le Mat) è stato il primo a stimolare uno sguardo nuovo:
a leggere le nostre vicende europee con sguardo mondiale e non solo eurocentrico, a leggere il
positivo della crescita di altri pezzi di mondo prima considerati sottosviluppati.
Qualche parola sul luogo: l’isola di San Servolo, oggi splendido centro di congressi e incontri ma
uno dei luoghi simbolo nella storia della salute mentale e della storia tragica dei manicomi. Di
questo San Servolo conserva tracce solo in un museo, impressionante, che ho visto in compagnia
solo di qualche cooperatore sociale presente.
Essendo difficile riportare e sintetizzare bene le tante cose uscite dalla Conferenza rinvio al sito di
Euricse ( www.euricse.eu) che pubblicherà relazioni e contributi del Convegno.

Costanza Fanelli

…e ancora CADORE…il turismo di Comunità della cooperativa sociale Cadore

E’ stato un grande piacere, venerdì 10 febbraio a Belluno, poter consegnare la Targa di affiliazione LE MAT alla cooperativa sociale CADORE. La sala del Centro Culturale “Piero Rossi” in Piazza Piloni a Belluno è piena e Bepi Casagrande, giornalista della Rai con indubbia professionalità costringe un po’ tutti ad esprimersi sul progetto LE MAT/CADORE!

L’avvio del progetto integra il supporto allo sviluppo della rete turistica che la cooperativa Cadore già svolge attraverso le attività di manutenzione ambientale, di valorizzazione della pista ciclabile, di battitura dei percorsi verso i rifugi per l’accesso con le ciaspe e tante altre cose…..

Avete già visto anche qui foto e avete letto della splendida realtà che ora si può andare a visitare soggiornado nei bellissimi appartamenti a PERAROLO, nel Palazzo in cui un tempo anche la Regina Margherita passava le sue vacanze.

Ma la Cadore è davvero molto, molto di più; è un progetto ambizioso per la montagna, per l’inclusione, per l’autodeterminazione….e siamo davvero orgogliosi che hanno voluto affiliarsi a LE MAT.

Le prime proposte sono già sul sito Le MAT. Vi aspettano ….guardate le foto….

Colgo l’occasione per raccontarvi dell’articolo che ieri, 13  febbraio è uscito sul quotidiano Il Solo 24 ore a cura di VITA su “L’Ospitalità sociale a firma “Le Mat”.

Grazie a tutti i soci e affiliati Le Mat, e LET’S GO ON!

Qualche giorno con Le Mat in Cadore!


Io e la mia famiglia abbiamo passato qualche giorno in Cadore, ospitati in un appartamento messo a disposizione dalla cooperativa sociale Cadore. Luca, uno dei soci, ci ha accolti ed accompagnati con grande attenzione verso le nostre esigenze, indicandoci le diverse opportunità ed i luoghi interessanti da visitare. L’appartamento messo a disposizione è delizioso, semplice ed accogliente, comodo e rilassante. Il paesino è interessante, curioso e ricco di storia. Luca, da buon padrone di casa ha saputo introdurci a luoghi che altrimenti non avremmo mai scoperto,facendoci assaggiare il miglior formaggio di capra del cadore! Dal paesino di Perarolo si possono facilmente raggiungere luoghi molto suggestivi.

Articolo sulle nostre strutture LeMat

Vi segnalo questo link ad una pubblicazione Calameo che riporta un articolo fatto sul “Ristorarte GranCan” e “La Locanda Le Salette”

Circo della Pace a Bagnacavallo, la prima…

Il Circo della PaceBuongiorno Le Mat vicini e lontani, sono Ilaria e ieri sera ho assistito, in compagnia della mia dolce metà, alla prima dello spettacolo del Circo della Pace a Bagnacavallo (RA). Giunto alla sua quinta edizione, è uno degli appuntamenti d’eccellenza del Natale in Romagna, attorno al quale si concentra sempre grande attesa e straordinaria partecipazione per la sua enorme valenza umanitaria, oltre che artistica e culturale. Per l’ edizione 2011, Chiarenza Marcello, Alessandro Serena e Carlo Cialdo Capelli hanno creato uno spettacolo “nuovo”, appositamente per l’occasione: “Homeless The wandering of the Circus – Casa dolce casa ” .  A portarlo in scena sono otto artisti tra attori, clown, acrobati, equilibristi, giocolieri provenienti dall’Italia e dall’Europa dell’Est (Polonia, Romania, Ungheria) e dalle esperienze più disparate: il teatro, l’arte di strada, il circo sociale, le discipline sportive. Si tratta di uno spettacolo di teatro acrobatico che, con toni di grande allegria e contagiosa vitalità, racconta le vicissitudini di un gruppo di clochard (senzatetto) dell’umanità rinchiusi in un luogo senza forma disseminato di oggetti senza senso e impegnato nel tentativo di sopravvivere alle condizioni più ostili. La voglia di vivere e l’ingegno dei personaggi in gioco riescono ad affrontare e a cambiare di segno le avversità che incontrano.

In tutta onestà mi sono ritrovata il sorriso sulle labbra tutto il tempo: è uno spettacolo davvero coinvolgente ed allegro, tratta del tema dell’emarginazione sociale e dell’arte dell’arrangiarsi con quello che si ha. Mi ha fatto molto piacere vedere il pubblico coinvolto, il Vice presidente della Provincia mettersi in gioco coi vari artisti, una bimba bionda che voleva ad ogni costo attaccare alla giacca del clown le palline di neve finte (che continuavano a cadere, accipigna!). Al termine dello show mi sono sentita di fare anche i complimenti al Signor Serena, il quale mi ha risposto: “Grazie mille Signorina, e se torna a vederci l’8 gennaio vedrà che spettacolo diverso!”… Lascio a voi il compito di giudicarlo!!!!

Ilaria (Bagnacavallo)

Le Mat a Bagnacavallo….

A tutti i componenti dell’officina Le Mat – Ostello di Bagnacavallo: grazie a tutti per l’esperienza fantastica di questi giorni felici, tutti insieme avete arricchito ancora di più la viaggiatrice che è in me!!! Buone Feste a tutti quanti!
Per Alice, Mario, Federico, Melissa, Luca…W Itop!!!!
Ilaria

Auguri a tutti i viaggiatori, soci, affiliati e futuri “DEI NOSTRI” da parte di Cooperativa Sociale Azalea

Tantissimi Auguri di Buone Feste.

Clicca sul link

http://it.calameo.com/books/0004353210950bf221f5f

Stefania Toaldo

La disabilità nel nostro territorio: tra necessità e opportunità

Si è svolta il 16 dicembre 2011 un’interessante Tavola Rotonda nella Sala Consiliare del Comune di Castiglione della Pescaia, cittadina a vocazione marina ed anche turistica.

A volere fortemente questo incontro l’Associazione Le Ali sul Mare, associazione di famiglie con figli disabili che chiedono a gran voce alla cittadinanza ed ai politici del Comune un impegno concreto per l’abbattimento delle tante barriere architettoniche che vedono la città limitare l’incontro sociale dei propri figli a tutti i livelli.

Presente anche la Fondazione Il Sole ben radicata nel territorio grossetano con due case famiglia volte ad ospitare ragazzi con gravi disabilità che non possono essere più seguiti in modo proficuo dalle loro famiglie. Nata per dare una risposta qualitativamente elevata a questo tipo di esigenza e per far fronte a situazioni di reale emergenza familiare (si pensi, per esempio, all’eventualità di un ricovero ospedaliero di un genitore o, addirittura, dell’unico genitore rimasto).

A questo incontro è stata invitata anche la Cooperativa Il Nodo, forte dell’esperienza della Spiaggia Tangram. Ha presentato il progetto Spiaggia Tangram Le Mat con grande interesse dei presenti, Presidenti di Associazioni, Croce Rossa e semplici genitori di ragazzi con disabilità.

La Spiaggia Tangram realizzata nel 2005, è uno dei più importanti esempi nel territorio maremmano di accessibilità e opportunità offerti a tutti i livelli. Si caratterizza infatti per l’accoglienza non solo di persone normodotate ma anche di chi meno fortunato vive la realtà della disabilità, sia in sedia a rotelle che per cecità, per deficit mentali o altre patologie.

La spiaggia Tangram è un progetto di accoglienza e di integrazione sociale che è e deve continuamente essere di stimolo per l’abbattimento delle barriere non solo architettoniche ma anche mentali e culturali.

SI PUO’ FARE!

Le richieste dell’Associazione Le Ali Sul Mare vertono verso una Casa dove poter far ospitare i propri figli e dove questi si sentano integrati e non isolati; vertono anche alla richiesta di replica di esperienza Tangram nel territorio di Castiglione, dove ancora una volta è difficile sensibilizzare i gestori di Stabilimenti Balneari all’importanza di servizi ai disabili e che non considerano quanto invece possa essere una ricchezza quella di aver a che fare con il loro incontro.

Le amministrazioni locali promettono maggiore sensibilità e si stanno muovendo a piccoli passi verso la realizzazione di camminamenti pedanati sulla spiaggia e verso la dotazione per tutti gli stabilimenti balneari di almeno una sedia JOB.

Qualcosa si muove e noi ne siamo testimoni.

Zuppa di cipolla nella rosetta

Ciao a tutti i Lemattiani

Oggi a pranzo presso il ristorante In Bocca Al Lupo della Tana Libera Tutti di Cannara si è riunito il Consiglio Direttivo dell’Associazione Nazionale Città dell’Infiorata… stanno evidentemente già elaborando nuove idee per la prossima edizione 2012 delle Infiorate…

C’era anche la nostra Sindaca.
Infatti a Cannara da diversi anni, durante il Corpus Domini, le strade si colorano di tanti e diversi tappeti floreali. Mani e occhi sapienti preparano e selezionano petali, disegnano scrupolosamente veri e propri quadri di strada…
Date un occhio al viaggio TALENTI IN FIORE che abbiamo proposto per l’occasione nel 2011 e che riproporremo il prossimo anno.

La cosa interessante del pranzo di oggi, che è stata molto apprezzata dai mangiatori, sia locali, sia da fuori regione e addirittura dall’Inghilterra, è stata la zuppa di cipolla (un piatto tipico di Cannara; vi ricordo infatti, per chi lo avesse dimenticato, che Cannara è la patria della cipolla), ma non la solita zuppa: la zuppa nella rosetta.

Guardate la foto.

Vi assicuro che la cosa più bella è mangiare il panino una volta finita la zuppa.

La prossima volta che verrete alla Tana ricordateci di farvela trovare nel piatto.

Un saluto a tutti.

Vi aspettiamo.

Antonio.

Cavallo a Bagnacavallo

C’era una volta un grande cavallo, un po’ vecchio e un po’ malato, che dopo gesta eroiche in giro per il mondo arrivò in un piccolo paese per cercare riposo. Dopo aver bevuto e aver fatto il bagno nel fiume Senio scoprì che le acque di quella terra erano miracolose: in un battibaleno si riprese e tornò a galoppare insieme al suo padrone alla conquista del mondo.

SAPRESTI DIRE DI CHI ERA QUESTO CAVALLO ?

Da allora quell’umido e paludoso territorio si trasformò in una viva città chiamata BAGNACAVALLO, fertile e abbondante nei suoi raccolti.

Così, fu eretto il Palazzo dell’Abbondanza, dove tutti i contadini conservavano insieme i raccolti dei campi.

Secoli dopo, qualcun altro, sempre in preda a manie di dominio dell’universo, richiamato da questa eco di abbondanza, arrivò con le sue truppe conquistando la città e cacciando frati e suore da tutte le chiese, compresi i frati dall’Antico Convento di San Francesco.

E CHI ERA COSTUI INVECE ?

Prima di lasciare il paese però, diede il via allo sviluppo del commercio facendo costruire un tipo di piazza mai costruita prima, di forma ellissoidale: la chiamarono Piazza Nuova. In tale luogo prese piede un importante mercato del bestiame che permise lo scambio delle merci e l’incontro tra le genti, reso più conviviale dalla presenza della famosa Osteria. CONOSCETE ALTRE PIAZZE ELLISSOIDALI ?

Mentre un po’ più in là Piazza della Libertà, al centro di Bagnacavallo, diventava sempre più un luogo di fondamentale importanza per l’aggregazione delle persone e per le scelte politiche.

Se oggi fai un giro per Bagnacavallo e incontri le persone, visiti i luoghi con gli occhi curiosi ti accorgi che a distanza di secoli ha mantenuto e caratterizzato ancora di più i suoi luoghi storici favorendo lo sviluppo di una fitta rete di SOCIALITA’.

Il Palazzo dell’Abbondanza è ora il luogo dove tante associazioni hanno trovato una propria casa. Giovanni, il Presidente degli Amici dell’Abbondanza ci racconta con orgoglio le diverse attività che animano il paese, nelle quali viene mantenuta viva la tradizione, come ad esempio le famose mangiate dell’osteria dell’ Azdora, la signora, un po’ grossa, un po’ con il mattarello, che nella tradizione romagnola governava la famiglia.

Piazza della Libertà ancora oggi viene richiamato al suo ruolo centrale per la comunità: da 5 anni accoglie l’esperienza, durante le feste natalizie, del Circo della Pace , in cui lavorano artisti di tutto il mondo che grazie all’arte circense hanno trovato un’occasione di riscatto. Tale esperienza è un progetto certamente ambizioso ed innovativo, ma è riuscito ad aggregare l’intera collettività bagnacavallese: associazioni, enti pubblici e privati, imprese profit e non-profit.  

L’Antico Convento di San Francesco, nella sua storia, ha sempre svolto una funzione di carattere sociale, come rifugio durante le guerre, come scuola e da circa 3 anni le cooperative sociali Il Mulino, La Traccia e Botteghe e Mestieri ci fanno ACCOGLIENZA DEL VIAGGIATORE.

Attraverso l’Ostello, grande, grandissimo, alto, altissimo, con un chiostro da fare invidia a tutti i gestori di ostelli e non solo, cercano di condividere esperienze e saperi e dare qualità ai rapporti tra le persone.

E’ un posto speciale, ci sono persone speciali, ci sono valori speciali.

Quindi è un LE MAT.

NOIO… VOLEVAM… VOLEVÀN SAVOIR… L’INDIRISS… DE BAGNACAVALLO….

Raccontare una storia di viaggio ci offre l’opportunità di rendere speciali quei luoghi che diversamente durante la visita non sarebbero in grado di dirci molto, di lasciarci nel cuore e nella memoria un gusto unico…

Così oggi abbiamo visitato Bagnacavallo, un piccolo centro dell’Emilia Romagna in provincia di Ravenna.

Alle 14.30, complice il tempo con un sole caldo, abbiamo intrapreso la strada che porta dal Convento di San Francesco dove siamo alloggiati verso il centro di Bagnacavallo.

Dalla prima tappa, ovvero la porta di ingresso alla città, siamo passati per il Palazzo dell’Abbondanza dove abbiamo incontrato il Presidente del Centro Sociale, Giovanni.

Per raggiungere la Piazza Nuova ci siamo trovati a passare attraverso un suggestivo vicoletto dal nome romantico “Vicolo degli Amori”, stretto, buio ma suggestivo, alla fine del quale si apriva una carinissima piazzetta adiacente ad un antico rifugio per orfanelli, oggi case popolari, tutta addobbata per le feste natalizie e popolata di donne affacciate alla finestra incuriosite dal canto e dalla straordinaria voce di Mario, un LeMat d’oil.

Arrivati alla Piazza Nuova siamo rimasti colpiti dalla sua forma ovale e dai colori accesi, rossastri tutta a mattoncini, evidenziati anche dai raggi del sole che stava tramontando. Tutto intorno si snodava un porticato ad archi sul quale si aprivano vetrine di osterie, enoteche, botteghe di artigiani. Fortuna ha voluto che incontrassimo il proprietario dell’Osteria che ci ha invitato ad entrare nella storia anche recente di questo luogo. La piazza è stata più volte utilizzata come location di film famosi e pubblicità televisive: avete presente quella del latte “Fatti mandare dalla mamma ……..”!

Al calar del sole, nel raggiungere la piazza principale, ci siamo resi conto della tranquillità di questo centro, grazie alla quale abbiamo potuto apprezzare maggiormente la bellezza e i dettagli dei palazzi come il Teatro Goldoni, la Torre Civica sede antica di una prigione a 3 piani divisi in Inferno, Purgatorio e Paradiso che ospitò un brigante detto IL PASSATORE. Alla base della Torre una cosa particolare è la presenza di tre chiodi dove i Bagnacavallesi usano appendere gli oggetti smarriti.

Sulla strada del ritorno, all’imbrunire, ci imbattiamo nel CASTELLACCIO antica torre fortificata di vedetta. La leggenda vuole che il palazzo fosse abitato da fantasmi o streghe, ragion per cui i Bagnacavallesi se ne tenessero lontani soprattutto nelle ore notturne.

Alle 17 abbiamo concluso la nostra visita rientrando nel calduccio dell’Ostello.

….e così oggi “leggere” Bagnacavallo ci parlerà del gusto di quei luoghi, personaggi e storie che in un altro modo non avremmo potuto incontrare: special places, special people, special values!

LA STORIA DEL SEMINARIO ALL’OSTELLO DI BAGNACAVALLO

Fatta Le Mat, bisogna fare i “Lemattiani”, ed è per diventarlo che ci siamo impegnati durante il seminario organizzato presso l’ ostello gestito dalla cooperativa sociale “Il Mulino”, nelle giornate dal 12 al 14 di dicembre. Ogni percorso di apprendimento che si rispetti prevede una parte teorica e una parte pratica: il pomeriggio di lunedì 12 è stato dedicato a quella teorica.
Assieme a una ventina di colleghi provenienti da tutta Italia e rappresentanti di diverse realtà nel campo dell’accoglienza sociale, o meglio dell’ACCOGLIENZA tout court, abbiamo messo in una valigia concreta e anche simbolica i nostri volti e gli oggetti che più ci rappresentano. Abbiamo poi esplorato il settore dei concetti e degli strumenti: dalla filosofia di coesione e mutuo sostegno dei soggetti Le Mat all’uso del sito, dei social networks e alla veicolazione dei contenuti, delle specificità e dei punti di forza delle realtà facenti parte del vasto mosaico, ognuna con i suoi volti, i suoi protagonisti e le sue storie, ma tutte necessariamente accomunate da un sistema di valori, anche etici, comuni, cioè la necessità di compiere un percorso di miglioramento della propria offerta anche e soprattutto attraverso il contributo degli altri,se è vero,com’è vero, che l’unione fa la forza. Recita il “manifesto Le Mat: «Ogni Le Mat è singolare!», ma c’è, anzi ci deve essere, uno standard qualitativo comune. Sono un Le Mat quindi coopero, collaboro, condivido, sostengo. La parte “pratica”, del martedì 13 è stata decisamente la più originale e per certi versi singolare, avendo richiesto a tutti noi un impegno fisico e anche psicologico. Ci siamo impegnati la mattina in esercizi  fisici per riabituarci al linguaggio corporale allentando le naturali difese inibitorie e imparare ad affidarci agli altri; tutto questo per poi “recitare” in un gioco di ruolo collettivo, e mettere in scena, divisi per gruppi, una serie di scenette più o meno tratte da situazioni realistiche inerenti le attività dell’ostello. Il tutto rigorosamente senza parlare, come nella migliore tradizione del cinema muto. E’ stato per me sorprendente scoprire come possa essere divertente “recitare” e come crei immediatamente coesione in un gruppo. E’ decisamente la scoperta dell’acqua calda, (generazioni di commediografi stanno lì a dimostrarlo), ma meglio tardi che mai. La seconda parte della giornata ha riservato altrettante e gradite sorprese. Si era deciso di fare tutti assieme una passeggiata più o meno turistica per Bagnacavallo alla ricerca di luoghi e di personaggi. Li abbiamo trovati entrambi. Favoriti dalla storia monumentale medievale ancora più o meno intatta del paese, e dal pomeriggio assolato, abbiamo vagato piacevolmente tra vicoli, piazzette, chiese e monumenti.

La visita al circolo dell’Abbondanza ci ha fatto scoprire quel tessuto di cooperazione e di sani valori che caratterizzano la parte migliore delle nostre terre, personificati nella figura del suo presidente, che coordina una realtà fatta di volontariato e di impegno a servizio della comunità. Poi la serenata di un nostro collega con doti canore a beneficio di alcune signore affacciate alle finestre delle case popolari antistanti il “vicolo degli amori”, così stretto che costringe, appunto a “stringersi”, è giunta inaspettata ma assolutamente a proposito. La parte finale della passeggiata ci ha portato in Piazza Nuova, una deliziosa piazzetta ellittica porticata, che ospita una taverna e un ristorante ovviamente antichi e ovviamente tipici: abbiamo incontrato il proprietario di entrambi che è stato ben lieto di mostrarcele nonostante l’ora di chiusura. Il nostro itinerario è terminato di fronte alla torre civica, luogo di ricordi di infanzia per molti bagnacavallesi. Anche la seconda parte della giornata ha contribuito a creare quel senso di svagata confidenza, potenziale veicolo di creatività, che era lo scopo primario delle nostre attività. Il giorno successivo abbiamo fatto i compiti. Abbiamo elaborato un programma di lavoro per coronare e mettere a frutto tutte le esperienze fatte nei due giorni precedenti. La strada per diventare “lemattiani “ si fa sempre più breve.

OFFICINA LE MAT….riuniti per 3 giorni all’Ostello di Bagnacavallo

Branding e comunicazione questi sono i motivi per cui questa volta gli operatori e viaggiatori Le Mat si sono messi in viaggio dai tanti diversi luoghi Le Mat per arrivare a Bagnacavallo, in Provincia di Ravenna. Siamo ospiti dell’Ostello di Bagnacavallo e lavoreremo per 3 giorni e…vi racconteremo…I comunicatori Le Mat

Special places, special people, special values…with Le Mat in the Northeast of UK

First of all thanks to Melanie, Linda, Lynn and Matthew and all the others helping us to understand a lot of interesting social enterprise practices and to discover a beautiful landscape and really special people.

It was a wonderful trip, a real Le Mat accoglienza!

They call it Northumbria…… The collieries that once dominated many parts of North East England have now gone and the pit heaps have been reclaimed and naturalised into the landscape, but there is no doubting the important influence that coal mining has had upon shaping the modern character of North East England….

But why traveling to the Northeast of UK?

We met Keith Richardson during an Equal mainstreaming project on social franchising that now turned into a European Association.

Keith, together with many other people pointed out the innovative proposal to replicate good practices in social entrepreneurship and studying the European good practices they discovered Le Mat.  And so we started to co-operate with the Northeast of UK.

In 2010 Le Mat organized a tour through APULIA and we started a dialogue with Linda Rutter (In Good Shape CIC ), Melanie Todd (The Studio @ CIC), Lynn Summerside (BActivenBFit CIC ) and Matthew Burge (Burge Surtees Associates Ltd ). Wonderful people and we started to work together on communication and story telling….

In the meantime the Sardinian members of Le Mat the consortium Andalas de Amistade searched for a European partner and so we organized a trip to discover the many social enterprise practices in the Northeast of UK.

The first day we met a marvellous person…Frederik a traditional Boat Builder!

A wonderful example of how normal people throughout their passion and ability are real social entrepreneurs! And so our discussion starts: who are the social entrepreneurs, where are the differences in between the social enterprise sector in UK and the Third Sector in Italy. We learned a lot of things and our brains started working…

The second day we all moved from South Shields -  where we slept in a beautiful Hotel on the river Tyne, exactly where the river meets the North Sea – to Newcastle, precisely to the Ouseburn Valley , a long industrial story but today the creative heart of Newcastle. A long regeneration process: the challenge of maintaining the area’s unique ‘quirky’ character and its rich heritage assets, at the same time as attracting modern and innovative development, has not been easy. To help steer this process, the Ouseburn Trust , in partnership with the City Council’s Ouseburn Regeneration Team, published the Lower Ouseburn Regeneration Strategy in 2003. This strategy laid out the following vision for the area:

‘By 2010 the Lower Ouseburn Valley will be a thriving, sustainable, urban village in a unique riverside location within the City of Newcastle. The best heritage features of the area will have been preserved and enhanced within a vibrant townscape and an attractive landscape that will reconnect people with the diverse natural environment. A wide range of businesses especially those related to creative, innovative, multi-media and cultural activities will be prospering in the area. The Valley will also be home to a stable mixed residential community. A wide variety of services and leisure opportunities will be available for residents, employees and visitors to the area…’

A process which needed social entrepreneurs and we met some of them, really extraordinary…

Ouseburn Farm was our first meeting. The farm is steadily growing…vegetables, animals, really in the middle of the town. A lot of volunteers working on it. We discovered recycled glasshouses…never seen before!

Susan Tron received us in Stepney Bank Stables, Newcastle’s Inner City Community Horse Project

The aim of the Project is to use the horse as a tool, to motivate, educate and pass on key social skills. Despite being a strange concept this has proven an effective, long term method of reaching disadvantaged and hard to reach groups. Through doing this we have enabled many individuals from deprived backgrounds to develop new interests and gain self-esteem to a level where they can seek further training or employment. In the middle of the town! Phantastic!!!!

Also the Star & Shadow Cinema is part of the Ousborn Open Studios and it was amazing to see and to listen to their story. A group of passionate film volunteers set it up and keep it going on….and it’s not only a CINEMA…

Part of the Ouseborn Open Studios is also NORTHERN PRINT , a real service place for artists and those that want to become artists. It’s certainly not only printing….

In the afternoon after gift sharing (the Sardinians brought fantastic things with them!) and the healthy packed lunch prepared with love by Melanie…we met the wonderful people of

Recyke y’bike, Newcastle’s multi award winning second-hand bicycle & recycling hub. Look to there video on youtube.   They really are passionate bikers and recyclers and may bikes are going to Africa

Last but not least our guests showed us the Amber Films & Side Gallery in the old town of Newcastle. They have a long and exiting story. The work is rooted in social documentary, built around long term engagements with working class and marginalized communities in the North of England. Through the gallery and cinema programs and at festivals and screenings, the group makes connections with inspirational production in the wider world. Murray Martin was a founder member of Amber and the prime architect of the vision…look here

The evening dinner, all together – also Keith joined us – in North Shields, the other side of the Tyne was good and offered by our guests!

The day after – Sunday – we discovered othe social enterprises and we really couldn’t understand – with our Italian experience – why they are called social enterprises. Ok, they are not for profit, working to qualify the cultural services…but where do they take the money from? Many questions and discussions are going on. Nevertheless let’s tell some more details.

First of all the BALTIC MILL Housed in a landmark industrial building (a MILL) on the south bank of the River Tyne, BALTIC is a major international centre for contemporary art. BALTIC has no permanent collection, providing instead an ever-changing calendar of exhibitions and events that give a unique and compelling insight into contemporary artistic practice. BALTIC was founded with funding from The National Lottery through Arts Council England, Gateshead Council, Northern Rock Foundation, the European Regional Development Fund and One NorthEast, and receives continued support from Arts Council England and Gateshead Council. But one upon the time it was a big MILL and it stopped to work it would have been to expensive to destroy it…so they decided to change the destination…Our guide was unique…he showed us all the secrets of this incredible building….and he answered our questions about funding…we really were very curious!

The next “social enterprise” we visited was the Gateshead Sage Concert Venue .The centre occupies a “curvy glass and stainless steel” building designed by Foster and Partners. Here you can take some virtual tours and read something more about the story and the money they spent on it. People in Newcastle are happy to have a music city like this because it isn’t used only to listen to concerts but can be used also to do music…maybe that’s the reason why it is a social enterprise? “Music’s for you.  Music’s for everyone. Whether you’re 2 or 92; whether you’re a beginner or have years of experience; whether you’d like to join a choir, play in a folk ensemble, brush up on your theory, try out improvisation or learn the steel pans; whether you want pursue music professionally or as a creative social pastime – we’re sure you’ll find an opportunity to join in, enjoy and learn with us.” Maybe it’s really not only a big music palace

But than – after our healthy packed lunch organisid with love by Melanie -  we went to visit West End Millin Centre, a place where we as Italian social entrepreneurs felt at home…The Millin Centre is a rapidly expanding community centre and the hub of the Black Minority Ethnic community in Benwell. All communities are welcome regardless of faith, gender, age or race. Millin is a Punjabi/Hindi/Urdu/Bengali term, which means to come together as people. The North Benwell Black Residents Support Group (NBBRSG) was set up in 1995 by a group of local residents to improve, strengthen and promote the needs of the Black and Minority Ethnic (BME) communities living in the Benwell area, by providing educational programmes for men, women and children, while valuing their cultural diversity and recognizing local circumstances. When we arrived there was a small Christmas market going on and two beautiful women explained us the work, the difficulties the prides. We had thousands of questions….

After a visit to Durham in the evening we had a wonderful Curry Dinner in South Shields offered by the Sardinian people and a lot of planning work for our future Le Mat development….

On Monday morning an important appointment with PLACES FOR PEOPLE in South Shields. Unbelievable, PLACES FOR PEOPLE are one of the largest property management, development and regeneration companies in the UK. They own or manage 62,034 homes and have assets of more than £3billion. Building homes is just the start. New schools, shops, leisure facilities, childcare, job opportunities and training for support services make a place thrive. And they don’t stop there: they manage places so they’re sustainable in the future….They explained their work and we visited some of their houses and inclusion projects and we explained our Le Mat work and they really were interested…Maybe we will meet again…

And than we went to Sunderland to visit the National Glass Centre http://www.nationalglasscentre.com . We could participate in a glass blowing class and it was really interesting. Nice place, a pity not to find nothing in another language but we found a lot of gifts to take to Italy…

Last but certainly not least Lynn took us to her B’ Active ‘N’ B’ Fit. “We deliver therapeutic Exercise, Movement & Dance, holistic therapies & health improvement to all ages and social backgrounds. Sit ‘N’ B’ Fit (as seen on TVs The Secret Millionaire) which tailors exercise to the over 50s, and more frail older adults including people with specialist health needs. Our developmental arm B’ Young ‘N’ B’ Fit that provides specialist programmes of Exercise, Movement & Dance to help combat the effects of inactivity in children such as obesity.We strive to ensure that our classes are non-intimidating and welcoming to ensure full inclusion…”

Lynn is a wonderful person and we call can imagine that together with her it really becomes easy to be active…

There would have been many more stories to tell…it was  – as I already said – a superb travel.

Thank you to all the people we met, to all those that sponsored our well being in the North East but a special thank you to Melanie and Matthew who developed a high professional tour, a real Le Mat tour!

Special places, special people, special values you can find travelling with LE MAT NORTH UMBRIA!