Il Bosco conquistato di Chiarino: una storia di sopravvivenza, un sogno più che secolare!

Ho appena trascorso 6 bellissime giornate alla Locanda del Cervo a Paladini nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga in compagnia di Angelo, Barbara, Silvia, Ida: neo-protagonisti dell’accoglienza Le Mat in Abruzzo.

Ho trascorso questa vacanza con i miei bambini camminando a lungo nella valle del Vomano, un torrente che scorre proprio davanti alla Locanda e separa il gruppo della Laga da quello del Gran Sasso. Lungo lo stesso tragitto del Vomano corre la Statale 80, la cosidetta Strada Maestra che collega L’Aquila a Teramo. Quello della Strada Maestra è oggi uno degli 11 distretti del Parco e noi abbiamo cercato in questi pochi giorni di scoprirne le principali bellezze e storie. La statale 80 è una delle strade più antiche dell’Appennino, costruita sul solco scavato nei millenni dalle acque del Vomano che dopo l’apertura del Traforo del Gran Sasso, è rimasta tagliata fuori dalle principali direttrici turistiche … ma forse meglio così!

Abbiamo gironzolato fra un versante e l’altro della Valle senza riuscire a decidere quale fosse il più bello.

Quì vi racconto di una giornata trascorsa sul lato del Gran Sasso, una escursione nel bosco di Chiarino.

A partire dalla Locanda del Cervo, si va sulla SS 80 in direzione Aquila e dopo pochi Km si arriva alla diga di Provvidenza. Questo è il punto da dove inizia l’escursione, è il punto in cui il Fosso Chiarino si butta nel Vomano, formando per azione della diga, il lago artificiale di Provvidenza ( 1000 m s.l.m), sfruttato ai fini della produzione di energia idroelettrica.

L’escursione da qui ci porta fino oltre la sorgente del Chiarino, alle pendici del Monte Corvo, al rifugio Domenico Fioretti ( 1503 m s.l.m.) nel bel mezzo di un fantastico pianoro erboso, oltre il quale gli escursionisti esperti avviano la salita alla cima del Monte Corvo.

Superata la diga, si inizia un percorso di circa 4 km che risale dolcemente la valle attraverso una spettacolare estensione boschiva, per lo più faggeta. Vi si trovano anche altre specie come il tasso, il frassino, aceri e olmi. Dopo un pò di cammino si scorge la vetta, con le sue pareti strapiombanti su cui attecchiscono le conifere. Ci si fa facilmente l’idea del valore di questo bosco: un valore legato allo sfruttamento delle sue due principali risorse: legno e acqua.

E infatti ecco che si notano le opere idrauliche ( oltre la diga ovviamente), i tombini dell’acquedotto ci raccontano chi e quando lo ha fatto realizzare…come c’era da immaginarselo!

Dopo circa 4 km si giunge ai ruderi di un molino ad acqua: Molino Cappelli, dotato di una torre con feritoie. Carlo Cappelli era un signore locale che verso la fine del 1700 comprò la montagna e il bosco privando i cittadini della vicina comunità di Arischia della loro principale fonte di sostentamento. E’ da qui che inizia il secolare contenzioso fra i Cappelli e gli Arischiesi. Ho scoperto questa storia, apena giunta in cima al rifugio. Dopo una sosta al Molino, si continua sulla sterrata e si entra di nuovo nella faggeta. Ad un certo punto il bosco si dirada, siamo a Piano del Castrato, dominato dai pendii ghiaiosi e dagli speroni rocciosi del versante sud-occidentale del Mone Corvo. A poca distanza da un grande fontanile si intravede il tetto del rifugio. Ci avviciniamo entriamo e scopriamo, scritta su una pietra posta all’esterno del rifugio, la storia completa del Bosco di Chiarino:

-nel 1799, approfittando del cambio di regime, dai Borboni alla Repubblica Partenopea, gli Arischiesi si ribellano al dominio della famiglia Cappelli, innalzando l’ Alberata di Chiarino occupandone i culti, i territori e i pascoli

· 1865: il giudice regio condanna gli arischiesi a lasciar libera la montagna di Chiarino ed intima di cessare ogni attività fino ad allora svolta.

· 1901: gli arischiesi occupano il bosco e vengono arrestate 75 persone. · 1910: la Cassazione emette la sentenza definitiva.

· 1920: gli arischiesi occupano nuovamente la montagna e vengono arrestate 9 persone. Quattro legali difendono gli imputati ed il Comune. Gli arischiesi chiedono ai Cappelli una lunga locazione e loro, per timore di azioni rivoluzionarie, decidono di vendere.

· 1922: Arischia acquista la montagna.

Nel tempo di discesa, medito e fantastico su questa storia, mi viene la voglia di approfondire e vorrei conoscere di più magari anche del periodo medioevale e perchè nò, dell’età romana e preromana. So che la montagna conserva anche questi segni e un altro giorno andrò a cercarli !

Visualizza altre foto dell’escursione

…e ancora CADORE…il turismo di Comunità della cooperativa sociale Cadore

E’ stato un grande piacere, venerdì 10 febbraio a Belluno, poter consegnare la Targa di affiliazione LE MAT alla cooperativa sociale CADORE. La sala del Centro Culturale “Piero Rossi” in Piazza Piloni a Belluno è piena e Bepi Casagrande, giornalista della Rai con indubbia professionalità costringe un po’ tutti ad esprimersi sul progetto LE MAT/CADORE!

L’avvio del progetto integra il supporto allo sviluppo della rete turistica che la cooperativa Cadore già svolge attraverso le attività di manutenzione ambientale, di valorizzazione della pista ciclabile, di battitura dei percorsi verso i rifugi per l’accesso con le ciaspe e tante altre cose…..

Avete già visto anche qui foto e avete letto della splendida realtà che ora si può andare a visitare soggiornado nei bellissimi appartamenti a PERAROLO, nel Palazzo in cui un tempo anche la Regina Margherita passava le sue vacanze.

Ma la Cadore è davvero molto, molto di più; è un progetto ambizioso per la montagna, per l’inclusione, per l’autodeterminazione….e siamo davvero orgogliosi che hanno voluto affiliarsi a LE MAT.

Le prime proposte sono già sul sito Le MAT. Vi aspettano ….guardate le foto….

Colgo l’occasione per raccontarvi dell’articolo che ieri, 13  febbraio è uscito sul quotidiano Il Solo 24 ore a cura di VITA su “L’Ospitalità sociale a firma “Le Mat”.

Grazie a tutti i soci e affiliati Le Mat, e LET’S GO ON!

Articolo sulle nostre strutture LeMat

Vi segnalo questo link ad una pubblicazione Calameo che riporta un articolo fatto sul “Ristorarte GranCan” e “La Locanda Le Salette”

Le Mat a Bagnacavallo….

A tutti i componenti dell’officina Le Mat – Ostello di Bagnacavallo: grazie a tutti per l’esperienza fantastica di questi giorni felici, tutti insieme avete arricchito ancora di più la viaggiatrice che è in me!!! Buone Feste a tutti quanti!
Per Alice, Mario, Federico, Melissa, Luca…W Itop!!!!
Ilaria

A BAGNACAVALLO (RAVENNA), all’OSTELLO BAGNACAVALLO, nel CONVENTO di SAN FRANCESCO, un luogo speciale..che vuole diventare un LE MAT

Non ci credevo ma si può fare, con il treno, arrivare dal Cadore a Bagnacavallo…

Sono stata accolta alla piccola Stazione di Bagnacavallo da Melissa. In due minuti eravamo davanti all’Ostello di Bagnacavallo (ci si va anche a piedi in poco tempo) e io ero con la bocca spalancata. Avevo visto le foto e letto il racconto di Sonia qui su VIAGGIATORI SOCIALI ma questo complesso supera davvero anche la mia fantasia: SPAZI, SPAZI, SPAZI…tutti da riempire, di persone, progetti, colori….

E infatti c’è la cooperativa sociale Il Mulino, del Consorzio FARE COMUNITA’ che ha deciso di fare di questo luogo un posto speciale, un vero posto LE MAT.

Il giorno 9 giugno abbiamo lavorato, discusso, progettato e intraprenderemo un percorso di affiliazione LE MAT…

ma vi consiglio sin da subito un viaggio a BAGNACAVALLO – davvero facilmente raggiungibile…ed è un bel luogo…con la bici al mare non ci vuole niente….e tanti eventi…la vera ROMAGNA, insomma!

Da oggi qui si svolge LA FESTA DELLA POLITICA (leggete qui http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/06/16/news/i_parlamentari_a_bagnacavallo_per_la_festa_della_politica-17777889/  e qui http://www.festabagnacavallo.it….ci trovate la pianta del CONVENTO di SAN FRANCESCO/ ). Chi sa se si narra un po’ anche della cooperazione sociale, dell’impresa sociale, del fare comunità, empowerment, inclusione?


Ma poco importa, i cooperatori sociali ci sono ad accogliere gli ospiti… e il giorno 18 alle 21.30 sulla bella Piazza di Bagnacavallo un concerto del nostro amico SIMONE CRISTICCHI https://www.facebook.com/event.php?eid=197650346947473

Solo un piccolo appunto, da subito. Il sito è bello ma un po’ …come dire pretensioso…è invece è proprio un luogo PER TUTTI!

Guardate le foto e il sito www.ostellobagnacavallo.com

A presto

IN CADORE con la cooperativa CADORE

Anche la scorsa settimana ho viaggiato LE MAT. Sono stata in Cadore. Non è proprio facile arrivarci da Roma con il treno…Ora lo so, se non scrivi “Calalzo-Pieve di Cadore-Cortina” non trovi neanche la stazione. Ci vogliono 3 ore e mezzo da Padova, se va bene. Niente di male per noi che siamo viaggiatori slow ma per chi ci vive…

Sono partita perchè la cooperativa sociale CADORE con sede a Valle di Cadore (vi orientate? guardate qui) aveva chiesto di incontrare LE MAT.  Ed è stato un viaggio e un incontro molto interessante. Qui trovate un po’ di foto…

La cooperativa fa un sacco di cose per creare lavoro (e non solo) lì dove il lavoro sembra non ci sia più da quando l’industria dell’occhiale ha cominciato a delocalizzare… Alla cooperativa Cadore pensano che nonostante ciò e si possono fare tante cose per ricostruire una comunità inclusiva e molte cose si fanno già.

Con LE MAT si potranno accogliere anche tanti viaggiatori per far conoscere e apprezzare e conservare questo paesaggio straordinario…un turismo che faccia conoscere al viaggiatore la gente e le storie del CADORE.

Ho passato una giornata molto bella con i soci  e il Presidente della cooperativa e con Stefania che era venuta dalla cooperativa Azalea di Verona per dare man forte al progetto di affiliazione. Ci hanno raccontato tante storie, abbiamo visto luoghi e relazioni….sono contenta che ci torneremo….

A breve si avvierà la gestione di alcuni appartamenti a PERAROLO nella casa in cui soggiornavò la Regina Margherita. Nel 1878 lera stata consigliata dai medici di soggiornare in montagna, il Cadore parve una buona idea. L’otto agosto 1881 la regina e il principe Vittorio Emanuele giunsero a villa Lazzaris-Costantini a Perarolo in carrozza con un seguito di circa 100 persone. Di queste, una sessantina (dame, cavalieri, personale di servizio e di scuderia) alloggiò in villa con la regina e con il principe…..

Ma PERAROLO ha una storia molto più antica. Era da quest’area che partivano le zattere per il trasporto del legname diretto alla Repubblica di Venezia per via fluviale, traffico che fu per molti secoli, a partire dalla seconda metà del XIV, alla base dell’economia di questo territorio, a prevalenza boscoso. Nei primi del Novecento, però, con l’arrivo nella valle della ferrovia (1913)…. negli anni ottanta fu dismessa la Cavalera e furono costruiti il viadotto e il Ponte Cadore, che tagliarono fuori il paese dal traffico automobilistico, pregiudicando così un’economia legata al turismo diretto a Cortina e sulle Dolomiti…..

Insomma, un luogo LE MAT ricco di tante persone e progetti per ricostruire qualcosa di diverso. Partiremo con il processo di affiliazione e tra un po’ anche i viaggiatori LE MAT potranno conoscere la cooperativa CADORE ……

GENOVA – i tanti punti di vista degli imprenditori sociali

A Genova c’è un consorzio tra cooperative sociali che si chiama Progetto Liguria Lavoro, tanti soci, tante attività Valori Aggiunti, come dicono loro!

Ho passato 2 giorni con loro, abbiamo lavorato sui tanti prodotti che già ci sono e sull’affiliazione Le Mat!

Ho conosciuto molte delle persone impegnate nei diversi servizi turistici, dai musei, al catering e ora l’ostello SU GENOVA.

Sopra Genova appunto con una vista stupenda – N.S. del Monte….c’è tutta una storia, ve la racconteranno loro quando ci andrete!

Da qui si scende a piedi, attraverso stupende passeggiate ma volendo anche si sale….

Abbiamo cenato alla Locanda del Monte! OTTIMO!

A presto!