LA STORIA DEL SEMINARIO ALL’OSTELLO DI BAGNACAVALLO

Fatta Le Mat, bisogna fare i “Lemattiani”, ed è per diventarlo che ci siamo impegnati durante il seminario organizzato presso l’ ostello gestito dalla cooperativa sociale “Il Mulino”, nelle giornate dal 12 al 14 di dicembre. Ogni percorso di apprendimento che si rispetti prevede una parte teorica e una parte pratica: il pomeriggio di lunedì 12 è stato dedicato a quella teorica.
Assieme a una ventina di colleghi provenienti da tutta Italia e rappresentanti di diverse realtà nel campo dell’accoglienza sociale, o meglio dell’ACCOGLIENZA tout court, abbiamo messo in una valigia concreta e anche simbolica i nostri volti e gli oggetti che più ci rappresentano. Abbiamo poi esplorato il settore dei concetti e degli strumenti: dalla filosofia di coesione e mutuo sostegno dei soggetti Le Mat all’uso del sito, dei social networks e alla veicolazione dei contenuti, delle specificità e dei punti di forza delle realtà facenti parte del vasto mosaico, ognuna con i suoi volti, i suoi protagonisti e le sue storie, ma tutte necessariamente accomunate da un sistema di valori, anche etici, comuni, cioè la necessità di compiere un percorso di miglioramento della propria offerta anche e soprattutto attraverso il contributo degli altri,se è vero,com’è vero, che l’unione fa la forza. Recita il “manifesto Le Mat: «Ogni Le Mat è singolare!», ma c’è, anzi ci deve essere, uno standard qualitativo comune. Sono un Le Mat quindi coopero, collaboro, condivido, sostengo. La parte “pratica”, del martedì 13 è stata decisamente la più originale e per certi versi singolare, avendo richiesto a tutti noi un impegno fisico e anche psicologico. Ci siamo impegnati la mattina in esercizi  fisici per riabituarci al linguaggio corporale allentando le naturali difese inibitorie e imparare ad affidarci agli altri; tutto questo per poi “recitare” in un gioco di ruolo collettivo, e mettere in scena, divisi per gruppi, una serie di scenette più o meno tratte da situazioni realistiche inerenti le attività dell’ostello. Il tutto rigorosamente senza parlare, come nella migliore tradizione del cinema muto. E’ stato per me sorprendente scoprire come possa essere divertente “recitare” e come crei immediatamente coesione in un gruppo. E’ decisamente la scoperta dell’acqua calda, (generazioni di commediografi stanno lì a dimostrarlo), ma meglio tardi che mai. La seconda parte della giornata ha riservato altrettante e gradite sorprese. Si era deciso di fare tutti assieme una passeggiata più o meno turistica per Bagnacavallo alla ricerca di luoghi e di personaggi. Li abbiamo trovati entrambi. Favoriti dalla storia monumentale medievale ancora più o meno intatta del paese, e dal pomeriggio assolato, abbiamo vagato piacevolmente tra vicoli, piazzette, chiese e monumenti.

La visita al circolo dell’Abbondanza ci ha fatto scoprire quel tessuto di cooperazione e di sani valori che caratterizzano la parte migliore delle nostre terre, personificati nella figura del suo presidente, che coordina una realtà fatta di volontariato e di impegno a servizio della comunità. Poi la serenata di un nostro collega con doti canore a beneficio di alcune signore affacciate alle finestre delle case popolari antistanti il “vicolo degli amori”, così stretto che costringe, appunto a “stringersi”, è giunta inaspettata ma assolutamente a proposito. La parte finale della passeggiata ci ha portato in Piazza Nuova, una deliziosa piazzetta ellittica porticata, che ospita una taverna e un ristorante ovviamente antichi e ovviamente tipici: abbiamo incontrato il proprietario di entrambi che è stato ben lieto di mostrarcele nonostante l’ora di chiusura. Il nostro itinerario è terminato di fronte alla torre civica, luogo di ricordi di infanzia per molti bagnacavallesi. Anche la seconda parte della giornata ha contribuito a creare quel senso di svagata confidenza, potenziale veicolo di creatività, che era lo scopo primario delle nostre attività. Il giorno successivo abbiamo fatto i compiti. Abbiamo elaborato un programma di lavoro per coronare e mettere a frutto tutte le esperienze fatte nei due giorni precedenti. La strada per diventare “lemattiani “ si fa sempre più breve.

Abitare la terra

Risponde completamente a ciò che vogliamo per il nostro tempo e per le generazioni future: naturale, ecologica, abbondante, facilmente disponibile ed accessibile al maggior numero possibile di persone! E’ la terra, quella che abbiamo sotto i piedi. La terra del suolo, estratta a pochi centrimetri di profondità, opportunamente scelta, lavorata, messa in forma e lasciata asciugare.

Realizzare mattoni in terra cruda sembra un gioco da bambini! E così è stato per noi, il 18 luglio a Serrenti nella Sardegna Meridionale del Medio Campidano.

Stiamo viaggiando sulle tracce delle “relazioni di senso” della nostra cooperativa sociale San Lorenzo: oggi ci portano ad incontrare Walter Secci, segretario dell’Associazione Nazionale Città della Terra Cruda, lo incontriamo a Samassi dove ha sede la Associazione.

Accostiamo su una stradina, di fianco subito un segno della cultura locale del costruire in terra, poi Walter ci conduce presso la sede dell’associazione  e della biblioteca comunale: una casa di terra! una costruzione tradizionale, con un grande portale filo strada al di là del quale si svolgeva tutta la vita: abitare, conservare e trasformare i prodotti dei campi, il ricovero per gli animali da lavoro, la piazza per la socialità!

Da qui parte il nostro viaggio alla scoperta della cultura della Terra Cruda. Ci incuriosiscono le sperimentazioni, le contaminazioni, l’uso degli spazi ( ora collettivi per attività artistiche e culturali) il tutto in un perfetto equilibrio  tra il recupero di una cultura ancestarle e l’innovazione.

Ad accoglierci in questa culla delle costruzioni in terra anche il Sindaco di Samassi che trascorre con noi il tempo del pranzo: i bambini che sono con noi sicuramente non facilitano la conversazione…ma riusciamo a intenderci sul fatto che è proprio giusto valorizzare la tecnica del crudo, lui ci racconta che con lo svolgimento dei tempi costruire con la terra è stato considerato obsoleto e, soprattutto, per molti, indiscussa testimonianza di povertà, di emarginazione a livello sociale e culturale. Ora invece ci si sta riavvicinando, e la gente capisce che è naturale, è un diritto, noi diciamo a Walter e al Sindaco che lo vogliamo raccontare nel nostro film – racconto di viaggio.

Tocchiamo con mano questo NUOVO interesse per l’arte del costruire in terra cruda, nel pomeriggio, quando ci spostaimo a Serrenti. Qui si sta svolgendo un workshop internazionale di progetto e costruzione con la terra cruda.

Una quindicina di studenti di architettura provenienti da tutta Italia, coordinati dall’architetto Maddalena Achenza ( che subito si fa chiamare Madda dai bambini) e da un maestro peruviano.

Li abbiamo visti mettere le mani in pasta, sporcarsi, toccare la materia, Renate ci fa notare come questo per degli studenti di architettura sia raro e prezioso. Concordo. Mi scorre, in effetti, davanti agli occhi anche la mia carriera universitaria e penso che sono dei ragazzi fortunati.

Ragazzi e docenti presto adottano i nostri piccoli muratori e li mettono al lavoro: setacciare la terra, aggiungere la sabbia, mescolare, aggiungere l’acqua, introdurre la paglia, impastare, lavare lo stampo, riempire, rasare, sollevare e si ricomincia. Insieme.

Intanto Stefan e Silke intervistan, catturano espressioni, colgono i segreti della Terra Cruda in video!

Ci sono anche due ragazzi della Libia che partecipano al grande laboratorio. Si imparano anche archi, volte e cupole. Scopriamo che stanno costruendo la cupola per il forno comunale, giovedì sera provano il forno con una pizza tutti insieme, come vorremmo essere invitati e tornare!

Ma è ora di andare; torneremo, a trovare Walter, nella sua casa di terra a Villamassargia! Alla prossima!

PAESAGGIO E TERRITORIO

Vi presento alcune riflessioni dopo Officina Le Mat.
Ho osservato che spesso si usa il termine TERRITORIO e poi si intende PAESAGGIO e anche viceversa oppure la definizione non è così chiara.
Già dai miei studi universitari, ho appreso che si tratta di cose molto differenti tra loro e che hanno a che fare con le persone, il progetto, l’impresa e tante altre cose ancora.
La conoscenza e la consapevolezza del significato dei due termini mi sembra appartenere internamente al Manifesto Le Mat, alle cooperative/consorzi “SOCIALI”, quando parliamo LE MAT…
Quando impariamo nuovi saperi non possiamo essere più come prima il cambiamento è già in atto.
La responsabilità nelle nostre azioni è una salvaguardia per un mondo migliore.
Convito di quanto suddetto, a Bari ho proposto…: compiti per casa.
Io inizierei con la definizione/discussione di TERRITORIO e con la definizione/discussione  PAESAGGIO, vi invito a leggere il testo della Costituzione Italiana e poi altri documenti: la convenzione europea sul paesaggio e il codice del paesaggio.
E poi potremmo avviare una discussione in questo blog, commentando questo articolo…e poi tanto altro lavoro… alla fine saremo tutti un pò differenti (forse migliori).
Saverio

Indagine sulla domanda di turismo responsabile in Italia

La Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Sassari sta realizzando, con il supporto di CTS, dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile e di FormazioneTurismo.com,  una ricerca per studiare la domanda di turismo responsabile in Italia e le principali motivazioni che ne frenano la crescita. Possono partecipare alla ricerca tutti coloro che risiedono Italia e che sono maggiorenni.

Dateci una mano a raccogliere i dati! Dedicate 10 minuti del vostro tempo a compilare il questionario che si trova su questo link:  http://www.surveymonkey.com/s/BMLLCM6

Grazie!

In Umbria…adaciu.


Abbiamo passato tre giorni accompagnando Adaciu in giro per la nostra Umbria un pò …segreta…quella degli imprenditori sociali nel turismo.
Si svela anche ai nostri occhi abituati un’Umbria diversa…perchè rispecchiata dai speciali viaggiatori Le Mat con cui abbiamo trascorso questi giorni.
Amelia, Elena, Valentina, Gioacchino, Francesco, Maurizio, Antonino ci hanno restituito domande, espressioni, parole per descrivere la nostra terra.  Alla rovescia…
<<Immaginiamo le persone che curiosano da dietro le imposte mentre passeggiamo per le vie di Cannara, dopo pranzo.
Che cosa si coltiva qui?
Che lavoro fanno le persone’ E I GIOVANI?
Ho notato che l’hai chiamata foresta..
Siamo perfettamente abituati alla sensazione di non avere niente attorno, di essere isolati, non ci spaventa per niente..
FERMATI GUARDA UNA POIANA
Qui sicuramente torneremo…
Guarda Siro quanto brilla sembra che esce fuori dall’oculare
Tu come hai iniziato a lavorare? Che facevi?
Il cuore oltre il powerpoint
Troppo, poco, non ci accontentiamo
Noi dobbiamo gettare il cuore oltre ..la gestione museale
Burri dipinge e basta
E che ci dici di terremoto?>>

Chissà quanti altri viaggiatori e quanti altri spunti dovremo imparare a cogliere ancora!
Ad Adaciu il nostro ..in bocca al lupo per il loro progetto di lavorio, turismo e cultura! Ci vediamo a Gibellina!

Il Cuccio…in vendita

Qualche anno fa…forse era il 2006, all’edizione di Torino della Fiera Fà La Cosa Giusta, mi vedo arrivare allo stand di Le mat una ragazza con in mano un sacchettino di tela con dentro delle nocciole!!

Cristina, il suo nome, ci chiedeva se potevamo ospitare e promuovere anche il Cuccio, il suo B&B in un tipico casale del Monferrato! Si incontrano così le nostre strade..e si rincontrano dopo qualche anno adesso sul web, quando trovo su ZOES questo gruppo! Il Cuccio in vendita!

L’ho sempre avuto nel cuore questo posto, ho sempre pensato di andarci e adesso ho pensato subito che Le Mat, avrebbe dovuto fare qualcosa! Adottare il progetto di Cristina!

Ecco Cristina: “di case in vendita ce n’è piene le colline. il cuccio è qualcosa di un po’ speciale. è vero che io sono un po’ di parte perchè l’ho visto nascere, ma molti ci si sono affezionati, a volta anche senza conoscerlo…e questo succede solo a una realtà un po’ speciale!

Ora è in vendita. sono contenta della mia scelta e della svolta che a preso la mia vita, ma mi piacerebbe che chi si avvicinerà al cuccio, lo faccia con la consapevolezza di che cosa sta acquistando.
esternamente è solo una cascina con terreno. internamente porta il potenziale di chi lo vivrà e di tutta la gente che vi passerà.
per me è stato così: ospiti, viaggiatori, wwoofers, amici…gente diversa, da tutto il mondo. gente che ha portato li dei valori e dei sogni e che ha lasciato li parte di se con un lavoro, un consiglio, un ricordo.
chi prende in mano tutto questo prende, non prende solo un b&b, un’attività agricola o un’associazione culturale, prende un vivaio di idee e farà sviluppare quelle che più gli sono vicine. e se non si chiamerà più il cuccio…non sarà importante se il lavoro di questi anni potrà proseguire nella direzione di un diverso stile di vita, di un turismo ragionato, di un mondo migliore”
 
Internamente sono 6 camere, 3 cucine, 4 bagni, una sala grande, una
lavanderia e un laboratorio. è tutto abitabile e al momento è praticamente
anche arredato con parecchi letti e divani letto
esternamente c’è l’orto in permacultura, gli alberi da frutta, il noccioleto, il bosco, un
parcheggio, una parte di giardino in comune e un parte privata.
tutta la parte esterna è in ordine e in parte cintata. e c’è parecchia attrezzatura agricola (quasi tutta manuale per via della permacultura, ma anche motosega, carretto, compressore, tagliasiepi, ecc)

 Chi fosse interessato non ha che mettersi in contatto!!!

In Bocca al lupo, Cristina, speriamo di poterti essere d’aiuto!!! Sonia

Ecco cosa succede…qualche volta, anzi molto spesso!!!!

Ci è giunto questo invito a firmare una petizione online, è a sostegno dell’Ospitale dell Rifiorenze, che rischia di sparire!

Di che si tratta:

La cooperativa sociale “Ospitale delle Rifiorenze”, che gestisce da 5 anni i locali dell’ex convento del Carmine in Piazza Piattellina 1 come ostello e unico luogo di turismo responsabile nel centro di Firenze. E’ uno spazio aperto che offre ai viaggiatori soggiorni a prezzi accessibili, percorsi volti alla scoperta dell’impegno sociale di Firenze ma anche sostegno attivo del progetto di utilità sociale “Emergenza Freddo”.

Allo stesso tempo offre ai fiorentini un luogo di aggregazione attivo, consapevole e aperto a ogni fascia di età, integrato con le altre realtà culturali di San Frediano, corsi a basso costo tenuti da personale qualificato, concerti, spettacoli teatrali, esposizioni ed eventi totalmente gratuiti e una sala attrezzata per riunioni, conferenze e workshop.

Ecco la notizia:

Il Comune di Firenze ha deciso di destinare la struttura ad altre finalità, senza però offrire alternative alla Cooperativa, che si trova per questo senza un luogo in cui poter operare.

La richiesta dei rappresentanti della Cooperativa, visto il successo dell’attività, è quella di avere uno spazio in cui poter continuare a far crescere il loro lavoro.

Io la firmo…se vi pare fate altrettanto e passatela a quanti più contatti potete!

Cosa è successo a Terra Futura

Si è chiusa ieri la manifestazione Terrafutura presso la Fortezza da Basso a Firenze. Tre giorni intensi per parlare di argomenti sempre più attuali.

Tre giorni in cui abbiamo parlato con centinaia di viaggiatori! amici! colleghi!

Ci sono venuti a trovare allo stand, incuriositi dal nostro manifesto: un mosaico di volti, raccontandoci curiosità, desideri di scoperta, mete di destinazione, sogni!

Esiste una moltitudine inarrestabile di consumatori consapevoli ! Desiderosi di qualcosa di forte e innovativo: l’incontro autentico con le persone, durante il viaggio!

Al lavoro con me e Renate, un nutrito gruppo di neo-imprenditori turistici al via con l’apertura della loro prima struttura alberghiera:  la rocca di San Leucio affittacamete. I ragazzi della cooperativa sociale Diaconia di Frosinone a Veroli, un piccolo centro della Ciociaria, hanno aperto le porte di una vecchia canonica al viaggiatore…per farlo sentire a casa, inserito nel contesto territoriale che lo accoglie. In cantiere hanno un altro GRANDE progetto! Contattate Daniele per informazioni, prenotazioni, domande!!! 339 2951736.

Eccoci…in compagnia della nostra vicina di stand ! Sara di Planet ! Eh si perchè eravamo tutti insieme soci di AITR in un grande area dedicata al turismo responsabile!

Intensissimo anche il programma culturale della manifestazione!

Noi abbiamo partecipato a vari eventi:

Ecco un pò di foto e materiali…

Allo stand Cospe 28 maggio

Re-ignite 30 maggio

Guardate la presentazione che abbiamo illustrato in 5 minuti nella sezione Re-viaggiare allo spazio eventi ZOES Word World Web

re-ignite Le Mat

E poi vi racconteremo anche del seminario Sistemi locali di turismo responsabile esperienze a confronto in AITR!!!

A presto!!

Sonia