Articolo sulle nostre strutture LeMat

Vi segnalo questo link ad una pubblicazione Calameo che riporta un articolo fatto sul “Ristorarte GranCan” e “La Locanda Le Salette”

LA STORIA DEL SEMINARIO ALL’OSTELLO DI BAGNACAVALLO

Fatta Le Mat, bisogna fare i “Lemattiani”, ed è per diventarlo che ci siamo impegnati durante il seminario organizzato presso l’ ostello gestito dalla cooperativa sociale “Il Mulino”, nelle giornate dal 12 al 14 di dicembre. Ogni percorso di apprendimento che si rispetti prevede una parte teorica e una parte pratica: il pomeriggio di lunedì 12 è stato dedicato a quella teorica.
Assieme a una ventina di colleghi provenienti da tutta Italia e rappresentanti di diverse realtà nel campo dell’accoglienza sociale, o meglio dell’ACCOGLIENZA tout court, abbiamo messo in una valigia concreta e anche simbolica i nostri volti e gli oggetti che più ci rappresentano. Abbiamo poi esplorato il settore dei concetti e degli strumenti: dalla filosofia di coesione e mutuo sostegno dei soggetti Le Mat all’uso del sito, dei social networks e alla veicolazione dei contenuti, delle specificità e dei punti di forza delle realtà facenti parte del vasto mosaico, ognuna con i suoi volti, i suoi protagonisti e le sue storie, ma tutte necessariamente accomunate da un sistema di valori, anche etici, comuni, cioè la necessità di compiere un percorso di miglioramento della propria offerta anche e soprattutto attraverso il contributo degli altri,se è vero,com’è vero, che l’unione fa la forza. Recita il “manifesto Le Mat: «Ogni Le Mat è singolare!», ma c’è, anzi ci deve essere, uno standard qualitativo comune. Sono un Le Mat quindi coopero, collaboro, condivido, sostengo. La parte “pratica”, del martedì 13 è stata decisamente la più originale e per certi versi singolare, avendo richiesto a tutti noi un impegno fisico e anche psicologico. Ci siamo impegnati la mattina in esercizi  fisici per riabituarci al linguaggio corporale allentando le naturali difese inibitorie e imparare ad affidarci agli altri; tutto questo per poi “recitare” in un gioco di ruolo collettivo, e mettere in scena, divisi per gruppi, una serie di scenette più o meno tratte da situazioni realistiche inerenti le attività dell’ostello. Il tutto rigorosamente senza parlare, come nella migliore tradizione del cinema muto. E’ stato per me sorprendente scoprire come possa essere divertente “recitare” e come crei immediatamente coesione in un gruppo. E’ decisamente la scoperta dell’acqua calda, (generazioni di commediografi stanno lì a dimostrarlo), ma meglio tardi che mai. La seconda parte della giornata ha riservato altrettante e gradite sorprese. Si era deciso di fare tutti assieme una passeggiata più o meno turistica per Bagnacavallo alla ricerca di luoghi e di personaggi. Li abbiamo trovati entrambi. Favoriti dalla storia monumentale medievale ancora più o meno intatta del paese, e dal pomeriggio assolato, abbiamo vagato piacevolmente tra vicoli, piazzette, chiese e monumenti.

La visita al circolo dell’Abbondanza ci ha fatto scoprire quel tessuto di cooperazione e di sani valori che caratterizzano la parte migliore delle nostre terre, personificati nella figura del suo presidente, che coordina una realtà fatta di volontariato e di impegno a servizio della comunità. Poi la serenata di un nostro collega con doti canore a beneficio di alcune signore affacciate alle finestre delle case popolari antistanti il “vicolo degli amori”, così stretto che costringe, appunto a “stringersi”, è giunta inaspettata ma assolutamente a proposito. La parte finale della passeggiata ci ha portato in Piazza Nuova, una deliziosa piazzetta ellittica porticata, che ospita una taverna e un ristorante ovviamente antichi e ovviamente tipici: abbiamo incontrato il proprietario di entrambi che è stato ben lieto di mostrarcele nonostante l’ora di chiusura. Il nostro itinerario è terminato di fronte alla torre civica, luogo di ricordi di infanzia per molti bagnacavallesi. Anche la seconda parte della giornata ha contribuito a creare quel senso di svagata confidenza, potenziale veicolo di creatività, che era lo scopo primario delle nostre attività. Il giorno successivo abbiamo fatto i compiti. Abbiamo elaborato un programma di lavoro per coronare e mettere a frutto tutte le esperienze fatte nei due giorni precedenti. La strada per diventare “lemattiani “ si fa sempre più breve.

Un viaggio dal Friuli a Napoli – da cooperatore sociale…

I viaggio servono spesso a raccontare le cose che altrimenti non si vedono…
Grazie a Gigi per questo bel racconto che pubblichiamo perchè in tanti possano leggerlo…
E Auguri a Sergio D’Angelo – imprenditore sociale di NAPOLI!

Mercoledì e giovedì scorso sono stato a Napoli, chiamato dagli amici dell’Airsam, di Pd (che dagli anni ’70 vuol dire Psichiatria Democratica) e del Consorzio Gesco, roccaforte di Legacoopsociali campana, per dire quattro parole in un convegno sulla Salute Mentale.

Un viaggio “toccata e fuga”, ma allietato dal fatto che mi sono letto un libro intero a/r sul treno. Le uniche soste assurde, come al solito, le ho fatte a Mestre – snodo di quel Nordest dove mezzo secolo fa si invocavano le provvidenze della Cassa del Mezzogiorno, e fra un po’ torneremo a farlo – mentre come al solito la moderna stazione dell’antica capitale borbonica si merita l’eredità dei primi treni che solcarono la Penisola.

L’amico Fedele, psichiatra tra i promotori dell’evento, nell’accompagnarmi nella calda serata partenopea mi faceva notare come, dopo l’elezione di De Magistris a sindaco, si potessero vedere perfino le volanti della polizia fermare e multare qualche automobilista indisciplinato.

Ma la curiosità, quella vera, era per i mucchi di immondizie, quelli che si continuano a vedere in televisione. Quasi nessuna traccia. Venerdì, per spiegarne l’entità ai colleghi di Legacoop riuniti in assemblea a Trieste, facevo l’esempio della non esatta igiene ausburgica delle strade interne del porto adriatico. Certo, meglio della Roma veltroniana ed alemanna, da sempre disordinata e lurida oltre ogni dire. Nella notte il caldo mi ha fatto passare qualche tempo ad osservare in diretta il servizio di raccolta rifiuti. Nel viale per Capodimonte, a pochi passi dal ponte che sorvola il quartiere di Sanità, la raccolta avveniva addirittura già con elementi di differenziata: i mucchi di cartoni abbandonati fuori dei bidoni vuoti alle prime ore del nuovo giorno, all’alba erano tutti rigorosamente spariti.

Chissà se per farmi uno scherzo (anche se giurano di no), i colleghi di Gesco mi hanno fatto dormire in uno splendido villino ottocentesco, proprietà di due insegnanti di educazione artistica in pensione. Abbiamo finito per argomentare sul fatto se siano più ottusi i leghisti varesotti (dove loro avevano lavorato a lungo) o quelli veneto-friulani, ma non siamo riusciti a giungere ad una conclusione unanime: la materia era troppo influenzata da crisi di ribrezzo. Ma fuori, su una stele (che il padrone di casa vorrebbe presto restaurare – e mica è cosa sua: è un monumento pubblico, ed è per quello ci tiene!), l’antico motto umbertino mi ammoniva: “A Pordenone si fa festa ed a Napoli si muore: vado a Napoli“. Quando si dice la coincidenza.

L’indomani, il convegno viene inaugurato da un puntualissimo sindaco. De Magistris riesce a farti sentire sensazioni strane: come quando, all’incipit, afferma che la Salute Mentale non è un problema specialistico, ma generale, e che tutti prima o poi, compreso il sindaco di Napoli, hanno momenti di disperazione. Per cui la pazzia finisce per essere uno dei pochi criteri cui ispirarsi, come hanno fatto lui e gli altri che hanno sconfitto un intero sistema politico e liberato la loro città. Come fanno i valsusini che difendono la loro valle (lo ha detto lui, non io, ma modestamente mi associo). Lo spirito delle assemblee basagliane non avrebbe potuto aleggiare più vicino.

Il resto della giornata è solo la prova generale di un movimento che per lunghi mesi, dalla fine del 2010, ha posto sotto denuncia le politiche di distruzione del Welfare italiano. Che a Napoli hanno portato a chiudere strutture di cooperative sociali, per trasferire gli utenti – a costi lievitati a livelli astronomici – nelle cliniche private. I centri diurni chiusi hanno lasciato gli utenti a casa, soggetti al moltiplicarsi dei ricoveri ed alla disperazione delle famiglie. L’inserimento lavorativo diventa inavvicinabile, in una città angustiata dalla disoccupazione di massa, dove i cooperatori sociali attendono la paga da molti mesi, a causa delle irresponsabilità istituzionali.

Intanto le esperienze positive stanno lì, a dimostrare che “un altro mondo è possibile”. Come il gruppo appartamento gestito quasi a costo zero, le cui tre utenti intervengono in assemblea con lucidità. Come gli operatori pubblici che non si rassegnano a diventare somministratori di farmaci e ricette per i ricoveri nei nuovi manicomi. Come i cooperatori che costituiscono i principali presidi sociali in quartieri come Secondigliano, dove c’è l’Aquilone, la più grande delle cooperative di Gesco. Ed i ragazzi dei centri estivi che per primi, con gli operatori, sono scesi nelle piazze cittadine per iniziare la raccolta differenziata.

All’assessorato ai servizi sociali del Comune ora non c’è più l’esponente di Sel che aveva assistito inerte all’accumularsi di 3 anni di ritardi nei pagamenti alle cooperative sociali. Abbracciato e baciato che neanche la Madonna, ora c’è Sergio D’Angelo, l’ex presidente di Gesco ed ex vicepresidente di Legacoopsociali nazionale. Il tempo è poco ma l’impegno è solenne: tornare giù appena possibile, per un viaggio di studio su come “la cooperazione si fa Stato” nelle condizioni più difficili. In fondo il mio primo lavoro sociale l’ho appreso nell’Irpinia del dopo-terremoto, quando le compagne del “manifesto” locale mi dicevano che era “come faceva S. Luigi Gonzaga” (ed infatti…), ed io argomentavo che l’assistenza domiciliare era invece un pezzo dello Stato sociale europeo.

Gigi Bettoli, Legacoopsociali Fvg

I Le Mat a Genova: chi sono e cosa fanno!

Ho incontrato a Genova i protagonosti dell’accoglienza Le Mat.

Lavorano in vari luoghi della città, sulle alture ( come dicono loro) o in basso al porto, nei musei, in ostello, nelle ville, radicati e “padroni” della città! Intercettano e incontrano ogni giorno centinaia e centinaia di visitatori, ma che dico! migliaia…tengono sotto occhio molti fenomeni che hanno caratterizzato il settore turistico negli ultimi anni a Genova.

Stanno tentando un cambiamento, tenersi connessi, comunicare di più, lavorare ad un progetto comune, forse meno voluminoso…ma sicuramente più “emozionale”: Le Mat!

Ecco Le Mat a Genova attraverso la storia dei suoi protagonisti:

- ANNA

Sono nata a Genova, ho 51 anni. Ho 2 figli. Ho frequentato l’Istituto Magistrale. Ho lavorarto 10 anni in una cooperativa che si occupava di trasporti. Da 11 anni lavoro presso la Cooperativa Solidarietà e Lavoro, prima presso il Padiglione del Mare e della Navigazione e da 6 anni al Museo Galata. Mi occupo della reception, biglietteria e amministrazione. Il lavoro che svolgo mi piace, soprattutto il contatto con il pubblico e i visitatori. Sicuramente mi servirebbe fare un corso d’inglese…ho studiato sempre francese. Nel tempo ho lottato molto per migliorare la struttura in cui lavoro, ho anche abbandonato più volte il posto di lavoro quando le condizioni atmosferiche si facevano insopportabili…però è servito a migliorare!

MARCO – nasco a Milano, il 24/01/64 ( MA NON LI DIMOSTRO!), ho una formazione scientifica e potendo ritornare indietro, opterei per una scelta di tipo linguistico. Lavoro al Museo del Mare di Genova, nei seguenti ruoli: biglietteria e reception, operatore didattico, saltuariamente addetto al bookshop.

Mi piace il contatto con il pubblico e in particolare con i bambini. Reputo la mia città molto bella, con un notevole patrimonio artistico-culturale e paesaggistico che quando posso tendo a promuovere, ho creato in passato alcune proposte di visita. Credo molto nell’amicizia e nella collaborazione, anche sul lavoro, ho il difetto forse di essere un pò impulsivo. Vorrei contribuire perchè la nostra realtà diventi sempre più collaborativa e comunicativa!

BARBARA – Sono di Genova, da sempre, nata nel 1973. Dopo un “brillante” diploma di perito turistico, con un’esperienza di studio in Francia, con tanto entusiasmo ho frequentatao 2 anni di facoltà di scienze politiche e un corso di marketing internazionale, poi l’entusiasmo durava, ma i soldi no e ho iniziato a lavorare. Il primo vero lavoro è stato nel mondo del volontariato poi i bisogni contingenti mi hanno obbligato ad accontentarmi ed è iniziato un lungo periodo di “non soddisfazione” dove contava solo lo stipendio. Ho vissuto tutta la negatività di essere un numero in una grande azienda e tutte le frustazioni derivate dall’essere obbligata a lasciare la testa furi dal luogo di lavoro. Intanto cambiavo, alzavo quella testa che per troppo tempo ho tenuto bassa, avevo voglia di partecipare! Avevo avuto un figlio e volevo essere una risorsa anche per lui! Quando il mio contratto a termine è finito è stata una liberazione.

Ho così incontrato Solidarietà e Lavoro. Dopo un piccolo incarico in ostello dove facevo le pulizie, ho avuto la possibilità di lavorare in Acquario. Mi si è aperto un mondo. Ho riscoperto responsabilità, voglia di afre, soddisfazione, nonostante la pressante presenza del cliente ( così chiamiamo il proprietario della struttura dove lavoriamo…).

MASSIMO- Sono nato a Genova nel 58. Sono nel gruppo …”quello con più esperienza!”. I luoghi che hanno caratterizzato la mia formazione culturale e non, sono stati in giovane età una famiglia disfunzionale, la scuola e la palestra. Non ho terminato gli studi facendo di tutto per non passare la maturità e cercando di fuggire alla disfunzionalità della mia famiglia anche con le droghe. Ho incontrato la cooperazione sociale dopo essermi giocato le occasioni che la vita mi ha presentato: sono stato nella nazionale di judo, istruttore, tassista, dipendente comunale.

Ho ricominciato ogni volta e adesso sono l’ostellante di Sugenova. Mi occupo della cura dell’ospite in tutto e per tutto, tendenzialmente mi piace lavorare da solo, ma adesso dopo essermi fatto una grande esperienza e conoscenza del lavoro, ( in passato ho anche condotto un agriturismo), vorrei costruire un vero staff dell’ospitalità!

ROMINA- nata a Genova nel72. La mia vita è stata sempre impostata in un contesto di paese fra famiglia e lavoro. Mia madre ha sempre avuto da generazioni una trattoria tradizionale, la mia infanzia si è svolta accanto a lei in trattoria. Ho fatto studi turistici. Il mio sogno è lavorare in agenzia di viaggi: per conoscere posti, studiare la geografia, viaggiare. Questa è la mia passione. Ho lavorato come stagionale sempre e poi ho avuto l’occasione di lavorae in Comune ai Servizi d’Informazione turistica e nel 2001 sono stata assorbita dalla cooperativa Solidarietà e lavoro, sono stata coordinatrice di Genova Informa, ora Pegli Informa e l’ostello Sugenova: la nostra recente avventura.

Tutto questo vissuto..è a disposizione del viaggiatore Le Mat a Genova!!!

Seguiamoli nel loro progetto di un’accoglienza più autentica, semplice, direi…comprensibile Su-Genova! In Bocca al Lupo!. Sonia.

Un viaggio in maremma con Ecometettoilmondo

Ho passato un weekend con Massimo, Fabiola, Monica, Barbara, Massimo…e altri amici di Ecometettoilmondo di Follonica. Sono andata per una giornata di lavoro sull’affiliazione Le Mat e abbiamo approfittato per sperimentare un viaggio vero … con i miei bambini. Abbiamo passato tre giorni nella zona compresa fra Follonica e Campiglia Marittima in Val di Cornia.

“Il giorno più bello della vacanza è stato quando ho potuto conoscere i figli di Massimo. I loro nomi sono Lorenzo che ha 11 anni, Anna 5, Chiara 13, Matteo 15. Mi è piaciuto andare sopra gli asini e mentre ero in passeggiata ha mangiato gli asparagi.

Dopo Gilda, un’asina, ha pistato una bottiglia di plastica a terra che ha fatto rumore, io che ero sopra di lei ho urlato…si è spaventata anche l’asina di Olivia!” Così scrive Giosuè ( 8 anni) nel diario dei viaggi di Le Mat.

Mi è servito un pò per conoscere meglio le persone, i luoghi, poter dare qualche consiglio, avere la possibilità di ringraziare chi mi ha accolto! Grazie!

Ho visto finalmente la mitica spiaggia attrezzata Tangram…fuori stagione…in una giornata ventosa di sole in cui si poteva comunque giocare con la sabbia e correre in riva al mare.

Tutto vuoto ancora ma Fabiola mi ha raccontato dove si stendono le pedane per l’accesso delle carrozzine, dove si posiziona la tavola braille, e poi tutto quanto accade: le serate, le attività, i libri, la canoa, il bar…gli incontri.

Alla spiaggia ci siamo andati in bicicletta, si possono noleggiare accanto alla stazione ferroviaria. Si attraversa il borghetto antico di Follonica e ci si trova subito su una bella ciclabile fiancheggiata da pinete. In poco più di 3 chilometri si raggiunge un podere dove l’associazione Asiniamo fa fare ai bambini una bella esperienza di avvicinamento agli asini. Vicino una riserva umida popolata da tante specie …ricordo le garzette, il tritone, la vacca maremmana.

Abbiamo dormito in aperta campagna al Barattolo, una casa colonica con delle camere perfette per una famiglia numerosa come la mia!

Un bel soggiorno che sembra di stare a casa, la cucina per fare la colazione, il prato per giocare, i gatti, il forno, l’aia. Susanna e Fabio son dei perfetti padroni di casa, presenti attenti ma non invadenti.

Tutt’attorno si coltivano carciofi e baccelli e meloni.

Il sabato abbiamo visitato il canile comunale gestito dalla cooperativa Il Nodo. Abbiamo portato a spasso Leo, Senna e Giotto. Ci hanno spiegato anche come funziona un canile, e raccontato qualche storia…un pò triste…di cani abbandonati. Al canile ho visto chi si prende cura di loro: sono fantastici! I bambini erano entusiasti.

Quando Ecomettettoilmondo ti propone un viaggio ..pensa anche al piano b se piove! Sono proprio bravi!

La domenica alla scoperta dell’area dei Parchi di Val di Cornia.  Iniziamo con Campiglia Marittima che ci riserva delle sorprese: una finestra sul medioevo..incredibile! Dalla Rocca di Campiglia si scorge in lontananza un’altra Rocca: è quella di San Silvestro, lì vogliamo andare al centro del parco archeologico-minerario.

Era il primo maggio…e voi non potete immaginare i brividi che ho provato nel ripercorrere questo viaggio nel cuore della terra. Lo sfruttamento  minerario di questo territorio, ricco di giacimenti di rame, piombo e argento si è protratto dagli etruschi fino al 1976. Durante tutto il tempo della visita alle miniere …non potevo far a meno di pensare alle tante generazioni di minatori che hanno faticato per tutta la vita e alcuni, tanti, l’hanno perso la vita per il loro lavoro!

8 ore di lavoro in 2 persone, per avanzare nello scavo di 1 metro di galleria, estrarre una tonnellata di roccie da cui si possono ricavare 15 gr di rame! Ho meditato tanto…

Quando usciamo con il treno dalla galleria di carreggio alla Stazione Villa Lanzi…in un piazzale lì accanto la gente festeggia il primo maggio. Banchetti, musica, informazione…negli stessi luoghi dove fino al 1976 si sviluppava il lavoro e la vita dei minatori. Il luogo è pregno di storie, di storie di uomini. Non lo dimenticherò veramente questo viaggio! Qui rincontriamo, senza esserci dati appuntamento, Monica e Massimo …non sarà un caso!!!!

Il mio diario del film Le Mat in Umbria

Magari Production in Umbria con Le Mat

Cari amici

voglio raccontarvi la mia ultima avventura LeMat.

Siamo stati così contenti di ospitare la Magari-Pruduction-Film

per girare a Coloti il film-diario di viaggio. Tutto organizzato con l’aiuto e la supervisione di Sonia.

All’nizio eravamo atterriti all’idea di un regista invadante e creativo sempre pronto a riprenderci in ogni momento. Il borgo andava rinfrescato, ripulito, riordinato, dentro e fuori. La fiction stava per varcare il cancello e io pensavo già a come mettere insieme il guardaroba.

Poi c’era tutta la logistica da inventare: i suoi pasti, i suoi spostamenti, il suo tempo libero…. aiuto!!! Per fortuna abbiamo fatto una riunione con Sonia in cui abbiamo trasvolato su date, eventi, costi, testi, dizione (?) Mistero totale: abbiamo capito che nessuno di noi sapeva esattamente cosa sarebbe successo

Sono arrivati di notte, mi sentivo tesa. Era tardi, so che non è quello il miglior momento per ragigungere Coloti. In quel momento speravo di accoglierli al meglio e, tanto per cominciare, il nostro amato cane Maya abbaiava per quell’arrivo notturno spaventando i viaggiatori già stanchi e mezzi addormentati.

Ve li presento:

Stefan è un giovane uomo, viene da Berlino, abituato a viaggiare e ai viaggiatori, flessibile, gli piace stare in compagnia e scambiare due chiacchiere. Parla molto bene l’italiano.

Silke è la sua compagna, creativa, sorridente, molto collaborativa. Lavora nel sociale organizzando attività per i ragazzi di strada.

Mercan bambino di 7 anni, simpatico, curioso, mangia tutto soprattutto le polpette fritte di riso e verdure, e gioca sempre. Sta imparando i giochi di carte italiane. La sua risata era una musica perfetta per il film.

Sasha un loro amico. A Berlino vende mobili. E’ un viaggiatore raffinato, amante della lettura e del sole.

Lavorare al film-diario

Stefan è molto paziente e pragmatico e non vuole certo che il lavoro rovini la loro vacanza quindi programma i tempi con cura e cerca di evitare sforzi inutili o eccessiva dispersività. Anche Silke aiuta sempre. Così ho avuto tempo di portare avanti i preparativi per l’arrivo dei prossimi clienti contemporaneamente al film.

Le prime riprese sono state delle panoramiche interne ed esterne, con persone o vuote, senza la pretesa di narrare. Infatti Stefan aveva bisogno di conoscerci meglio e capire cosa volevamo raccogliere nel film. Un pomeriggio, unendo le sue prime impressioni alle richieste nostre e di LeMat, Sonia e Stefan hanno trovato il filo rosso che potesse legare la nostra storia alle altre storie LeMat…. semplice il diario di viaggio viola protagonista della prossima campagna promozionale.

Una donna scrive sul diario di viaggio quello che succede giorno per giorno durante la sua vacanza: arrivare, la cena con gli amici, preparare tutto con cura per il prossimo fine settimana, giocare nel bosco, accendere il fuoco, riposarsi nella casa…

E’ stato interessante immaginare che emozioni comunicherei per pubblicizzare il mio lavoro. Avrei voluto che lo spettatore potesse sognare la natura libera, il silenzio, i colori caratteristici di questi luoghi. Poi la vita reale al borgo ha preso il sopravvento e ci siamo ritrovati a ridere e girare e registrare in un flusso costante in cui le riprese e le azioni reali si mescolavano dandomi un ritmo diverso, più consapevole, più calmo. – Anna Bartoli Langeli – Borgo Coloti.

Fare comunità

Sono a Bagnacavallo ( RA) in compagnia del Consorzio Fare Comunità e della cooperativa sociale Il Mulino, stiamo facendo una giornata di formazione e di approfondimento sull’Innovazione Imprenditoriale nelle coopeartive sociali di inserimento lavorativo. Oggi è la giornata dedicata alla buona prassi Le Mat.

Stiamo parlando di inclusione, di autonomia, di comunicazione. Si fanno anche piccoli lavori di gruppo: eccone uno! Ho chiesto di taggare il testo del manifesto Le Mat, vediamo cosa ha colpito e risuonato a Fabio, Sara e Laura!

cura, metodo di ospitalità, sviluppo economico sociale e sostenibile, cooperazione tra viaggiatore e imprenditore sociale, barriere, idee e responsabilità, partecipare, diritto di cittadinanza per tutti, diversità, stare bene, identità=singolarità.

Siete d’accordo?

La cooperativa Il Mulino insieme ad altre del territorio ( La Traccia, Botteghe e mestieri, La Pieve, e Sinettica) gestisce un ostello grandissimo nel centro storico di Bagnacavallo. Ovviamente sono andata a visitarlo, anche se in questo periodo è chuso, e per la prima volta da tanto tempo…mi è piaciuto!

Uno spazio molto luminoso, grande, semplice , flessibile! La cooperativa vuole lavorare sulla propria identità, imparare a comunicarla, progettare per e con la comunità locale, portare il mondo dentro all’ostello! E vi assicuro che c’entra tutto!  Spero di averli incoraggiati e di aver suggerito la metologia Le Mat!

Guardate il set di foto!

Solidarietà e lavoro aderisce alla “Carta del Mare”

SOLIDARIETA’ E LAVORO/ NEWS

LA CARTA DEL MARE
Responsabilità culturali, ambientali, economiche e sociali, da condividere con buone pratiche

A SOLIDARIETA’ E LAVORO L’ATTRIBUZIONE DI “PROTAGONISTA DI BUONE PRATICHE”

Si è tenuta lo scorso 16 dicembre presso il Galata Museo del Mare di Genova, la presentazione del progetto “La Carta del Mare 2010″, nato per sostenere e sviluppare la cultura del mare e creare una rete di soggetti pubblici e privati, sensibili all’ambiente, alla cultura, all’accoglienza e al lavoro.

Alla presenza dell’Assessore Regionale A. Berlangieri e del Direttore Generale dell’Agenzia ‘in Liguria’ E. Franzosi, la Cooperativa Solidarietà e lavoro è stata riconosciuta quale ente meritorio.

La Carta del mare funziona come una vera e propria carta a punti, finalizzata a condividere esperienze e valori culturali, ambientali e sociali con gli tutti gli operatori territoriali tra i quali enti locali, musei e centri culturali del mare, parchi naturali, aree marine protette, consorzi di operatori turistici, strutture ricettive, imprese e associazioni della pesca, stabilimenti balneari e pubblici esercizi.

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SOLIDARIETA’ E LAVORO/ EVENTI

SOLIDARIETA’ E LAVORO GESTISCE ANCHE STRUTTURE TURISTICHE E MUSEALI, PRESSO CUI ORGANIZZA EVENTI PUBBLICI E PRIVATI.

OGGI I TI SEGNALIAMO UNA INIZIATIVA SPECIALE, RIVOLTA A CHI VUOLE VISITARE GENOVA E FESTEGGIARE SAN VALENTINO IN UNA CORNICE DAVVERO FUORI DAL COMUNE

LUNEDI’ 1 4 FEBBRAIO ORE 19:00
“ROMANTICA CENA PER INNAMORATI”

PROGRAMMA DELLA SERATA:

- RICCO APERITIVO DI BENVENUTO
- VISITA ACCOMPAGNATA AL CASTELLO
- CENA A LUME DI CANDELA SERVITA AL TAVOLO
- FOTO RICORDO PERSONALIZZATA IN OMAGGIO

COSTO: 150 A COPPIA. PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA, SOGGETTA A CONFERMA
( MIN. 15 COPPIE).

PER INFORMAZIONI: 010.2723820
CASTELLO D’ALBERTIS, GENOVA

S-marketing per il turismo

Lavori per un turismo sostenibile ecologico e conviviale?
Nel farlo ti senti piccolo come una formica tra i giganti globali?
Ricorda che i dinosauri si sono estinti, le formiche no.

Con questa chiamata, Rotte Locali - Rete per un Turismo Responsabile a Verona – ha raccolto lo scorso weekend una ventina di partecipanti al corso s-marketing per il turismo tenuto da Marco Geronimi Stoll.
C’ero anch’io, attratta da quel “i dinosauri si sono estinti..le formiche no!”. Avevo già incontrato questo messaggio nella mia vita, era il 2004 e faceva così:

Chi si distingue non si estingue! e l’animale non era una formica ma una salamandra…guardate questa foto! La prima edizione della Fiera Fà La Cosa Giusta a Milano, lo stand di Le Mat!
mi ha risuonato molto forte e non potevo non andare!
Mi ci è voluta una settimana per metabolizzare …e ora mi sento abbastanza capace di scrivere un articolo!
Le sollecitazioni sono state tantissime, ma quello che mi è rimasto di più è che UNA COMUNICAZIONE ECCELLENTE NON ESISTE. Per essere ABBASTANZA EFFICACE deve essere:
- EMPATICA
- IMMAGINIFICA
- RECIPROCA
- a BASSO RUMORE
- CAPACE DI SOVVERTIRE LE CORNICI MENTALI

Come si fa? Ci sono dei consigli, e Marco Geronimi ce ne ha introdotti molti, ma la sincerità s’impara con il tempo, l’esercizio e forse, aggiungo io, anche molti errori! E poi, non sempre possiamo fare tutto da soli! Dobbiamo chiedere ai professionisti ( grafici, esperti, etc) di aiutarci ad essere autonomi!
Un altro tema di grande presa: l’informazione. Non bisogna avere paura di sprecare l’informazione!
L’informazione è una differenza che genera differenza. Deve potersi replicare!
Con la nostra IDEA, dobbiamo comportarci come alberi e non come mammiferi! Ora non sono in grado di spiegarvelo bene, ma anche questo mi è risuonato dentro MOLTO FORTE! E di certo ha a che fare con questa IDEA di LE MAT del franchising sociale, del replicare le buone pratiche!
Vi voglio raccontare anche del lavoro che Paola, Alice e i lavoratori dell’albergo Gran Can hanno fatto per il buono svolgimento del corso.
Non ho potuto fare a meno di mettere il naso nei luoghi di lavoro, nel back-stage, in cucina, al bar…dove pulsa il cuore dell’ospitalità di Azalea!!!
Conosco bene il grande gioco dell’accoglienza alberghiera…conosco bene la magia del farlo con attori speciali, e conosco bene come ci si sente quando …si va in scena!!!
Per questo a loro è andato il mio primo pensiero…per questo riporto a casa i loro volti, le espressioni di fatica nel lavoro, la concentrazione, i sorrisi.
Avrei tanto piacere di tornare per lavorare insieme a questa nostra IDEA, di un turismo dei luoghi sì, ma anche delle PERSONE!
Per dirlo con le parole di Azalea…
TUTTI INCLUSI: la formula di soggiorno che ci piace di più!

 

GENOVA – i tanti punti di vista degli imprenditori sociali

A Genova c’è un consorzio tra cooperative sociali che si chiama Progetto Liguria Lavoro, tanti soci, tante attività Valori Aggiunti, come dicono loro!

Ho passato 2 giorni con loro, abbiamo lavorato sui tanti prodotti che già ci sono e sull’affiliazione Le Mat!

Ho conosciuto molte delle persone impegnate nei diversi servizi turistici, dai musei, al catering e ora l’ostello SU GENOVA.

Sopra Genova appunto con una vista stupenda – N.S. del Monte….c’è tutta una storia, ve la racconteranno loro quando ci andrete!

Da qui si scende a piedi, attraverso stupende passeggiate ma volendo anche si sale….

Abbiamo cenato alla Locanda del Monte! OTTIMO!

A presto!


Novembre in Sardegna – nell’Iglesiente

Dal 14 al 16 sono stata in Sardegna – 3 giorni intensi con gli imprenditori sociali della cooperativa San Lorenzo di Iglesias.

Dal mare alla montagna…qui si respira progettualità, inclusione, empowerment….tante persone, tante idee, tanto lavoro e tanta voglia di fare, di fare meglio. Io credo che qui presto ci saranno molte proposte Le Mat.

Già adesso c’è la SARA IV – ci si potrebbe arrivare da Sant’Antioco – dove è ormeggiata – fino a Genova….magari un giorno. Comunque per ora ha ottenuta il riconoscimento di VELA SOLIDALE e poi c’è una lunghissima storia che dovete farvi raccontare …

Ma non c’è soltanto la SARA IV alla San Lorenzo….Iglesias, vi assicuro, vale la pena e loro stanno preparando un autentico rifugio nella montagna del Marganai….

Leggete nelle località Le Mat !

Guardate il sito della cooperativa sociale San Lorenzo.

A GENOVA HALLOWEEN SI FESTEGGIA AL CASTELLO!

A Genova ci sono la cooperativa sociale Solidarietà e Lavoro e il Consorzio Progetto Liguria Lavoro – grandi esperti di gestione di musei e di eventi – che sono soci di Le Mat e stanno lavorando per sviluppare nuovi e interessanti prodotti turistici. Oggi ci segnalano

DOMENICA 31 OTTOBRE , CASTELLO D’ALBERTIS
“BUFFET DELLE STREGHE”

Strani personaggi si aggirano tra le stanze del castello….
Rebus, indovinelli e giochi ti condurranno alla scoperta dei passaggi segreti, ove le streghe trovano rifugio da sguardi indiscreti..

Castello e Porto

Alle ore 19:45 inizio caccia alle streghe per adulti e bambini.
A seguire cena a buffet, con menu bimbi ispirato ad Halloween.

Costi: € 35 adulti , € 25 bambini , comprensivi di ingresso, visita animata del castello, visita passaggi segreti, cena e……..brividi di paura!!

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

INFO 010. 2723820
Castello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo

Il Castello D’Albertis – Museo delle Culture del Mondo- domina tutta Genova affacciandosi sul porto e la città. Ideato dallo stesso Capitano D’Albertis, con il gusto del collage architettonico e del revival neogotico, viene eretto tra il 1886 e il 1892 su resti di fortificazioni cinquecentesche e tardomedievali.
Il percorso di visita attraversa l’abitazione del capitano per approdare ai veri soggetti della rappresentazione museale: le popolazioni indigene di Africa, America e Oceania.

Come arrivare:

- Stazione Marittima: raggiungere a piedi Piazza Acquaverde (Stazione Principe), proseguire verso Via Balbi per l’ascensore Castello D’Albertis – Montegalletto
- Stazione Piazza Principe: Proseguire sulla sinistra verso Via Balbi per l’ascensore Castello D’Albertis – Montegalletto
- Stazione Brignole: autobus n. 33, 39 o 40

DOMENICA 31 OTTOBRE, ORE 15:30

AL GALATA MUSEO DEL MARE ARRIVANO..”I FANTASMI DEL MARE!”

Un pomeriggio speciale da condividere assieme, genitori e figli.

Lungo le sale del museo mercanti, pirati, marinai e personaggi imprevisti vi aspettano, per raccontarvi storie avvincenti di mare e fantasmi.

Al termine una simpatica sorpresa sarà fatta dono a tutti i bambini!

Costi: adulti 8 Euro, bambini 6 Euro ( max 14 anni), comprensivi di visita animata ed ingresso al Museo ( si precisa che il sommergibile N. Sauro non fa parte del percorso museale).

PER INFORMAZIONI: 010.2345655

Galata Museo del Mare ( Darsena)