La sagra settembrina delle erbe palustri a Bagnacavallo

Ricordate il videoracconto di Teresa, la viaggiatrice Le Mat a Bagnacavallo? Teresa era ospite dell’Ostello di Bagnacavallo  e tra le altre cose ci raccontava dell’ECOMUSEO della Civiltà Palustre a Villanova di Bagnacavallo!

Una bellissima esperienza!

La tradizionale rievocazione storica delle tecniche ottocentesche di lavorazione delle erbe palustri e del legno nostrano, curata dall’Ecomuseo della Civiltà Palustre (situato in Largo Tre Giunchi 1 a Villanova di Bagnacavallo) avrà luogo quest’anno dal 6 all’11 settembre 2013, giorni in cui la piccola cittadina della campagna bagnacavallese si trasforma in un mercato e in un vivace laboratorio che accoglie i mestieri dell’arte legati alla natura e le antiche botteghe ove le canne e le altre erbe palustri venivano trasformate.

Vediamo il programma.
Il 6 Settembre l’Ecomuseo alle ore 15.30 durante l’Incontro Terre del Lamone presenterà il sito internet e alcuni progetti didattici; alle ore 19.00 poi ci sarà l’inaugurazione della manifestazione con cena a buffet (previa prenotazione) presso la Vecchia Osteria della Bassa Romagna con prodotti locali.

All’ Etnoparco dalle ore 21.00 si potrà assistere a rappresentazioni dialettali di antica consuetudine: Un viàz a l’arvérsa (un viaggio al contrario), sorrisi, pensieri, note e parole dai nostri inviati nell’“umanità romagnola …” di Gianni Parmiani, Paolo Parmiani e Riccardo Ruffini, messa in scena de il gruppo teatrale La Compagine.

Il 7 Settembre La Soffitta In Piazza, mostra mercato dell’usato, dell’arte e del naturale, riempirà il pomeriggio dalle 14,00 alle 20,00, nel mentre si attiveranno anche La Bottega dell’Arte con esibizioni di artisti in libertà e all’Etnoparco la Piccola Fiera del prodotto tipico della valle del Lamone, originale vetrina delle opere dei contadini; alle ore 15.00 ci sarà la dimostrazione pratica delle tecniche ottocentesche di utilizzo dell’erba di valle e del legno nostrano, cuore della Sagra, a cura del Cantiere Aperto dell’Ecomuseo, nonché, in Via Ungaretti, la presentazione delle vecchie botteghe artigiane e dei mestieri etnici italiani e spagnoli; sempre alle ore 15.00 nel parco pubblico ci sarà il 12° Torneo delle Erbe Palustri di “Zachegn” un gioco tradizionale delle campagne romagnole che ha origini ultracentenarie il cui principio fondamentale è la sfida nel lancio del mattone: il bersaglio che i giocatori devono colpire è a sua volta un mattone o una pietra (zachegn). Pare che anche il padre del Passatore, (nostro personaggio storico locale), Girolamo Pelloni, eccellesse in questo gioco tanto da sfidare i cittadini dell’opposta sponda del Lamone fra una traversata e l’altra del traghetto che comandava. Sempre dalle 15,00 l’animazione “in zir par la fësta” (in giro per la festa) con Frate Tac e i suoi animali, l’organetto di Barberia ‘d Michil (di Michele) e Il venditore di aria fritta; al Parco Pubblico invece sarà allestito l’accampamento per Il passaggio del Giovanni Acuto (un esponente importante della Cavalleria medievale) a cura dell’ Ass. Culturale di rievocazione storica Compagnia d’Arme delle Spade di Castenaso (BO). Alle ore 16.00 all’Ecomuseo è prevista la conferenza Due giorni di Romagna dei giornalisti del settore agroalimentare e ambientale con visita ai laboratori degli antichi mestieri. Alle ore 18.00 all’Etnoparco si svolgerà la 27° Gara Podistica delle Erbe Palustri, una camminata non competitiva aperta a tutti a cura di G.S. Lamone Russi. Alle ore 21.00 all’Etnoparco si metterà in scena E’ viaz, viaggio nella Romagna dei dialetti scritto da Olindo Guerrini (raffinato intellettuale del primo Novecento nonché arguto autore di un canzoniere in dialetto romagnolo) e Raffaello Baldini, seguito da un “trebbo” (voce romagnola italianizzata per “trébb” che significa riunione di amici, incontro, veglia) con Giuseppe Bellosi e Adolfo Margotti.
L’8 settembre sarà ancora frequentabile la mostra mercato La Soffitta In Piazza dalle 8;00 alle 20:00, così come La Bottega dell’Arte con gli artisti in libertà nonché la Piccola Fiera del prodotto tipico della valle del Lamone. All’Ecomuseo alle ore 9.30 è previsto un workshop sugli “Ecomusei – Soggetti e protagonisti: cosa fanno e cosa vogliono”; sempre alle 9,30 al Parco Pubblico ci sarà un Mercatino delle Pulci per bambini e ragazzi fino a 14 anni; alle ore 10.00 la ormai imprescindibile dimostrazione pratica delle tecniche ottocentesche di utilizzo dell’erba di valle e del legno nostrano, momento della giornata in cui convergeranno antiche sapienze e tecniche naturali da varie parti d’Italia a cominciare dagli “antichi mestieri del mais, del legno e del filo” (Gruppo Ecologico Tiveron – S. Cristina di Quinto TV); “dall’albero alla sedia” (La bottega di Brontolone – Massa Marittima GR); “cestoni, gavagnole e pagliarole acquavivane” (Montecchio PU); cesteria laziale, ciociara e salernitana; Intrecciatori e impagliatori romagnoli, terracotta, mosaico e ferro battuto. L’animazione in zir par la fësta comincerà alle10.00 con l’aggiunta di Biagio il cantastorie dei fatti e l’interprete dei canti popolari romagnoli; I Maggiaioli di Povlò con serenate e cante della Romagna toscana; Al Parco comunale dalle ore 10.00 rimarrà a disposizione del pubblico l’ Accampamento per Il passaggio del Giovanni Acuto; ancora al Parco Pubblico dalle 16.00 verrà animato lo spettacolo di burattini di Sganapino Apprendista Contadino a cura del Teatro dell’Aglio. All’Etnoparco due eventi: alle ore 17.00 il concerto dei Quinzàn Venì, Venì E Mi Amore e alle 21,00 L’identità Di Un Paese, incontro in libertà con Ivano Marescotti, Roberto Zalambani (segretario nazionale Arga) e Fafì il contadino più noto della Romagna.
Gli ultimi tre giorni saranno dedicati a degli eventi ludici e collettivi: il 9 Settembre all’Ecomuseo alle 19.30 una cena conviviale a tema La cultura nel piatto e la storia nel bicchiere: serata del Bursôn con piadina e porcello in collaborazione con Consorzio del Prodotto Tipico Il Bagnacavallo, presso la Vecchia Osteria della Bassa Romagna (è gradita la prenotazione), seguita poi alle 21.00 all’Etnoparco dalle Grintose Chitarre Di Moreno: un viaggio nella musica italiana ed internazionale … e un po’ di cagnara con le impareggiabili barzellette di Tiziano Gatta. Il 10 Settembre alle ore 19.30 la seconda cena conviviale a tema Il menù del fotografo presso la Vecchia Osteria della Bassa Romagna (è gradita la prenotazione). All’Ecomuseo dalle ore 21.00 ci sarà la Serata Del Fotografo con proiezione dei lavori di ricerca sullo stato dei roccoli (strutture di mimetizzazione per la cattura della selvaggina, in particolare degli uccelli migratori) e delle strutture poderali nelle Terre del Lamone. L’11 alle ore 19.30 l’ultima cena conviviale a tema Pesce azzurro del mare aperto presso la Vecchia Osteria della Bassa Romagna (è gradita la prenotazione). Per chiudere in bellezza, alle 21 presso l’Etnoparco ci sarà la presentazione del libro In Poche Parole Che Donna Sono: pensieri, parole, passioni e letture teatrali a cura di Donne verso il mare aperto. Durante tutta la manifestazione sarà possibile visitare il nuovo Ecomuseo e le mostre. Gli spettacoli sono ad offerta libera ed è gradita la prenotazione per le cene a tema. In caso di pioggia gli spettacoli serali si svolgeranno presso la Casa del Popolo (Via della Chiesa, 10).

la nuova stagione dell’Ostello di Bagnacavallo

Ciao carissimi!
Eccoci all’inizio della bella stagione, anche quest’anno, per cominciare a raccontarvi le nostre storie di viaggi e trasformazioni. Direi che per ora abbiamo alcune novità di cui andiamo fieri da mostrarvi: abbiamo iniziato quel lavoro di trasformazione della reception in senso “accogliente” che ci avevate già suggerito, e cominciato a personalizzare le camere, qualcuna con i fiori, qualcuna con i giocattoli e gli arredi per bimbi, qualcuna con uno stile “metropolitano”. Abbiamo anche pensato di arricchire le nostre colazioni, per cui ai succhi e le marmellate abbiamo aggiunto i cereali, la frutta di stagione e un bel tostapane per rendere più croccante il connubio pane-burro-marmellata. Il tutto allestito sopra una bella tovaglia in stile floreale; primo comandamento del bravo “albergatore”: anche l’occhio vuole la sua parte …


E ora, passiamo alle iniziative che possiamo anticipare e in seguito magari raccontare nell’ambito della nostra comunità. Bagnacavallo, a quanto sembra, ha una vocazione alla pace, e lo dimostra invitando tutti gli anni il Circo della Pace e aderendo alle proposte che si orientano in quella direzione. Se c’è una creatura che più di ogni altra fa pensare alla pace quella è il bambino, che essendo indifeso ispira un’amorevole protezione ed è il “contenitore” ideale per un’educazione ai valori della concordia e della non-violenza. Perciò eccoci alle iniziative di “Bagnacavallo città dei bambini 2013”. Come si educa alla pace? Per esempio sviluppando la creatività e la tendenza alla socializzazione. Ci saranno perciò tra aprile e giugno laboratori per insegnare ai piccoli molteplici forme d’arte come “Manincreta”, per la lavorazione della creta; proiezioni di film di valore “educativo” come “La collina dei papaveri” di Goro Miyazaki; il “Piedibus”che impegnerà anche i piedini dei piccoli della scuola primaria, attraverso tre itinerari di un chilometro per andare assieme a scuola con un autobus umano, formato da un gruppo di bambini “passeggeri” e da due o più adulti “autisti” e “controllori”; una mostra d’arte con i lavori realizzati dai bambini della scuola dell’infanzia e primaria di Bagnacavallo; “Un Albero e Un Bambino”, cioè una festa al Podere Pantaleone (area verde rinaturalizzata) con distribuzione dei libretti ai bimbi nati nel 2012, giochi, animazioni, laboratori di orientamento con il Cai , visita guidata ai sentieri e merenda. Tutto questo nell’ambito di un percorso che parte dalla naturalezza dei bambini e delle loro creazioni “artigianali”e dalla natura del paesaggio passando per l’orto e giungendo infine alla tavola. Quest’anno infatti il tema privilegiato è quello del cibo, per l’appunto il «Cibo della Pace».

Di tutto questo, o meglio di quello che riusciremo a esperire, vi faremo narrazione.

e VOI….venite al HOSTEL di BAGNACAVALLO, a Bagnacavallo (Ravenna), naturalmente!!!!

Qui il racconto di TERESA la VIAGGIATRICE LE MAT http://www.youtube.com/watch?v=sZLwH6RuUpY&feature=player_embedded

Tel./Fax: 0545 60754 | Cellulare: 335 1793572 | E-mail:info@ostellodibagnacavallo.com
www.ostellodibagnacavallo.com

 

Venite da noi a Bagnacavallo alla Festa di San Michele!

Per cinque giorni, da giovedì 27 a domenica 30 settembre, Bagnacavallo si vestirà a festa, per celebrare il suo patrono San Michele, il cui anniversario ricorre il 29 settembre.
A Bagnacavallo si festeggia San Michele fin dal lontano 1202: allora i cittadini amavano assistere alla corsa dei cavalli berberi, oggi invece, in mancanza dei cavalli, si “accontentano” di spettacoli di strada, momenti di animazione, concerti, musica sacra nelle chiese, giochi, visite guidate; il tutto all’interno del già suggestivo teatro medievale bagnacavallese tra ex conventi con i loro chiostri, antichi palazzi nobiliari, cortili nascosti e le chiese ricche di opere d’arte.
Attraverso le vie, le piazze e gli scorci più belli del centro storico ai visitatori verrà data la possibilità di “riempire” l’anima, lo spirito e anche la pancia: i primi attraverso una serie di iniziative ludico-culturali, cioè spettacoli e mostre, la seconda con l’offerta del meglio dell’enogastronomia locale.
Cominciamo a saziare lo spirito. Il Museo Civico delle Cappuccine anche quest’anno persegue l’opera di approfondimento dell’opera di alcune figure bagnacavallesi, nello specifico l’attenzione si focalizzerà sull’attività di Sonia Micela, in occasione della cospicua donazione fatta dagli eredi della pittrice al Museo.
Al Convento di San Francesco, per non farvi mancare nulla, avremo invece due esposizioni. Dal 16 settembre al 14 ottobre, le Sale Garzoniane ospiteranno tre installazioni di Antonio Noia dal titolo racconti i/conici, Misurare il mare e Isola arte-fatta. Dal 23 settembre al 21 ottobre avremo invece una selezione delle opere di Sandro Martini dal titolo: Bianco Di San Giovanni In 6 Movimenti. Si tratta di grandi dipinti realizzati con tecniche miste, da vetri incisi e inchiostrati, da libri d’artista e due grandi opere dedicate al musicista John Cage. Nell’Ostello, all’interno delle nostre salette, ci sarà la mostra degli artisti locali della scuola di disegno B. Ramenghi.
Per chi vuole saziare anche lo spirito, ci saranno musica, giochi ed esibizioni. Fulcro della festa saranno infatti gli spettacoli sul palco centrale di piazza della Libertà, dalla performance itinerante Cib_arti a Radio Jukebox 2 , la radio in diretta del dj Luigi Bertaccini, la musica dal vivo dei The Doormen (venerdì 28), e lo swing dei Good Fellas (sabato 29). Per il teatro per grandi e piccoli ci sarà il Chiostro delle Cappuccine, per la danza il porticato ovale di Piazza Nuova.
Adesso passiamo a saziare la “pancia”. Nove punti gastronomici consentiranno di assaggiare specialità di ogni genere, dal tipico menu romagnolo ai piatti etnici, mentre il consorzio “Il Bagnacavallo” darà la possibilità di gustare i vini del territorio. Forni e pasticcerie prepareranno l’ormai famosa “torta di San Michele”, con miele e frutta secca. Innumerevoli saranno le osterie aperte per l’occasione. La nostra Brasseria contribuirà alle libagioni con il suo menù di cibi caratteristici e un piatto etnico diverso ogni sera. Chiaramente puntiamo molto, come quasi da tradizione, sulla nostra offerta di birre trappiste, le birre artigianali di alta qualità prodotte dai monaci di un numero selezionato di monasteri europei.
Infine, per ultimo ma non ultimo il tema della solidarietà declinato in due occasioni: la prima è lo spettacolo Alta attenzione, una serata dedicata alle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia (domenica 30). La seconda concerne l’impegno dell’Amministrazione comunale in prospettiva europea: ci sarà quest’anno la firma del patto di gemellaggio con la Communauté de Communes du Pays d’Othe Aixois (sabato 29), con percorsi alla scoperta dei paesi amici e gemelli di Bagnacavallo attraverso la musica, la cucina e la danza.
Come vedete, Bagnacavallo è una piccola ma attiva comunità, e noi dell’Ostello cerchiamo di contribuire a quest’attività nel modo migliore. Venite da noi a Bagnacavallo alla Festa di San Michele!

Venite a ballare il boogie woogie all’Ostello di Bagnacavallo!

Nel Chiostro dell’ex convento di San Francesco (via Cadorna 10), a Bagnacavallo, il 7 agosto alle ore 21.30 avremo l’Hot Boogie Trio.

Con Davide Falconi al pianoforte, Andrea Taravelli al basso e contrabbasso, Gianluca Nanni alla batteria, per un viaggio nella storia del boogie-woogie, dai classici (Clarence “Pinetop” Smith, Meade “Lux” Lewis, Lloyd Glenn) ai maestri jazz (Errol Garner, Oscar Peterson, Count Basie), fino a Renato Carosone. Questa serata fa parte della prima edizione del Bagnacavallo festival, una rassegna di musica di diversi generi che animeranno la città in diversi spazi del centro storico, dal 7 al 29 agosto.

L’invito è rivolto a tutti, amanti del ballo e non, amanti dello swing e non, e, soprattutto, convinti che “fare comunità” è anche riunirsi per ascoltare, ed eventualmente ballare, buona musica. Dunque, rompete gli indugi e venite a noi a scatenarvi e fare, perché no, anche nuove amicizie

La Cena dei popoli a Bagnacavallo

Sabato 7 luglio Bagnacavallo ha ospitato la Cena dei Popoli, organizzata dall’associazione interculturale Jam Salam, con il patrocinio del Comune e in collaborazione con numerose associazioni. Quest’anno parte del ricavato sarà devoluto alle popolazioni colpite dal sisma.
A partire dalle 19.30, la piazzetta di via Mazzini, antistante Palazzo Folicaldi, si è trasformata ancora una volta in una piccola agorà del mondo, dove uomini e donne delle diverse comunità etniche bagnacavallesi sono diventati ambasciatori della propria cultura attraverso i loro piatti tradizionali. Diversi i paesi presenti: Senegal, Marocco, Camerun, Romania, Polonia, Nigeria, Mozambico, Portogallo, Messico e Ucraina, ai quali si sono affiancati i piatti tipici della Romagna. A complemento del cibo anche la musica con il trascinante gruppo Esan Dance Igbabonelimin della Nigeria e un gruppo brasiliano. Su un quotidiano locale on-line sono riportate le parole di Justin Kamga, il presidente dell’associazione Jam Salam: «Questa cena – sottolinea, – non è solo un modo alternativo di trascorrere una piacevole serata, ma rappresenta, prima di tutto, un’occasione per conoscere i nostri vicini di casa e di quartiere, i quali a volte non parlano la nostra stessa lingua e non hanno le nostre stesse abitudini, ma hanno un bagaglio culturale affascinante proprio perché diverso da quello “autoctono”. La cucina è parte di questo bagaglio e si può partire proprio dai piatti tradizionali per scoprire l’altro». Se ci fosse stato mal tempo – ma c’era Caronte – la Cena di sarebbe svolta nei locali del centro sociale “Amici dell’Abbondanza”, che i Lemattiani che sono venuti a trovarci a Bagnacavallo ricordano sicuramente.

La Festa della Politica a Bagnacavallo

Sono pochi i momenti durante l’anno in cui il convento si anima, in cui cioè tra chiostro, sale e salette c’è un continuo viavai di persone in una profusione di suoni, voci e colori, che quando fanno massa critica cominciano inevitabilmente a trasmettere una positiva energia all’ambiente circostante: la Festa della Politica è diventato uno di questi momenti.
Pur non avendo assistito a tutti gli avvenimenti, da voci e frammenti di racconti mi sono fatta un’idea dell’atmosfera, afosa ma stimolante che si era creata nei primi giorni, ho poi partecipato, come osservatrice un po’superficiale per il dovere della “cronaca”, a quelli degli ultimi. Non posso raccontarli, ma posso provare a descriverli come dei quadretti immortalati da fotografie.

In sala Oriani erano concentrati alcuni dei dibattiti e interviste condotte soprattutto da giornalisti ai giornalisti più conosciuti perché bravi e ideologicamente schierati, come Luca Telese, Debora Serrachiani e Claudio Sardo, il direttore dell’Unità. A loro forse era stato riservato un trattamento involontariamente un po’ punitivo: Il clima umido-tropicale della sala offriva il colpo d’occhio di giornali agitati a mo’ di ventagli, di facce lucide e, in alcuni casi un po’ rosse, ma se la passione intellettuale è forte, si supera anche questo …

 

Più fortunati quelli che sono stati accolti sul palco del Chiostro, principalmente politici e musicisti, come Veltroni e Fini coordinati da Paolo Mieli, con l’eccezione di Carlo Lucarelli la prima sera: l’arietta freschina del dopo-tramonto stimolava la conversazione e in questo caso lo zoom della macchina fotografica si poteva soffermare sulle sedie attorno al palco, disordinatamente occupate, su quelle attorno ai tavolini disposti nell’erba, e sui loro occupanti: io stessa mi sono offerta di leggere una delle fiabe contenute nel libro “Ci sarà una volta. Favole e mamme in ambulatorio” incoraggiata dall’autore stesso Claudio Satta, che poco prima si era esibito sul palco come cantante, durante la informale presentazione del libro nel Chiostro.
L’aria freschina della sera oltre a stimolare i neuroni stimolava anche … la fame: io mi sono accontentata di una piadina che si poteva prendere nel baretto sotto i portici, ma pare che anche il ristorante allestito nell’ala ancora “grezza” del convento potesse soddisfare il palato senza deprimere le tasche.

Sopra tutti si è però distinto Sergio Staino, presente come autore e come ospite in molti degli eventi della Festa: una sorta di benevolo padre putativo che oltretutto ne ha disegnato la vignetta di presentazione, oltreché padre reale di Michele e nonno di Sofia, venuti con lui a Bagnacavallo.

STAINO E LA FESTA DELLA POLITICA ALL’OSTELLO DI BAGNACAVALLO

Io accolgo gli ospiti al Hostel di Bagnacavallo, un luogo di cui qui abbiamo raccontato più volte….

Colgo l’occasione della presenza di Sergio Staino presso di noi  il 25 e 26 di maggio per l’inaugurazione di una sua personale per raccontarvi il clima frizzante di questo periodo.  Sergio Staino, signore alto, con un’aureola  di capelli bianchi e il bastone da passeggio, ha dormito e fatto colazione da noi per poter essere vicino alla sede della mostra, sempre all’interno del convento.

Ciò che lo accomuna al suo alter-ego Bobo non è sicuramente l’aspetto fisico, ma l’intelligenza, l’ironia e la visione salace del mondo. Quando mi sono avvicinata a lui, seduto al tavolo della colazione ho verificato due cose: porta il bastone perché è quasi completamente strabico ed è una persona gentilissima. Nonostante il problema agli occhi mi ha autografato con tanto di facciona di Bobo nell’ordine: un libro per un ragazzo suo ammiratore, 4 poster  grandi come ricordo per l’Ostello e il mio libro Stainoterapia dell’amore  che mi sono procurata appositamente.

Ciò che lo accomuna invece a Bobo è sicuramente la moglie, quasi identica alla Bibi cartacea, un’affabile signora sudamericana, premurosa e attenta alle esigenze del suo compagno.

Il clima frizzante cui accennavo si collega a Staino e alla Festa della Politica, che anche quest’anno si terrà presso di noi: lo stesso Staino ne ha parlato il giorno dell’inaugurazione della sua mostra, e vi parteciperà come ospite l’ultima sera. Quest’anno si terrà dal 14 al 17 giugno presso il Convento, con alcuni appuntamenti sicuramente interessanti come un dibattito con Carlo Lucarelli sulla “Mafia invisibile” e un ricordo di Leo Longanesi a tre voci, Paolo Mieli, Walter Veltroni e Gianfranco Fini. Non poteva mancare e infatti non mancherà il dibattito sulla “politica nell’era di twitter”. Ovviamente il tutto condito da musica e cibo. Chicca finale: un anticipo della Festa la sera del 9 giugno che ricorderà la famosa lettura dantesca che Carmelo Bene fece il 31 luglio del 1981 dalla Torre degli Asinelli di Bologna. Dopo 31 anni Dante torna su una torre: Ivano Marescotti dalla Torre Civica leggerà alcuni brani tratti dalla Divina Commedia in dialetto romagnolo. Io che ho già assistito alle sue letture dialettali della Commedia, posso garantire che in quella salsa Dante diventa davvero “dolente” e insieme sanguigno, come gli uomini della nostra terra. Il piatto è ricco … e mi ci ficco …Venite a trovarci…vi aspettiamo