Il vulcano spento…si riaccende! Adesso alla ex-Rockwool di Iglesias si fa bioedilizia!

Ecco un altro giorno in Sardegna con la Cooperativa sociale San Lorenzo …dietro le quinte della Magari Production impegnata nella realizzazione dei videoracconti di viaggio Le Mat!

Non ci volevo credere che una delle nostre cooperative sociali avesse avuto l’ardire di comprarsi una fabbrica, e che fabbrica! Non capivo mica bene..perchè?

Il 18 luglio alle 9.30 appuntamento ad Iglesias alla Ex-Rockwool con Giuseppe Madeddu, presidente della San Lorenzo..con 4 parole ci fa capire questa scelta strategica! Sapevo che 2 giorni prima, il 16 a Milano, erano saliti alcuni dei cassaintegrati della rockwool di Iglesias a manifestare la loro condizione di equilibrio precario, mi sembrava quasi di fargli un torto!
Luciana ci aspetta per farci strada, all’ingresso della zona di Iglesias le miniere abbandonate ( di cui vi parleremo in un altro post)…stanno ad avvisarci che peggio verrà! Intravediamo il “mostro” della fabbrica, in punta di piedi entriamo…negli uffici ora lavora il personale amministrativo della San Lorenzo.

Alle pareti la memoria della fabbrica: le carte geologiche della sardegna, le concessioni minerarie, le piante degli impianti, mission e vision della vecchia rockwool, i cartelli della sicurezza!

Dal 1998 al 2009 la fabbrica produceva oltre un terzo dei pannelli di lana di roccia necessari per coprire il mercato italiano, ma è stata chiusa per gli eccessivi costi per il trasporto merci e per lo smaltimento dei rifiuti derivanti dalle lavorazioni.

Impiegava un’ottantina di lavoratori. Giuseppe ci dice: “Quando Rockwool ha deciso di chiudere per delocalizzare ci siamo posti il problema di come andare avanti perché la San Lorenzo, con la fabbrica di lana di roccia è cresciuta occupandosi di tutto ciò che riguardava la movimentazione delle merci”. Il primo vero lavoro della cooperativa è stato quello, capisco meglio ora anche questa forte valenza simbolica, l’inclusione lavorativa vera e propria è nata attorno alla Rockwool, Luciana ci racconta come Giuseppe quando diventò presidente ebbe l’idea di insegnare ai ragazzi della comunità a fare questo mestiere per poi proporsi alla multinazionale danese! Vi pare poco?

Prosegue la visita alla fabbrica.
Passo davanti alle aree di stoccaggio delle materie prime…ci sono ancora dei residui…i bambini ci ficcano subito le mani..e sinceramente anche io. Giuseppe ci fa vedere pezi di ossidiana: è uno scarto della fusione dei basalti, eh si perchè il processo di produzione della lana di roccia ha inizio con la fusione della roccia vulcanica ad una temperatura di 1500 °C, per raggiungere queste temperature si usa il coke anche di questo nel piazzale se ne trovano svariate tracce. Come scarto della fusione si ottiene l’ossidiana: Giuseppe la fa vedere ai bambini e dice loro che è preziosa e che ci si fanno anche i gioielli…ne rubiamo qualche pezzo!

Ora non interessa più la linea produttiva della lana di roccia, tanto che la cooperativa sta vendendo gli impianti e…riusando ai propri scopi quello che serve.
Ora in fabbrica si fanno a mano i MATTONI IN TERRA CRUDA.
Ad esempio i carrelli che si usavamo per il trasporto della roccia adesso la San Lorenzo li ha attrezzati a 2 piano per poterci costruire direttamenet sopra i mattoni in modo poi da muoverli più facilmente. Stefan prova ad alzarne uno già essiccato non pesa poco! E’ pieno , mica forato!
Assistiamo alla lavorazione, facciamo molte domande a Giuseppe, che ci racconta le proprietà della terra cruda, i costi, il prezzo di vendita e nasce subito uno slogan: 1 mattone, 1 euro! Ci sembra un giusto prezzo!
I bambini sono attratti dal mescolatore, dalle grandi presse di paglia, dagli stampi..vorrebbero tanto mettere le mani in pasta anche loro…ma lo faranno ben presto nel pomeriggio a Serrenti!

Si entra ora proprio in fabbrica e da quel che rimane, molto, si ha proprio l’idea del VULCANO ARTIFICIALE! fa una certa impressione, e subito ci appare come un set perfetto per il film, e un luogo da far visitare a tutti i viaggiatori Le Mat!!!
I lavoratori della San Lorenzo stanno smantellando molti impianti, i cavi che dismettono hanno un diametro impressionante, filtri, nastri, preriscaldatori, postbruciatori, estrattori, depuratori..solleticano le mie conoscenze da ingegnere ma …un’altra idea piomba sul campo! Stefan e Renate vogliono organizzare una danza/spettacolo in fabbrica per raccontare a tutti il grande progetto della San Lorenzo di essersi fatta carico di una cosa del genere, di essersi inpegnata per una riconversione post-industriale vera e propria!

E così si fa: Giuseppe, Luciana e Riccardo ( l’uomo dei numeri…) non ci dicono di no e 4 giorni giorni dopo guardate che accade!!!!

Tutte le foto della giornata qui!

Il mio diario del film Le Mat in Umbria

Magari Production in Umbria con Le Mat

Cari amici

voglio raccontarvi la mia ultima avventura LeMat.

Siamo stati così contenti di ospitare la Magari-Pruduction-Film

per girare a Coloti il film-diario di viaggio. Tutto organizzato con l’aiuto e la supervisione di Sonia.

All’nizio eravamo atterriti all’idea di un regista invadante e creativo sempre pronto a riprenderci in ogni momento. Il borgo andava rinfrescato, ripulito, riordinato, dentro e fuori. La fiction stava per varcare il cancello e io pensavo già a come mettere insieme il guardaroba.

Poi c’era tutta la logistica da inventare: i suoi pasti, i suoi spostamenti, il suo tempo libero…. aiuto!!! Per fortuna abbiamo fatto una riunione con Sonia in cui abbiamo trasvolato su date, eventi, costi, testi, dizione (?) Mistero totale: abbiamo capito che nessuno di noi sapeva esattamente cosa sarebbe successo

Sono arrivati di notte, mi sentivo tesa. Era tardi, so che non è quello il miglior momento per ragigungere Coloti. In quel momento speravo di accoglierli al meglio e, tanto per cominciare, il nostro amato cane Maya abbaiava per quell’arrivo notturno spaventando i viaggiatori già stanchi e mezzi addormentati.

Ve li presento:

Stefan è un giovane uomo, viene da Berlino, abituato a viaggiare e ai viaggiatori, flessibile, gli piace stare in compagnia e scambiare due chiacchiere. Parla molto bene l’italiano.

Silke è la sua compagna, creativa, sorridente, molto collaborativa. Lavora nel sociale organizzando attività per i ragazzi di strada.

Mercan bambino di 7 anni, simpatico, curioso, mangia tutto soprattutto le polpette fritte di riso e verdure, e gioca sempre. Sta imparando i giochi di carte italiane. La sua risata era una musica perfetta per il film.

Sasha un loro amico. A Berlino vende mobili. E’ un viaggiatore raffinato, amante della lettura e del sole.

Lavorare al film-diario

Stefan è molto paziente e pragmatico e non vuole certo che il lavoro rovini la loro vacanza quindi programma i tempi con cura e cerca di evitare sforzi inutili o eccessiva dispersività. Anche Silke aiuta sempre. Così ho avuto tempo di portare avanti i preparativi per l’arrivo dei prossimi clienti contemporaneamente al film.

Le prime riprese sono state delle panoramiche interne ed esterne, con persone o vuote, senza la pretesa di narrare. Infatti Stefan aveva bisogno di conoscerci meglio e capire cosa volevamo raccogliere nel film. Un pomeriggio, unendo le sue prime impressioni alle richieste nostre e di LeMat, Sonia e Stefan hanno trovato il filo rosso che potesse legare la nostra storia alle altre storie LeMat…. semplice il diario di viaggio viola protagonista della prossima campagna promozionale.

Una donna scrive sul diario di viaggio quello che succede giorno per giorno durante la sua vacanza: arrivare, la cena con gli amici, preparare tutto con cura per il prossimo fine settimana, giocare nel bosco, accendere il fuoco, riposarsi nella casa…

E’ stato interessante immaginare che emozioni comunicherei per pubblicizzare il mio lavoro. Avrei voluto che lo spettatore potesse sognare la natura libera, il silenzio, i colori caratteristici di questi luoghi. Poi la vita reale al borgo ha preso il sopravvento e ci siamo ritrovati a ridere e girare e registrare in un flusso costante in cui le riprese e le azioni reali si mescolavano dandomi un ritmo diverso, più consapevole, più calmo. – Anna Bartoli Langeli – Borgo Coloti.